di Irene Campari
L’Asm esisterà solo come società che partecipa alla
holding Linea Group (LG). Gestirà Line, le farmacie e alcuni servizi vari. Tuttii gli altri rami sono da contrattare con LG o con altri privati. Visto il piano energetico presentato, governerà poco anche di questo, forse con piacere. Non propone infatti alcuna politica ambientale degna di questo nome. Costerà sangue e lacrime, è previsto il ridimensionamento dello staff (una volta chiamati lavoratori), precarizzazione e prepensionamenti. Diventa poco più di un’immobiliare&affini: venderà il patrimonio di terreni ed edifici della Municipalizza. Il Piano, illustrato qui in anteprima, è costituito da 400 pagine (siamo precisi e ce lo siamo letto tutto); più si legge più ci si conferma in quanto già scritto a proposito in un breve post su questo blog. Vi hanno lavorato un anno e mezzo e verrà presentato alla stampa il 13 settembre prossimo. Il Piano in vigore risale al 2002 e fu elaborato dalla Banca d’affari Gallo-Meliorbanca, allora controllata da Marcellino Gavio; su questo ritorneremo in un altro momento. Un piccolo accenno poi alla personale curiosità di conoscere il contenuto della Valutazione di impatto strategico sul Piano di governo del territorio. E se questa intenda considerare le conseguenze delle proposte del Piano industriale di Asm. Se non sarà così prepariamoci a tenere l'areosol a portata di mano.
Gli obiettivi sono strategici, di riorganizzazione completa dell’Azienda e dei servizi, con la proposta di conferimento di alcuni rami a LG, alla quale Pavia aveva già conferito il gas, suo ramo più redditizio. Di LG, in espansione, ma un nano rispetto alle omologhe di Milano e Brescia, fanno parte le Municipalizzate di Cremona, Lodi e il Consorzio Cogeme Rovato (gestisce il termovalorizzatore di Parona ora conferito a LG e quindi partecipato da Asm). I servizi che si vorrebbe conferiti a LG sono igiene ambientale e servizio idrico. Prima di illustrare ciò che è scritto nel Piano, solo qualche parola su ciò che non è scritto. Il
management rileva che “l’insieme degli elementi citati [LG] ha portato a modificare in maniera consistente l’assetto di Asm incidendo profondamente sull’assetto
multi utillity (più cose da vendere) perseguito per più di un secolo. Ciò determina la necessità di un completo riposizionamento della società”.
La criticità sarebbe dovuta al dover gestire solo il ciclo idrico e l’igiene urbana il cui bilancio, scrivono, dipende grandemente da fattori esterni non controllabili. Per cui stanno creando “maggior aggregazione con enti esterni, quali l’Ato, e stanno “avviando un percorso per linee esterne”. Solo “fattori esterni” sono responsabili della profonda crisi della Municipalizzata. Viene in tal modo assolta la classe politica e la governance che ha guidato Asm negli ultimi dieci anni. Non una parola sulle persone. In questo tipo di politica chi prende le decisioni non ha mai un nome e un cognome. Tutt’al più si tratta di “fattori interni” nemmeno accennati. Non si fa cenno, tra le criticità, al proliferare per volontà politica di società e di consigli di amministrazione. Si indica solo che l’aspetto gestionale e amministrativo andranno riorganizzati. Solo un blando riferimento all’indirizzo dato da Meliorbanca al piano 2002-2006 di cui si indica solo “l'attenzione all’assetto societario”. Chi lo ha accettato quel piano? Non un accenno alle due società di distribuzione gas di Busto Arsizio acquistate da Asm per 16 milioni di euro quando le stime parlavano di 11 milioni, poi trasformate nella Metano pavese e conferite a LG. Una delle stime era stata effettuata da Meliorbanca. L’ipocrisia delle “criticità” permette loro di scivolar via come se nulla fosse. In premessa si sottolinea come la proposta di Piano abbia un traguardo temporale non inferiore ai tre-cinque anni, tuttavia alcune “criticità” andranno “dominate” entro un anno e mezzo. Le “criticità” rilevate con forza sono quelle connaturate al carattere pubblico dei servizi di igiene urbana e acqua, ossia le tariffe. Sottolineano infatti che quando l'Asm era
multi utility (prima di LG) avevano più
chance, invece ora Asm gestisce solo costi e nessun ricavo. Insomma perde terreno, e la concorrenza dei privati o delle altre
holding si fa sempre più forte. Peccato che avessero costituito LG proprio per evitare questo, almeno per il gas. Nel Piano si ripropongono le stesse argomentazioni anche per l’acqua e i rifiuti. Non un accenno ai beni comuni, alla loro salvaguardia e crucialità nel processo di impoverimento collettivo. Niente. Non un accenno all'eticità nelle opzioni di affidamento dello smaltimento dei rifiuti, seppur nelle strategie a loro care. Come se il
business dei rifiuti avvenisse su Marte, come se non appartenessimo al mondo conosciuto di Gomorra. Come se non fossimo una civiltà di insipienti consumatori di cui loro sono chiamati a reimpostare lo stile di vita. Scrivono di "discontinuità" rispetto al passato. Mi auguravo che non fosse solo per l'aspetto gestionale ma anche per quello valoriale. Non è in sostanza né l'uno né l'altro. Qualsiasi piano industriale di aziende pubbliche con missioni ambientali deve tener conto dei valori collettivi, di parametri globali come quelli climatici e andare con questi ad incidere sulle progressioni negative. Non vorremmo dover pagare il bilancio in rosso di Asm con il protrarsi di politiche ambientali insignificanti se non dannose. Se siamo scivolati ben sotto nella classifica delle città per qualità della vita è anche perchè l'Asm versa in queste condizioni, culturali e finanziarie.
Vista la ponderosità del Piano industriale, questa relazione è organizzata in paragrafi dove si considera sia lo
status quo che le previsioni del Piano industriale:
1. L’azienda
2. Ciclo idrico integrato
3. Igiene ambientale
4. Servizi vari
5. Le società controllate e partecipate
6. Patrimonio immobiliare
7. Line
8. Piano energetico
9. I lavoratori
L’Azienda
E’ ancora controllata al 99,7% del Comune di Pavia. Il corpo centrale dell’Azienda è formato da circa 70 persone, alcune stipendiate mentre gli amministratori di nomina politica percepiscono un gettone o un forfait. L'organico è di 288 unità (20 a tempo determinato) di cui la maggior parte autisti Line. Prevedono di arrivare a dicembre con 10 lavoratori in meno. Ha sede in via Donegani; possiede molti beni immobili, il più prestigioso è il palazzo ex sede in Corso Carlo Alberto, seguito dai capannoni di via Cesare Correnti, e altri sparsi in città, ma anche terreni e costruzioni nei Comuni di Bereguardo, Torre d’Isola, Rognano e Giussago. Ha sede in via Donegani a Pavia, e ha in gestione il ciclo indrico, l’igiene urbana, le discariche, la rete fognaria, il calore,il verde pubblico, le farmacie comunali, i trasporti urbani.
Sistema idrico integrato
L’Asm soddisfa un quarto della popolazione della provincia di Pavia. La legge regionale del 2003 ne ha decretato la privatizzazione. O meglio la socializzazione dei costi e la privatizzazione dei profitti. Pavia sta coordinandosi anche con l’Ato, Ambito territoriale di ottimizzazione, il cui assetto societario è in corso di definizione. Il Comune di Pavia, all’interno di questo organismo territoriale, aveva votato a favore della privatizzazione, secondo il volere del Sindaco nella persona del rappresentante del Comune nell’Ato, Angelo Zorzoli.
Si è già costituita la società patrimoniale Pavia Acque srl a cui Asm ha conferito nel luglio scorso la gestione delle reti, che per legge devono ricadere sotto il controllo pubblico. Nel cda sono Nicola Adavastro (direttore Asm-Pd), Luigino Maggi (presidente Stradella-Broni-Pd) e il Sindaco di Voghera (Forza Italia). Andrà tra poco a gara la concessione per la gestione dell’erogazione, appetibilissimo settore, in particolare da parte delle holding globalizzate. Non è però l’unico modello disponibile di organizzazione del settore. In Emilia Romagna per esempio c’è un’unica società patrimoniale per la gestione e l’erogazione, una legge nazionale lo prevede.
La proposta del nuovo Piano è quella di conferire a Linea group anche la gestione delle reti idriche e quindi il passaggio a quella della società Pavia acque. Eppure Bosone, nel lontano novembre 2006, in Consiglio comunale aveva dichiarato che non se ne parlava nemmeno del conferimento dell'acqua a LG, sottolineato anche dai Consiglieri Zorzoli e Duse.
Igiene ambientale
539kg/anno, è il totale medio di rifiuti prodotti a testa dai pavesi. E’ ben al di sotto della media nazionale. Si è ridotto dell –3% anche la produzione totale. E sì, se i consumi diminuiscono. Il servizio copre il 30% della popolazione della provincia di Pavia. 84000 tonnellate di rifiuti gestiti compresi quelli dei Comuni limitrofi, 44000 tonnellate a Pavia, dal primo gennaio 2008. In città non si fa raccolta differenziata da quattro anni e più. Costituisce un
business per chi la sa fare, e anche un
business buono per chi ha dei principi. L’Asm di Pavia, invece di tenersi questa opportunità
, propone con il Piano la messa a gara e l’ingresso dei privati nel servizio. Come opzione principe anche quella di conferire a LG anche questo ramo per “produrre massa critica e partecipare alle gara d’ambito”. Conta 98 operatori, 51 per i Si produce solo il 28% di differenziata sul totale stabile. La media delle altre province lombarde è 40%. Si dovrà arrivare nel 2011 al 60%. Allora in vist adi quello, conferiscono a LG. Gli addetti sono 51, 28 per la spazzatura. Ci sono 3368 cassonetti, 768 campane ecc. La raccolta dei rifiuti rappresenta il 51% delle attività connese al settore. I rifiuti vengono raccolti nell’”isola” di Montebellino, 13000 mq di area suddivisa tra Asm, Biodiesel, Technostone, Ecostazione.
Si legge a pag. 108 che la domanda di pulizia in città ha richiesto prestazioni aggiuntive e l’aumento dei costi. Broletto
docet. E poi la stoccata: in assenza di norme crescono tuttavia i comportamenti anomali. Bravi. Ci state provocando ad indagare altri comportamenti anomali?
Lo scenario di riferimento infatti prevede il conferimento ad un gestore unico, la razionalizzazione territoriale tramite la costituzione di un Ato ad hoc, l’incenerimento dei rifiuti, la sostituzione della tassa con il meccanismo del price cap. L’affidamento a breve in esternalizzazione della spazzatura delle strade. La Tarsu dovrebbe essere sostituita, in questo scenario, dalla Tia, a riscossione diretta dal cittadino. Con la Trasu si copre ora solo il 93, 36% dei costi. Vorrebbero coprire anche il restante 6 e rotti %. La minaccia è costituita da aggregazioni di operatori che potrebbero ambire anche al territorio pavese. Libero mercato, miei cari.
Tu l’a voulou George Dandin. Scrivono che sarebbe bello realizzare Isole ecologiche da 6000 mq ciascuna con un investimento di 250.000 euro e un costo annuo di 200.000. Quando le faranno saranno già di Linea Group. Per la realizzazione di ciascuna sono previsti sei mesi di attività. Si potrebbero realizzare da qui a due anni (in mezzo c’è la campagna elettorale). Per il centro storico si prevede anche la spazzatura pomeridiana. Per le periferie si prevede ill potenziamento del servizio con due operatori, uno al camion e l’altro con l’aspirapolvere-soffione.
Servizi vari
Sono la manutenzione del verde pubblico, le aree di sosta, manutenzione edifici comunali, riscaldamento edifici comunali, farmacie, autostazione. Rappresentano il 25% del valore dei contratti di servizio con il Comune. Le minacce sono sempre quelle della concorrenza. Per le farmacie invece è la grande distribuzione organizzata. Per il calore, Asm gestisce 179 impiantii termici. Hanno individuato come punto di debolezza l’alto costo dei carburanti e la concorrenza da parte di grandi gruppi. E anche qui compare il riferimento al privato. Chi ci comprerà biocarburante?
Le società partecipate e controllate (dopo l'ingresso in Linea Group)
Il costo totale della governance di Asm è di 601.406 € l’anno. Gli amministratori sono tutti di nomina partitica. Si tratta del famoso “corpo centrale” che dovrebbe snellirsi. Non si vorrebbe però sospettare che chiudono di qui e aprono a Cremona o a Lodi. Quella cifra rappresenta comunque il 25% del disavanzo 2007 di Asm. Un esempio.
La Broni-Stradella, partecipata Asm con il 6,71%. Nel 2006 ha chiuso l’esercizio con un utile di 115.000€. Ha 61 dipendenti (3 in più del 2005), di cui 11 impiegati e 50 operai. Nel cda siedono 12 persone che nel 2006 hanno assorbito 132.385€, i componenti sono Luigino Maggi (32.466 € Presidente – Pd), Benedetto Maccarrone (6.696€, Vicepresidente – Pd), i Consiglieri Angelo Abbiadati (,6.696€, coordinatore Acaop - acquedotti Oltrepo Pavese) Crivelli Alfredo (6.696€, anche in Aler) Del Poggio Antonio (6.696€) Fasani Paolo (indennità sospesa, Sindaco di Campospinoso) Fiamberti Riccardo (indennità sospesa, Sindaco di Canneto Pavese) Lodi Giovanni (5.016€) Lombardi Pierangelo (indennità sospesa, Sindaco di Stradella – Pd) Lucchini Siro (5.016€, Sindaco di Arena Po, Consigliere Ato, coordinatore delegato dell’Associazione “Acqua, benessere, sicurezza”) Musselli Marco Fabio (indennità sospesa, Assessore di Cicognola) Paron Luigi (indennità sospesa), Daniele Bosone. I componenti del Collegio sindacale sono 5, tra i quali Massimo Mustarelli (Pd) presente in altri circa 70 Cda. Un altro è Gianpaolo Borella direttore generale del Comune di Pavia; poi 2 certificatori di bilancio, 6 consulenti tra cui due avvocati, uno dei quali è Francesco Adavastro, 5 componenti del Comitato tecnico territoriale. In tutto 30 persone per 61 dipendenti.
Le società:
Pavia Acque srl, partecipata al 19% da Asm, costituita nell’autunno del 2007, sostitusce Spea; a luglio 2008 le sono state conferite le reti idriche. Sarà affiancata da un’altra società, risultante da una gara pubblica, alla quale sarà conferita l’erogazione dell’acqua, in ottemperanza ad una legge regionale che Pavia ha recepito per prima in Lombardia. Il Piano ne suggerisce, indirettamente, il conferimento a LG tramite l'affidamento a questa della gestione del ciclo idrico.
Technostone, comprende piccole imprese edili per il recupero di materiali. Sarà dismessa o scissa entro l’anno, ma non si sa ancora bene cosa farle fare.
Biodiesel, 50% partecipata da una società svedese, recupera oli. Nel Piano industriale è previsto il potenziamento delle attività come produttore di biodiesel a Montebellino, seguendo anche il nuovo Piano Energetico Cittadino.
Broni-Stradella, l’Asm ha solo una partecipazione finanziaria di 500 €; stanno valutandone la dismissione prevista come seconda opzione nel Piano industriale; comprende i comuni della Valle Versa e di Scuropasso, è partecipata Ecogepi, a sua volta controllata da Coregas.
Aler Servizi, gestisce alcuni impianti dello Iacp; pensano di riconvertirla per l’istallazione di sistemi di risparmio energetico negli edifici di nuova costruzione; la presenza di Asm è prevista dal Piano come in espansione. Gli amministratori hanno un gettone di presenza pari a 1800 euro mensili.
Asm Lavori, acquisita da un privato proprietario di alcuni capannoni alla ex Snia; ha perso smalto in seguito al conferimento del gas a Linea Group; la destinazione che gli hanno trovato con il nuovo Piano è il sottosuolo, manutenzione e realizzazione di arredo urbano, illuminazione.
Patrimonio immobiliare
Il Piano prevede la dismissione quasi integrale, se si eccettua l’area di via Donegani dove verranno concentrate le attività amministrative delle società e dei servizi che rimarranno in capo ad Asm. E’ un capitolo interessante data l’inconsistenza di quello che segue che avrebbe dovuto essere quello centrale, il Piano energetico cittadino.
Le principali proprietà sono le seguenti (le restanti sono “pozzi” di scarso interesse, presumo, sia per la Pirelli Real Estate che per la Reno de’ Medici).
- Torre d’Isola, 4960mq di cui 1550 edificati.
- Bereguardo, 4570mq non edificati. L'area residua complessiva, insieme a Torre d'Isola, è di 2285. Questi ultimi sono tutti a capacità edificatoria, sono già inserite in un piano di lottizzazione. Sono stimati 2.300.000 di euro.
- L’edificio di Corso Carlo Alberto, sede storica Asm, è in vendita. Misura 1507mq, 511mq di cortile e 194mq di porticati. E' stimato 4.127.253 milioni di euro, con i sottotetti si arriva a 5.200.000. Sono previste attività commerciali al piano terra (ora Suap); terziario sempre al piano terra e residenze al primo piano (non è specificato se popolari o meno -:)
- Area viale Cesare Correnti: vi si trovano dei capannoni e una residenza ora destinata a centro per disagio mentale, vale 2 milioni di euro. E’ un’area di trasformazione secondo il Prg, ma con una palazzina a tre piani vincolata poichè edificio pubblico con più di 50 anni, progettato dall’arch. Aschieri. Pensano di affittarla o venderla, ma il vincolo disturba.
- Alcune di queste aree sono soggette a price-cup, ossia la vendita deve essere concordata con LG agendovi attività conferite alla holding.
Line
Lavora tramite un contratto di servizio stipulato con il Comune di Pavia. Gestisce il trasporto pubblico sia urbano che per altri Comuni. Per Line vale quanto detto per altri servizi. Le “criticità”, secondo il piano, sono dovute a fattori esterni quali il potenziamento della ferrovia (dove?), le gare per gli appalti corse nell’area sud milanese sono vinte da Associazioni di imprese con le quali Line non può competere.
La soluzione è quella di trovarsi un partner o far entrare altri privati. E’ la più indebitata nonostante Pavia sia la seconda città d’Italia per utilizzo dei mezzi pubblici con la presenza di 25000 studenti ne determina l’offerta.
Il Consiglio di amministrazione di Line ha chiuso il bilancio 2006 in rosso di 932.405 €, nel 2005 era stato di 1.754.371 €. Per il personale ha speso nel 2005 14.888.720 €. Il Presidente è Alessandro Manfredi, direttore della Star, nominato dalla “Migliavacca” Il Cda è composto da Enrico Beltramelli (Pd) Vicepresidente, i Consiglieri Angelo Gruppi, Alberto Mancini, Sergio Resconi, Emanuele Rozza, Antonio Sgotto, Desiderio Zoncada, Egidio Zoncada. Direttore generale è Sergio Resconi, tra i Sindaci c’è Massimo Mustarelli (in altri 69 Cda). Il capitale sociale è detenuto al 67% dai Soci fondatori, che si fusero nel 2001, in pari misura, Asm e Sisa di Lodi; il restante 33% è detenuto da Migliavacca, entrato nel capitale sociale di Line il 25 settembre 2002. Sisa è partecipata interamente dalla Provincia di Lodi, e Migliavacca è partecipata interamente da Star di Lodi. Nell’agosto 2001, Asm ha costituto con Sisa di Lodi la Line, alla quale ha conferito il ramo trasporto persone. Il 25 settembre 2002 Line ha acquisito il trasporto pubblico locale della Migliavacca. In ottobre 2002 Line ha acquisito altresì il trasporto persone dalla Sam di Miradolo.
Pavia è la seconda città in Italia per utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei cittadini (rapporto cittadini/chilometri). C’è personale che ha accumulato mesi di ferie arretrate e che fa turni anche di 12 ore al giorno. Durante tutti questi passaggi, gli autisti sono sempre stati tutti conferiti ad Asm.
Piano energetico cittadino
Essenzialmente si snoderà sull’"ottimizzazione dei consumi energetici", la costruzione di un impianto di cogenerazione al San Matteo e uno di produzione di biodiesel a Montebellino.
Potranno essere realizzati anche da soggetti terzi, come LG. Quello del san Matteo è stato pensato nel 2002; produrrà vapore ed è a turbina a gas. Sono in attesa della concessione edilizia, tuttavia neanche il Policlinico si è ancora espresso. E' quindi tutto fermo. Prevedevano un cogeneratore e il teleriscaldamento anche all’area ex Snia, ma è stata data in pegno a Banca intesa ed è in attesa di un nuovo autore.
Si prevede anche qualche impianto di eolico e il recupero di calore emesso dalla Riso Scotti, e impianti Forsu-fanghi.
Per l’impianto di biodiesel, si dovrebbe suggerire ai responsabili di questo Piano industriale di sentire il parere di qualche autorevole componente del Comitato scientifico Expo2015 “Nutrire il pianeta, per una nuova energia” (con sede a Pavia), o leggersi non in alternativa tutte le inchieste che provengono dall’Africa sull’impoverimento in massa della popolazione dovuto o alla crescita del prezzo dei prodotti agricoli stante la diminuzione dei terreni messi a coltura per i cereali alimentari a vantaggio di quelli per i biocarburanti o alla cacciata in massa dei piccoli agricoltori dovuta alle politiche agricole dell’Unione europea. Come faranno a conciliare Expo2015 e la produzione di biodiesel o queste politiche energetiche? Prodigi della politica dello sviluppo e dell’innovazione. Comunque, l’investimento è di 58 milioni di euro, compreso il teleriscaldamento. Pari al
deficit accumulato da Asm negli ultimi tre anni.
Non c’è alcun riferimento all’impatto zero per le aziende (pur avendoglielo chiesto in Consiglio comuanle) per quelle pubbliche e quelle private. I costi di messa a impatto zero disincentiverebbero aziende di trasporti e logistica ad insediarsi "selvaggiamente". Ma hanno già deciso che quest’area ha destino logistico, così ce lo teniamo e ce lo respiriamo. Per la felicità della
holding Argo del Gruppo Gavio. L'inquinamento della sua autostrada non sarà intaccato da questo Piano.
I lavoratori
Licenziamenti, prepensionamenti e precarizzazione. Questa la consueta ricetta. Somministrata a pag. 272 del Piano industriale. Prevedono la riduzione delle direzioni da sei a tre, così anche per le figure intermedie. Se per quest’anno non c’è da piangere, per il prossimo anno sì.
Attueranno “politiche di esodo incentivato” (prepensionamento,
dimissioni volontarie, contratti a tempo determinato invece di quelli a somministrazione lavoro (che tra l’altro non hanno più). Parte dello staff, se sarà deliberato il conferimento del ciclo idrico e dell’igiene urbana a LG, passerà a questa.
Governance
L’innovazione introdotta da Capitelli per accontentare prima Ds e Margherita, poi le correnti del Pd, rimarrà: l’Asm continuerà ad avere un Presidente e un Amministratore delegato (ora Direttore); ci sarà una direzione generale da cui dipende il direttore delle risorse umane e quello amministrativo.
Irene Campari
PS: non c'è traccia nel Piano di chi lo abbia formulato, concepito e scritto.