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West end

di Irene Campari

[Sono raccolti in questo spazio gli interventi apparsi sul blog circa l'area dismessa ex Neca di Pavia, dal progetto alla caratterizzazione dei suoli].
  L'area ex Neca di Pavia sarà così. Un po' Manhattan un po' Eur. Firmata Fuksas, magari non tutta. Magari ci metterà del suo più di quanto non ci sia ora nel progetto che il Comune di Pavia mi ha consegnato e che vi inoltro. L'Isan, la società interamente controllata dalla Fondazione Banca del Monte di Pavia, proprietaria dell'area, ha prodotto questa proposta per il Piano integrato di intervento, realizzato dallo studio Tekne. L'obiettivo che si danno è quello di creare "un nuovo brano di città (sic!)": "la trasformazione" dicono "deve reinventare il suo rapporto con la città in una prospettiva di dialogo ma anche di contrappunto, intesa in termini di capacità di distinguersi rispetto ad essa e di assumere un ruolo specifico, caratteristica del rinnovamento; essa deve poter assurgere a segnale urbano proprio e peculiare della città, rappresentandone il senso dell'innovazione". Cosa volete che aggiunga? Ci sarebbe piuttosto da togliere, con umiltà. Ma intendono "creare un'intensa vita di relazione" e io ho delle aspettative. Anticipo che l'unico fabbricato classificato "da mantenere" nel Prg è il vecchio mulino, e questo solo mantengono; hanno già del resto raso tutto al suolo.

L'area secondo il Piano regolatore generale

E' un'area di trasformazione (art. 17 e 34), la superficie territoriale è di 80066mq di cui 73495 di proprietà Isan, 3454mq del Comune e 2224mq di proprietà privata; la slp è di 44097mq per l'area Isan, in totale sono 48040mq di slp. Le destinazioni d'uso da Prg sono 40% residenza, 30% attività industriali, ricerca; 30% terziario; massimo 1000mq di commerciale (una struttura media al massimo con esclusione dell'alimentare), ne faranno invece 2500; 32717mq aree minime per servizi; aree da cedere 40033mq. Si deve mantenere l'ex Mulino, una nuova autostazione ovest pe rle autocorriere, un parcheggio di 600mq, uno spazio riservato alla nuova tranvia, raccordo con la rotatoria dei Longobardi, localizazione centro congressi, riqualificazione Navigliaccio. L'immagine che segue è presa dalle tavole allegate al Prg e rappresentano l'area secondo la destinazione che quello strumento le aveva riservato.



Cosa invece sarà

[Sugli aspetti legati all'inserimento nel quartiere, la modificazione dell'assetto stradale e la ricollocazione di funzioni in tutta l'area che circonda l'ex Neca ritorneremo con un altro intervento].
L'area ex Neca sarà un "mix funzionale" come si usa definire. Mettono le mani avanti scrivendo che il progetto ha come presupposto un serio studio del mercato urbano (quando l'hanno fatto?) e di quello immobiliare nei settori residenziale, studentesco ecc. hanno fatto simulazioni e voilà cosa risulta dopo tanta ponderazione: residenza (non gli scappa da ridere?), residenza in affitto, ricettivo congressuale, terziario e commercio, espositivo e fieristica, servizi alle persone e alle imprese, produzione di beni e servizi. Più leggo e più ho nostalgia della mia proposta di metterci le scuole superiori di Pavia e trasformarla in una vero quartiere del sapere e della conoscenza. Oltre al parcheggio di 600 posti, essendoci molte residenze, ci sarà bisogno di almeno 1000 posti auto. Quei 600 saranno di interscambio (senza oneri per la proprietà), 200 saranno interrati, 100 lungo la nuova strada di progetto. In tutto circa 17.500mq a parcheggio.
Le residenze occuperanno 27000mq (con 1000mq per fitness) di cui 2500 in affitto convenzionato, terziario 5500, il servizio congressuale 3300, commercio 2500. Nella tavola che segue, allegata allo studio di Tekne, sono mostrate le aree colorate secondo la destinazione d'uso: rosso è residenza, azzurro è la residenza in affitto convenzionato, giallo è ricettivo, arancio è produzione di beni e servizi (?), grigio è palestra e fitness, blu è terziario, verde è congressuale, lilla è commercio.

C'è da chiedersi perchè ce l'abbiano spacciato come il progetto del futuro, imprescindibile per Pavia e per lo sviluppo di "Pavi città internazionale dei saperi". Questo progetto, contravvenendo anche alla natura di quell'area e alla sua collocazione, non ha nulla a che fare con la ricerca, il sapere e il turismo scientifico. La sproporzione tra l'area residenziale e quella fieristico-congressuale è abnorme: 25000mq contro 4000 circa. Inoltre ci hanno già detto che sarà l'architetto Fuksas ad intervenire. Sulle residenze si immagina. C'era bisogno a Pavia di Fuksas per progettare altre case di pregio, o sarebbe meglio chiarire ch'è per farcele digerire, in una città che ha bisogno come il pane del bello come bene pubblico e del bene pubblico bello. Si comprendono allora meglio le parole di Fuksas nella prima intervista che ha rilasciato sull'ex Neca e sul suo coinvolgimento: "Non ci saranno speculazioni". Ma è già un'ideale speculazione. In una città che sta soffrendo la crisi del mercato immobiliare per eccesso di costruito e di occupazione di suolo come si può chiamare altrimenti un'aggiunta di 25000mq di residenziali nel centro storico? Tutta la propaganda fatta da Capitelli quando l'area è stata comprata dalla Fondazione Banca del Monte tre anni fa finisce in 25000mq di residenze di lusso ("garanzia di qualità e di servizi di altissimo livello per la città"). Avremmo preferito scuole pubbliche decorose, servizi per giovani e anziani all'altezza della nostra tradizione, spazi per il vero turismo scientifico e la congressualità, negozi di vicinato alla dimensione vera del vicinato. Con questo progetto la proprietà e il Comune dimostrano di non aver creduto affatto in ciò che ci andavano dicendo. E ci sta anche l'ipocrisia indigesta di coloro i quali, avvalendosi del loro potere e autorevolezza, ci hanno fatto credere ciò che non era vero. Poli, presidente della Fondazioe Banca del Monte, rimane il patron della logistica in provincia di Pavia e il sansirino 2007. Visto che lì in un primo tempo ci dovevano piazzare la logistica medica, mi chiedo dove la metteranno. Se hanno già provveduto a riservarsi qualche bel lotto edificabile da qualche altra parte.

Irene Campari
Consigliere comunale

West end (2)

di Irene Campari

Anche l'area ex Neca di Pavia ha una lunga storia. Abbiamo cominciato a raccontarla dall'oggi e dalle proposte per il futuro, tuttavia varrà la pena di ritornare al passato prossimo riprendendo il filo dell'evoluzione della sua trasformazione dal fallimento della fabbrica. Non c'è solo il fallimento dell'ex Necchi ad essere molto interessante per verificare come certe speculazioni immobiliari in grande si siano mosse da crac industriali. Ce n'è più d'uno in città. Ripercorreremo prossimamente anche questa vicenda. In questa post aggiungiamo dettagli importanti a ciò che avevamo scritto nel post intitolato "West end" linkabile sulla banda laterale alla voce "ex Neca". Pubblichiamo alcune mappe allegate al Piano integrato di intervento riguardanti l'assetto stradale che verrà modificato con l'accoglimento del Pii da parte della Giunta comunale. Alcuni visitatori hanno chiesto di chiarire l'iter dei Pii. Questi sono progetti che i privati proprietari delle aree presentano al Comune per l'accoglimento. Sta alle politiche urbanistiche di quest'ultimo accoglierli o meno. Il Comune dovrebbe, per tutelare l'interesse pubblico, essere in gradi di contrattare con i privati più servizi pubblici possibile, sulla base anche di un'idea di città che ogni seria amministrazione dovrebbe avere. Si dà il caso che questa amministrazione abbia spesso fatto proprio un Piano presentato dai privati mettendoci il timbro del Comune e senza opporvi modifiche. Così è stato per il Pii della ex Snia, pubblicato da Risanamento di Luigi Zunino nel 2005 sul suo sito quando il Comune diceva che non aveva ancora in ballo nulla per quell'area. Ora è tutto fermo essendo quell'area in pegno a Banca Intesa e in procinto di cambiare proprietario. Dopo la presentazione del Pii, se è accettato dalla Giunta e richiede modificazioni o varianti al Piano regolatore generale, deve essere sottoposto al voto del Consiglio comunale. Anche l'area Neca dovrà passare dal vaglio del Consiglio essendo il Pii presentato da Tekne per conto di Isan della Fondazione Banca del Monte sostanzialmente difforme da ciò che prevede per quell'area il Prg.
E' interessante per l'area Neca andarsi a leggere le dichiarazioni della proprietà e del Comune di qualche anno fa comparandole a quanto ci vogliono fare ora: 25000mq di residenze di lusso (più o meno come nell'ex Necchi-33000mq ca) e 4000 di area congressuale.  Due anni fa, il 24 ottobre 2006 "La provincia pavese" riportava in questo articolo le dichiarazioni di Poli presidente della Fondazione proprietaria dell'area:

"Niente residenze nella Neca del futuro"
Le ruspe sono già al lavoro, ma prima di vedere la nuova era dell’ex area Neca, ci vorrà ancora molto tempo. Fretta, la nuova proprietaria dei terreni, la Fondazione banca del Monte di Lombardia, non ne ha. Ha deciso che quella a cavallo tra la ferrovia, il policlinico San Matteo e il ponte di Pietra, è una delle principali scommesse della sua storia centenaria. «L’importante per noi è fare una cosa fatta bene, una cosa bella e importante, per questo, abbiamo in mente di farla progettare a qualcuno di grande, a un solo vero protagonista dell’architettura». Il presidente della Fondazione Aldo Poli fa nomi altisonanti, quelli di due ambasciatori dello stile italiano nel mondo: Massimiliano Fuksas e Renzo Piano. Ma sono solo due esempi, perché l’unico aggettivo che si usa nella sede di palazzo Brambilla, in Strada Nuova è «grande». E nella città dove l’imperativo è vulà bas è un bel segno.  Il presidente Poli nei mesi scorsi ha fatto sedere attorno al tavolo tutti i principali attori della città: Comune, Provincia, Università e Policlinico San Matteo. A tutti ha rivolto una semplice domanda: secondo voi cosa serve in quell’area?  L’idea, che viene da lontano, è quella, innanzitutto, di realizzare un grande centro congressuale. Ma Poli ha voluto che quelli che dovranno essere i fruitori del centro si esprimessero formalmente. «Noi impegniamo capitali importanti, il patrimonio della fondazione - spiega il presidente - per questo ho chiesto a tutti di esprimersi. Così abbiamo le idee più chiare: faremo un centro congressuale importante con un grande albergo, una struttura da quattro stelle in su. Poi abbiamo verificato che in quella zona serve un grande parcheggio, possibilmente interrato, per sfruttare al meglio gli spazi. Mentre, per quanto riguarda i 300 appartamenti, credo non si faranno. Il policlinico sta facendo ancora passi in avanti, anche noi della Fondazione abbiamo contribuito a dotarlo di strumentazioni d’avanguardia, ma i familiari dei malati sono in difficoltà, non sanno dove andare. Gli alberghi a Pavia sono pochi e i prezzi non sono alla portata di tutti. Servono quindi posti letto accessibili a tutti. La Fondazione banca del Monte ha tra le sue finalità anche quella sociale, così abbiamo deciso di realizzare mono e bilocali per dare una risposta a queste esigenze».  Ma all’interno della grande area dell’ex Neca, dove per tanti anni si sono fabbricati radiatori e caldaie, ci sarà spazio anche per una sede unica per la Camera di commercio.  L’ente lascerebbe le prestigiose sedi di via Mentana e quella sotto la cupola Arnaboldi. «Sarebbe utile una sede unica e anche più comoda per tutti, raggiungere gli uffici oggi è un’impresa», sintetizza Poli.  Già da qualche giorno è iniziata l’opera di bonifica dell’area. E’ stata chiamata la stessa ditta che ha abbattuto l’eco-mostro sulla spiaggia di punta Perotti a Bari. Ma alla Neca non si può usare la dinamite, bisogna smontare le vecchie strutture pezzo per pezzo. «Poi si vedrà cosa fare, credo che ci siano anche degli aspetti ambientali da salvaguardare - dice Aldo Poli - il Navigliaccio è molto bello in questa zona».  Nei prossimi mesi sarà scelto il progettista per disegnare l’intera area: «Sarà una sola persona ma, come ho detto, di grande valore. Poi vogliamo che lavorino le nostre imprese. L’ex Neca deve creare ricchezza per la provincia di Pavia. E deve essere un volano per l’economia e il turismo pavese. Chi verrà a seguire un congresso a Pavia potrà vedere le bellezze della città, apprezzare i nostri prodotti e la nostra cucina. Così tornerà con la famiglia e gli amici».
Non si faranno trecento appartamenti, se ne faranno duecento. Deve essere un volano per l'economia pavese. Lo aveva già dichiarato il Sindaco a proposito dell'area Snia; lo aveva scritto anche nel suo programma. Del resto questa Giunta ha puntato sull'edilizia per lo sviluppo e ora si trova al palo come lo è il settore. Eppure politica è anche previsione.

Nella mappa è indicata la rete viaria esistente intorno all'area ex Neca, rappresentata con linee continue, e la rete di progetto, ossia quella nuova prevista dal Piano, in linee tratteggiate. In verde sono le piste ciclabili, in rosso la viabilità primaria, il giallo chiaro quella nuova del quartiere, in arancione la viabilità secondaria. P su sfondo azzurro sono i parcheggi esistenti, P su sfondo nero sono i parcheggi nuovi previsti.

neca.strade.


In questa invece sono rappresentati i sistemi di accessibilità all'area e della sosta. In azzurro tratteggiato sono le connessioni pedonali, il poligono arancione è il parcheggio pubblico (200 posti auto), in verde è la maglia stradale, in poligono marrone è il parcheggio di interscambio (600 posti auto), in nero è la ferrovia.

neca.parcheggi

di Irene Campari

L'area ex Neca di Pavia, di proprietà della società Isan della Fondazione Banca del Monte, è stata riprogettata dallo studio Tekne. Abbiamo già pubblicato il progetto, linkabile sulla banda laterale. Ora aggiungiamo qualche informazione non secondaria in più. Lo studio Tekne in realtà è solo il progettista. Tutto il resto (valutazioni economico finanziarie, valorizzazione, etc.) sono state predisposte dalla società Sviluppo Sistema Fiera, guidata da un Presidente che è anche nel Cda della società Autostrada Pedemontana Lombarda (quella data in concessione al Gruppo Gavio). Sviluppo sistema fiera è nato per la realizzazione del nuovo polo fieristo a Rho, e avrà gran parte nell'Expo2015. Ora si capisce megli perchè il progetto della ex Neca è stato accolto ben volentieri anche da alcune componenti del centrodestra quale Alleanza Nazionale che tramite i consiglieri Galandra e Labate si è epressa sperticandosi in lodi per questo progetto, ben diverso da quello che ci avevano presentato tre anni fa.
La descrizione che segue è presa dal sito del Sistema Fiera Milano.

Riqualificazione dell’area ex-Neca, Pavia

Isan, la controllata di Fondazione Banca del Monte di Lombardia, intende riqualificare attraverso una procedura concorsuale, un’area di sua proprietaria situata a Pavia e denominata ex-Neca.
Si tratta di circa 80 mila metri quadrati di superficie fondiaria, un tempo occupati da un insediamento industriale ormai dismesso. L’area è situata nelle vicinanze dello scalo ferroviario cittadino, in prossimità del centro storico.

L’intervento che nascerà dalla riqualificazione della ex-Neca vuole creare un nuovo spazio cittadino integrato nel contesto urbano e destinato ad accogliere strutture pubbliche e private per ottenere un’area vivibile e sempre fruibile.--br--
Le opere e il sistema degli spazi aperti saranno inoltre progettati nel pieno rispetto dei criteri di sostenibilità sia per la scelta dei materiali, sia per il contenimento dei consumi energetici.

Sviluppo Sistema Fiera, nell’ambito del progetto di valorizzazione dell’ex-Neca, svolge il ruolo di advisor dell’operazione. Inoltre, ha costituito un’associazione temporanea di imprese insieme allo studio di progettazione Tekne per lo sviluppo del progetto di riqualificazione complessivo.

Nello specifico, le attività di Sviluppo Sistema Fiera si concentrano in due fasi:
- analisi e definizione del piano di azioni tecniche, economico-finanziarie, legali-amministrative per l’avvio delle attività realizzative:
- progettazione preliminare dell’intervento e sviluppo urbanistico dell’area;
- alta sorveglianza e direzione lavori per la realizzazione del progetto.


West end and links di Giuseppe Zapelloni

Volendo saperne di più dell'area ex Neca e curiosare un poco, chissà che non fosse possibile vedere oltre quanto finora è stato dato, sono andato a visitare l'elegante sito dello stagionato rocker dell'architettura contemporanea Massimiliano Fuksas.

Ho fatto le cose per bene, navigando in lungo e in largo per il sito e passando attraverso tutti i link delle varie categorie progettuali del nostro: sale conferenze, cultura, design, educazione, mostre, torri, residenze, istituzioni, svago e sport, multifunzionali, uffici, religione, ricerca, negozi, progetti urbani. Non ne ho tralasciata nessuna, ma nulla ho trovato di inerente Pavia, e dire che da quel poco che è trapelato l'intervento dovrebbe essere trasversale e promiscuo, toccarne appunto parecchie di queste categorie.--br--

Della nostra città dunque, non si parla ancora sul sito http://www.fuksas.it/ <http://www.fuksas.it/> . Segreto assoluto su quello che sarà l'ennesimo di una serie di acclaimed projects all over the world ad opera del Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres de la République Française. Che si tratti di una sottile e raffinatissima strategia mediatica, studiata ad arte solo per creare attesa intorno all'evento architettonico che sconvolgerà Pavia?

Forse è sperare un pò troppo per dei bifolchi con le labbra ancora sporche di polenta e saracca. In fondo per ammutolirci a noi pavesi basterebbe la commenda d'oltralpe, e per tapparci definitivamente la bocca  un progetto che si rifacesse al contributo teorico dato proprio da Fuksas come direttore della Biennale di architettura di Venezia, anni 1998-2000, intitolata "Less Aesthetics, More Ethics". Qualche politico locale ha, non dico letto, ma almeno sfogliato il catalogo?

La mia curiosità insoddisfatta mi ha spinto allora ad andare a vedere cosa fosse stato pubblicato sul sito di Tekne (http://www.teknespa.it/ <http://www.teknespa.it/> ), la società incaricata dall' ISAN Srl, controllata dalla Fondazione Banca del Monte, proprietaria dell'area ex Neca. Seleziono "realizzazioni/portfolio", clicco il link "pianificazione/planning" e in cima alla lista trovo un'immagine satellitare dell'area pavese accompagnata dalla didascalia "ISAN SRL Master Plan e PII per l'Area Ex Neca a Pavia (2006-2008)". Nient'altro, nessun dettaglio, molto più completo quel poco che è stato fin qui possibile pubblicare su questo blog.

E' comunque interessante notare come il nome di Fuksas non compaia, dal che si deduce che la pianificazione, parcellizzazione o azzonamento, che dir si voglia, dell'area non è griffato, e da quel poco che le planimetrie lasciano intendere diventa assai difficile capire quali superfici saranno toccate dalla mano del sommo architetto. Ma forse sono io ad avere frainteso quanto precedentemente da lui dichiarato alla Provincia Pavese: “Voglio recuperare l'area Neca pensando a chi la vivrà. Il mio lavoro comincerà dal paesaggio in cui inserire gli edifici e non dagli edifici in sé.” ...e forse basterebbe solo intendersi sul significato di termini come vivibilità e paesaggio

In tempi recenti Pavia è stata interessata dal recupero di un'altra grande area dismessa, quella ex Fivre, ed il bel risultato prefabbricato è sotto gli occhi di quanti oggi passano per viale Cesare Battisti: l'edificio sede di Banca Intesa (ex Cariplo), il centro commerciale Minerva (con annessi gonfiabili), la poco monumentale sede della Regione Lombardia, tanto verde pubblico dismesso e, finalmente, dell'eccellente architettura contemporanea, il supermercato Esselunga. Parcheggi molto pochi per un area destinata a servizi e commerciale.

Ricordare quanto avvenuto alla ex Fivre è molto meno peregrino di quanto possa sembrare. Infatti parte, o partiva, proprio da li, il serpentone di aree dismesse tangente il centro storico e passante per ex Marelli, ex Neca ed ex Necchi. Un serpentone che presto avvilupperà nelle sue spire buona parte del Policlinico e del Cravino, e forse addirittura anche lo scalo ferroviario.

Che sia il caso di incominciare a domandarsi, e soprattutto domandare, non solo come l'area, così infossata, dell'ex Neca andrà a connettersi da un punto di vista viabilistico e infrastrutturale, prima ancora che estetico, con la città; ma anche come si connetteranno tra loro le varie aree dismesse, ivi comprese quelle prossime venture?  

Ad esempio, il Millenium Bridge pavese, da dove “passerellerà”? forse sopra l'area ex Marelli, per cui esiste un progetto approvato ed efficace già dall'agosto 2006, ma non ancora un cantiere? e dove andrà a connettersi questa struttura pedonale sospesa? forse in viale Matteotti? Che vadano letti in questo senso gli sconnessi, per non dire spastici, esperimenti viabilistici in corso?

Ecco, in molti credo, vorremmo davvero saperne di più, e una volta tanto per tempo, giusto per non trovarci di nuovo di fronte a una cosa fatta alla pavese, procedendo per brani e senza una visione d'insieme. Com'è che si dice?, una cosa fatta un tant al toc.

Se ci fosse un politico con un'idea appena appena coerente di città che si faccia avanti, esponendosi ed esponendola. Perchè un architetto, anche un grande architetto come Massimiliano Fuksas, resta solo un architetto, non un supplente e neppure un alibi, o, visto il recente precedente pavese, uno scudo all'ignoranza e alla viltà della "committenza".

Abbonamenti alla bonifica di Irene Campari

Ieri, 4 novembre, "La provincia pavese" ha pubblicato un mio intervento con riferimento alla bonifica milionaria dell'ex Neca e il blocco del progetto di riconversione dell'area. Il progetto è firmato dallo studio Tekne che fa riferimento allo Sviluppo sistema fiera (Milano). Oggi l'argomento bonifica è ripreso dal quotidiano con un'intervista ad Aldo Poli presidente della Fondazione Banca del Monte che controlla al 100% Isan la società proprietaria dell'area. Secono Poli la bonifica costerebbe troppo rispetto all'investimento e al progetto. Occorre qualche chiarimento che non compare nell'articolo né nelle parole di Poli. I costi di bonifica variano rispetto alla destinazione d'uso futura del terreno. Da parcheggio a residenziale possono anche triplicare. Quando i laboratori di analisi o l'Arpa effettuano le indagini dei suoli, per la stima del superamento della tollerabilità degli inquinanti devono far riferimento a tabelle precise stabilite per legge, le quali determinano quelle soglie in base all'utilizzo previsto per quei suoli. Per esempio, nel caso dell'arsenico il limite massimo ammesso per l'uso residenziale è 20, per i parcheggi 50; per il nichel è 120 nel primo caso e 500 nel secondo. Bonificare un'area per uso residenziale implica quindi interventi tecnologici e di smaltimento di gran lunga superiori a quelli richiesti per una strada. Si immagini quanto potrebbe venire a costare la bonifica alla ex Snia Viscosa in corrispondenza del sito dove volevano farci una scuola, passato alla storia industriale di Pavia come quello del "reparto cornuti". --br--
All'interno di una medesima area possono esserci siti diversamente inquinati, rispetto alla localizzazione precisa di impianti di produzione e lavorazione. Poli sostiene che dove vi erano alla ex Neca palazzine amministrative e uffici non ci può essere lo stesso livello di inquinamento dei siti ove insistevano le fonderie. Intuitivamente può essere vero, dipende però sia dalla storia pregressa di quei siti (se sono stati sempre adibiti ad uffici) e se la condizione della falda acquifera sotto le palazzine sia stata intaccata da percolati o da penetrazione di sostanze originate altrove.  Nella condizione in cui si trova l'ex Neca, si trovano anche l'ex Snia, l'ex Marelli, l'ex Landini, l'ex deposito Asm in via Acerbi dove volevano fare una piscina, l'ex Necchi e tra un po' anche l'Arsenale. Tutte. E' molto probabile che Pavia non abbia mai fatto i conti seriamente con le bonifiche dei terreni, considerando che l'obiettivo di risanamento delle aree dismesse fosse sempre stato un altro: costruire, costruire. Tra gli obiettivi invece della nuova architettura urbana ci dovrà essere anche la tutela della salute dei cittadini.


Irene Campari

Neca, costo della bonifica verso il raddoppio

L’Arpa deciderà se portarla da quattro a otto milioni. Poli: «Sono soldi sprecati».
Entro il 20 novembre il Comune ha previsto di tenere la seconda Conferenza dei servizi. Una bonifica da 4 milioni di euro, oppure da 8 milioni? Alla prima soluzione, prospettata per l’area Neca, Aldo Poli, presidente della Fondazione Banca del Monte non oppone critiche; alla seconda sì. «Sugli 8 milioni non sono d’accordo, sarebbero soldi buttati», sottolinea mentre nell’area tutto è bloccato e si attende una Conferenza dei servizi decisiva entro il 20 novembre prossimo. Sarà l’Arpa a far pendere l’ago della bilancia verso l’una o l’altra ipotesi. Intanto il Comune avverte: «Non siamo noi ad allungare i tempi, tant’è che facciamo l’istruttoria in 20 giorni». Proprietaria dell’area Neca è la Bre attraverso la società Isan. Il Piano di intervento integrato, realizzato da Ati Sistema sviluppo Fiera, è stato presentato nel luglio scorso per l’approvazione. «Spero che nel decidere il costo della bonifica si scelga la soluzione migliore». Poli non ci sta a vedersi raddoppiato un “conto” che, sottolinea, i suoi periti hanno stimato in 4 milioni. «Spero in bene perchè buttar via quattrini non fa piacere - prosegue -. Là dove c’erano gli uffici non ritengo sia necessario andare in profondità con la bonifica, perchè in quel punto il terreno non è così inquinato». Lo stato attuale dell’area Neca, una superficie di 80mila metri quadrati, che sarà ridisegnata da un progetto affidato all’architetto Massimiliano Fuksas, è di desolazione. Le costruzioni sono state demolite, per il resto regna l’immobilismo. «Tutti speriamo di poter partire con i lavori - conclude Poli -. Prima avremo l’autorizzazione e prima sarà possibile iniziare».

 Un iter complesso quello dell’area Neca, ma portato avanti a tempo di record, assicura l’assessore all’Urbanistica, Franco Sacchi.
 «La proprietà ha consegnato la proposta iniziale del PII a fine luglio - conferma Sacchi -. Il Comune l’ha istruita ad agosto e ci siamo incontrati a settembre. La prima Conferenza dei servizi interna l’abbiamo tenuta il 15 settembre scorso, e ha rilevato alcune necessità di integrazione della proposta iniziale, anche in ordine alla bonifica. La proprietà ci ha consegnato la bozza integrata la scorsa settimana: la preparazione dunque ha richiesto più di un mese. Il Comune in venti giorni sta rifacendo l’istruttoria e convocherà un’ulteriore Conferenza dei servizi entro il 20 novembre prossimo. Quindi riverificheremo il progetto in tempi velocissimi».
 Un progetto, quello sull’area Neca, che secondo le intenzioni dovrebbe avere le carte in regola per far fare un salto di qualità a Pavia. Fuksask avrà mano libera sull’intera area, in particolare sulla realizzazione di un albergo di 11 piani, quattro stelle, con 200 stanze e sulla torre dentro la quale ci saranno appartamenti di edilizia convenzionata da destinare in parte ai parenti dei ricoverati negli ospedali cittadini e a medici e ricercatori ospiti. Sull’area da 80mila metri quadrati soltanto circa 30mila alla fine saranno occupati da edifici che si svilupperanno su una superficie utile di 50mila metri quadrati. L’opera dovrebbe essere conclusa in quattro-cinque anni. Si prevede anche un palazzo esposizioni con centro congressi fino a mille posti. Da lì partirà una passerella pedonale panoramica che, sorvolando la ferrovia, porterà in piazza Dante.

Donatella Zorzetto
"La provincia pavese", 5 novembre 2008

Fuksy (pubblicato sul blog il 19 novembrfe 2008)

Si esprime questa mattina su "La provincia pavese". L'Archi-star ha sentenziato: «L’ex Neca diventi un luogo vivo». Ci mancherebbe che rimanga un'altra natura morta con qualche topo o carpa giapponese con la testa rivolta a sud. E' piuttosto a nord che guardano, verso lo Sviluppo sistema fiera milanese, quello dell'Expo2015 e quello dello studio Tekne che ha realizzato il Programma integrato di intervento. Allora ecco che un luogo basta che sia vivo, poi come vivrà sarà un problema nostro. Intanto il progetto è quello nell'immagine che il blog ha pubblicato più di due mesi fa (qui) con la descrizione degli interventi. Non vuol lasciare la propria impronta l'architetto Fuksas. Peccato, magari una diversa dal solito ci sarebbe anche piaciuta, invece siamo al vetro e cemento, che con la città non c'azzecca nulla. Ma dice di volersi guardare intorno. Bene, ma è rimasto poco. Di tutti gli edifici, anche molto pregevoli, delle vecchie e antiche aree dismesse non rimane più nulla. Solo i capannoni dell'ex Snia Viscosa che in estremis abbiamo salvato. Rimane il romanico, e un po' di accademica architettura teresiana. Del resto se anche l'Architetto è d'accordo nel costruirci 25mila mq di appartamenti c'è poco da sbizzarrirsi, rimanendone solo 4mila per il palazzo dei congressi. Ma su quesi 25mila ci potrebbero essere problemi. Ci sono problemi. La bonifica costerebbe infatti una enormità (8 milioni di euro). E si sono incartati. Non lo sapeva la Fondazione Banca del Monte prima di acquistare l'area tramite l'Isan che costruendoci case la bonifica sarebbe stata costosissima? Su che cosa pensavano di risparmiare? Le cose a Pavia da questo punto di vista hanno sempre funzionato un po' alla carlona. Che non ci facciano venire sospetti, sarebbe sgradevole. Proponiamo allora l'invervista all'architetto Fuksas con il corredo di questa immagine. (Irene Campari)


«Non condivido certe critiche, anche un professionista conosciuto si guarda intorno»
«L’ex Neca diventi un luogo vivo» --br--
L’architetto Fuksas anticipa la «filosofia» del recupero dell’area
«Non lavoro per lasciare una mia impronta. Lavoro per gli altri Perchè vivano bene dove progetto»


Massimiliano Fuksas, architetto di fama mondiale al quale dovrà essere affidato il design per il recupero dell’area ex Neca, spiega di essere stato a Pavia e di avere preso visione dei luoghi. «Si tratta di un’idea interessante - spiega al telefono - un intervento che dovrà essere condotto in scala urbana. Si tratta di creare un luogo per vivere, non una celebrazione del committente, nè di politici o architetti. Perchè alla fine, nella mia professione, quello che conta è sempre tenere presente che si progettano opere nelle quali altri andranno a vivere». Dal suo studio romano, l’architetto aggiunge: «Mi hanno chiesto per lettera se fossi d’accordo, e ho risposto di sì. Ho dato conferma in un altro paio di occasioni. Anche se mi pare che vi siano ancora alcuni passi da compiere sul fronte urbanistico». Il riferimento è alla bonifica dell’area, per la quale non è ancora possibile compiere una valutazione economica attendibile. Nel frattempo, pur essendoci ancora nemmeno uno schizzo, l’opera desta già qualche critica. In una lettera che abbiamo pubblicato ieri, segretario e vice segretario cittadini dell’Udc sollevano perplessità sull’opportunità di affidare a Massimiliano Fuksas la progettazione del design. E l’architetto romano, interpellato sul punto, non ci sta a passare per il professionista che «cala la sua opera» su Pavia, «aldilà di ogni considerazione» o, peggio, «senza rispetto per la tradizione e l’esigenza» della città. «Non è mia abitudine intervenire su quanto pubblicato dai giornali - premette Fuksas al telefono - e in ogni caso ciascuno è più che libero di esprimere la propria opinione. Ma in questo caso, mi pare che si parta dalla visione dell’architetto “di fama” come di uno che pensa soprattutto a sè stesso, opponendogli una specie di “architetto-vecchio medico di famiglia”. Credo sia sbagliato, perchè si ipotizza che il professionista più conosciuto non si guardi intorno. Io vivo a Roma, in un palazzo che ho ristrutturato con cura, può immaginare quale attenzione nutra per la tradizione. La “nuvola” nella teca al centro congressi dell’Eur l’ho ideata tenendo presente l’asse di Marcello Piacentini, l’ideatore del quartiere. Per la Fiera di Milano ho cercato una scala sulle grandi periferie urbane». «Gli architetti non vanno visti come dei “criminali” che vogliono fare del male. Forse, quando ero più giovane ci tenevo a lasciare una mia impronta. Ma quando diventi maturo, pensi sempre più che stai lavorando per gli altri. Quando ho progettato delle case, a Milano, poi ho voluto sapere se gli abitanti ci vivevano bene dentro e, soprattutto, se si vendevano. Un coltello può servire a uccidere o a tagliare il pane, di per sè non è buono nè cattivo. E agli architetti credo si possa applicare la stessa similitudine».

Fabrizio Merli, "La provincia pavese", 19 novembre 2008

No more Fuksy?
di Irene Campari (pubblicato sul blog il 3 dicembre 2008)

Gli dovremo dire addio, ammesso che non lo abbia già fatto lui medesimo. Nella più recente brochure riguardante il progetto di riqualificazione dell'area ex Neca edito da "Sviluppo sistema fiera" di Milano, Fuksas non compare più, anzi. E' scritto che il progetto andrà a concorso. Impossibile che si sappia già chi vincerà. Non è un concorso universitario. E questa è la prima notizia. La seconda è desumibile dall'immagine che pubblichiamo di seguito, sempre riportata su quella brochure, in cui compare anche l'area ex Magneti Marelli (a destra) con il rendering del progetto votato in Consiglio nel giugno 2006. Ricordiamo che i lavori alla Marelli sono fermi da un anno e poco o nulla si sa di come potranno procedere. Vi è disegnato il passante di collegamento tra le due aree, i due ponti sul Navigliaccio.
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Ma c'è altro. Lo Sviluppo Sistema Fiera di cui fa parte la società Tekne che ha elaborato il progetto preliminare di Pii, è già molto attiva in vista dell'Expo2015. Ha già infatti dato in concessione, insieme al Nuovo Sistema Fiera Milano e alla Fondazione Fiera, il parcheggio (immenso) del Nuovo Polo Espositivo della Fiera di Milano alla società Codelfa di Marcellino Gavio, che sarà General contractor. La società era stata indagata nel 2005 per un subappalto in odore di mafia nei lavori per il parcheggio sotterraneo di Piazza Meda a Milano. Era intervenuto con un articolo a proposito il "Corriere", subito redarguito dal Sindaco di Milano Moratti che aveva liquidato la faccenda come "vecchia". E il giornale non ne ha più parlato. Di seguito pubblichiamo la brochure integrale dello Sviluppo Sistema Fiera contenente il progetto ex Neca e alcune note procedurali interessanti, quali il fatto che i rapporti istituzionali per l'ex Neca li terrebbe direttamente lo Sviluppo Sistema Fiera. E Aldo Poli cosa fa allora con Isan? L'Associazione temporanea di imprese che scrivono di aver costituito per la realizzazione del progetto da chi è composta oltre a Tekne ossia allo Sviluppo Sistema Fiera stesso? Quali sono le imprese locali coinvolte? Della bonifica milionaria nella brochure non se ne parla.

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Brochure Sviluppo Sistema Fiera con progetto ex Neca


 


La gazzetta del profeta (3) (pubblicato il 4 dicembre 2008)

di Giuseppe Zapelloni

Le considerazioni suggerite dalla lettura della brochure recentemente publicata su internet a cura del Sistema Sviluppo Fiera e dalla Fondazione Fiera di Milano riguardante la riqualificazione dell'area ex-Neca di Pavia, potrebbero con qualche ragione inserirsi nella nuova rubrica di questo blog "la gazzetta del Profeta". La brochure, che non è chiaro quando sia esattamente comparsa sul sito dell'AUDIS (acronimo dell'Associazione Aree Urbane Dismesse, sovvenzionata tra gli altri da PirelliRE), viene presentata come "scheda del progetto" ed è introdotta da un breve comunicato stampa, che risulterebbe essere stato pubblicato sullo stesso sito già ad ottobre, ed intitolato: "Sviluppo Sistema Fiera a Pavia. Fuksas ridisegna l'area ex Neca". Il testo recita: "Il piano di intervento integrato  sull'area ex Neca di Pavia, è stato realizzato da Ati Sviluppo Sistema Fiera ed è ora presentato all'amministrazione comunale per l'approvazione. La Fondazione Banca del Monte, proprietaria dell'ex area Neca di Pavia, una volta occupata da una grande fonderia, si è rivolta a Massimiliano Fuksas per la trasformazione dell'area e la realizzazione di un vero e proprio quartiere, secondo quanto dichiarato dal presidente della Fondazione, Aldo Poli. Il piano di sviluppo della città prevede il recupero e la valorizzazione dell'area, con l'edificazione di un nuovo asse stradale, parcheggi e opere legate alla mobilità, un Centro Congressi in sinergia con le istituzioni scientifiche e accademiche cittadine, oltre a edilizia residenziale, commerciale, terziaria e produttiva privata. Duecento milioni di euro sarà il costo dell'intera operazione (in una precedente dichiarazione al Sole24ore del 30 aprile 2008 i milioni erano solo 150, ndr). Sull'area di  80.000 mq, 30.000 circa saranno occupati da edifici che si svilupperanno su una superficie utile di 50.000 mq." Niente di nuovo, dunque, se non, almeno per me, la brochure. Strano, comunque, che su quest'ultima si diano per già definitivamente approvate le richieste di variante al Pgt.--br--

I dubbi sollevati da Irene Campari nel presentare la brochure sono più che legittimi, tantopiù che il testo, oltre a non confermare passate dichiarazioni d'intenti, non è proprio chiarissimo. Per quanto riguarda il concorso, vien fatto pensare ad una gara d'appalto per la scelta dell'impresa, o del gruppo di imprese edili che si occuperanno del cantiere (con buona pace, sembrerebbe, per le garanzie protezionistiche a favore delle imprese locali del presidente Poli), piuttosto che ad un vero e proprio concorso di architettura (tantopiù che ci si sarebbe già da tempo sbilanciati su Fuksas). Ma potrebbe anche trattarsi di una gara per la scelta dell'imprenditore  immobiliare che dovrà realizzare l'operazione, il che non esclude comunque che lo stesso imprenditore possa in seguito, o già in fase di concorso, affidare ad un architetto, o ad un geometra di sua fiducia il progetto vero e proprio, magari ricalcando fedelmente le dettagliate planivolumetrie già pubblicate.

Più di una perplessità suscita inoltre il fatto che nel presentare il progetto planivolumetrico da approvare per l'area ex-Neca si contempli anche quello, definitivo e già approvato, che riguarda la ex-Magneti Marelli, soprattutto se si considera lo stridente contrasto tra i due a livello di dettaglio: tanto che quello provvisorio sembra l'altro. Sarà un caso, ma solo pochi giorni fa mi era stato riferito di uno studio di fattibilità che riguardava proprio le due aree nel loro insieme, pare realizzato appena prima che la ex-Magneti Marelli passasse di mano e per questo motivo accantonato. Purtroppo non ho potuto ancora verificare  questa informazione e non so quali fossero le parti interessate, ma la mia fonte è di solito attendibile e ben informata, e comunque non è detto che di questo progetto non resti una cospicua traccia contabile in qualche bilancio. Magari si può giustificare questa coincidenza ipotizzando un'alleanza strategica tra i soggetti operanti sulle due aree, al fine forse di ridurre parte dei costi per le forniture materiali, ma sarebbe davvero una ben strana analogia se corrispondessero alla fine anche i nomi dei professionisti coinvolti.

Sorvolando sulla bonifica dei terreni ed i relativi costi, perchè non se ne fa menzione nonostante si dichiari che Sviluppo Sistema Fiera studi l'impatto dei progetti sul territorio instaurando un dialogo con le comunità di riferimento, il corredo iconografico della brochure evidenzia drammaticamente come tra le due aree si collochi quella a dismettere dello scalo ferroviario, che è difficile prevedere come potrà  in futuro essere recuperata e connessa alla città dopo l'intervento sull'area ex-Neca.

giovedì, 18 settembre 2008, 22:34 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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