di Irene Campari
Arsenale, concordano sull'ovvio e l'improbabile (pubblicato il 4 novembre 200()
A proposito dell'Arsenale, oggi, 4 novembre 2008, il Sindaco Capitelli ha riunito in via d'urgenza una seduta dei Capigruppo consiliari per domani alle ore 19.15 (per comunicazioni). Ieri si è tenuto un incontro presso la Prefettura, Parlamentari e Autorità hanno concordato sul fatto che con la chiusura dello stabilimento del Genio "Pavia perderà un insediamento produttivo". La scoperta. Intanto per dirla tutta è stato reso da anni improduttivo da (nel vero senso della parola). I camion con le tende da campo da aggiustare non si fermano da tempo a Pavia, per dirigersi in Oltrepo, dove il taglio e cucito sono stati esternalizzati. I macchinari dello stabilimento di Pavia sono talmente obsoleti da richiedere un investimento stratosferico per rendere servigi e prodotti concorrenziali. Chi è disposto a investire? Chi ha voluto che l'ammodernamento non avvenisse?
Perchè non si chiedono invece cosa la città ci avrebbe guadagnato quando almeno dieci anni fa si decise con non interessava più? Che pesi ora la crisi della rendita fondaria come per tutte le altre aree e ciò che sembrava appetibile allora non lo è più, o almeno in quei termini? E Zucchi, Bosone dov'erano? O nelle segreterie dei partiti di maggioranza in Consiglio comunale, o assessori, o all'Asm, comunque qui e con potere decisionale. Appartenenti alla classe politica che ha fallito gli indirizzi di sviluppo di Pavia; che ha consegnato il Polo tecnologico della Magneti Marelli non ancora costruito ai costruttori, che ha trasferito all'Asm debiti e acquistato società del gas dopo qualche mese conferite a Linea Group Holding ... E dovrebbero trovare anche la sepoltura adatta per l'Arsenale? (irene campari)
Arsenale, il prefetto scrive a Berlusconi
Il summit a palazzo Malaspina per tenere in vita l’attività produttiva
PAVIA. Summit in prefettura per cercare soluzioni al caso-Arsenale.
Ieri, dal prefetto Ferdinando Buffoni, si sono trovati il sindaco di Pavia, Piera Capitelli (Pd), il consigliere regionale Lorenzo Demartini (Lega), l’assessore provinciale Angelo Ciocca (Lega) e i parlamentari Angelo Zucchi e Daniele Bosone (Pd), Roberto Mura (Lega) e Carlo Nola (An). Il problema dell’Arsenale si è ufficialmente aperto la scorsa settimana, quando il sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga, ha comunicato ai rappresentanti dei lavoratori che lo stabilimento di Pavia è destinato ad essere chiuso. Per i 235 dipendenti si apriranno prospettive che vanno dal prepensionamento alla mobilità interna, con il reimpiego in stabilimenti che si trovano a Milano e Piacenza. Ma tutti i partecipanti alla riunione di ieri hanno concordato sul fatto che, in ogni caso, la città perderebbe un insediamento produttivo.
Così si è convenuto di delegare il prefetto a intervenire sulla Presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere che, in via Riviera, venga comunque mantenuta un’attività produttiva; se non della Difesa, di qualche altra articolazione dello Stato. Al prefetto spetterà, quindi, il compito di chiedere l’istituzione di un tavolo di lavoro sul caso.
«Sono molto soddisfatta - ha commentato il sindaco Capitelli - dell’atteggiamento dei parlamentari che, come me, non rinunciano a portare avanti un’azione affinchè Pavia non perda questi porti di lavoro».
Dismessi e infelici (pubblicato il 3 novembre 2008 e su "Il settimanale pavese")
L’Arsenale di Pavia chiuderà; i 234 lavoratori trasferiti altrove. Lo ha comunicato venerdì 31 ottobre il sottosegretario alla Difesa. Il centro europeo di protezione civile su cui si era puntato nascerà a Piacenza. E’ una vicenda penosa che dura da dieci anni, da quando i politici locali decidevano per Pavia la dismissione di tutti i centri produttivi per farne residenze e centri commerciali. 130mila mq in zona pregiata nel quartiere ovest non potevano sfuggire agli immobiliaristi e a chi nelle Giunte comunali ne era la sponda. L’Arsenale è stato fatto languire insieme ai lavoratori che venivano illusi sapendo che speranze non ce n’erano. E’ intollerabile sentire assessori e Sindaco che con somma ipocrisia parlano ancora di “progettini per il futuro” come Brendolise nella seduta dei Capigruppo alla presenza dei lavoratori. Venerdì 31 ottobre, le parti si sono incontrate al Ministero per discutere “le problematiche dei centri di Capua e Pavia” e “il codice di comportamento in merito alle molestie sessuali tra il personale”. Con tale ordine del giorno pensavano che fosse una cosa seria. Il Sindaco e gli assessori fingevano di crederci recitando fino all’ultimo la parte delle vittime. Eppure non potevano non sapere da anni come sarebbe andata a finire. Capitelli è stata invitata a Roma poiché erede del defunto Arsenale dal quale riceverà una grande area dismessa, da gestire con varianti al Prg o istanze al Pgt.
Lo spostamento a Piacenza del centro per la protezione civile è stato voluto da Bersani, amico di Capitelli, stesso partito, e Ministro quando lei era deputato. Non le ha detto nulla Bersani di Piacenza e del progetto che avrebbe fregato a Pavia per spostarlo nella sua Regione? Perchè non dire ai lavoratori come stavano le cose assumendosi le responsabilità politiche delle decisioni prese anni fa dalle segreterie dei partiti del centrosinistra? Qualcuno doveva già avere l’acquolina in bocca al pensiero dei posti auto ricavabili a corona del centro, delle villette di lusso per facoltosi che amano abitare vicino al Ticino, ma anche all’autostrada per Milano. Per salvaguardare quelle decisioni, Brendolise arriva a dichiarare che per l’Expo2015 Pavia non avrà un soldo, dopo che gli avevo fatto notare che progetti seri a proposito dell’Arsenale potevano venire solo in questa prospettiva. Di questo stampo è la classe politica che governa la città da vent’anni.
Il modello
Con l’Arsenale chiude l’ultimo insediamento industriale novecentesco. Dopo Snia, Necchi, Neca, Landini, Fiat, e tra un po’ gli ex Magazzini Cariplo, ora tocca la Genio civile. Poteva andare diversamente. Dalla crisi delle industrie poteva sortire una nuova struttura produttiva basata sulle tecnologie avanzate. Invece, la classe politica e dirigente aveva deciso che le aree sulle quali sorgevano le industrie dovessero trasformarsi in suoli per palazzine residenziali e centri commerciali. Tuttavia, l’attuale crisi delle società immobiliari ha segnato talmente il passo da rendere quei progetti insostenibili. Tutte le aree dismesse urbane sono bloccate. Le migliaia di metri quadrati di edilizia residenziale previsti per le aree dismesse sono lo specchio del fallimento delle previsioni di sviluppo cittadino. L’ex Snia (50mila) è un sogno di Zunino in pegno a Banca Intesa, l’ex Necchi (70mila) vegeta su di un progetto fermo al 2005, l’ex Neca (25mila) piange e chiede aiuto allo Sviluppo sistema fiera milanese che ha fatto il nuovo progetto e all’Expo2015, gli ex Magazzini Cariplo (50mila) dovranno recedere dal diventare un quartiere residenziale, l’ex Landini (7mila) dovrà risolvere il grave inquinamento dei suoli, l’ex Fiat è un centro commerciale che non tira. Gli abitanti di Pavia sono in calo, i mutui per la casa costano, i risparmi sono erosi e i redditi sempre più precari. Le case nuove costruite ovunque negli ultimi tre anni sono destinate a rimanere tali. Le aree ex industriali pure. La Marvell, industria leader mondiale della microelettronica, doveva insediarsi a Pavia con 300 dipendenti. Ne ha dieci. Rimane però la foto dell’amministratore delegato che stringe la mano a Roberto Schmid, presidente del Comitato scientifico dell’Expo2015, con sede al Broletto, consegnatogli dal Comune.
Arsenale, fine del viaggio (31 ottobre 2008)
Si è conclusa da poco la riunione al Ministero della Difesa circa il destino dell'Arsenale di Pavia: chiuderà entro novembre e i lavoratori saranno spostati in provincia e in regione. Capitelli e Balduzzi in vacanza a Roma hanno preso atto. Del resto lo sapevano già che sarebbe andata così, hanno solo mancato di comunicarlo ai lavoratori qualche anno fa. Bersani (l'ex Ministro) è amico e compagno di partito di Capitelli; lui ha deciso che il centro di protezione civile europeo dovesse andare a Piacenza piuttosto che qui. Amministrazioni locali di centrosinistra avevano del resto da par loro deciso anni fa che quell'area sarebbe stata troppo ghiotta per affari immobiliari per lasciarla a destinazione produttiva e industriale. Più nulla a Pavia ha quella destinazione, e avrebbe dovuto averne. Dispiace per i lavoratori e le loro famiglie, ai quali non è stata nemmen negata la dose massiccia di ipocrisia istituzionale, fino all'ultimo. Pensate che Capitelli, durante l'ultima riunione dei Capgruppo, ha sostenuto che lei sarebbe andata anche dalla Presidenza del Consiglio a perorare la causa. E perché, se ci credeva così tanto, non lo ha fatto prima? Fino a ieri Capitelli e Brendolise sostenevano ancora, davanti ai lavoratori, che "un progettino sarebbe stata la panacea" e che ci si doveva "dar da fare tutti insieme in quella direzione". Ma per favore. Spiace quindi che ancora una volta quella specie di politici non abbiano perso occasione per far crollare quel pochino di credbilità che ancora potevano vantare. Averla fatta crollare sulla pelle dei lavoratori è però inaccettabile. Ora ci verranno a dire che comunque si è "tenuto aperto un tavolo". Ma la parvenza non interessa più a nessuno. Peccato che questa mattina al Mnistero non sia stata data la parola ai lavoratori locali ma solo ai delegati nazionali. Qualcosina da dire ce l'avrebbero avuta. I lavoratori di Pavia sono in assemblea. A loro la nostra solidarietà.
Piacenza - Arsenal Pavia 10-0
Goaleada per la città emiliana che si porta a casa un Centro europeo per la Protezione Civile. L’onore delle armi per l’
Arsenale di Pavia. Da più di dieci anni è in crisi. Ai più di 200 lavoratori hanno reiteratamente fatto credere che c’erano possibilità di riconvertire la produzione e la
mission. Per qualche tempo, alla fine degli anni Novanta qualche speranza c’era ancora. Chi aveva proposto di trasferirvi la caserma dei Vigili del fuoco e un centro di protezione civile regionale ci credeva, e poteva essere realizzato. Senonchè la proposta è arrivata nel periodo in cui per Pavia si decideva il destino del terziario immobiliare con la dismissione di tutti i centri produttivi e delle industrie. Così è stato per la Necchi e per la Neca. 130.000 metri quadrati in una zona pregiata come quella in cui si trova l’Arsenale non poteva sfuggire all’attenzione sia degli immobiliaristi sia di chi dentro le Giunte passate (di centrosinistra) ne costituiva la sponda. Allora niente centro per la protezione civile e i Vigili del fuoco sono rimasti dov’erano. L’Arsenale l’hanno fatto languire per tutti questi anni insieme ai lavoratori ai quali ogni tanto gettavano qualche briciola di speranza ben sapendo che non ne avrebbero avuta nessuna. In attesa della liquidazione e svendita statale. E’ insopportabile rendersene conto ed è ancora più insopportabile sentire certi assessori e il Sindaco che ancora oggi sono lì a dire ai lavoratori che occorre fare “un progettino” da presentare al Ministero della Difesa, che occorre fare "quadrato" ed "essere uniti" e presentare un ordine del giorno unanime. E’ un patimento sentirli e una vergogna la loro ipocrisia. Questa sera, 28 ottobre, si è riunita la Conferenza dei Capigruppo comunali alla presenza di alcuni lavoratori dell’Arsenale. Venerdì prossimo, 31 ottobre, sono stati convocati al Ministero per discutere “le problematiche dei centri di Capua e Pavia” e “del codice di comportamento in merito alle molestie sessuali tra il personale civile del Ministero della Difesa” (
sic!). E’ stato invitato anche il Sindaco. E con un ordine del giorno del genere pensano ancora che sia una cosa seria. Andranno per sentirsi dire che non c’è più nulla da fare; i lavoratori ne sono consapevoli, ora. Consapevoli di ciò che il Sindaco non può non sapere da anni. Lei è stata invitata venerdì (e ci andrà con “il mio capo di gabinetto perchè da sola non vado”) semplicemente perchè è l’erede testamentario del Caro estinto. Il defunto Arsenale è in procinto di lasciarle in eredità una grande area dismessa, che lei o chi per lei dovrà gestire tramite varianti al Prg o osservazioni al Pgt. Gli immobili saranno come di consueto cartolarizzati, la produzione esternalizzata (avviene già), i lavoratori delocalizzati, e l’amministrazione comunale si gestirà il destino degli immobili come previsto anni fa. E sì, perchè lo spostamento a Piacenza del centro europeo per la protezione civile, proposto da Pavia, è stato spinto dall’ex Ministro ex Ds ora Pd Bersani, amico di Capitelli e suo vicino di scranno a Montecitorio nonché Ministro quando lei era deputato (per dieci anni). E non le ha proprio detto nulla Bersani sulle intenzioni che aveva per Piacenza? del progettone che avrebbe fregato all’Arsenale di Pavia per spostarlo nella sua Regione? E Capitelli parla ancora ai lavoratori, ormai esausti, di “progettino” da “fare insieme” “tutti d’accordo e uniti” intorno a "un tavolo permanente"? Quanto tempo dovrà ancora durare la veglia funebre e le giaculatorie a pelo di stomaco? E quante ne dobbiamo ancora sentire? L’Arsenale è l’ultimo luogo di produzione industriale di “massa” di Pavia, almeno sulla carta. Stanno dismettendo anche questo e vanno avanti a forza di manipolazioni e ipocrisie. Perchè non dire ai lavoratori le cose come stavano e stanno e assumersi le proprie responsabilità (politiche)? Perchè? Perchè Brendolise non sarebbe Brendolise e Capitelli Capitelli. Questa sera durante la riunione dei Capigruppo, l’Assessore al Lavoro ha avuto la faccia di dire ai lavoratori che quello che io stavo dicendo (più o meno ciò che ho scritto qui) era dietrologia e un tentativo superficiale di strumentalizzare e che si era, accidenti a me, "partiti bene" con quella discussione, ma, ma... A Brendolise non gliel’avevano ancora detto che per l’Arsenale qualcuno aveva già da tempo l’acquolina in bocca al solo pensiero di quanti posti auto “a corona del centro” ci si sarebbero potuti ricavare, quante villette di lusso di persone facoltose che vogliono stare vicino al Ticino ma nello stesso tempo anche all’autostrada per Milano, perchè avranno pure i loro interessi in quell’area una volta avviato l’Expo2015. E a proposito abbiamo la dichiarazione di Brendolise di questa sera, un vero e proprio scoop: “Per l’Expo2015 Pavia non avrà un soldo, andranno solo a Milano”. Così ha detto, dopo che gli avevo ricordato che se di progetti seri si voleva parlare in quella direzione si doveva andare. E che è venuta a fare allora la Moratti a Pavia a inaugurare il Festival dei saperi e a firmare il Protocollo di intesa con Capitelli? Ma perchè tengono all’oscuro Brendolise di quello che fanno e pensano? Perchè non gli presentano qualche grande immobiliarista sull’orlo del fallimento e gli fanno raccontare la favola della ex Snia (conosce solo quella degli Zingari che ha tenuto la dentro, l’altra parte non la sa) o quella della ex Necchi? Così, un po’ di storia non gli farebbe male, visto che di politica all’hotel "Quisisana" di Piazza Mezzabarba non ne ha imparata di qualità. Eppure dovrà prima o poi smettere di fare il democristiano di periferia, quello che si prende le sberle per cose che hanno deciso altri quando lui era piccolo. Ma si sa, il Corpo mistico coinvolge anche lui, per il passato il presente e il futuro. Così anche per i Sindacati. Non ne sapevano proprio nulla?
Irene Campari