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"Viaggio nell'altra Europa" è un libro fotografico di Monika Bulaj, edito da Frassinelli. Monika Bulaj ha attraversato l'Europa delle comunità culturali e religiose di frontiera radicate da secoli nelle regioni dell'est. "Qui cominciano gli spazi dove gli eserciti si perdono nel nulla". "Dove il Conte Potoki divenuto ebreo fu bruciato sul rogo". "Dove gli zingari si proclamarono discendenti dei faraoni". Dove il Messia mistico Sabbatai Zevi, dopo essere apparso a Gerusalemme su di un cavallo bianco, è stato creduto il vero Messia e fece il suo ballo con i dervisci non lontano dove le donne sputano demoni davanti alle ossa di un santo venuto dalla Persia. Monika Bulaj attraversa gli shtetl di Bielorussia, Moldavia, Ucraina, Bulgaria, Ungheria e fotografa ciò che è rimasto del mondo distrutto dalla Shoah, anche la lingua yiddish. E' un yzkor sofer, un libro per ricordare. Ti porta via sfogliare queste pagine e ricordare di aver letto "Paesaggio e memoria" di Shimon Shama dove non ci sono persone ma resti di quel mondo e tanti cimiteri abbandonati nel 1942. Ci sono tante lapidi di pietra anche nelle foto di Monika Bulaj. Ha percorso a piedi la Polonia, la Romania dove ha incontrato gli Armeni, la Bielorussia dove ha conosciuto i Tartari, la Macedonia dove ha ritratto i fuochi dei Rom. "Che mondo arcano le valli dei Carpazi d'inverno", i Carpazi d'U-kraina "terra di confine" tra Oriente e Occidente. Nella lingua dei Lovari-Rom, mercanti di cavalli sui Carpazi, non esistono parole diverse per "oggi" e "domani" essendo la vita eterno presente. E l'Ucraina è anche la terra di Paul Celan: "definisci il luogo e avrai il suo nome". Ucraina polacca, luogo dei pogrom di Chmielnicki che portarono nel 1600 verso l'Italia gli ebrei di una diaspora dimenticata. E la Volynia e Kovel dove un cognome diffuso tra gli ebrei era Dayan, da dayyanim, giudici.
La prefazione è di Moni Ovadia.

Irene Campari
domenica, 08 febbraio 2009, 23:09 *** link *** inserito da circolopasolini ***

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