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Appello di Transparency Int. al G20

Ecco i sette modi per garantire stabilità e correttezza al sistema finanziario mondiale

L’Annual Membership Meeting di Transparency International del 2008, che si è svolta ad Atene dal 26 al 30.10.2008, aveva fatto appello ai capi di Stato mondiali perché riconoscano chiaramente che la crisi finanziaria rappresenta non solo un pessimo esempio di amministrazione di fondi pubblici affidati alle istituzioni finanziarie, ma anche il fallimento delle autorità pubbliche nell’assicurare l’integrità e la stabilità del sistema nonché l’affidabilità e correttezza delle banche. Ora il movimento Transparency International si è appellato ai capi di Stato che hanno preso parte al G-20 del 14-15 novembre a Washington affinché trasparenza e responsabilità, sia pubblica che privata, diventino i pilastri delle riforme necessarie per ricostruire il sistema finanziario mondiale.

Transparency International ha fatto appello ai capi di Stato del G-20 affinché:

  1. dimostrino che non verrà risparmiato sforzo per assicurare la maggiore trasparenza e responsabilità da parte delle Autorità di controllo, in modo da ripristinare la fiducia pubblica, riconoscendo che ciò richiede un nuovo approccio da parte delle Autorità insieme ad una struttura di regole e supervisione di tutte le istituzioni finanziarie ben più consistente e coordinata;
  2. a supporto dell’impegno nel ripristinare il corretto funzionamento delle Istituzioni finanziarie e dei mercati, elaborino efficaci metodologie di trasparenza e responsabilità sull’utilizzazione e l’amministrazione dei fondi dei contribuenti;
  3. venga istituita una solida governance bancaria e finanziaria, basata su maggiore trasparenza e rendicontazione da parte delle leaderships bancarie per quanto riguarda l’applicazione delle politiche di risarcimento esecutivo, del rischio d’impresa e della pubblicazione del prodotto finanziario;
  4. vengano prese misure per prevenire conflitti di interesse sul palcoscenico finanziario, dalle attività delle agenzie di valutazione del credito, alle relazioni tra imprese finanziarie e le Istituzioni pubbliche;
  5. vengano rese più trasparenti le regole dei “paradisi fiscali”, l’utilizzo dei cui fondi sono all’origine di pesanti destabilizzazioni nel settore finanziario;
  6. poiché la crisi finanziaria potrebbe innescare una crisi economica che andrebbe ad aumentare la povertà globale, dichiarino il proprio impegno per sostenere lo sviluppo;
promuovano le appropriate investigazioni giudiziarie e sanzioni secondo le leggi vigenti. Via www.civicum.it
giovedì, 20 novembre 2008, 18:19 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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