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Itaca

di Irene Campari

Ieri sera, 6 ottobre 2008, si è conclusa in Consiglio comunale la prima tornata di discussione sugli emendamenti alle Linee guida del Piano di governo del territorio. Sono stati discussi al momento solo quelli presentati da me, il Cantiere e l'Udc. Dei tredici emendamenti che ho presentato ne sono stati accolti undici. Sono un Consigliere di opposizione e non posso che dirmi contenta, come lo sarebbe chiunque dopo una seduta come quella di ieri sera. Più che per me, sono contenta poiché questa città potrebbe ritornare ad essere sensibile, vivibile, all'avanguardia e padrona del proprio destino, non solo terrìtorio di arraffoni e di esperimenti speculativi. Gli emendamenti che avevo proposto non erano "leggeri"; volevano incidere sulle politiche urbanistiche e ambientali finora agite e tale è stato il tono degli interventi di ieri sera. Primo fra tutti mi preme comunicare che l'emedamento antimafia è stato votato all'unanimità. E' un messaggio che deve arrivare subito e chiaro; le orecchie per intendere sono sempre ben aperte. Nelle prossime ore si preparerà un ordine del giorno per rendere operativa la proposta di una Commissione consiliare apposita. Sono stati votati gli emendamentii riguardanti la messa a impatto 0 delle aziende, la ridirezione delle relazioni economiche con l'area ligure-piemontese in modo da non far diventare Pavia parte del retroporto di Genova con ciò che ne consegue in quanto a logistiche, il divieto di insediare impianti di produzione nucleare, la considerazione delle aree dismesse tale per cui non si trasformino in luoghi di speculazione finanziaria, l'aumento al 30% della quota di edilizia convenzionata pubblica, la ricollocazione del sistema delle scuole superiori in un contesto di qualità anche ambientale, l'uso degli scuolabus urbani per gli studenti della città e del centro, il ripensamento del rapporto con il sud milanese basato su di una nuova progettualità, la trasparenza dei ruoli dei centri di eccellenza cittadini nelle politiche urbane e territoriali, la considerazione (solo apparentemente ovvia) di "Pavia città d'arte", un raccordo con le politiche ambientali dell'Asm. Sarà la crisi finanziaria mondiale, sarà, come ho scritto, che il sistema locale dei referenti è imploso, fatto sta che contrastare i "capitani coraggiosi" non è impossibile. Almeno sulla carta. Parlare e scrivere su documenti ufficiali e delibere contro le speculazioni finanziarie non è più da sovversivi, pericoli pubblici troppo costosi per la comunità. Chiedere alle imprese di dare a loro volta non è più tabù, esigendo che compensino con i loro profitti l'inquinamento a cui ci sottopongono tutti. Mi piace pensare che questo sia anche il risultato di tre anni di lavoro sull'urbanistica a Pavia, condotto con precisione e un impegno duro, a volte durissimo, come testimonia questo blog. L'accoglimento di quegli emendamenti è oltre che il frutto della necessità, anche della credibilità che ci siamo conquistati. Ne sarebbe valsa la pena comunque, e comunque l'avremmo fatto. Vedere però qualche risultato ...
E' stato respinto l'emendamento contro l'autostrada Broni-Mortara, votato però da Angelo Zorzoli e Walter Minnella della maggioranza.

Colgo l'occasione per ringraziare i Consiglieri che ieri sera hanno suggerito miglioramenti e hanno contribuito al dibattito. Quelli che seguono sono i testi definitivi dei miei emendamenti votati ieri sera.

Antimafia

Costituendo le infiltrazioni dei capitali provenienti dalle attività illecite della criminalità organizzata (‘ndrangheta, camorra e mafia) un pericolo ormai più che concreto anche per Pavia, e riguardando gli investimenti conseguenti principalmente il settore edilizio e immobiliare; tenuto conto del ruolo diretto che l’Amministrazione ha nel controllo dei nuovi insediamenti edilizi sul territorio comunale,

chiedo:

che alle Linee Guida del Pgt sia inserito, alla pagina 6 al termine del capitolo “Principi generali” quanto segue:

“L’Amministrazione comunale e i settori competenti dovranno mettere in atto forme di controllo adeguate, tramite gli strumenti che le sono propri, al fine di proteggere il suolo comunale dagli investimenti riconducibili alla criminalità organizzata e non.


"Poteri forti e rapporti chiari"

Considerato il ruolo comunque strutturale che alcune attività “eccellenti” hanno già all’interno delle politiche territoriali pavesi e che il problema che non va adombrato è quello della chiarificazione e del palesarsi di quel ruolo, si propone

che a pag. 5, riga 10 delle Linee Guida venga modificato:
“il consolidamento e rafforzamento delle sinergie con le attività eccellenti presenti sul territorio al fine di una maggiore strutturazione del loro ruolo all’interno delle politiche di sviluppo urbano;

con

“la ridefinzione delle sinergie con le attività eccellenti presenti sul territorio al fine di una strutturazione più adeguata e trasparente del loro ruolo all’interno delle politiche di sviluppo urbano”.


"Pavia città d'arte"

Considerato che Pavia è “Città d’Arte”, pur essendo mancate le dovute sollecitazioni politiche che la rendessero tale anche dal punto di vista turistico, è basilare riprenderne la definizione nella cornice dei “Principi generali” delle Linee Guida al Pgt. A proposito si propone di introdurre a pg. 5 al punto primo degli obiettivi qualificanti:

“Pavia è “città d’arte”, costituita da una millenaria stratificazione di sedimenti storici architettonici e urbanistici. La morfologia urbana è il risultato delle temporalità culturali sociali e politiche che ne hanno costituito anche l’identità storica.  Il mantenimento di questa identità composita, tramite la valorizzazione del patrimonio monumentale, la tutela del patrimonio architettonico come bene comune, e, nel complesso, la conservazione della configurazione urbana storica, anche tramite la richiesta di riconoscimenti di Organismi internazionali (Unesco, per esempio), sono non solo obiettivo qualificante del nuovo strumento urbanistico, ma priorità per il riposizionamento di Pavia nel contesto europeo delle “città d’arte”.

"Impatto 0"

Considerati gli epocali cambiamenti climatici in atto, i quali stanno già causando l’erosione dei ghiacci polari; considerato che saranno le politiche ambientali degli Enti locali nel loro complesso a determinare l’aggravamento o meno di questa situazione; considerato che le imprese insediatesi sul territorio pavese, anche comunale, non sono ancora state poste di fronte al ruolo che hanno e potranno avere nell’emergenza ambientale, si propone che:

a pagina 6 della Linee guida al punto:
“creazione di una nuova eccellenza nel campo delle politiche ambientali, di risparmio energetico e di incentivazione all’uso di risorse rinnovabili, e più in generale nella proposizione di un sistema urbano pavese quale riferimento ed esempio di sostenibilità ambientale a livello internazionale. I tempi sono ormai maturi per fare dell’eccellenza ambientale un tema di traino per la promozione del territorio e un elemento distintivo nella competizione con gli altri sistemi urbani”

sia aggiunto:

“L’Ente comunale si deve assumere il compito di indirizzare l’Azienda municipalizzata e i Settori amministrativi Ambiente a Territorio a richiedere alle aziende (p.e. logistica, trasporti, immagazzinaggio e grande distribuzione organizzata) di porsi entro il termine previsto dalla legge a regime di “impatto zero”; ossia di avviare forme strutturali di compensazione ambientale ai danni prodotti all’ambiente e al suolo”.


"Scuolabus e trasporto pubblico"

Considerato di come la mobilità urbana e la connessione con quella extraurbana diventino aspetto dirimente per adeguate politiche ambientali, si propone:

di inserire a pag. 6 delle Linee Guida al punto:” valorizzazione e promozione di interventi di mobilità sostenibile, attraverso il potenziamento e il completamento della rete di piste ciclopedonali già previste nei vigenti strumenti di pianificazione e programmazione, in relazione a principi di continuità del sistema di collegamenti, di permeabilità e connessione delle varie parti di città, di fruizione delle parti di territorio, anche extraurbano, a elevato carattere ambientale, paesistico e naturalistico. In tema di mobilità sostenibile, sarà approfondita la questione dei collegamenti ferroviari, esistenti e di progetto, anche con riferimento alle linee c.d. di “secondo livello”

quanto segue:

“La mobilità urbana che genera aumento di traffico nelle ore di ingresso e uscita scolastiche dovrà essere affrontata tramite il ripensamento di opportune politiche di trasporto pubblico dedicato a un sistema rinnovato ed efficiente di servizi ad hoc.”


"Ripensare il rapporto con il sud milanese"


Considerato come il rapporto tra l’area provinciale e comunale pavesi e quella milanese siano da troppo tempo dettate da subalternità a quest’ultima; considerato che esplicitare la qualità di questi rapporti sociali, economici, politici, imprenditoriali sia ormai diventato obbligo per qualsiasi amministrazione locale di Pavia, si propone:

di modificare a pag. 7 delle Linee Guida, al punto:
“ridefinizione in chiave di complementarietà del ruolo della città e del suo territorio in ambito regionale, in primo luogo nei confronti dell’area urbana milanese”

con

“ridefinizione in chiave nuova progettualità, in primo luogo nei confronti dell’area urbana milanese, del ruolo della città e del suo territorio; ridefinizione del ruolo della città e del suo territorio nella programmazione economica a livello regionale”.


"No alle piattaforme logistiche"

Considerato che attualmente i rapporti tra l’area territoriale pavese e l’entroterra ligure sono improntati alla complementarietà di integrazione della prima in un programma di piattaforma logistica ligure-lombardo-piemontese-emiliana, si fa urgente specificare quanto più sia possibile le relazioni che con l’entroterra ligure si andranno a declinare nella realtà. Pertanto si propone:

di aggiungere a pag. 8 al punto:
“localizzazione baricentrica rispetto ad un’area vasta che si estende dall’area metropolitana milanese, alla pianura padana, dalle aree pedecollinari e dell’Oltrepo Pavese, dalla Lomellina al confine con le regioni contermini (Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna); area vasta rispetto alla quale costruire relazioni territoriali che possano sostenere l’attrazione di funzioni di pregio; anche la prossimità all’area metropolitana milanese sarà oggetto di approfondite valutazioni in ordine alla definizione di un rapporto di maggiore relazione e di ridisegno di equilbri localizzativi per funzioni di pregio in cerca di una localizzazione in aree dotate di maggiore qualità, per le quali la città di Pavia può costituire una valida opportunità; da non dimenticare, infine, la naturale continuità territoriale con l’entroterra ligure rispetto alle quali devono ancora essere sondate le possibili relazioni”

quanto segue:

“da non dimenticare, infine, la naturale continuità territoriale con l’entroterra ligure rispetto alle quali devono ancora essere sondate le possibili relazioni che per quanto sia possibile non dovranno essere vincolate ai programmi già ampiamente strutturati di massicci insediamenti logistici in funzione dell’area retroportuale ligure e di del sud-est piemontese. Questo per dare forme agli obiettivi qualificanti in relazione a forme credibili di aviluppo sostenibile”.


"No alle speculazioni immobiliari nelle aree dismesse"

Considerato che le aree dismesse erano il punto qualificante del programma del Sindaco Capitelli per il rilancio dell’economia locale; considerato cosa ne è stato di alcune tra le più grandi aree dismesse, in particolare:

- area ex Snia Viscosa: il Comune ha acquisito il Piano integrato di intervento della proprietà (Gruppo Zunino, Gruppo Ferretto, altri) già predisposto nel 2005; secondo quel piano i capannoni di archeologia industriale dovevano essere abbattuti per far posto ad un centro commerciale frazionato e una multisala; la scuola chiesta dall’Amministrazione è stata programmata nell’area più densamente inquinata dell’area; un capannone vincolato dal Prg è stato fatto abbattere illegittimamente dal Sindaco il 25 luglio scorso; la Sovrintendenza ai beni architettonici ha vincolato gli edifici rimanenti; i costi di bonifica dei suoli sono ingentissimi; l’area di proprietà del Gruppo Zunino è pignorata dal Gruppo Imi-Intesa-San Paolo con obbligo per la proprietà di cedere quanto prima il bene; il destino di quest’area è stato sciaguratamente legato dall’amministrazione a quello di un grande gruppo immobiliare;
- l’area ex Necchi, a destinazione industriale-produttivo-artigianale secondo il vigente Prg, è attualmente sottoposta ad una proposta di Programma integrato di intervento della proprietà che ne disporrebbe la destinazione prevalente a residenziale;
- l’area ex Neca; di proprietà della Fondazione Banca del Monte ha avviato un suo progetto che non tiene conto di ciò che è proposto nelle altre aree;
- l’area ex Fiat, si è risolta in un insediamento commerciale i cui termini non sono ancora chiari vista la recente riapertura del supermercato a “La Torretta”

si propone a pag. 8 al punto:

“presenza di aree dismesse, ecc., localizzate in posizioni strategiche, che potrebbero ospitare funzioni tese a rafforzare le eccellenze della città (università, ospedale), e soprattutto che devono essere intese come una risorsa, come un’occasione unica ed irripetibile, per la creazione di spazi aperti e di funzioni a beneficio dell’intera cittadinanza”

di modificare in

“presenza di aree dismesse, ecc., localizzate in posizioni strategiche, che potrebbero ospitare funzioni tese a rafforzare le eccellenze della città (università, ospedale), e soprattutto che devono essere intese come una risorsa, come un’occasione unica ed irripetibile per la creazione di spazi aperti e di funzioni a beneficio dell’intera cittadinanza scongiurando progetti legati a logiche esclusivamente finanziarie.


"Scuole e centri di aggregazione giovanile"


Considerato di come nelle Linee guida sia sollecitata l’identità di Pavia quale “distretto delle scienze” e come l’istruzione ne sia considerata un cardine; considerata come la qualità anche logistica dell’istruzione superiore non sia da valutare come secondaria o in funzione di obiettivi non esclusivamente educativi, si propone:

di modificare a pag. 10 delle Linee guida al punto:
“localizzazioni inadeguate, da ripensare o potenziare, di alcuni importanti servizi, con particolare riferimento alla riorganizzazione del sistema delle scuole medie superiori, a quello delle scuole medie inferiori nel centro storico e all’impiantistica sportiva”.

con il testo:

“localizzazioni inadeguate, da ripensare o potenziare, di alcuni importanti servizi, con particolare riferimento alla riorganizzazione del sistema delle scuole medie superiori, a quello delle scuole medie inferiori nel centro storico, all’impiantistica sportiva e alle strutture di aggregazione giovanile. Riorganizzazione che dovrà avere come unico obiettivo quello della valorizzazione del sistema dell’istruzione, affiancandolo a contesti urbani e paesaggistici che ne rendano evidente l’importanza per la collettività e per l’Ente pubblico".


"Dal 20% al 30% di edilizia pubblica"


Considerato come la tensione abitativa e il bisogno sempre più urgente di edilizia convenzionata e a canone moderato; considerato di come l’attuale bisogno sia anche stato generato dalla fallimentare politica edilizia sia per le aree dismesse sia per l’occupazione delle periferie con insediamenti a sprawl lineare; considerato che la quota del 20% di edilizia pubblica sul costruito residenziale in aree maggori di 10000 mq rappresenta un avanzamento rispetto all’attuale 6-7%, considerando che l’aumento della percentuale, se legato, alle sorti dei Gruppi immobiliari proprietari delle grandi aree cittadine, potrebbe inficiarne la realizzazione e quindi andare ad aggravare una situazione già per certi apsetti insostibile, si propone:

a pag. 15 al punto:
“Relativamente alla domanda abitativa non solvibile, il PRG prevede nelle aree di trasformazione, con una superficie maggiore di 10.000 mq., una quota minima pari al 20% di edilizia residenziale pubblica e convenzionata (per la fascia medio – bassa). Il DDI per i Programmi Integrati di Intervento prevede anch’esso fra gli obiettivi di qualità l’incremento di Edilizia Residenziale Pubblica o di interesse pubblico, cioè edilizia sovvenzionata, agevolata o convenzionata.”

di aggiungere:

“Essendo il fattore abitativo quello che più preme sulle diseguaglianze sociali, l’Ente comunale si deve proporsi come garante della percentuale del 20% di edilizia convenzionate e a canone moderato sul costruito fino ad arrivare al 30% come in molti Paesi europei, trovando forme che non leghino il soddisfacimento di questo bisogno/diritto alle sorti contingenti del mercato immobiliare locale e globale”.


"No al nucleare"

Considerato che i sistemi di approvvigionamento energetico sono alla fonte dei danni ambientali che rischiano di essere irreversibili, e che la chiarezza a proposito è un dovere nei confronti dei cittadini, si propone che:

a pagina 6 della Linee guida al punto. “creazione di una nuova eccellenza nel campo delle politiche ambientali, di risparmio energetico e di incentivazione all’uso di risorse rinnovabili, e più in generale nella proposizione di un sistema urbano pavese quale riferimento ed esempio di sostenibilità ambientale a livello internazionale. I tempi sono ormai maturi per fare dell’eccellenza ambientale un tema di traino per la promozione del territorio e un elemento distintivo nella competizione con gli altri sistemi urbani”

sia aggiunto:

“L’Ente comunale si impegna a non insediare sul proprio territorio impianti riconducibili a produzione di energia nucleare se non a scopo scientifico”

F.to Irene Campari



martedì, 07 ottobre 2008, 15:21 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (2)

Commenti
#1   07 Ottobre 2008 - 16:34
 
avvezzi come si è al nefasto permeante ogni lettera dell'alfabeto scritta a scopo informativo, fa piacere leggere di notizie "positive"... forse che sia al giorno d'oggi questo il vero modo di fare "controinformazione"...???...

elia
utente anonimo

#2   08 Ottobre 2008 - 09:54
 
grazie Irene. Cri
utente anonimo

Commenti