"Il Giorno" di oggi riporta in un articolo di Manuela Marziani la notizia di 75 (sic!) turisti veneti i quali, in visita a Pavia, martedì scorso hanno trovato tutto chiuso, i monumenti in primis, non una guida della città, niente. A quando un'ordinanza sindacale per vietare ai turisti l'ingresso in città quando "le nostre bellezze" sono inaccessibili? Non possiamo permettere che sconosciuti vaghino senza meta nella città del decoro e della sicurezza.
La città è chiusa per ferie I turisti scrivono al sindaco Impossibile per i visitatori accedere a chiese e musei di Pavia.
«MILLE ANNI da visitare». Si intitola così una guida stampata qualche tempo fa, ma quando si possono attraversare questi mille anni di storia? Se lo sono domandati 75 turisti veneti che martedì mattina attorno alle 10 sono arrivati in piazza Castello a bordo di due pullman. Speravano di poter ammirare le tanto decantate bellezze pavesi, quelle che i siti internet riportano illustrando la "vocazione prettamente turistica della città", ma sono rimasti delusi. Martedì a Pavia era tutto chiuso. Anche le chiese. Inaccessibile San Michele, in restauro il Duomo. Restava solo San Pietro in Ciel d'oro, che chiude nell'intervallo del pranzo, ma avrebbe dovuto riaprire alle 15. Almeno così avevano letto sul cartello e speravano i turisti, che si sono presentati puntualmente davanti al portone. Chiuso.
E che è rimasto serrato fino alle 15,40. Pur di vedere da vicino la tomba di Sant'Agostino sulla quale l'anno scorso ha pregato anche Papa Benetto XVI e che, pur non essendo indicata per chi arriva in città, in questi giorni si appresta a ricevere pellegrini da tutto il mondo, il gruppo di visitatori di mezza età è rimasto in paziente attesa con tanto di macchine fotografiche al collo. Ma, mentre aspettava la rabbia cresceva. «Scriverò al ministro dei Beni culturali e al sindaco di questa città fantasma - tuonava un turista -. La settimana scorsa siamo stati in Austria e in Germania e abbiamo ricevuto un'accoglienza ben diversa con uffici del turismo aperti per darci tutte le informazioni, depliant e piantine». A PAVIA, INVECE, l'ufficio del turismo è chiuso e non si trova in nessun posto un opuscolo sulla città, maieriale che viene puntualmente stampato e non distribuito. «Ecco perché i turisti che arrivano alla Certosa al massimo si spostano a Vigevano - proseguiva il turista inferocito -, perché Pavia non è ospitale». Per i 75 veneti, quindi, la gita nel capoluogo si è limitata a un giro per i cortili dell'università e a una passeggiata sul ponte Coperto. Senza neanche poter fare pipì, perché in centro non esistono bagni pubblici e i locali non sono attrezzati per consentire a grandi gruppi di utilizzare i bagni. E tra meno di una settimana una città così poco accogliente per i visitatori propone la terza edizione del Festival dei saperi, una manifestazione che nelle intenzioni dell'assessorato alla Cultura che la organizza, dovrebbe essere di richiamo per chi viene da fuori provincia, facendo anche concorrenza ad altre importanti rassegne come il festival di Sarzana.
Manuela Marziani, "Il Giorno" 28 agosto 2008