Ringraziando un gentile visitatore che mi ha segnalato questa lettera dell'ing. Ferraresi apparsa su "Il punto" di lunedì 25 agosto, colgo l'occasione per informare che rispetto alla saracca di Piazza della Vittoria, poteva anche andare peggio. Sembra impossibile, eppure. Considerate che avevano inizialmente concepito di coprire alla stessa maniera anche gli ingressi laterali e secondari al sottomercato. Per poi desistere dalla gloriosa impresa di fare di tutta Piazza della Vittoria un gigantesco ingresso al mercato coperto. Non solo il Broletto ha perso significato come simbolo della comunità, ma anche lo spazio aperto della piazza doveva essere annichilito come luogo simbolico di reciprocità civica e di incontro. Già in parte sarà così data la devastazione sul lato della piazza ricoperto di gelato al pistacchio (ma diventerà marrone, occorre aspettare, è rame). Ma siamo noi che non comprendiamo. Se avessero messo delle tegole al posto del rame ci sarebbe piaciuta, dicono. E rispondo che no. La differenza tra un fienile e piazza della Vittoria come la conosco io la conoscono anche i pavesi. (ic)
Per il nuovo progetto, l'idea potrebbe essere quella di bandire un concorso internazionale di idee «La tettoia? In piazzale S. Giuseppe» II progettista Ferraresi: «Fermiamo i lavori in piazza della Vittoria»
PAVIA Ho seguito la querelle della nuova erigenda tettoia in piazza Vittoria, quella che il Punto ha battezzato "distributore di benzina". Non sono solito questionare sull'estetica di architetture, il gusto è soggettivo e spesso chi osserva potrebbe anche non comprendere l'arte o l'architettura. Dunque chi ha progettato ha certamente dato il meglio che poteva rispetto a quanto gli è stato chiesto ed a quanto gli è stato messo a disposizione. Mi sono messo nei panni del progettista chiedendomi come avrei risolto il problema se fossi stato io a scegliere. Murature alla Mario Botta? Forse cristallo e fili di acciaio? Non è facile ed a criticare tutti sono bravi. Quella struttura soddisfa 2 dei 3 principi vitruviani, quindi è già un ottimo risultato: è solida, anche se la leggerezza delle proporzioni non lo dimostra (ed a mio avviso è un pregio), la "firmitas" è soddisfatta. Anche I"'utilitas", la funzionalità, ha un ruolo, certamente il più riuscito. Difetta in "venustas", in estetica, non che sia brutta, anzi, fine a se stessa è gradevole, ma è certamente ambientata nel posto sbagliato in un altro contesto più moderno certamente avrebbe avuto un risultato di consensi diverso. Qualcuno ha vistosamente sbagliato, ma non credo sia responsabilità di chi ha progettato. Quasi 40 anni fa a Pavia è successa l'identica cosa, il Comune doveva risolvere il problema della cripta di Sant'Eusebio in piazza Leonardo da Vinci e fece progettare una tettoia; architettonicamente diversa, ma sostanzialmente uguale a quella di piazza Vittoria. Furono polemiche, si criticò, si criticò, poi la tettoia (e purtroppo anche la cripta) finirono nel dimenticatoio. Spero vivamente che questa tettoia non cada nel dimenticatoio e che l'attitudine pavese a subire venga meno. E' il momento di reagire, perché qualcuno ha sbagliato e ci sta rovinando la piazza più bella della nostra città, non possiamo permettere che ciò avvenga. L'errore è stato non cogliere che piazza Vittoria è il salotto cittadino, un piccolo gioiello che è ritomato a pulsare di vita. Palazzi splendidi, Broletto rimesso a nuovo. Certo, il lato Nord è compromesso da edifici di recente architettura, ma non sono così invasivi da penalizzare l'armonia della piazza. L'errore è stata l'insensibilità culturale di decidere che la cosa più importante della piazza non fosse la piazza, ma il sottostante mercato e di valorizzarlo caratterizzandone l'ingresso con un opera di un'invasività estetica di proporzioni abnormi. Diventa cosi la piazza del Broletto e dell'ingresso al mercato. Tempo pochi mesi e diventerà anche la piazza dei senzatetto che si riparano sotto la tettoia, di questo siamo certi. L'errore è stato decidere per la città. Ma non è una novità, siamo abituati al regime di Pavia. Ovunque nel mondo l'Amministrazione avrebbe indetto un concorso di idee per risolvere il problema, avrebbe scelto una giuria internazionale di persone altamente capaci (non i soliti quattro parrucconi) e trovato un progetto ideale. Oppure avrebbe trovato 2-3 spunti dal matrimonio di più progetti. Durante il concorso la città avrebbe potuto vedere la mostra dei progetti e si sarebbe espressa con un'opinione. Dopo, solo dopo, l'Amnúnistrazione avrebbe dovuto far progettare ed eseguire l'opera, con decisione e fermezza, ma solo dopo il coinvolgimento della città. Ma questa sarebbe democrazia ed il'pensiero liberale non fa rima con Pavia. Sarebbe a mio avviso distintivo di intelligenza e sensibilità culturale se il Comune fermasse i lavori, autotutelando la piazza Grande e bandisse un concorso internazionale di idee. La tettoia non andrebbe persa, è molto gradevole, propongo di inserirla nel progetto di ristrutturazione di piazzale San Giuseppe.
MAURO FERRARESI (INGEGNERE E PROGETTISTA)