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Ordinanze di Capitelli, la posizione del Prc

Sicurezza, la Capitelli sbaglia ancora uan volta

Sul numero dell’altro ieri de «La Provincia Pavese» è riportata la notizia dell’ordinanza del sindaco Piera Capitelli che vieta, tra l’altro, il consumo di alcolici per le vie della città se non nei locali pubblici.
 Certo che da questo articolo esce una visione distorta della nostra città. Parrebbe infatti, da chi osserva dall’esterno, che Pavia sia un’isola felice e l’amministrazione deve occuparsi solamente di problemi minori quando al contrario la situazione sociale sta degenerando. Dimostrazione di questo sono le parole dell’assessore ai Servizi sociali Brendolise che non molto tempo fa affermava che era in aumento il numero di chi è costretto a ricorrere all’aiuto del Comune addirittura per poter mangiare; e non si tratta solo di immigrati ma disoccupati, lavoratori e pensionati.
 Un’amministrazione di centrosinistra dovrebbe avere altre priorità rispetto a quella che si è nel tempo rivelata la linea del sindaco; si dovrebbero affrontare quelle che sono le reali emergenze sociali quali la disoccupazione, la mancanza di spazi per giovani e anziani e non ultimo il problema abitativo da affrontare con urgenza iniziando magari con la messa a norma delle decine di appartamenti di edilizia popolare ancora non assegnati.
 Questo divieto è l’ennesima mazzata sui giovani che già non trovano molto in città come spazi di aggregazione e già sono stati tartassati nel passato con divieti, ordinanze di chiusura o altri provvedimenti che lasciano esterrefatti soprattutto in una città universitaria che dovrebbe vederli come una ricchezza sì economica, ma anche culturale e non solo come una speculazione quando gli stessi cercano una camera da affittare.
 Questa iniziativa del sindaco sembra però incastonarsi perfettamente in quello che ormai è l’innegabile progetto di far diventare Pavia una città dormitorio, progetto a cui l’attuale sindaco ha dato una brusca accelerata: sembra quasi uno spot pubblicitario rivolto a chi potrebbe essere intenzionato a trasferirsi a Pavia dove troverebbe una città tranquilla dove niente è tollerato; certo, chi spenderebbe centinaia di migliaia di euro per acquistare un’abitazione dove poi troverebbe soltanto sporcizia e fracassoni?
 Per quanto riguarda le aree dismesse, la soluzione non è certo quella di metterle in sicurezza e «blindarle» come chiede il sindaco, ma un loro riutilizzo che non deve solo portare speculazione edilizia finalizzata a ceti più alti ma, come abbiamo sempre chiesto, deve dare risposte ai problemi maggiormente sentiti quali la mancanza di posti di lavoro, spazi di aggregazione e alloggi di edilizia popolare.
 Tutto questo, se servivano ulteriori conferme, dimostra come l’attuale amministrazione ha fatto del programma elettorale carta straccia e durante il percorso si è sempre di più allontanata da quelle che erano le prerogative della coalizione che l’aveva sostenuta tanto da ricevere più di una volta l’applauso della minoranza del centrodestra e l’ha portata a vedere sempre più risicato l’appoggio politico e sempre più esiguo il numero di forze politiche che la sostengono.
Pasquale Di Tomaso capogruppo Prc in consiglio comunale Pavia
giovedì, 28 agosto 2008, 09:39 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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