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libro da non perdere. E' da pochi giorni in libreria. E' la descrizione e disamina più completa dei disegni antidemocratici che stanno dietro la morte di Enrico Mattei, (ottobre 1962) Mauro de Mauro e Pier Paolo Pasolini. Gli autori hanno utilizzato le carte delle inchieste aperte a Pavia dal Procuratore Vincenzo Calia (ora Procuratore aggiunto a Genova) e chiuse con un'archiviazione dal Gip Fabio Lambertucci, il cui testo è pubblicato integralmente nel libro di Lo Bianco e Rizza. Pavia era la sede competente per le indagini sulla morte di Mattei, essendo l'areo su cui viaggiava caduto a Bascapè. La Procura di Pavia aveva già chiuso il caso con l'archiviazione nel 1966 quando Pm era Edgardo Santachiara, "Perchè il fatto non sussiste". Il Giudice Lambertucci invece scrive, nel 2004: "
Sulla cruciale vicenda della scomparsa di Enrico Mattei, potranno da ora in avanti esercitarsi più gli storici". Un gruppo di intellettuali ha chiesto recentemente che almeno il processo a Pasolini fosse riaperto. Unico condannato come colpevole della sua morte è stato Pino Pelosi, a fronte di una montagna di riscontri secondo i quali non avrebbe potuto massacrare in quel modo Pasolini se fosse stato solo. Il filo che lega le tre morti è quello della politica energetica italiana che una lobby potentissima voleva fosse mantenuta sotto il controllo delle Sette sorelle, rivendicando Mattei invece per l'Italia un'autonomia di decisione e produzione, pur essendo quello di Enrico Mattei tra i nomi che comparirebbero nelle citazioni più nascoste dei fondatori della rete Gladio; è senz'altro il fondatore della Federazione italiana volontari della libertà, una Gladio ante litteram. Il posto di Mattei venne preso dall'ex presidente dell'Eni, allontanato pochi mesi prima della sua morte proprio da Mattei, Eugenio Cefis (ex partigiano "Alberto" in Val d'Ossola con come numero due il senatore Dc Marcora; ex ufficiale del Servizio informazioni militare), che si trovò sul luogo dov'era caduto il velivolo in cerca della borsa del Presidente. Mauro de Mauro fu ucciso mentre indagava sulla morte di Mattei e sul suo primo viaggio in Sicilia (Mattei fu ucciso al ritorno dal suo secondo viaggio nell'Isola, mentre da Catania stava arrivando a Linate). Pasolini fu ucciso mentre stava terminando "Petrolio", il suo romanzo incompiuto di cui un capitolo doveva essere dedicato alla vicenda Mattei; ma sparirono almeno 70 pagine del manoscritto. Le indagini giudiziarie sono chiuse, tanti indizi, tanti spunti, tanti collegamenti e testimonianze, ma non, secondo i giudici, ciò che avrebbe portato alla costituzione di prove. Sicchè il Gip lascia all'indagine storica l'approfondimento e l'ulteriore verifica dei fatti che hanno portato all'uccisione del presidente dell'Eni, del Giornalista siciliano e dell'intellettuale più importante del secondo novecento italiano. Gli storici dovranno dimostrarsi all'altezza. (Irene Campari)
Dal sito di Chiarelettere, l'editore del libro:
"La Loggia P2 è stata fondata da Eugenio Cefis che l’ha gestita fino a quando è rimasto presidente della Montedison.”
Secondo una nota riservata del Sismi agli atti dell’inchiesta di Pavia del pm Vincenzo Calia.
“Forse l’abbattimento dell’aereo di Mattei è stato il primo gesto terroristico nel nostro Paese.”
Amintore Fanfani.
“Per me i partiti sono come taxi. Salgo, pago la corsa e scendo.”
Enrico Mattei.
Eccolo il mistero italiano. Il giornalista De Mauro e lo scrittore Pasolini avevano in mano le informazioni giuste per raccontare la verità sul volto oscuro del potere in Italia, con nomi e cognomi.
Erano gli anni Settanta. Il primo stava preparando la sceneggiatura del film di Francesco Rosi sulla morte di Enrico Mattei, il presidente dell’Eni che osò sfidare le compagnie petrolifere internazionali. Il secondo stava scrivendo il romanzo Petrolio, una denuncia contro la destra economica e la strategia della tensione, di cui il poeta parlò anche in un famoso articolo sul “Corriere della Sera” (“Cos’è questo golpe”).
De Mauro e Pasolini furono entrambi ammazzati. Entrambi avrebbero denunciato una verità che nessuno voleva venisse a galla: e cioè che con l’uccisione di Mattei prende il via un'altra storia d'Italia, un intreccio perverso e di fatto eversivo che si trascina fino ai nostri giorni. Sullo sfondo si staglia il ruolo di Eugenio Cefis, ex partigiano legato a Fanfani, ritenuto dai servizi segreti il vero fondatore della P2. Il "sistema Cefis" (controllo dell’informazione, corruzione dei partiti, rapporti con i servizi segreti, primato del potere economico su quello politico), mette a nudo la continuità eversiva di una classe dirigente profondamente antidemocratica.
Le carte dell’inchiesta del pm Vincenzo Calia, conclusasi nel 2004, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze (tra cui l’intervista inedita a Pino Pelosi, che per la prima volta fa i nomi dei suoi complici) e un’approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle occulto che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica.