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Cuccie d'interscambio

di Irene Campari

I cittadini hanno cominciato a scrivere alla stampa e ai media più impegnati, come questo blog, per segnalare casi di abusi e decisioni scriteriate dell'amministrazione che non intendono più sopportar tacendo. Oggi abbiamo pubblicato la denuncia del cittadino Fabrizio Sacchi [riportato nel post "Speculum"] e un visitatore ci ha lasciato un commento che aggiunge particolari rilevanti alla vicenda. Speriamo che arrivino al signor Sacchi. Una lettera era giunta anche per gli interventi poco chiari in viale Campari. Il tutto nel giro di pochi giorni. La settimana scorsa il cittadino Fogazzi ha scritto al "Settimanale pavese" denunciando una clamorosa ingiustizia: una multa per abusivismo avendo costruito senza permesso la cuccia del cane. La legge è uguale per tutti e al signor Fogazzi avrebbero dovuto suggerire, invece di pagare 1000 e rotti euro di multa per sanare, di dichiarare "d'uso pubblico" la cuccia, come avvenuto per la piscina e il campetto della Cascina Scova: il signor Fogazzi si poteva così offrire di far accedere alla sua struttura 12 cani comuni dalle 12 alle 14 dal lunedì al venerdì escluso il mese di agosto. Sarebbe bastata una convenzioncina con il Comune al costo per utente equiparato a quello di un canile comunale. Oppure rendersi disponibile a dichiarare "di interscambio" la cuccia del suo cane per la sosta temporanea dei cani di passaggio verso il centro e per quelli pendolari dal circondario diretti ai parchi cittadini. Era a posto. Come per i 40000 mq del parcheggio al Carrefour. Un'altra opzione, plausibile, sarebbe stata quella di far scendere definitivamente il suo cane, come Snoopy, dal tetto della cuccia. In questo caso gli sarebbero spettati, in proporzione, almeno 7 mq in più a terra, altro che abusivismo. Con il parcheggio del Carrefour hanno fatto così. Ci chieda, signor Fogazzi, non sia così precipitoso a pagare, una strada si trova sempre.

Pubblichiamo di seguito l'intervento del commentatore e la lettera inviata dal signor Fogazzi a Giovanni Giovannetti e pubblicata da "Il settimanale pavese".

Vigenti Vigentine di anonimo
Al Settimanale Pavese è arrivata anche la lettera del pensionato Fogazzi, dal contenuto che la dice lunga su quali siano gli interessi tutelati dalla giunta affarista che guida la città: da un lato, si eleva una sanzione di 1.040 euro al pensionato Fogazzi, per aver realizzato abusivamente una cuccia per il suo cane, dall’altro si consente a qualche fedele vigile di fare abusi ben più consistenti senza che si intervenga, si consente alla società della Cascina Scova di fare opere abusive e si fa finta di non accorgersene, si permette al Carrefour di realizzare lavori diversi da quelli autorizzati sanando poi l’abuso edilizio in modo illecito mediante una variante al Prg. E’ davvero difficile immaginare che non ci fosse un accordo preventivo tra giunta, settore ambiente e territorio e proprietà del Carrefour. Intanto, la Procura dorme beatamente e minaccia querele a carico di chi dice queste cose.

Ma veniamo al caso raccontato dal signor Fabrizio Sacchi che parla dell’abbattimento di alcuni alberi di alto fusto nati su una scarpata naturale all’angolo tra via Emilia e la Vigentina. Spero proprio che il signor Sacchi abbia modo di leggere questo commento informato, perché ha ogni diritto di sapere chi siano i responsabili di quello che lamenta. Il funzionario della Polizia municipale Francesco Cagnoni, legato mani e piedi al carro di Roberto Portolan, come al solito non perde occasioni per dire un mucchio di menzogne e per coprire qualcuno. Pur senza considerare che, nei giorni in cui gli alberi sono stati abbattuti, le auto dei vigili sono transitate lungo la via Vigentina decine di volte, e naturalmente nessuno ha mai visto nulla di quello che stava succedendo, Francesco Cagnoni ha un modo sporco di raccontare le cose, e la sua risposta serve solo a prendere tempo. Se, come dice lui, è indispensabile che il sopralluogo sia compiuto insieme ai tecnici dell’Ufficio Tecnico Comunale, per quale motivo chiedere la trasmissione della documentazione (ammesso che sia stata davvero richiesta) a quell’Ufficio? Non sarebbe stato più semplice effettuare un immediato sopralluogo, chiedendo la presenza dei tecnici che avrebbero potuto portare con loro la documentazione? E poi, cosa c’entra l’Ufficio Tecnico Comunale con i progetti? Per caso non sono di competenza del settore Terroritorio di Praderio? In realtà, Francesco Cagnoni sa bene chi sia stato a dare il nulla-osta (chiaramente verbale, come è sua lunga abitudine) all’abbattimento di quegli alberi, essendo stato proprio uno dei suo vigili. Più precisamente, è stato il vigile urbano Gianfranco Talarico, in servizio presso l’Ufficio Tecnico del Traffico, che da anni svolge un ruolo tecnico pur non avendone alcun titolo. Basta fare una semplice verifica, e si scoprirà che il Talarico (gran protetto di Daniele Bosone e di Roberto Portolan, grazie ai quali ha evitato di ritornare a svolgere il suo lavoro sulla strada, come avrebbe voluto Gianluca Giurato) riveste il ruolo di responsabile dell’ufficio tecnico per la progettazione e la manutenzione della segnaletica stradale; più volte è stato chiamato, anche dai due dirigenti Pioltini e Vaccina, a far parte dell’ufficio direzione lavori prescritto dalla legge Merloni, con la qualifica di ispettore di cantiere e di responsabile per l’applicazione della legge 626 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Da nessuna parte d’Italia si è mai visto un vigile assegnato a ricoprire ruoli così squisitamente tecnici, senza che peraltro abbia nessuna conoscenza di cosa sia un ufficio direzione lavori, nessuna competenza sui compiti cui deve assolvere un ispettore di cantiere, né abbia neanche una lontana idea di cosa sia il decreto legislativo 626. E’ solo uno dei tanti misteri di come viene trattato il personale amico degli amici presso il Comune di Pavia. A persone come Gianfranco Talarico viene consentito addirittura di svolgere attività di lavoro straordinario, secondo molte persone in maniera alquanto sospetta, per centinaia e centinaia di ore all’anno e ben oltre la quota massima stabilita dal contratto di lavoro. Né ciò può stupire, visto che il Comune di Pavia rappresenta un posto di lavoro dove i fedelissimi hanno il dono della bilocazione e anche della multilocazione: il caso più famoso è proprio quello di Francesco Cagnoni, che negli stessi orari era capace di svolgere il lavoro di vigile a Pavia, di essere presente nel cda di ASM e di fare il vigile anche a Lardirago.
In dettaglio, verso fine luglio-inizio agosto di quest’anno il vigile Talarico ebbe un incontro con i titolari delle imprese indicate dal signor Fabrizio Sacchi, e disse che era possibile procedere all’abbattimento degli alberi e allo sbancamento del declivio naturale perché Portolan (ormai conosciutissimo esperto in viabilità) aveva disposto la formazione di due corsie in viale Emilia, allo sbocco sulla Vigentina. Perciò era necessario abbattere gli alberi e spianare la zona per formare un’altra corsia. L’intenzione di Portolan era quella, una volta create le tre corsie, di installare l’ennesimo semaforo a quell’incrocio.
Il quadro che ne risulta è sconsolante i problemi della viabilità e del traffico a Pavia sono trattati da un assessore incapace e con naturale propensione a ricoprire anche ruoli che non sono di sua competenza, e da un vigile urbano miracolato. Con l’aiuto, quando serve, di gente come Cagnoni e Balduzzi, pronti a obbedire senza ritegno a qualunque ordine arrivi dalla scuderia.

Il pensionato Fogazzi da Pavia di Giovanni Giovannetti
 
«Il sottoscritto Fogazzi Domenico, nato a Santa Cristina Bissone il 1° maggio 1942, residente in via dei Mille 207, dichiara di essere stato in Comune più volte per chiedere un appuntamento con il sindaco. L'appuntamento mi è sempre stato negato. Le segretarie del sindaco mi hanno detto più volte e davanti a testimoni che il sindaco non riceve abusivisti.
Io volevo solo spiegare il mio caso. Infatti sono l'autore di questi abusi: ho fatto un balconcino per la cuccia del cane, un tettuccio all'ingresso di casa che rovinerebbe il paesaggio. Tutti piccoli abusi sanati pagando 1040 euro. Sono un pensionato con una modesta pensione. Forse a Pavia sono autorizzate le coperture in forma di pensilina come quelle di piazza della Vittoria».
 
Fogazzi Domenico
 
Caro pensionato Fogazzi, ma chi si crede di essere? Luigi Zunino, l'indebitatissimo proprietario dell'ex area Snia, che pretendeva l'abbattimento della storica fabbrica sotto tutela per costruire un bel supermercato, in deroga al piano regolatore? O magari si crede  Ambrogio Marazzina o Mario Cappellini, proprietari dell'area Necchi, che vorrebbero fare edilizia residenziale sopra un'area destinata alle attività produttive, in deroga al buonsenso? O uno dei tenutari di Cascina Scova, luogo dove si costruiscono piscine senza autorizzazione, per tacere delle "ristrutturazioni" di alcune cascine storiche? O uno degli abusivisti "intoccabili" amici di amici operanti a San Pietro o dentro il parco della Vernavola?
Se, dico per dire, Lei fosse stato a libro paga presso qualche grande gruppo commerciale o immobiliare, può essere certo che al Comune l'avrebbero ricevuta con tanto di tappeto rosso.
Lei è solo con un cane dalla cuccia abusiva e non può avanzare pretese, così come tutti i cittadini che vorrebbero apportare piccole modifiche alle loro abitazioni: attendono per tempi lunghissimi e poi pagano multe salatissime anche per la minima violazione delle norme edilizie.
 Non siete Carrefour, non potete ottenere varianti al piano regolatore in corso d'opera, men che meno una vera e propria sanatoria a lavori ormai ultimati, e un mese dopo rivendere l'area per 74 milioni di euro - incassando fior di plusvalenze - con una velocità mai vista.
Su quell'area, nell'aprile 2007 il Consiglio comunale e la Conferenza regionale dei servizi avevano autorizzato una struttura commerciale di 11.100 mq con un parcheggio pubblico di 7.900 mq, con funzioni di interscambio tra periferia e città. La manovra ha fatto risparmiare al gruppo francese 1.300.000 euro in oneri di urbanizzazione, che avrebbe altrimenti dovuto versare nelle casse comunali. Vuol sapere su quanti metri quadri hanno costruito il parcheggio, passato dal tetto al suolo? 45.076! e la superficie dell'Iper è di circa 20.000 mq. Quanto misura la cuccia del suo cane? Quanto le è costato sanare l'abuso? Se potessimo adottare lo stesso metro, a quanto ammonterebbe la multa per il gruppo francese? Ad onor del vero, anche Carrefour ha sanato, ma a modo suo: sta tutto in un dossier che la Guardia di Finanza ha consegnato al Tribunale: nomi, cifre, tangenti…
Il 6 dicembre 2007 il sindaco Piera Capitelli ha presenziato in fascia tricolore all'inaugurazione dell'iperspeculazione sulla Vigentina. Le suggerisco un'analoga cerimonia per la cuccia del suo amato cane, estendendo l'invito al sindaco. Chi sa mai…

da "Il Settimanale pavese", 8 settembre 2008
sabato, 11 ottobre 2008, 22:22 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (3)

Commenti
#1   11 Ottobre 2008 - 23:20
 
Brava Irene! Il paragone tra la cuccia del cagnetto dei pensionato Fogazzi e gli abusi della cascina Scova è impareggiabile e simpaticissimo. Ma non tutto è perduto: venerdi prossimo andrà in giunta una proposta di variante al PRG e il cagnetto avrà a disposizione ben 20.000 mq di superficie drenante. Come noto, i testi sacri dell'ingegneria definiscono "superficie drenante" quelle particolari strutture realizzate a livello del piano campagna e facendo impiego di materiale permeabile, destinate a ricevere i liquidi provenienti dalle parti meccaniche dei veicoli che vi stazionano, al fine di meglio distribuirli negli strati sottostanti di terreno e nelle falde acquifere. Dunque, nella città di Pavia è severamente vietato confondere e assimilare le superfici drenanti ai normali parcheggi e, atteso il loro utilizzo a scopi sociali, esse vanno realizzate con i soldi pubblici. Hai visto mai che la Procura pavese si decida a far scattare le manette ai polsi di costoro?
utente anonimo

#2   12 Ottobre 2008 - 09:57
 
Da settimane si dice che tutta la vicenda del Carrefour sia contenuta in un dossier della Guardia di Finanza, consegnato alla Procura. La storia del parcheggio prima previsto sulla copertura del centro commerciale, poi spostato a terra e diventato "superficie drenante" è una cosa da chiarire al più presto. Se fosse veritiera, allora ci sarebbe da domandarsi una cosa: per quale motivo la giunta Capitelli si è prestata ad una simile operazione? Da chi sono stati acquistati i terreni necessari per l'operazione? Qual era il loro valore prima dell'acquisto e al momento della vendita al gruppo Carrefour? Chi ne ha tratto vantaggio?
Ultima considerazione sulla lettera del signor Fogazzi. E' vero, il sindaco non riceve chi commette piccoli abusi edilizi: è lei che va da loro, in fascia tricolore per inaugurare le opere realizzate abusivamente. Se invece gli abusivisti lavorano in casa, li premia assegnandogli la responsabilità di un ufficio e cercando di dargli l'incarico di quadro.
utente anonimo

#3   13 Ottobre 2008 - 19:37
 
Sul Punto di oggi c'era un'intervista al consigliere comunale Centinaio. Centinaio si lamentava per il posizionamento di segnaletica stradale nella zona di piazzale San Giuseppe e chiedeva di sapere se il tecnico comunale addetto ha per caso conseguito il diploma per corrispondenza. Fate leggere a Centinaio il pezzo di sopra e così capirà da solo chi è il tecnico comunale. Anzi, capirà che i tecnici sono due: il vigile Talarico e l'assicuratore Portolan
utente anonimo

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