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"Ma io sto parlando di ciò che so.." 6

Riceviamo da golaprofonda questo commento che pubblichiamo come post. Diamo il nostro buon anno anche a lui/lei.


A proposito del contratto di sosta con ASM, richiamato nel commento precedente a firma di Irene Campari… C’è ancora, tra di noi, qualcuno che si ricorda dell’affare sporco della segnaletica stradale e dei compagni di merenda che avevano messo in piedi uno spregiudicato meccanismo grazie al quale, nel corso di più anni, sono state sottratte centinaia di migliaia di euro dalle casse pubbliche? Trascorso il tempo della indecente difesa della Banda Bassotti da parte di rappresentanti di primissimo piano della giunta comunale (tanto che i più smaliziati addirittura pensavano che alle merende in riva al Ticino avesse partecipato un qualche altro Pietro Gambadilegno, furbescamente rimasto dietro le quinte a far da manovratore), in concomitanza con la richiesta di processare un certo numero di persone avanzata dalla Procura della Repubblica, i padrini hanno fatto calare un innaturale silenzio sull’intera vicenda; e si sono messi a lavorare di gran lena, ricercando affannosamente qualche altro meccanismo che, infischiandosene delle conclusioni dei magistrati, in qualche modo gli permetta di continuare a prestare protezione alla Banda Bassotti dichiarandone implicitamente lecito l’operato e, dulcis in fundo, gli consenta di continuare allegramente a depauperare le già svuotate casse comunali. “Latrocinanti in ogni grado di giudizio, fino alla Cassazione”: che i nostri baldi vogliano aspirare a conquistare l’agognato titolo?
Urge allora, per far chiarezza ed illustrare, ricordare uno dei risultati della lunga indagine della magistratura, posto alla base della richiesta di processo per i componenti della banda. Per farla breve e non tediare, il magistrato afferma che uno dei metodi escogitati per rubare qualche soldo dalle casse pubbliche (che, nell’asettico linguaggio del codice penale, si trasforma in “procurare un illecito vantaggio economico a favore di qualcuno con pari danno per l’ente pubblico”), consisteva nel pagare i lavori eseguiti (e in verità anche quelli mai eseguiti, più numerosi dei primi) ricorrendo a prezzi a volte più che raddoppiati rispetto a quelli considerati equi e utilizzati da altri enti. I nostri, respingendo con sdegno una simile infamante accusa, si sono sempre difesi sulla stampa affermando di aver agito sempre per il meglio, poiché avevano applicato i prezzi ufficialmente fissati dalla locale Camera di Commercio. Nell’illusoria speranza, ahi loro, che gli indaganti avessero fumato basilico e sedano mescolati al tabacco, e che quindi non accertassero che la Camera di Commercio di Pavia, da quando esiste, non ha mai fissato nessun prezzo per lavori di segnaletica stradale. Ed è ancora qui che l’asino ha ricominciato a cascare.
“Nel covo dei pirati c’è poco da scherzare/chi non si arruola finisce in fondo al mare”. Così diceva una canzone di qualche anno fa e così, dopo aver buttato in fondo al mare il comandante dei vigili urbani per manifesta onestà e aver tentato di allestire una trappola che servisse ad adombrare proprio la sua onestà, i capi della filibusta hanno aperto il bando di reclutamento; e poiché certi individui neanche potrebbero esistere se il mondo non fosse pieno di gente che gode solo quando riesce ad ingraziarsi qualche presunto potente, hanno dichiarato abile ed arruolato qualche altro personaggio forte di stomaco e disposto a non porsi troppe domande. E così, due nuovi dirigenti, ricevuto l’incarico di stilare il nuovo contratto di servizio per la sosta e desiderosi di mostrare la loro fedeltà, non hanno perso tempo per guadagnarsi una medaglia sul campo. Di buona lena, hanno realizzato l’ottava meraviglia del mondo, tanto che il consiglio comunale ha deliberato in quattro e quattr’otto, approvando quel contratto di servizio senza batter ciglio. Quando l’ora è tarda, si sa, occorre tornare a casa prima ancora che sia detto, senza perder tempo a cincischiare in quisquilie e pinzillacchere: conviene alzar la mano, e così sia.
E così, Roberto Portolan è riuscito a far approvare la sua creatura, il parto della sua fantasia, l’ottava meraviglia del mondo: il miglior contratto di servizio di cui potesse dotarsi il comune di Pavia. Incredibile ma vero, l’ha definito proprio così. E non ha torto: quel contratto è così tanto ottava meraviglia del mondo che la prossima sarà la decima, non c’è bisogno di passare dalla nona. E come definire altrimenti un contratto che assegna alla società per azioni di proprietà del Comune, quella ASM oramai portata allo sfacelo e che rappresenta un enorme buco nero per le casse comunali, l’esecuzioni di lavori pubblici saltando a piè pari l’obbligo di indizione di gare pubbliche? Null’altro può essere, se non l’ottava meraviglia del mondo, una cosa che parla di lavori pubblici e di legge Merloni (che è stata completamente abrogata da quasi due anni), di normativa sulla trasparenza (che al più riguarda le polizze assicurative, ma non i lavori pubblici, ma che però suona bene e quindi val sempre la pena di citare, perché fa sembrare tutti onesti).
E per quanto riguarda i prezzi di pagamento dei lavori che saranno affidati ad ASM? Il contratto di servizio fissa anche quelli, è naturale. E li fissa talmente nel dettaglio che, si legge, sarà adottato l’elenco prezzi della locale Camera di Commercio. Anche per i lavori di segnaletica stradale. Insomma, l’assessore Portolan è talmente capace che è riuscito a ripetere il miracolo dell’ex dirigente imputato: quello di adottare ancora gli stessi prezzi, tratti da un elenco prezzi per le opere di segnaletica stradale che non esiste. E il pronunciamento della magistratura sui prezzi raddoppiati? Immaginiamo la risposta del nostro: “Queste si che sono quisquilie, evidentemente il magistrato non aveva altre cose da fare e ha impiegato il suo tempo a perseguire gli innocenti. Non si vorrà di certo pretendere che noi si vada dietro ad un magistrato giacobino e forcaiolo!” Noi riusciamo ad immaginare anche come andrà a finire: ASM, incaricata dell’esecuzione dei lavori, che non li esegue direttamente e che li cederà per intero ad altre ditte, tanto che il prezzo finale dei lavori sarà ancora insopportabile per la collettività; e poi, è veramente assurdo pensare che ritorneranno in campo le solite, vecchie imprese?
Diciamocelo chiaramente: noi giacobini e forcaioli non siamo, e neppure giustizialisti della domenica. Ma la sensazione fastidiosa che i giochi continueranno finché non si udrà il tintinnio dei ceppi, quella si, non ci abbandona.
E Capitelli? Lei è contenta, è cosa nota: la città è al massimo del suo splendore, è ricca e colta, ha un bel centro commerciale e tanti bei palazzi in più. Gli anziani sono felici e l’Unesco si ricrederà, datemi ancora un anno di tempo e vedrete come il mio amico farà bella l’area Snia. Allontanati elementi di disturbo e pericolosi criminali dalla città, la gente può vivere tranquilla ed evitare di tener d’occhio il portafoglio: l’immagine percepita della sicurezza a senso unico è salva, allontanato il senso di fastidio che provoca il diverso. Io, invece, corro subito a nascondere il mio vecchio pendolo e l’argenteria.
Antonio
sabato, 12 gennaio 2008, 19:48 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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