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"Dell'Utri, e se Graviano comincia a parlare?"

Il mafioso dai rapporti politici potrebbe “pentirsi” di Giuseppe Lo Bianco

Parla Filippo Graviano, boss stragista del ‘93 indicato dai pentiti come uno dei protagonisti della trattativa tra Cosa Nostra e il nuovo partito in via di costituzione, Forza Italia. Dice di avere fatto in carcere una “scelta di legalità”, anche se continua a negare ogni coinvolgimento nelle stragi. E arriva il giorno di Gaspare Spatuzza: sarà sentito in aula a Torino, il 4 dicembre prossimo, dai giudici di appello che stanno processando Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado a nove anni per concorso in associazione mafiosa. Dalle carte trasmesse a Palermo dalla procura di Firenze emerge più chiaramente il contesto delle accuse che lambiscono Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, che avrebbero costituito, secondo le nuove rivelazioni di Spatuzza, le coperture politiche chieste ed ottenute dai fratelli Graviano all’inizio del 1994, quando progettarono l’attentato al pullman dei carabinieri parcheggiato nei pressi dello stadio Olimpico. Un attentato, lascia intendere oggi Spatuzza riferendo le parole di Giuseppe Graviano, che avrebbe ottenuto un autorevole avallo da quelle forze che si stavano apprestando ad entrare in politica. Si tratta di due faldoni con oltre 500 pagine depositati ieri nel processo dell’Utri sui quali si è concentrata l’attenzione investigativa della direzione distrettuale antimafia di Palermo, che ieri, sempre nell’ambito della trattativa mafia-Stato ha interrogato nuovamente Massimo Ciancimino, che, nei giorni scorsi, aveva annunciato il possesso di alcuni nastri registrati con le conversazioni del padre con gli ufficiali del Ros nel corso dei colloqui nella sua casa di piazza di Spagna, a Roma.
sabato, 21 novembre 2009, 14:43 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Qui la democrazia è sotto tiro.

Intervista de L’Unità a Paul Ginsborg

http://www.vegalleries.com/Ragnar%20Images/Ragnar%206.5%20Images/Phantomime/NightWithoutEnd.jpgIl dopo Berlusconi? Ancora non lo vedo all’orizzonte…». Paul Ginsborg conosce bene l’Italia e da storico non trova elementi per dire che è iniziato il tramonto del berlusconismo. «Non illudiamoci ancora, l’uomo sa resistere», spiega. Ritiene importante la forte partecipazione alle primarie del Pd ma invita la sinistra a «tornare a studiare» per capire la società. Il«No Berlusconi day»? «Diamo una mano a questi ragazzi». Professore, assistiamo da mesi a forti tensioni istituzionali: prima gli attacchi al Capo dello Statoealla magistratura,poi i tentativi pericolosi di salvare il premier dai processi. La nostra democrazia sta proprio male? «Sono molto allarmato sullo stato della democrazia, perché ormai stiamo assistendo a uno svuotamento delle istituzioni e a un continuo attacco al sistema di bilanciamento dei poteri. I pilastri classici delle democrazie sono sotto tiro. Sì, in Italia c’è una emergenza democratica: questa destra sta tentando di imboccare la via populista». Peròc’è qualcuno che sostiene che siamo agli ultimi giorni del berlusconismo... «Sarei molto cauto, provo una certa difficoltà a dire che Berlusconi è in crisi. Certo, dentro la maggioranza ci sono fibrillazioni e rissosità. Ma penso ci siano ancora interessi forti che spingono i protagonisti del centrodestra a restare uniti fino alla fine della legislatura». Le fibrillazioni però stanno facendo emergere Tre destre dentro la destra: quella dei fedelissimi del premier, quellaTremonti-Bossi e quella di Fini… «A me pare che vadano delineandosi fondamentalmente due destre. Quella di Fini che è più rispettosa delle strutture democratiche e più aperta su alcuni temi come l’immigrazione. È un tentativo interessante perché, per dirla con una battuta, credo che sia quasi più importante in Italia avere una destra decente che non una sinistra decente. Ma Fini non mi pare sia maggioritario, anzi. L’altra destra che emerge è quella di Bossi, Tremonti, Formigoni che credo sia quella maggioritaria». Tutti personaggi in cerca del dopo Berlusconi? «Molte volte abbiamo dato per morto politicamente Berlusconi. Oggi però siamo ancora qui. Voglio che sia chiaro: il dopo Berlusconi non è affatto vicino, ancora non ci rendiamo conto di quanto l’uomo sia tenace.
sabato, 21 novembre 2009, 14:40 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Lo sviluppo (regionale) sostenibile

Ricerca a cura dell'università di Pisa

CLASSIFICA GENERALE DELLA SOSTENIBILITA'

Regione
Punteggio
 
1. Trentino Alto Adige
62
2. Toscana
57
3. Abruzzo
54
4. Valle d'Aosta
54
5. Piemonte
53
6. Lombardia
52
7. Lazio
52
8. Umbria
51
9. Emilia Romagna
50
10. Liguria
50
11. Veneto
50
12. Marche
50
13. Friuli Venezia Giulia
48
14. Campania
48
15. Basilicata
47
16. Calabria
46
17. Molise
46
18. Sardegna
45
19. Puglia
41
20. Sicilia
38

sabato, 21 novembre 2009, 14:23 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Mafia, un pentito contro il premier

Ecco i veleni del verbale Spatuzza: «Dietro le stragi ci sono Berlusconi e Dell'Utri» di Riccardo Arena

http://temi.repubblica.it/UserFiles/Image/Firenze_ventennale/interna.jpgPALERMO. Entrano nuovi atti nel processo di Palermo contro Marcello Dell'Utri. Arrivano da Firenze, dove l'inchiesta sulle autobomba di Roma, Firenze e Milano, è in pieno svolgimento e potrebbe portare presto a clamorosi sviluppi sul fronte dell'individuazione dei mandanti esterni a Cosa Nostra. Ieri il procuratore generale di Palermo Nino Gatto ha messo i verbali a disposizione dei legali del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, imputato di concorso in associazione mafiosa e già condannato a nove anni in primo grado. Si tratta delle dichiarazione del pentito Gaspare Spatuzza, da tempo al centro di voci che agitano la politica romana. Spatuzza sarà di nuovo ascoltato, dalla seconda sezione della Corte d'appello di Palermo, il 4 dicembre. L’interrogatorio si terrà, per motivi di sicurezza, lontano dalla Sicilia: a Torino, al palazzo di giustizia. Nelle carte, l'ex reggente del mandamento di Brancaccio fa continui riferimenti ai propri referenti, i capicosca Filippo e Giuseppe Graviano, come fonti delle proprie informazioni su quella che, senza mezzi termini, definisce una trattativa con Silvio Berlusconi e Dell'Utri, per avere una sorta di copertura politica sulle stragi ancora da compiere: dopo gli obiettivi già attaccati si doveva colpire ancora, dare quello che il boss definisce «il colpo di grazia»: il devastante attentato all'Olimpico di Roma, contro i carabinieri.
sabato, 21 novembre 2009, 14:05 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Stato e Padrone rimetti a Noi i Tuoi Debiti? Alcoa Agile e la Ue

di Doriana Goracci

http://www.mutuoabitazione.it/wp-content/uploads/2009/08/debiti-283x300.jpg


Per anni sono finite le manifestazioni a Piazza Venezia, per anni abbiamo fatto presidi a Largo Chigi, dove ci hanno contati e chiesto quale numero era stato previsto nella richiesta alla questura, lì confinati in un angolo come pecore dietro un recinto, per anni siamo andati in scarse decine sotto il Senato in un budello che portava a Piazza Navona, dove altri cortei sono finiti. Passeggiate pacifiche e non violente,sia mai, che non toccavano via del Corso, lo struscio. Il video arrivato in Rete, porta un’ altra manifestazione  Manganellate al corteo Alcoa: UNA VERGOGNA! con  questo commento: 2  Roma. Corteo dei lavoratori sardi caricato dalla polizia. Blocco del traffico in via del Corso dove hanno avviene il primo contatto con la polizia fino all’ angolo con la Rinascente. Qui manganellate violente e una testata da parte dei poliziotti. Tutti poi di nuovo in corteo verso il ministero del lavoro; a rischio infatti 2000 posti di lavoro per un debito dell’ Alcoa nei confronti dello stato di circa 400 milioni di euro………….”

sabato, 21 novembre 2009, 13:57 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

True colors Christmas

Ospita l'alunna rom dopo lo sgombero: "Non potevo lasciarla a vivere in strada".

[A Pavia la Giuntadelcrocefissoinsalaconsiglio ha deciso di sgomberare i centri di San Carlo e Fossarmato. 15 bambini Rom frequentano la scuola a Pavia - il miglior viatico per l'integrazione -; che senso ha metterli in mezzo alla strada alla fine di novembre? Che responsabilità hanno quei bimbi per l'ignavia dimostrata da alcuni adulti? Il Comune deve garantire in primo luogo che il diritto all'istruzione sia garantito, e poi, ma solo poi, valesri su chi ha profittato troppo a lungo di un'accoglienza che non ha saputo farsi altro che assistenza. Si lascino quei bimbi e i loro genitori dove sono fino alla fine dell'anno scolastico. I bimbi devono stare con la famiglia, me lo hanno insegnato coloro che della famiglia tradizionale si sono fatti paladini ad oltranza, fino a considerare peccato mortale il suo disfacimento. Nemmeno nei confronti dei Rom, ci si può sostituire a Dio che tutto dispone e che unisce coloro che nessuno potrà dividere. O no? ic]

Stefania Faggi insegna da quasi quarant'anni a Milano ed è ancora piena di entusiasmo nel suo lavoro. È stata lei la prima nel quartiere dell’Ortica ad aprire le porte di casa a una dei rom sgomberati dall’ex fabbrica di via Rubattino. L'insegnante Stefania Faggi «Non avrei mai potuto tornare a casa, a dormire nel mio letto, se Cristina fosse rimasta in strada. Non avrei chiuso occhio pensando a lei e alla sua famiglia sotto il ponte, al freddo. Perché l’ho fatto? Che senso ha questa domanda? Non sarei una persona normale, sarei un essere disumano se non mi fossi portata quella bambina a casa e se non avessi cercato un posto anche per la sua famiglia». Stefania Faggi fa la maestra da quasi 40 anni ed è ancora piena di entusiasmo nel suo lavoro. È stata lei la prima nel quartiere dell’O rtica ad aprire le porte di casa a una dei rom sgomberati giovedì mattina dall’ex fabbrica di via Rubattino.«E non chiamatemi eroina — si raccomanda — perché io ho fatto ciò che avrebbe fatto qualunque persona con una coscienza, di fronte a quella famiglia rimasta senza niente». Di quei rom romeni lei sa il poco o nulla che si può conoscere in due mesi di scuola, tanti sono i giorni che Cristina ha fatto nella quarta B della scuola elementare Elsa Morante in via Pini. «So che è Cristina una bambina come le altre, con tanta voglia di imparare e di stare tranquilla. So che sua madre la mandava a scuola pulita e profumata tutti i giorni, anche se viveva in quel campo senza acqua e senza servizi.
sabato, 21 novembre 2009, 13:46 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Misteri d'Italia, Brenda muore all'alba

 di Paola Bonatelli
Nella storia della giornata mondiale contro la transfobia, che si celebra oggi, 20 novembre, in tutto il mondo in memoria delle vittime transessuali assassinate, l'Italia verrà ricordata quest'anno per la morte di Brenda, 32 anni, trovata morta all'alba nel suo appartamento di Roma. La sua memoria sarà anche più pesante perché Brenda era una delle persone transessuali coinvolte nel cosiddetto scandalo Marrazzo. La giovane brasiliana, morta asfissiata in seguito ad un incendio sviluppatosi nella sua abitazione (pare proveniente da una borsa), giaceva seminuda sul soppalco della sua casa di via Due Ponti. Accanto a lei, una bottiglia di scotch, e intorno l'inquietante presenza non solo di alcune valigie già pronte ma del suo computer portatile immerso nell'acqua. Nonostante le recenti dichiarazioni di Brenda, che, dopo l'episodio di violenza in cui era stata coinvolta l'8 novembre scorso, durante il quale le era stato portato via il cellulare e da cui era uscita spaventata e pesta anche per le ferite che si era autoprocurata in ospedale, aveva detto di non poterne più e di vivere nel terrore di morire, nessuno crede all'ipotesi del suicidio. Anche perché è il secondo morto del caso Marrazzo, dopo Gianguarino Cafasso, di professione protettore/pusher. Cafasso sarebbe morto di overdose di cocaina ma la faccenda non ha convinto la procura di Roma, che ha ordinato ripetuti esami tossicologici sul corpo. Secondo i carabinieri, sarebbe stato lui il filmaker di via Gradoli. La prima a non credere al suicidio di Brenda è appunto la procura capitolina, che ha disposto gli esami autoptici e tossicologici della vittima e il sequestro del suo computer. Non ci credono le sue amiche, che sostengono che Brenda l'hanno ammazzata, non ci crede Vladimir Luxuria, che ha detto "Brenda poteva essere vista come una persona scomoda, troppe cose mi lasciano perplessa sulla casualità di questa fine" e nemmeno il legale dell'ex presidente della Regione, Luca Petrucci, che, ricordando il famoso caso della Uno bianca, in cui i testimoni venivano messi a tacere, chiede protezione per Natalie, l'altra transessuale coinvolta nella vicenda Marrazzo.
sabato, 21 novembre 2009, 06:47 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Torre del Gallo

Carcere, i detenuti protestano

PAVIA.
 Prezzi per la spesa dei detenuti maggiorati del 50 per cento; attese lunghe per le cure sanitarie e permessi premio dati col contagocce. E’ la denuncia che arriva, con una lettera, dai detenuti di Torre del Gallo. Che ora minacciano lo sciopero della fame a oltranza. «Vogliamo scontare la nostra condanna senza per questo rinunciare alla nostra dignità», si legge nella lettera. I detenuti reclamano più attenzione sulla loro condizione di reclusi con due pagine scritte a mano. «Il vitto - si legge - è di qualità inferiore alla norma e non sufficiente ad una corretta alimentazione. La domenica non è prevista cena alcuna». Ma è sui prezzi del “sopravvitto” (i beni che i detenuti possono acquistare su richiesta) che si concentrano le lamentele, «perché - dicono - sono superiori del 50 per cento rispetto a quelli di qualsiasi grosso supermercato». In carcere, secondo una delle richieste di spesa offerta dai detenuti, arriva il burro che costa 2,19 euro, le uova che costano 3,69 e il caffè, di una nota marca, a 3,98. Una cipolla costa 0,79 euro.  Ma i detenuti si lamentano anche delle cure sanitarie, «non sempre - dicono - rapide e incisive. per ottenere una visita specialistica bigona attendere lunghi periodi. Se a un detenuto viene il mal di denti alla sera, deve aspettare sino al mattino successivo per avere un semplice antidolofico». E poi «l’igiene degli ambienti non è adeguata, è alto il rischio di contratte scabbia o funghi». Nelle docce «spesso manca l’acqua calda». Infine gli incontri con gli assistenti sociali «avvengono in modo saltuario, non si riesce a costruire una relazione che possa giovare al detenuto nel percorso di reinserimento». Secondo i detenuti, non ci sarebbe poi nessuno «ad usufruire di permessi premio, nonostante siano molti coloro ai quali tale beneficio spetterebbe ai termini di legge, essendo individui a carico dei quali non risultano rapporti disciplinari e che svolgono un lavoro all’interno del carcere».
 La direttrice del carcere, Jolanda Vitale, replica: «Torre del Gallo non è un’azienda privata, siamo sotto l’amministrazione dello Stato e si lavora in trasparenza. La vita nel carcere è sempre gravosa, quindi ci sarà sempre qualcuno a lamentarsi. Sui prezzi va detto che sono quelli applicati dalla ditta che si occupa del vitto e vengono controllati ogni 15 giorni dal Comune di Pavia. In più mandiamo, ogni due settimane, nostro personale nei supermercati per verificare che i prezzi siano congrui. I permessi premio? Si danno a chi ha i requisiti. Invito chiunque sia autorizzato a venire a visitare il carcere per rendersi conto delle condizioni».

Maria Fiore, La provincia pavese, 21 novembre 2009

sabato, 21 novembre 2009, 06:34 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

L'ultima pagina dell'album

Istat.it    ISTAT-Annuario 2009, il Rapporto.

Italiani vecchi e malati, la fotografia Istat

Uno su 5 ha più di 65 anni e il 38% ha una patologia cronica. La popolazione cresce grazie agli immigrati.

MILANO - L'Italia è un Paese sempre più vecchio, che conta un esercito di malati cronici. Nelle famiglie regna l'insoddisfazione per la propria condizione economica (il 41,3% ritiene «scarse» le proprie risorse economiche, percentuale che cresce al Sud). Sale, e questa è una buona notizia, la porzione di popolazione scolarizzata e aumenta la quota di chi legge almeno un libro. La popolazione in generale aumenta, ma solo grazie all’apporto degli immigrati, che neutralizzano l’effetto negativo del saldo naturale. È questa la fotografia del nostro Paese contenuta nella nuova edizione dell'Annuario Statistico dell'Istat.

IL PC, INTERNET E LA LETTURA - Quanto a usi, consumi e costumi, va detto in primis che computer e internet la fanno da padrone. L'Istat sottolinea che in particolare l'uso del pc è cresciuto in modo rilevante dal 2007 ad oggi, mentre per la Rete l'incremento è stato costante. E se diminuisce ma persiste ancora il divario territoriale e quello di genere, con gli uomini che ancora «navigano» più delle donne, spunta il primato delle bambine, quelle tra i 6 e i 10 anni, sui loro coetanei maschi. Meno diffusa tra gli italiani è l'abitudine alla lettura di giornali e libri: nel 2009 legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 56,2% delle persone di 6 anni e più mentre il 45,1% dedica parte del proprio tempo libero alla lettura di libri. Tuttavia, rispetto all'anno precedente crescono i lettori, dal 44% al 45,1%, soprattutto quelli «forti»: la percentuale di chi ha letto 12 libri e più passa dal 13,2% al 15,2%. I giovani tra gli 11 e i 14 anni rappresentano la quota più alta di lettori: sono infatti il 64,7% quelli che dichiarano di leggere libri nel tempo libero.

sabato, 21 novembre 2009, 06:31 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Signora Marcegaglia ...

http://www.angryconservative.com/home/Portals/0/Blog/GlobalWarming/global_warming_or_global_cooling.jpgmi consenta: il fallimento sarebbe della specie, umana. Visto che il premio che ha ricevuto si intitola "areté", confidiamo nel suo coraggio per una prossima uscita più realisticamente "virtuosa". (ic)

Clima, Marcegaglia: «no» a fughe in avanti della Ue senza intesa sulle emissioni

«Se al vertice di Copenaghen non si chiude, occorre evitare che l'Europa si dia ulteriore obiettivo di riduzione delle emissioni unilaterale, perché rischia di essere punitivo per la competitività delle imprese». Così la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia parla degli obiettivi che si deve porre l'Europa dopo la conferenza sull'ambiente che si apre il 7 dicembre, segnalando la necessità di non fare «troppi passi in avanti perchè, ponendosi obiettivi irrealistici, c'è il rischio di avviare un processo non credibile. «Dobbiamo spingere perchè tutti prendano impegni e perchè ci sia un accordo globale: non dobbiamo vivere come un fallimento politico se Copenaghen non si chiude», ha detto ancora Emma Marcegaglia che, in occasione della consegna del premio Aretè ha aggiunto: «L'importante è che cominci un percorso e che ci si diano dei tempi».

"Il sole 24ore", 20 novembre 2009

[Immagine da martynemko.blogspot]
venerdì, 20 novembre 2009, 21:28 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Il senatore di Corleone

da Il fatto quotidiano.

Una straordinaria inchiesta del nostro Marco Lillo comincia a rimettere le cose al loro posto. Renato Schifani, il presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, prima di entrare in politica e almeno sino a otto anni fa, aveva tra la clientela del suo studio legale palermitano molti personaggi processati e spesso condannati per fatti di mafia. Non è un reato, ma è un fatto su cui sarebbe utile aprire una riflessione. Schifani, che due boss di Cosa Nostra di alto livello come Nino Mandalà e Simone Castello definivano in una loro celebre conversazione come "il senatore di Corleone" (quello era infatti il suo collegio elettorale), assisteva come civilista mafio-imprenditori nella stesura di contratti, nelle controversie al Tar e, qualche volta, nei rapporti con la pubblica amministrazione. Trovare tracce documentali del suo curriculum non è però semplice.  Il Fatto Quotidiano ha cominciato a lavorarci e le sorprese non sono mancate. Oggi abbiamo pubblicato un primo lungo articolo che ci racconta come Schifani, nelle sue vesti professionali, abbia fatto di tutto per consentire la costruzione di un grande palazzo abusivo edificato con il contributo di molti tra i maggiori capomafia palermitani: dai Bontade, a Pino Guastella, dai Lo Piccolo fino ai Madonia e i Pullarà. La storia di quei nove piani di cemento diventa così esemplare per capire la mafia e l'antimafia.  Anche perché intorno al palazzo, come scrive Lillo, il destino di Schifani s'incrocia con quello di Paolo Borsellino: “Il primo (prima che le procure e i tribunali accertassero le responsabilità del costruttore corruttore e mafioso) ha messo a disposizione la sua scienza per sostenere il torto del più forte. Il secondo, nei giorni più duri della sua vita, ha trovato il tempo per ascoltare le ragioni dei deboli.
venerdì, 20 novembre 2009, 20:41 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Corte costituzionale: illegittimità della legge regionale sull'acqua

In particolare della "Legge regionale 26/2003: una legge innovativa per rifiuti, sottosuolo, energia e risorse idriche in Lombardia", com'è stata definita dalla Regione lombardia nel 2003, è considerato illegittimo l'art. 49 comma 1, quello che riguarda i servizi idrici integrati e la separazione tra gestione delle reti ed erogazione. Questo potrebbe voler dire che i consorzi per l'erogazione che comprendano Pavia acque, per esempio, siano possibili (se non obbligati) essendo Pavia acque il gestore delle reti idriche in provincia di Pavia. (ic)

[...] per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

    dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 49, comma 1, della legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come sostituito dall'articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia 18 agosto 2006, n. 18 (Conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di servizi locali di interesse economico generale. Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche”); dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 49, comma 4, della legge della Regione Lombardia n. 26 del 2003, come sostituito dall'articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia n. 18 del 2006, sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettere e) e p) della Costituzione, in relazione all'articolo 148, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 novembre 2009."



SENTENZA N. 307

ANNO 2009

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

venerdì, 20 novembre 2009, 20:18 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

No comment

 On. Franco Laratta, Interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Interni

PER SAPERE
Premesso che

- in seguito all’arresto del boss della mafia Mimmo Raccuglia, alcuni agenti della squadra ‘catturandi’ della Mobile di Palermo, hanno affermato - secondo quanto riportato da Repubblica del 17.11.2009 -: “Non chiamateci eroi perché arrestiamo i boss latitanti; questo è il nostro lavoro. Piuttosto, chiamateci eroi perché siamo dei dipendenti statali che pagano di tasca propria per lavorare al meglio”;
- da mesi, da più parti d’Italia viene segnalato ai parlamentari e agli organi di stampa, che non ci sono soldi per le missioni fuori sede dei poliziotti impegnati in operazioni molto delicate e rischiose, come quelli che in Sicilia hanno arrestato Raccuglia e prima ancora Lo Piccolo e Provenzano.

TUTTO CIO’ PREMESSO SI CHIEDE DI SAPERE

SE RISPONDE A VERITA’, e come il Governo ritiene immediatamente di reagire,
che:
- “I tagli al comparto sicurezza sono stati il peggiore ostacolo che i poliziotti hanno dovuto fronteggiare in questi mesi”, secondo quanto affermato da Franco Billitteri, segretario provinciale del sindacato di polizia Siap di Palermo;  
venerdì, 20 novembre 2009, 20:00 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Italiani residenti all'estero

di Paolo Biondani e Luca Piana ("L'espresso")

La tennista Flavia Pennetta, residente a Verbier, in Svizzera, e l'imprenditore Enrico Preziosi, che ha scelto invece la più classica Lugano. Il ciclista Davide Rebellin, che ha puntato su Montecarlo, e la famiglia Ferrero, proprietaria della Nutella, che ha preferito un sobborgo di Bruxelles. Sono alcuni degli oltre 30 mila italiani finiti al centro di una campagna di "verifiche individuali" avviata dall'Agenzia delle Entrate. Con l'obiettivo di favorire l'adesione allo scudo fiscale ideato dal ministro Giulio Tremonti. Secondo le prime indiscrezioni raccolte da 'L'espresso', nel mirino sono destinati a finire "tendenzialmente tutti" i soggetti che si presentano come residenti in uno Stato straniero a tassazione bassa o nulla, ma non risultano avere effettivi interessi economici e familiari oltreconfine. Il messaggio vuole essere chiaro: chi approfitta della sanatoria tremontiana, può mettersi in regola pagando il 5 per cento del capitale posseduto all'estero. Per gli irriducibili, invece, la legge minaccia di far sborsare più del triplo dell'intero patrimonio. Nell'ottobre scorso l'Agenzia delle Entrate aveva diffuso un primo dato grezzo su 29.158 italiani che figurano residenti in uno dei 54 Stati considerati "a fiscalità privilegiata". In queste settimane gli uffici tributari hanno incrociato le banche dati su 4.648 italiani di Montecarlo, 3.553 dell'Uruguay, 1.262 del Liechtenstein, 925 delle Bermuda e altre migliaia sparsi tra atolli e nazioni esentasse. La prima scrematura ha quasi dimezzato, ad esempio, i sospettati di San Marino, il cui numero era amplificato per problemi informatici. In compenso le istruttorie si sono allargate a Stati non compresi nelle liste nere o grigie previste dai trattati internazionali, ma comunque sospettabili di attrarre residenze fittizie. Il risultato è un maxi-elenco ancora provvisorio di oltre 30 mila "verifiche fiscali in corso", affidate alle sedi territoriali dell'Agenzia. Dopo le polemiche sui 40 mila avvisi spediti ai soggetti rientrati in Italia, ora le direttive impongono di concentrarsi su casi "significativi" di soggetti "concretamente sospettabili" di nascondere ricchezze dietro residenze di comodo.

venerdì, 20 novembre 2009, 19:56 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Allarme in banca: "rosso" 20 miliardi

La stima del presidente dell'Abi, Faissola, sui crediti: «Da molti mesi registriamo una crescita delle sofferenze».

MILANO - Allarme di Corrado Faissola, presidente dell'Abi, l'associazione delle banche italiane, sulla qualità del credito in Italia. Le perdite su crediti «a fine anno temo non saranno lontane dai 20 miliardi», rispetto ai circa 11 miliardi di euro dei primi nove mesi dell'anno, ha detto Faissola. Faissola, intervenuto all'assemblea annuale dell'Aibe (l'Associazione delle banche estere in Italia), ha detto che «non ci attendono mesi facili e di questo dobbiamo essere consapevoli». «Da molti mesi - ha aggiunto - il nostro sistema bancario sta registrando una crescita delle sofferenze. A settembre 2009 quelle lorde sono risultate pari a 55 miliardi di euro, in crescita del 25% su base annua e superiore al 3% in rapporto agli impieghi». Faissola ha poi spiegato che «nel primo semestre del 2009 le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti sono state pari a oltre 9 miliardi». Un dato che si è ulteriormente aggravato nel terzo trimestre: «i dati preliminari dei primi nove mesi e relativi alle prime undici banche, parlano di oltre 11 miliardi». «A fine anno - ha concluso - non saremo lontani dai 20 miliardi, traguardo che ovviamente ci auguriamo di non raggiungere».

Corriere, 20 novembre 2009

[da F.S.]

venerdì, 20 novembre 2009, 19:43 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Termovalorizzatori green

Da un articolo de "La tribuna di Treviso" del 6 novembre 2009.

Inceneritore, i terreni acquistati da Grossi
di Federico Cipolla

L’area a rischio di Nerbon è in mano a «Rea Dalmine», non alla società di Unindustria

SILEA. I terreni su cui verrà costruito l’inceneritore non sono di Unindustria, ma di «Rea Dalmine». Lo si scopre leggendo i preliminari d’acquisto dell’area di Nerbon su cui dovrebbe sorgere l’impianto. Giuseppe Grossi, arrestato due settimane fa, attraverso la società «Rea» di cui è amministratore delegato, è infatti titolare dei contratti preliminari di acquisto dei terreni. I contratti sono stati siglati tra la famiglia Buffon e Claudio Vittorio Sironi, a nome della «Rea Dalmine spa», di cui è consigliere e rappresentante legale. La firma di «Iniziative ambientali» non c’è. Grossi è dunque, come dichiarato da Alessandro Vardanega, presidente di Unindustria, un semplice partner tecnologico o il vero e proprio regista dell’operazione termovalorizzatore? E’ l’interrogativo che si pongono gli amministratori di Silea e i Comitati dei cittadini, anche alla luce della somma di dearo che dovrebbe essere scucita da «Rea Dalmine» per l’acquisizione definitiva dell’area di Nerbon, una volta ottenuti i permessi a costruire. Si parla di 5 milioni di euro circa, che saranno pagati ai titolari della Silea Legnami una volta ottenute le autorizzazioni regionali per la costruzione dell’impianto. L’a cquisto potrà però diventare definitivo anche prima. In questi giorni sono in corso febbrili incontri per concludere la trattativa. Già mercoledì si sarebbe tenuto un vertice con la famiglia Buffon e i suoi rappresentanti per determinare il passaggio di proprietà dell’area. Anche perché i preliminari di acquisto, già rinnovati una volta, scadranno il 15 gennaio 2010.

venerdì, 20 novembre 2009, 15:18 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Regole per le municipalizzate, e acqua

Servizi locali: le regole non possono attendere di Carlo Scarpa 

Nessuna privatizzazione dell'acqua o di altro, ma certo una maggiore spinta a che le amministrazioni locali mostrino se le loro imprese sono veramente efficienti. Nulla di male in questo, ma manca un pezzo. Manca una regolazione seria dei settori, che oggi non hanno regole chiare che possano veramente garantire una partnership pubblico-privato virtuosa. Occorre completare il quadro delle regole. E farlo rapidamente. Perché altrimenti i rischi sono tanti. Pare ormai definitivo. Passerà la riforma dei servizi pubblici locali proposta del governo, con la benedizione sostanziale di diversi esponenti dell’opposizione. In realtà, riguarda solo tre servizi, ovvero acqua e rifiuti e trasporti locali, ma per questi avviene effettivamente qualcosa di significativo. L’aspetto fondamentale è che si cerca di quasi-vietare gli affidamenti diretti di un comune a una impresa interamente pubblica. Se si vogliono fare affidamenti diretti, ci deve essere con almeno il 40 per cento un socio privato industriale (non solo finanziario) con compiti di gestione. Se no, si va in gara.

CONTRO LE INEFFICIENZE

La ratio è evidente. Accanto a tante imprese pubbliche efficienti, ce ne sono tante che gettano via denaro pubblico. Si noti che i privati, motivati dai profitti, a parità di efficienza verosimilmente chiederanno prezzi più alti delle imprese pubbliche. E allora le imprese pubbliche efficienti resteranno a galla, anche perché se sono veramente tali vinceranno le gare. Quelle che sono così inefficienti da perdere le gare perfino contro i privati, che dai prezzi devono ricavare margini di profitto, personalmente non le rimpiangerò.
Per dare un’idea, nel 2005 risultavano in perdita circa un terzo delle imprese locali del settore igiene urbana e il 40 per cento nel settore idrico. E il trasporto pubblico locale va anche peggio. (1)

venerdì, 20 novembre 2009, 14:57 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, con sgombero

Milano: nella giornata internazionale dei diritti dell'infanzia nuovo sgombero forzato di campo nomadi Rom senza garanzie, nè alternative abitative

Sgomberati all'alba a Milano i rom romeni che occupavano abusivamente un immobile in disuso in via Rubattino.
 
Uno sgombero forzato di famiglie e decine di bambini che frequentano le scuole, senza preavviso, senza contatti con gli enti del privato sociale e con le scuole, senza garanzie, né effettive alternative abitative da parte dell'amministrazione comunale, in violazione delle raccomandazioni degli organismi internazionali, proprio mentre si celebrava la Giornata internazionale del fanciullo.

Le immagini e la cronaca drammatica e giuridicamente efficace di Tommaso Vitale.

Da ASGI, Associazione Giuristi per l'Immigrazione.
venerdì, 20 novembre 2009, 14:52 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Un computer nell'acqua

Questa mattina i quotidiani online dando la notizia della morte atroce di "Brenda" (ma qual è il nome vero? Lo si potrà mai sapere? così, per rispetto) davano il suicidio come causa più probabile. Ma nessuno, leggendo quella notizia, avrà mai pensato che quella fosse la causa. E' stata uccisa e, nonostante ci siano stati omicidi e assassini torbidi e oscuri, questo, lo confesso, mi ha lasciato stordita, schifata e, nonostante tutto, incredula. Quante battute si sono fatte in queste settimane, quanti risolini, quanti disprezzanti commenti...
Come si fa presto a eliminare i reietti, vite usate e gettate, sotto i nostri occhi. (i.c.)


Morta carbonizzata la trans Brenda

Ancora un morto nella vicenda di via Gradoli. Dopo la morte del pusher, Gianguarino Cafasso, trovato cadavere a settembre, mentre la trattativa sul video era in pieno corso, ora arriva il decesso del trans Brenda, anche lei coinvolta nello scandalo che ha travolto il presidente della Regione di Piero Marrazzo. La Procura indaga per omicidio volontario ma non si esclude anche l'ipotesi di un incidente. L'incendio potrebbe essere partito da un borsone posto proprio vicino alla porta d'ingresso. Una sostanza capace di generare una combustione lenta sarebbe stata notata dagli investigatori sul borsone. Questo quanto si è appreso stando ai primi rilievi dei vigili del fuoco che sono stati chiamati sulla base di una segnalazione di fumo proveniente dalla casa del trans che, secondo chi indaga, non era il luogo in cui riceveva i clienti. Dal monolocale sono stati prelevati diversi oggetti tra cui un computer su cui è stata trovata dell'acqua.

Il corpo carbonizzato Questa mattina, il suo corpo il Brenda è stato trovato carbonizzato all'interno di un appartamento, in via Due Ponti. Lo si apprende da fonti investigative. Sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma. Nell'appartamento della trans sarebbe stata trovata una bottiglia di whisky e sul suo corpo non sembra siano stati trovati segni di violenza.

venerdì, 20 novembre 2009, 14:47 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

L'Alcoa annuncia la chiusura Operai occupano stabilimento

"Vogliamo risposte immediate nessuno potrà entrare e uscire dalla fabbrica"
L'Alcoa annuncia la chiusura Operai occupano stabilimento

Una manifestazione dei lavoratori dell'Alcoa


CAGLIARI - Si fermano due degli stabilimenti italiani dell'Alcoa, il gigante Usa dell'alluminio. L'azienda ha deciso lo stop della produzione primaria a Portovesme, nel Sulcis Iglesiente, e a Fusina (Venezia) dopo la decisione della Commissione Europea che ha chiesto la restituzione degli aiuti ricevuti sul prezzo dell'elettricità.  La multinazionale ha pertanto deciso di sospendere la produzione nei due stabilimenti in Italia, annunciando di voler fare ricorso: "Alcoa fermerà temporaneamente la produzione nelle sue due fonderie di Fusina e di Portovesme". Alcoa dà lavoro a 2.500 persone in Italia. Nella chiusura dei due stabilimenti sono coinvolte 1000 dipendenti diretti e 1000 lavoratori dell'indotto. Immediata la risposta degli operai. I dipendenti della fabbrica di Portovesme hanno "sequestrato" la sede dello stabilimento: il direttore della fabbrica Marco Guerrini, il vice direttore Sergio Vittori e gli altri dirigenti sono stati trattenuti dai lavoratori in assemblea per chiedere "risposte immediate". All'esterno della fabbrica alcuni operai incappucciati rivendicano l'occupazione in un video giunto ad apcom.
venerdì, 20 novembre 2009, 14:32 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

"L'isola civile - Le aziende siciliane contro la mafia"

 Riceviamo e volentieri diffondiamo.

COMUNICATO STAMPA
 
Lunedì 23 novembre alle ore 21 presso il Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia
 
Presentazione del libro
"L'isola civile - Le aziende siciliane contro la mafia"
di Serena Uccello e Nino Amadore
 

PAVIA. Lunedì 23 novembre 2009 alle ore 21 presso la Sala Conferenze del Collegio S. Caterina da Siena Via San Martino 17/a si terrà la presentazione del libro "L'ISOLA CIVILE - Le aziende siciliane contro la mafia" di Serena Uccello e Nino Amadore (Einaudi).
Ogni anno circa 160mila imprenditori sono vittime del racket delle estorsioni. Dopo decenni di silenzio alcuni, in Sicilia, hanno deciso di dire basta. Chi sono? Perché hanno fatto questa scelta?
Il volume raccoglie il risultato di due anni di lavoro e racconta “le ragioni storiche ed economiche della ribellione antiracket” che ha coinvolto una parte del mondo imprenditoriale siciliano negli ultimi anni.
Il libro ospita inoltre  una proposta di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, per cercare di sostenere le iniziative antiracket, per tentare di sconfiggere, o almeno, ridimensionare, questo fenomeno criminoso che ostacola lo sviluppo della Sicilia.
Sarà presente l’autrice Serena UCCELLO, 37 anni palermitana, dal 2000 vive e lavora a Milano. È giornalista della redazione Economia e Imprese de “Il Sole-24 Ore”.
Con lei dialogherà Mario PORTANUOVA giornalista collaboratore di “Diario”, “l’Espresso”, “Wired” e “Altreconomia” e autore dei volumi Mafia a Milano (1996), Altri mondi (2003), Inferno Bolzaneto (2008).

venerdì, 20 novembre 2009, 14:15 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Cip not ceap

Le bonifiche, i termovalorizzatori e altro in due articoli de La Stampa e La Repubblica. Ricordo che Pavia è insieme a Brescia la provincia che meno investe sulla raccolta differenziata dei rifiuti, fatto che in generale favorisce lo smaltimento in inceneritori. Le società di Grossi prevedevano un "impianto di produzione di energia da biomasse" a Casei, ma molti lo ritenevano un termovalorizzatore dissimulato. Grossi gestisce tramite la Rea Dalmine il Termovalorizzatore di Dalmine e tramite un'altra società anche uno in provincia di Latina; di questo era stato chiesto - e negato - il raddoppio. (ic)

1- CONTI ALL´ESTERO, FATTURE FALSE E POLITICA ECCO LA RAGNATELA DEL "RE DELLE DISCARICHE"...

Piero Colaprico per "la Repubblica"

Imbrogli per fare imbrogli, per fare altri imbrogli e per intascare un sacco di soldi in contanti. Questa sembra, in estrema sintesi, la vita segreta di un multi-milionario che sino a un mese fa, quando il 20 ottobre è stato arrestato per riciclaggio con vari collaboratori, era sconosciuto al grande pubblico. Si chiama Giuseppe Grossi, ha 62 anni, ed è un protagonista di quello che potremmo definire il «sistema-discarica». La parola sistema viene suggerita da Palazzo di giustizia: «A differenza di Tangentopoli, non c´è un Mario Chiesa che crolla e parla. Però ci sembra di stare vicino a un sistema di corruzione molto esteso», dicono gli investigatori. Hanno sotto esame i trucchi contabili e le bonifiche delle discariche. Lo scenario che gli si sta aprendo davanti porta, secondo attendibili indiscrezioni, all´enorme business dei termovalorizzatori. E cioè agli impianti che inceneriscono i rifiuti e trasformano il vapore in energia. C´è un´espressione che conoscono in pochi, ma che ci riguarda tutti, perché ci toglie il denaro dalle tasche (e nemmeno lo sappiamo). È «Cip 6». Il gestore nazionale dei servizi elettrici (Enel) è obbligato per legge ad acquistare l´energia da chi la produce attraverso fonti considerate rinnovabili. E non al costo di mercato. Su questo acquisto obbligatorio è stato imposto un sovrapprezzo di circa il 7 per cento, che viene ritoccato ogni trimestre dal governo e addebitato direttamente sulle bollette di casa. Questa cifra, a conti fatti, supera i 3 miliardi di euro all´anno. Tre miliardi che, in base al Cip 6, escono dalle tasche già malridotte dei cittadini italiani per andare a vantaggio di chi? Di chi ha in mano i termovalorizzatori. E guarda caso, in tutt´Europa è solo l´Italia che concede questo incentivo agli imprenditori (spesso legati alla politica) che bruciano rifiuti.

venerdì, 20 novembre 2009, 14:12 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

©Talete

L'acqua è l'oro di Andrea Bassi

Banche e costruttori. Ecco chi ha interesse ad appropriarsi del servizio idrico integrato che il governo vuole svendere. Le miniere inesauribili non saranno gli aumenti delle tariffe, ma gli investimenti sulle infrastrutture. “Tutti finanziati senza alcun controllo da parte del pubblico” ci spiega l'esperto

17 NOV. 2009 – Articolo 15. Sta concentrato lì il via libera alla cessione definitiva ai privati della gestione dell'acqua in Italia. Una norma inserita dall'esecutivo in un decreto legge sugli obblighi comunitari. Poco importa se in realtà non esiste nessuna direttiva europea che obblighi l'Italia a privatizzare l'acqua. Il governo Berlusconi è abituato a lavorare così, a colpi di decreti, sui quali (im)pone la fiducia. Salvo poi nascondersi dietro a frasi fatte del tipo “è l'Europa che ce lo chiede”.

“Ma è una bufala. Da parte europea non esiste nessuna indicazione che inviti a privatizzare i soggetti gestori del servizio idrico”. A spiegare a viaEmilianet quali sono le reali motivazione a spingere sull'acceleratore della privatizzazione dell'acqua è Roberto Fazioli manager nel settore dei servizi pubblici e docente di economia all'università di Ferrara. “L'Unione Europea – prosegue Fazioli – si è espressa per la indifferenza verso gli assetti proprietari delle imprese di gestione. Per la comunità europea l'importante è non discriminare. Questo perché si vuole dare ampia possibilità di scelta agli enti locali, i quali devono esercitare il proprio governo su servizi molto importanti come quello dell'acqua.”

C'è un'interpretazione in malafede...

In Italia si leggono male le frasi. “Non discriminare” non vuol dire “privatizzare”. E non vuol dire neanche “obbligo di gara”. E' giusto ed è sano che ci sia una molteplicità di modelli applicati e applicabili. Che sono il modello in house (completamente pubblico), il modello dell'impresa mista, e il modello della gestione affidata tramite gara a scadenza.

E tutta questa spinta verso la privatizzazione, come si giustifica?
Col fatto che il servizio idrico integrato in Italia, così come viene inteso dal legislatore, è tutto incentrato sugli investimenti. Vale a dire infrastrutture, impianti, depuratori e così via. Quando si parla di servizio idrico integrato, in realtà si sta parlando di appalti, di tecnologie, di reti. Che poi ci passi l'acqua dentro è quasi incidentale.

venerdì, 20 novembre 2009, 14:02 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Segreto di Stato: i rifiuti argomento da servizi segreti

Il 1° Maggio 2008 in Italia è entrato in vigore il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che allarga il campo d’applicazione del segreto di Stato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastrutture critiche tra le quali “gli impianti civili per produzione di energia”. Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori sono coperti da segreto di Stato. Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera quindi anche delle discariche. Dpcm: “nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento” e le amministrazioni “non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione”. Di fatto vengono poste sotto il segreto di Stato anche le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti e le attività attinenti alle materie di riferimento. In altre parole un vero e proprio divieto di divulgazione, in quanto chiunque dovesse rendere noto, per esempio, l’esistenza di una discarica di scorie nucleari nel proprio comune, rischierebbe fino a cinque anni di reclusione (art. 261 del Codice penale: rivelazione di segreti di Stato Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell'articolo 256 e' punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

venerdì, 20 novembre 2009, 13:58 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

A 40 anni dallo sciopero generale per la casa del 1969

di Marco Pitzen  da Milanointernazionale

Esattamente quaranta anni fa, il 19 novembre 1969, si svolgeva in tutta Italia lo sciopero generale per la casa, frutto di una catena di lotte partite da Milano. Ricordiamo quella esperienza con un articolo di Marco Pitzen, del Sicet Milano, che ricollega tra le altre cose il passato all’oggi tracciando un quadro dell’ancora più drammatica situazione attuale dell’emergenza abitativa. Era l’anno 1969. In quel tardo e caldo autunno, il 19 novembre, si svolge in Italia il primo e finora unico, sciopero generale per la casa. In quel periodo le lotte nelle fabbriche e nelle scuole investono le città dove risiedono ormai quasi il 50% degli italiani e la  popolazione nelle aree metropolitane passa in poco meno di un decennio da 19  a 25 milioni di abitanti. Le città assumono un ruolo economico sempre più rilevante  diventando  poli attrattori delle grandi migrazioni interne sviluppando accelerati processi di urbanizzazione prevalentemente delle aree periferiche che generano una ulteriore esasperazione degli squilibri sociali. Non bisogna scordarsi che il cosiddetto miracolo economico italiano era fondato su un accentuato sfruttamento della forza lavoro con i salari più bassi e le giornate lavorative più lunghe d’Europa. Proprio nel ‘69 si genera un movimento di massa sulla questione abitativa e si diffondono lotte urbane sempre più articolate sia nei contenuti che negli obiettivi. Le lotte per il diritto alla casa si inseriscono nel più generale processo di risveglio civile che scuote la società nazionale. Il movimento femminista, il movimento studentesco con il movimento operaio intrecciano e combattono le battaglie per il lavoro, la scuola, i diritti delle donne inserendo il tema dell’abitare, elevando il livello di scontro ed aprendo una nuova stagione rivendicativa senza eguali.
venerdì, 20 novembre 2009, 13:55 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti