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Le loro idee camminano

di Giuseppe Zapelloni

E' davvero difficile raccontare l'incontro svoltosi ieri sera, 6 ottobre 2008, nell'Aula Magna dell'Università di Pavia in occasione per primo degli appuntamenti con il ciclo "Mafia 2008: il ruolo delle Istituzioni" organizzato dall'Udu. Prendere appunti avrebbe significato smarrire il senso del ritrovarsi li insieme a tanti altri, a testimoniare e rinnovare un lutto comune, perdere la musica accorata e la dolente dignità che risuonavano vive nelle parole di Salvatore Borsellino e Benny Calasanzio Borsellino. A mezzanotte, gli occhi di tutti erano lucidi di commozione e i cuori gonfi di dolore e di sdegno.
Benny e Salvatore non sono parenti, ma non hanno soltanto il cognome in comune, sono due sopravvissuti di mafia e tra i più pericolosi, perchè girano l'Italia testimoniando alle nostre coscienze che l'indifferenza è colpevole. Perchè l'indifferenza è omertà, l'indifferenza è complice, l'indifferenza è smemoratezza. L'indifferenza è una morte civile. L'indifferenza è una resa incondizionata alla mafia.
Benny Calasanzio Borsellino ha avuto uno zio ed il nonno morti ammazzati quando aveva sette anni, Paolo e Giuseppe Borsellino, assassinati nel 1992 a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro, prima il figlio e poi il padre, due piccoli imprenditori-operai edili, morti fino in  fondo liberi. Salvatore Borsellino è il fratello del giudice Paolo Borsellino assassinato a Palermo con un auto bomba in via d'Amelio, sotto la casa della madre, insieme ai cinque agenti della sua scorta  Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina  e Claudio Traina  il 19 luglio 1992.
Non sono state fatte rivelazioni eclatanti e non è stato detto niente di nuovo, nulla che quanti hanno il coraggio di sapere già non conoscessero. Rincasando, più d'uno aveva in testa la stessa canzone

"Povera Patria ..."
martedì, 07 ottobre 2008, 08:47 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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