A proposito, l'Asm cerca di presentare così il nuovo Piano industriale pubblicato in anteprima su queste pagine. Ieri si è tenuta la conferenza stampa di presentazione. L'accento, dopo l'informazione su questo blog circa la penosa e per nulla coraggiosa politica ambientale proposta dal Piano, è posto proprio sull'ambiente. E le incongruità in cui incocciano sono eclatanti. Non una parola sul progetto di conferimento a Linea Group di Pavia Acque e dell'igiene urbana, ma solo il conferimento a Pavia acque della gestione del "ciclo idrico", che non vuol dir nulla e tutto visto che a quella società sono già state conferite le reti, nel luglio scorso e non può esservi conferita l'erogazione che avverrà su gara pubblica. Citano l'impianto di cogenerazione a gas al san Matteo quando questo non lo ha ancora preso in considerazione. Non parlano del clamoroso disavanzo accumulato negli ultimi tre anni, 58 milioni di euro, ma solo quello più recente. Parlano di necessità di nuovo personale per gestire il nuovo corso di raccolta differenziata "porta a porta" senza citare gli annunciati prepensionamenti e disincentivazione a rimanere del personale e neppure la precarizzazione. Come potranno far fronte all'organizzazione che richiede la raccolta di rifiuti "porta a porta" con un bilancio così disatroso? Mettendo multe alle imprese che non si pongono a "impatto zero", per esempio? No. Sarebbe troppo intollerabile per certe imprese; si preferisce il fumo. Essendo la raccolta differenziata ormai un dovere civico, un'altra proposta di questo blog è quella di impiegare il servizio civile. Provarci è chiedere troppo? Visto che siamo all'emergenza, che sia dichiarata anche nelle modalità di farvi fronte. Seguiremo comunque da vicino questa fase, partecipando come cittadini al dibattito anche consiliare e preconsiliare (e.p.)
Rifiuti, la «differenziata» sarà porta a porta
L’Asm ha presentato il piano, si punta a ripianare le perdite entro il 2010
PAVIA. Raccolta differenziata porta a porta: è una delle principali novità contenute nel piano industriale di Asm presentato, ieri mattina, in conferenza stampa. Un obbiettivo che, tuttavia, richiederà il raddoppio del personale addetto (da 40 a 80 unità) e, soprattutto, una campagna di sensibilizzazione perchè i pavesi imparino a separare il rifiuto umido da quello secco. In questo modo, e usando la frazione umida per generare bio-gas, Pavia dovrebbe recuperare il gap della percentuale di raccolta differenziata che la vede ancora al di sotto della soglia minima legale.
Sul fronte dei bilanci, dopo avere chiuso l’ultimo esercizio con un disavanzo di circa 4,5 milioni di euro, l’amministratore delegato, Nicola Adavastro, ha detto di puntare al pareggio entro il 2010. E ha anticipato che i primi dati riflettono una situazione di lento e costante miglioramento, anche alla luce del “taglio” degli straordinari passati da 1 milione a 500.000 euro.
Il presidente, Andrea Albergati, ha detto che il settore energetico sarà «l’architrave del piano industriale». E il sindaco (e rappresentante del principale azionista), Piera Capitelli, ha espresso personale soddisfazione per un piano che, comunque, dovrà passare attraverso la valutazione del consiglio comunale, ma che esprime «coraggio» in un panorama normativo fluido.
Per mercoledì prossimo è prevista l’assemblea degli azionisti di Asm, mentre il piano sarà presentato a tutti i soggetti, dalle organizzazioni sindacali ai singoli gruppi di partito in consiglio comunale. Sul fronte del ciclo idrico, Adavastro ha insistito molto sul tasto delle alleanze strategiche. Considerato che in futuro tutte le decisioni verranno prese dall’Ato (ambito territoriale ottimale), le varie società sul territorio provinciale avranno migliori possibilità di aggiudicarsi la gara per il servizio se faranno fronte comune sfruttando l’esperienza maturata, in decenni, sul territorio.
L’altro settore sul quale Asm ha intenzione di puntare è quello ambientale. Dell’energia si è già scritto, con il progetto di sfruttare l’energia termica prodotta dalla “Riso Scotti” per il teleriscaldamento e quello relativo alla costruzione di un impianto di cogenerazione al San Matteo.
In realtà l’azienda di via Donegani lavorerà sul consumo di energia, da un lato con l’obbiettivo di un risparmio sul fronte dei privati e delle imprese, dall’altro tenendo d’occhio quanto richiesto dal protocollo di Kyoto, ossia la riduzione del 25 per cento delle emissioni gassose responsabili dell’effetto serra.
Si perseguirà, poi, una politica di raccolta differenziata spinta, con un servizio che, nelle intenzioni, dovrebbe essere porta a porta. Questo, secondo le previsioni, consentirebbe di ridurre del 40 per cento la massa dei rifiuti da smaltire in discariche o inceneritori. Attualmente la percentuale di differenziata, a Pavia, è del 28 per cento, rispetto a una media regionale del 40 per cento; l’obbiettivo di Asm è di raggiungere il 60 per cento di differenziata entro il 2011. Solo realizzando impianti per la generazione di compost o di biogas, tuttavia, l’operazione si rivelerebbe non onerosa.
Questo porta al capitolo degli investimenti. Asm conta di ricavare circa 5 milioni di euro dalla vendita degli immobili di corso Carlo Alberto e di via Cesare Correnti; ad essi si potrebbero aggiungere altre proprietà a Torre d’Isola. Questa somma costituirebbe il 10 per cento di quanto si stima necessario per gli investimenti. Ovviamente, il resto della somma verrebbe reperito con mutui bancari.
Il piano industriale, ha sottolineato Nicola Adavastro, prospetta una serie di possibilità tra le quali scegliere. «Credo - ha concluso - che si possa perseguire un’unità di intenti anche con le forze che sono all’opposizione in consiglio comunale». Un auspicio da verificare.
Fabrizio Merli
"La provincia pavese", 14 settembre 2008