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Usura o il Bot del mafioso

Pubblichiamo integralmente il rapporto del Cnel sull'usura in Italia. A proposito di usura di mafia è scritto:

"Oggi il quadro sta cambiando. «L’usuraio mafioso è figlio di un’economia corsara, più ricca e più spregiudicata, senza regole, e interviene a sostegno di chi ha bisogno di somme rilevanti, di commercianti o di imprenditori che hanno la necessità di movimentare notevoli somme per non essere tagliati fuori del mercato o per non perdere commesse. L’usuraio mafioso, però, ha la possibilità di intervenire anche in un settore intermedio intercettando la domanda di commercianti ed operatori economici in momentanea difficoltà di denaro contante». E’ sotto questo duplice aspetto che l’usura entra nell’interesse mafioso: offrire un servizio funzionale, (nell’estorsione è la protezione, in questo caso è il credito), per continuare ad affermare un criterio di sovranità nei luoghi in cui agisce; in secondo luogo, svolge una funzione alternativa al riciclaggio, consente di costruire legami stabili con settori dell’economia legale, acquisendo costanti flussi di liquidità che permettono di realizzare quello che tecnicamente viene chiamato laundering, cioè quella fase che mira ad allontanare quanto più possibile i capitali dalla loro origine illecita.RAPPORTO_CNEL_USURA
Non è il lucro sugli interessi, più o meno alti, a sollecitare l’attenzione di un’organizzazione mafiosa, quanto il bisogno di controllare il territorio e di acquisire il controllo delle attività economiche pulite mediante la cessione di quote. Infine, non bisogna sottovalutare il fatto che l’usura può essere praticata con relativa facilità rispetto, ad esempio, al rapporto di protezione/estorsione, anche nelle zone di non tradizionale insediamento mafioso. Le inchieste più recenti offrono un quadro molto sofisticato e pericoloso. L’usura costituisce il BOT del mafioso, - ha usato questa immagine il PM Luberto all’indomani dell’operazione STAR PRICE 2 - nella quale, secondo l’accusa, diverse somme di denaro frutto dei proventi dell’usura sarebbero state utilizzate per finanziare alcune attività commerciali. Il tutto per un giro d’affari vicino ai dieci milioni di euro, gestito da tre potenti gruppi mafiosi del cosentino. Numerosi anche i clan    camorristici di cui è stata accertata, nel corso di indagini ed operazioni delle forze dell’ordine, un’intensa attività usuraria. E non mancano, naturalmente, esponenti della criminalità pugliese dediti a questa pratica, come riscontrato in numerose operazioni, eseguite anche grazie le dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia. A cavallo tra tutte queste tipologie è l’usura praticata dalle etnie Rom. Vincoli familiari, capacità di organizzazione ed intimidazione sono gli aspetti più evidenti di queste organizzazioni. L’enorme patrimonio sequestrato in varie parti d’Italia, (Lazio, Marche, Abruzzo), dimostra che si tratta di una presenza tutt’altro che marginale".

da sosimpresa
lunedì, 15 dicembre 2008, 23:37 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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