di Irene Campari e Edoardo Franti Garrone
La storia dei due capannoni che stanno sorgendo all'angolo tra via Emilia e la Vigentina, proprio di fronte all'ingresso principale del parco della Vernavola, è un altro degli esempi di come la Giunta comunale di Pavia si sia votata all'occupazione indiscriminata di suolo. Ovunque e comunque. E' una storia che ha dell'incredibile, che passa attraverso la realizzazione di opere abusive sanate dall'Amministrazione, dall'abbattimento della scarpata naturale di via Emilia, ai parcheggi pubblici chiusi con cancellate, proprio come quelli del Carrefour, quest'ultimi realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazioni, ma con la facoltà di vietare l'accesso nelle ore di chiusura del centro commerciale. Nel 1999 la Pavia Car/Immobiliare Padana presentava un progetto che prevedeva il mantenimento dell'alberatura esistente, la realizzazione di un solo piano fuori terra e di parcheggi pubblici nel piano interrato. Nel frattempo l'area fu acquistata da Duomo Case srl. Nel 2002 questa presentò una D.I.A. in variante che prevedeva la totale demolizione del terrapieno alberato di via Emilia e la realizzazione di un secondo piano fuori terra. Per il progettista e direttore dei lavori, arch. Sergio Bruschi, la variante proposta non modificava sostanzialmente il progetto del 1999. L'architetto Bruschi era anche componente della Commissione Edilizia che approvò la variante. Subentrate alla società Duomo Case la società Pavia Ponteggi, per uno dei due capannoni, e le società Biella Leasing s.p.a. e Mottadella e Carini s.n.c. per l'altro, furono commessi altri abusi edilizi, come la realizzazione di un solaio di 500 metri quadrati con funzioni di interpiano che raddoppiò la superficie utile di un capannone. Gli abusi furono denunciati da alcuni abitanti di via Emilia, che senza mezzi termini accusano l'amministrazione di complicità con gli autori dello scempio edilizio. A seguito della denuncia, l'architetto Bruschi si dimise dall'incarico di direttore dei lavori scrivendo di non essersi mai accorto dell'esecuzione di opere abusive, e i lavori furono momentaneamente sospesi.
L'8 giugno 2006 Gregorio Praderio, il dirigente del Settore Ambiente e Territorio del Comune di Pavia in procinto ora di lasciare l'incarico, rilasciò un permesso di costruire in sanatoria: una variante alla variante. Dimessosi l'architetto Bruschi, gli subentrarono i geometri Signorelli e Cavanna che, nel marzo di quest'anno, hanno presentato un progetto per la realizzazione di un ulteriore corpo di fabbrica laterale. Alcuni residenti in via Emilia hanno presentato un dettagliato esposto alla Procura con il quale chiedono l'abbattimento dei capannoni, e chiedono che si faccia piena luce sui veri motivi che hanno determinato un incremento abnorme delle volumetrie edificate rispetto al progetto originario del 1999, atrraverso una serie di varianti al progetto e al PRG, accompagnate da ingenti lavori abusivi e da sanatorie concesse con troppa facilità. Pubblichiamo in versione integrale come file pdf l'esposto presentato da alcuni cittadini al Suap, al Sindaco, alal Procura, e ai membri delle Commissioni edilizia e territorio del Comune.
Memoria-esposto presentata sia al Sindaco di Pavia che alla Procura della Repubblica
I cittadini Prisinzano, Sacchi, Chiesa e Capra chiedono ancora ragione al Comune di Pavia delle costruzioni costruite tra la via Emilia e Vigentina. Avevamo già considerato il problema che trovate esposto al link sulla banda laterale. In quell'angolo di Parco della Vernavola-Visconteo-Ticino sono stati costruiti due capannoni a cui è stata rilasciata licenza a costruire senza che fosse stata definita la destinazione d'uso. Siamo andati a vedere e, almeno il secondo capannone più arretrato, ha tutta l'aria di essere la struttura per un parcheggio a silos o una logistica per tale impiego. Ci potremmo sbagliare, ma basta dare un'occhiata e l'impressione è quella: finestroni rettangolari aperti (senza vetri) altezza adeguata, ingresso imponente. Del resto un parcheggio in quell'area, dopo il fallimento di quello "d'interscambio" al Carrefour, qualcuno potrebbe anche averlo concepito. Se poi si collegano i due pensieri "incredibili" come direbbe il dirigente Praderio, risulterebbe ancor più plausibile. Dopo una soletta di 500 metri quadrati abusiva e sanata in itinere che sta su di uno dei due capannoni, i cittadini che hanno presentato l'esposto che pubblichiamo integralmente hanno notato che sono stati posti dei plinti per fondazioni accanto ad uno dei due capannoni e che disegnano un perimetro eguale. Ciò rafforza i nostri sospetti. Se però chi di competenza non vuole che si pensi male, potrebbe chiarici definitivamente di che cosa si tratta e anche quelle tre o quattro cosette oscure che denunciano i cittadini? Rimaniamo a disposizione. Il numero della pratica è Pg. 288 n.9/05 e 247/08. A proposito, e l'impatto 0?
Irene Campari
Esposto alla Procura della Repubblica per capannoni e nuovi plinti in Via Emilia-Vigentina
(postato il 20 novembre 2008)