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Roma 5 dicembre 2009


L'ACQUA è un bene pubblico e comune NON mercificabile.

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Commissione antimafia a Pavia: i verbali

Pubblichiamo i verbali - ora disponibili in rete - della seduta del Consiglio comunale del 1 dicembre 2008 in cui si è discusso della costituzione della Commissione consiliare antimafia, poi approvata all'unanimità dei presenti dopo un'accesissima discussione in aula di cui resta testimonianza in questo resoconto. Proponiamo il documento per l'ovvio interesse civile e politico che riveste, perché la cronaca di quella seduta non ha trovato spazio sulla stampa locale, e per ricordare ai nuovi amministratori - alcuni dei quali erano in aula e hanno preso la parola - che la Commissione c'è già - e su quali basi sia nata - contrariamente a quanto credevano - ed esplicitato in un confronto elettorale pubblico proposto in video su questo blog - sia l'attuale sindaco Cattaneo sia il capo del partito di opposizione Albergati. (Irene Campari)

PROCESSI VERBALI DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PAVIA
VERBALE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 1 DICEMBRE 2008
PRIMA CONVOCAZIONE – ORE 19.30

VERBALE D’ADUNANZA DEL CONSIGLIO COMUNALE SEDUTA DEL 1 DICEMBRE
2008.


Sessione indetta con circolare del 26 Novembre 2008 – Prot. Gen. n. 28000/08.

Alle ore 20.21, il Presidente del Consiglio Comunale fa procedere all’appello.

Il Segretario Generale Supplente Dott. Sergio Albenga procede all’appello nominale.
Risultano presenti il Sindaco Piera Capitelli ed i seguenti Consiglieri comunali: Bruni Sandro,
Sgotto Raffaele, Greco Luigi, Gimigliano Valerio, Duse Luigi, Minella Walter, Meriggi Nadia,
Cinquini Carlo, Marchesotti Ilaria, Ghezzi Mariangela, Spedicato Antonio, Filippi Filippi Luca,
Artuso Alberto Pio, Bobbio Pallavicini Antonio, Palumbo Calogero, Molina Luigi, Galliena
Giovanni, Castagna Fabio, Cappelletti Claudia, Labate Dante, Galandra Marco, Fracassi Mario
Fabrizio, Veltri Walter Andrea, Trimarchi Virginia, Di Tomaso Pasquale, Campari Irene Antonia,
Ferrari Alberto, Mazzilli Denny, Zorzoli Angelo.
Totale presenti con il Presidente: n. 31.
Assenti i Consiglieri:, Assanelli Piero Sandro, Trivi Pietro, Sinistri Monica, Niutta Cristina, Conti
Carlo Alberto, Locardi Mario, Centinaio Gian Marco, Veltri Cornelio, Magni Giovanni, Danesino
Mauro.
Totale assenti n. 10.
Sono presenti altresì gli Assessori:
Filippi Filippi Ettore, Borutti Silvana, Portolan Roberto, Brendolise Francesco, Rossella Luciano,
Nizzoli Maria Teresa.

Il Presidente del Consiglio Comunale Dott. Giuliano Ruffinazzi, constatata la presenza del numero
legale dichiara aperta la seduta:
GIUSTIFICAZIONI
PRESIDENTE
Io devo giustificare l’Assessore Pezza che è in quartiere a presentare una delibera, e
l’Assessore Balzamo che è ammalata.

(Entrano i consiglieri Veltri C. e Niutta. Presenti n. 33)

[...]


DISCUSSIONE SULLE POSSIBILI INFILTRAZIONI MAFIOSE NEL TERRITORIO
COMUNALE E PER LA EVENTUALE ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE
ANTIMAFIA.
PRESIDENTE
Allora, per favore, passiamo al punto successivo che è una richiesta di convocazione di
Consiglio, fatta da una serie di Consiglieri Comunali a cui do la parola per illustrare. Consigliere
Elio Veltri.
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
Presidente, faccio una brevissima premessa. Di questa premessa il primo punto è il seguente:
questo è un argomento talmente delicato e talmente drammatico per il paese, che la cosa che chiedo
che, chi vuole intervenire, faccia per cortesia a meno di introdurre questioni di schieramento, di
maggioranza, di opposizione, che non hanno senso su un argomento di questo tipo.
Io, per fare due nomi, che sono state due persone che sono state assassinate, io ho una
venerazione per Borsellino, che era, come tutti sanno, vicino politicamente al movimento sociale, e
sono amico del fratello Salvatore, e ho un rispetto enorme per un uomo che era agli antipodi perché
veniva, era un militante, era un dirigente del Partito Comunista, faccio due nomi emblematici, ed
era Pio La Torre. In questioni di questo tipo, che purtroppo ho vissuto all’interno della
Commissione antimafia, ho trovato una lettera del 2000, del Presidente di uno dei Comitati
dell’antimafia, che la Sindaca ha conosciuto, era il Senatore Figurelli. Me l’ero dimenticata, questa
lettera, e mi diceva appunto che avevo avuto una pazienza incredibile, perché c’era una
strumentalizzazione delle posizioni che faceva paura, ed infatti il risultato è che le mafie in Italia,
nonostante i capi siano tutti in galera, sono diventate molto più potenti di prima.
Detto questo, do qualche cifra, rapidamente, poi vengo alla proposta.
Siccome si era discusso in Consiglio Comunale, se Pavia ospitava, tra virgolette, cosche
mafiose, se non si prescinde dal fatto, ormai assodato e scritto in tutti i documenti, libri, articoli,
ecc., che la criminalità organizzata è globalizzata e si comporta come tale, e si comporta come le
Multinazionali, evidentemente dire se si ferma davanti alle porte di Pavia, di Vigevano, di Voghera,
diventa una cosa molto risibile, che non ha senso.
Io però, siccome quando ci sono questioni di questa natura, è bene documentarsi, ho portato
qualche documento. Il primo documento, naturalmente, è la relazione della Commissione Antimafia
sulla ‘ndrangheta, che è stata approvata all’unanimità, prima delle elezioni politiche, e questa
relazione approvata all’unanimità, dedica 26 pagine alla Lombardia, che sono tante. In queste 26
pagine il titolo è molto significativo, adesso vediamo se lo trovo, e parla di colonizzazione. Eccolo
qui: “Colonizzazioni, Milano e la Lombardia”.
Dice che Milano è una colonia della ‘ndrangheta. È pesante la cosa. È la Commissione del
Parlamento Italiano, documento ufficiale. Poi fa l’elenco delle cosche che operano in Lombardia, e
sono le più note e anche le più potenti. Quando parlo di potenza, in questa sede, parlo sempre di
potenza economica, perché, o si entra nell’ordine di idee che le organizzazioni criminali e mafiose
le si batte portandogli via i soldi, i titoli, i beni, oppure si fa del folklore. I capi delle mafie italiane
sono tutti in galera, di cosa nostra, della ‘ndrangheta, della camorra, e della sacra corona unita. Loro
danno per scontato che prima o dopo vanno in galera è messo in conto. Alcuni danno per scontato
che ci staranno per tutta la vita, ma su una cosa si battono anche dall’interno delle galere come
leoni: perché il patrimonio destinato ai figli, agli eredi venga conservato, e non venga portato via
dallo Stato. Il resto è scontato, anche standoci tutta la vita.

In Lombardia operano le cosche più potenti e poi, in questa Commissione, si enumerano le
cosche, città per città, e dice: a Bergamo, a Brescia e a Pavia, le famiglie Bellocco e Facchineri.
Voglio ricordare che i Bellocco sono una delle cosche più potenti tra queste che hanno colonizzato
Milano e la Lombardia.
Un secondo, è un libro, ma è un documento, perché l’autore è Nicola Gratteri che è il
Magistrato di punta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, e quindi scrive in
base a documenti che sono diventati pubblici. Anche lui, vedete? Ci sono gli schizzi delle zone, qui
c’è la Lombardia, delle Regioni, c’è la Lombardia e su Pavia c’è la freccia e ci sono i Mazzaferro.
Quindi Bellocco, Facchineri e Mazzaferro. I Mazzaferro sono una cosca potentissima, sono tutte
cosche che agiscono a livello globale.
Poi mi sono portato il numero di due mesi fa dell’ “Espress” francese, che è il padre, ha
anticipato nell’uscita il nostro “Espresso”. Dedica 16 pagine alle mafie italiane, e a proposito della
‘ndrangheta dice: “puissance planétarie”, potenza planetaria. E il giudizio e i dati, coincidono con
quelle dell’antimafia, e pubblica una cartina, questa è la cartina della presenza di questa potenza
planetaria che è la ‘ndrangheta, che va dal Sud Africa al Canada.
Noi che siamo calabresi, ci viene un moto, non so se di orgoglio o di vomito. Comunque le
cose stanno così.
Infine la “Provincia pavese”, ha interpellato, intervistato il responsabile della DDA di
Milano, il quale ha detto: “Sì, è arrivata anche da voi”. Ora, qual è il maggiore complice delle
organizzazioni criminali? Certo, la corruzione di un Funzionario, un funzionario complice compie
un atto spregevole, un funzionario di banca che fa le stesse cose, sono all’ordine del giorno, io
convivo da due anni con criminali e mafiosi, ci parlo tutti i giorni perché sono al computer, io gli
parlo loro mi rispondono, io lo insulto, sono due anni, avrò letto 10.000 pagine di atti processuali in
questi due anni. È un lavoro a tempo pieno. E, stavo dicendo, che è spregevole se un dipendente
comunale, un dirigente d’azienda, di una banca, si fa corrompere, collude.
Ma, la cosa più grave, l’alleato più grande per le organizzazioni criminali, è uno solo: ed è il
silenzio. Perché le organizzazioni criminali mafiose non sono nate per sparare, sono nate per fare
affari, vogliono fare affari. E gli affari sono di cifre che sono inimmaginabili. Perché un Magistrato
che ha condotto una delle inchieste più straordinarie, a mio parere, sul traffico di cocaina di cui la
‘ndrangheta è egemone in Europa e forse nel mondo, ha fatto il calcolo che di una partita
sequestrata, facendo dosi di 30 milligrammi l’una, psicoattive, vengono fuori 19 milioni di dosi.
Allora il costo era 70 Euro a dose, adesso è diminuito, immaginate che cifre sono. E anche
all’ingrosso, il ritorno dei guadagni si moltiplica ogni settimana per tre. Se uno compra 1.000 Euro
di cocaina, un trafficante, la settimana dopo, se investe, guadagna 3.000 Euro, la settimana
successiva 9.000, la settimana successiva 27.000. Non c’è nessuna attività imprenditoriale che ha
una resa e un profitto di questo tipo, quindi sono cifre astronomiche.
Allora ritorno al silenzio. Il silenzio è il maggiore amico, perché vogliono fare affari, se se ne
occupano le istituzioni, se se ne occupa la stampa, se se ne occupa la televisione, se se ne occupano
i libri come è avvenuto con il libro di Saviano, che ha fatto più male ai casalesi, di 1.000 soldati
mandati lì, a turni, allora questo da fastidio a loro.
Voglio leggervi, adesso non so se ci riesco, perché ho dimenticato gli occhiali, un Magistrato
della DDA di Milano, quando si discuteva a Milano se fare o no questa Commissione, il Magistrato
si chiama Guido Salvini, ha detto, si è espresso così: “La bocciatura della Commissione antimafia –
che non è stata bocciata in Consiglio Comunale, c’era una minaccia di bocciatura – è stata un favore
concesso a chi vuole che le mafie procedano indisturbate”. Perché il maggior alleato è il silenzio.
Tant’è vero, che il giovane Capogruppo del Partito Democratico di Milano, che si chiama
Pierfrancesco Maiorino, è molto giovane, che ha fatto una battaglia per istituire la Commissione antimafia nel Comune di Milano, ha scritto, per “L’Unità”. Il titolo dell’articolo è questo: “Mafia a
Milano, una Commissione contro il silenzio”. Noi abbiamo chiesto di fare questa Commissione a
Pavia, e anche noi ripetendo quello che dice Maiorino diciamo: una Commissione contro il
silenzio”. A Pavia e poi vengo strettamente alla Commissione, ci sono stati due fatti che sono molto più
inquietanti che se ci fosse stato il caso di un funzionario pubblico corrotto. I fatti inquietanti per i
quali ci sono, come era ovvio, delle indagini in corso, sono stati due ricoveri di Pelle. Pelle è l’erede
della famiglia di San Luca, il padre viene chiamato “Gambazze”, è uno dei leader storici, latitante,
della ‘ndrangheta calabrese, questo è stato ricoverato due o tre mesi a Pavia, non se ne era accorto
nessuno, neanche che era crivellato di colpi. Lui ha detto che era stato arrotato da una macchina,
perché paraplegico. Ora, un paraplegico, per fare il latitante e stare due o tre mesi a pagamento deve
avere una rete di protezione che non finisce mai. Come è stato preso? È stato preso perché lui, che
aveva come unico amico, era gentilissimo, aveva come unico amico un computer, perché seguiva i
fatti del mondo, l’andamento delle Borse, evidentemente, l’andamento del valore delle monete,
telefonava in Colombia, dove aveva gli amici trafficanti. L’ FBI americano, la DEA, l’hanno
intercettato, hanno trasmesso alla DDA di Reggio Calabria, si sono precipitati qui e l’hanno
beccato. Se no, non lo beccava nessuno.
L’altro è questo Setola, che è quello che è il capo del commando che ha ucciso per conto dei
casalesi i sei africani, che dice era qui in un Istituto per Ipovedenti, ha una mira infallibile, quindi,
evidentemente non era ipovedente e il Magistrato che fa le indagini a Napoli, Roberti, che è figlio di
un vecchio dirigente del Movimento Sociale, tra le altre cose, era l’ala pensante del Movimento
Sociale ai tempi di Almirante, ha detto che questo non è assolutamente cieco perché spara come un
dio, anche se Dio non spara, ma sarebbe capace di farlo.
Noi quindi abbiamo questi che sono dei segnali estremamente preoccupanti, perché vuol dire
che c’è una rete di protezione e non di poco conto. Noi abbiamo presentato una proposta, ce la
siamo fatta mandare dal gruppo dei Democratici, io non mi soffermo sulla proposta, e abbiamo
presentato la stessa proposta, perché è stata bene, anche se amplia molto le competenze del
Comune. Allora, lo Statuto nostro, non a caso, io non mi ricordo se era il testo dello
Statuto……(fine cassetta 1 lato B – inizio cassetta 2 lato A)……...la Commissione che io avevo
presieduto, oppure l’hanno fatto quelli che sono venuti dopo, c’è un articolo dello Statuto che parla
della criminalità organizzata. Io non mi ricordo se è quello che ho fatto io, insieme ad altri colleghi,
oppure lo hanno fatto successivamente. Comunque c’è. Probabilmente non era la Commissione che
ho presieduto io. Opportunamente, se non è stata quella che ho presieduto io, l’hanno messo nello
Statuto, come c’è nello Statuto degli altri Comuni italiani, compreso quello di Milano.
Secondo. La Commissione a che cosa serve? Serve a dire che si rompe il silenzio e serve a
mandare un messaggio alla città e alle autorità competenti, alla Magistratura, alle Forze dell’Ordine,
ai reparti specializzati delle Forze dell’ordine, quello dei Carabinieri è il ROS, quello della Guardia
di Finanza è il GICO, dicendo: “Guardate che noi ci occupiamo di queste cose”. Quindi è un
messaggio e anche un invito indiretto ad attivarsi in molto seriamente.
Quali settori di attività? Il Comune in che cosa può dare un contributo? Ci sono settori di
attività molto precisi. La grande distribuzione e anche la meno grande distribuzione. Chi compra?
Chi sono le società? Se presentano il certificato antimafia? Se era necessario? I soldi se sono stati
pagati in contanti ecc.
Lo smaltimento dei rifiuti. Vi voglio dare un dato. La Commissione del Parlamento di
inchiesta sui rifiuti, che è durata molti anni, ha fatto un calcolo, parlo di un dato ufficiale, che il
fatturato dei rifiuti illegali, in Italia, allora, anno 2000, perché non c’era ancora l’Euro, era di 15
mila miliardi di vecchie Lire all’anno. Le cose sono peggiorate, perché nella montagna di rifiuti di Napoli, e non solo di Napoli, più di metà sono rifiuti che vengono dalle fabbriche, dalle industrie,
dal nord Italia, e spesso sono rifiuti tossici e nocivi. Hanno distrutto una regione, interamente. Sono
tutti dati documentati. Quindi lo smaltimento dei rifiuti.
I video giochi: Pavia è prima in Italia. Mediamente abbiamo fatto il calcolo, questo lo
abbiamo letto sul venerdì di “Repubblica” e ce ne siamo occupati, abbiamo fatto il calcolo, poi se
mai Walter può essere più preciso, se sbaglio, che mediamente un italiano spende in video giochi
1.200 Euro all’anno. A Pavia, mediamente, si spendono 3.500 Euro all’anno. I video giochi, è certo,
oltre il 50-60% del fatturato, è fatturato di criminalità organizzata, anche se leggete la relazione
dell’antimafia. L’antimafia ha fatto due relazioni, una sulla ‘ndrangheta e una sulla mafia
complessivamente, i video giochi sono individuati come settore sensibile e fondamentale. Quindi
sono settori dei quali il Comune si può occupare, dando un contributo. In fine, la Commissione è
utile a certe condizioni: quali sono le condizioni? Che sia composta da persone che hanno volontà e
passione per interessarsene, che sia diretta in maniera seria, che non parlino, se non quando ci sono
dei risultati, ammesso che ci siano, quindi bisogna essere seri, e che della Commissione facciano
parte almeno uno delle Forze dell’Ordine, dei Corpi specializzati, e lo fanno volentieri, credo
gratuitamente, che si occupano di queste cose, e un Magistrato che si occupi di queste cose, cioè che
faccia parte della DDA – Direzione Distrettuale Antimafia – più vicina, che è Milano. Io, l’altro
giorno, parlavo con un Magistrato di Milano, che è una donna, che è la memoria storica della
‘ndrangheta a Milano, perché ha fatto tutti i processi di ‘ndrangheta, l’ultimo è quello
dell’Ortomercato, e incidentalmente ho detto che avevamo fatto questa discussione, lei è di origine
pavese e ha detto: “Mi piacerebbe lavorare in una Commissione così”. Ora, è una persona molto
seria, avanti negli anni, come sono io, che lavora dalla mattina alla sera, non è che ha tempo da
perdere, però si espressa in questo modo. Non so se è stato un’improvvisata per farmi piacere,
oppure è convinta, ma io sono convinto che è possibile trovare delle persone competenti che
possono dare un contributo.
Se invece si continua con il silenzio, come dice il Dottor Salvini, si fa un grande favore a
queste organizzazioni, e siccome i nodi vengono al pettine, questa è come la medicina preventiva,
se uno ha un adenoma piccolo, piccolo, benigno, del retto, se lo lascia crescere, degenera, e diventa
un cancro del retto. Qui ci sono medici che esercitano la professione. C’è qualcuno che è morto a
Pavia, noto, perché non lo sapeva, non ci aveva fatto caso, non ha fatto la prevenzione e lo stesso
succede per un tumore dell’utero o della mammella, esattamente.
Allora io credo che bisogna essere attenti, prevenire, dare un contributo, se poi siamo l’unico
luogo al mondo, noi, per cui le organizzazioni che sono globali e operano in tutto il mondo, vi posso
solo dire questo: che una storia che io racconto di mafia, di ‘ndrangheta, il protagonista di cui
racconto la storia, che era diventato inopinatamente il beniamino dei narcos colombiani, dei narcos
calabresi e delle Forze dell’Ordine perché è andato a collaborare, ad un certo momento ha pensato
di salvarsi andando a collaborare, non c’è nessun Ministro dell’Europa occidentale, di paesi
importanti come la Francia, la Germania, l’Italia che viaggia così tanto come viaggiava questo qui.
Io potrei fare l’elenco, perché sono nelle indagini della Magistratura che si è conclusa
rapidissimamente perché c’era uno che, appena si riunivano in qualsiasi parte del mondo, telefonava
ai ROS e quindi gli beccavano anche i carichi di cocaina, lì c’è l’elenco di tutti i viaggi. Almeno per
un anno ha viaggiato più di qualsiasi Ministro degli Esteri dell’Europa Occidentale, come il più
bravo ciclista pavese usa la bicicletta, lui in business class, usava l’aereo. E poi dava gli
appuntamenti, poi non sempre ci riusciva, a Cuba. Ho chiesto anche spiegazioni come mai a Cuba,
se gli piaceva, giustamente, Cuba, perché faceva anche la vacanza, e mi è stato detto: “Aveva
questo debole, però c’era anche un fatto, che i narcos del Sud America, Colombiani, Venezuelani,
Messicani, a Cuba erano meno pericolosi, cioè erano più vigilati, per cui se gli succedeva qualche cosa, e qualche cosa a un certo momento gli è successa, perché lo hanno sequestrato i paramilitari.
E sono grandi trafficanti di droga e sono partiti dall’Italia e sono stati molto bravi e lo hanno
liberato in Colombia.
Io credo che noi questa cosa dovremmo farla, naturalmente con uno spirito di collaborazione,
di servizio, perché ripeto, in queste cose non ci possono essere maggioranze, minoranze,
opposizioni, perché se no è meglio non farne assolutamente nulla. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, chi è che interviene? Galandra
CONSIGLIERE GALANDRA
Volevo chiedere una cosa. Questo documento di Veltri, non si poteva dare anche agli altri
Consiglieri? Io non l’ho potuto neanche vedere.
PRESIDENTE
Di solito faccio le fotocopie per i Capigruppo.
CONSIGLIERE GALANDRA
Si magari se una volta tanto facciamo qualche fotocopia in più, non è un problema.

PRESIDENTE
Va bene, non c’è problema assolutamente. Prego. Campari.

CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Due sono le cose certe che si possono acquisire leggendo oramai l’immensa documentazione
dell’antimafia, ma anche il poderoso lavoro che alcuni giornalisti hanno fatto su questo argomento.
Lavoro purtroppo spesso smozzicato, frammentario, e anche difficilmente ricostruibile. Ma per chi
si voglia mettere a fare questo lavoro, assolutamente interessante e quasi di obbligo civile, ne
escono di cose interessanti. Dico la prima certezza è che, per esempio, la ‘ndrangheta è la più
potente holding economica mondiale e usa tutti i mezzi per mantenere questa posizione. La
Lombardia è la quarta Regione per presenza di questo contesto mafioso. La seconda certezza è che
dove insiste una società civile vigile, attenta, disposta anche a condividere il rischio, prima di
infiltrarsi e radicarsi in qualche modo insidioso e massiccio, ci pensano un po’.
Stasera, a mio parere, stiamo decidendo se proporre a queste persone di rifletterci un pochino
prima di radicarsi a Pavia, più di quanto non lo siano già, oppure, in qualche modo di dare, con il
silenzio, il via libera.
L’altro ieri, in un paese non molto lontano da qua, a Buccinasco, definita la Platì del nord,
perché vi insiste, oramai questa è anche storia, una delle cosche della ‘ndrangheta più legate al
traffico di stupefacenti, la cosca Barbaro, il Consiglio Comunale, la maggioranza, è uscita dall’aula
quando si doveva votare di conferire a Roberto Saviano la cittadinanza onoraria. Il Sindaco si è
arrampicato sugli specchi, fatto sta che la cittadinanza onoraria non gliel’hanno data. Insiste in
quella cittadina la cosca Barbaro, da molto tempo e, Pasquale Barbaro è stato fermato in una
pizzeria a Pavia, a San Martino Siccomario, il 14 settembre scorso. Aveva un mandato di cattura, il
giorno dopo il Giudice ha deciso che non era pericoloso. La famiglia Barbaro gestisce un traffico
internazionale di stupefacenti, questo da informazioni della DDA, che coinvolgono anche
l’Australia, una parte dell’Australia, in particolare quella di Canberra, perché la parte di Perth, è invece di monopolio, dicono gli inquirenti della DDA, di un’altra famiglia della ‘ndrangheta, non di
Platì, ma di San Luca, considerata la cosca più pericolosa ma anche più potente.
Della cosca di San Luca fanno parte tre famiglie: Pelle, Vottari e Romeo. La famiglia Pelle ha
trovato uno dei suoi esponenti ancora vivi, di maggior spicco, considerato dagli inquirenti uno dei
mandanti della strage di Duisburg, come residente tranquillamente a Pavia, in una clinica di
eccellenza per più di due mesi. E’ stato arrestato. Mentre un altro boss, Giuseppe Setola,
appartenente ad una famiglia dei casalesi, che ha preso il posto del clan più feroce dei casalesi, il
clan Bidognetti, Giuseppe Setola è rimasto per tre mesi agli arresti domiciliari, pur essendo stato
condannato al 41 bis, è stato messo agli arresti domiciliari per una pericolosa, per sé stesso,
retinopatia, e si trovava in un vicolo, nel vicolo San Marcello di Pavia, un vicoletto che, anche chi è
nato a Pavia, ha difficoltà a conoscerne l’esistenza. Il suo nome è ancora sul campanello dove era
agli arresti domiciliari.
Ora qualcuno mi potrebbe anche dire: “Ma è chiaro, hanno i soldi, vengono a farsi curare
dove più hanno la possibilità di essere curati al meglio”. Bene, dipende anche da cosa possono
essere o devono essere curati. Francesco Pelle, detto Ciccio Pakistan, alias Pasqualino, perché era
così che si faceva chiamare alla Clinica Maugeri, era stato ricoverato per un incidente stradale. Era
invece stato fatto oggetto di un incredibile attentato che lo aveva praticamente reso inabile a
muoversi: ora non siamo nati ieri e basta un neurone per capire che qualcosa è andato storto, e
qualcosa deve essere andato veramente storto anche per Giuseppe Setola. Considerato uno dei killer
più feroci della camorra, i suoi compagni sono stati arrestati praticamente tutti, rimane in
circolazione solamente lui. Beppe Setola si faceva fare le analisi del sangue al Centro Minerva, era
in cura presso un centro di eccellenza di oculistica presso la Maugeri, e quando è fuggito, Pavia non
ha saputo assolutamente nulla, perché la notizia non è stata data, a settembre si è saputo che il
Procuratore antimafia Roberti di Napoli, ha pregato tutti coloro che potevano venire a contatto con
questa persona, di non credere al fatto che fosse cieco, perché ci vedeva benissimo.
Allora anche qui basta un neurone per capire che qualcosa deve essere veramente andato
storto se questi sono centri di eccellenza, altrimenti chiamiamoli in un’altra maniera.
Buccinasco, è spesso associato alla cosca Barbaro, anche i Barbaro hanno interessi in zona.
La moglie di quello che è considerato il boss, Domenico Barbaro, vive a Casorate Primo. Elio
Veltri, prima, ha nominato l’ortomercato, secondo gli inquirenti, una delle famiglie che controlla e
che ha controllato l’ortomercato di Milano, è la famiglia Morabito, una signora Morabito ha sposato
Ciccio Pakistan.
Questi potrebbero essere ovviamente dei fatti, casuali? O causali? E stabilire se sono casuali o
causali è determinante. Non sta a noi definirlo. Infatti su Pavia sta indagando sia il Procuratore che
si occupa delle cosche di San Luca, Nicola Gratteri, sia Roberti che si occupa delle indagini sui
casalesi. C’è un generale interesse delle Procure antimafia su Pavia.
Ora, visto che a mio parere, la società civile deve dare il suo contributo, se non altro per far
capire che il terreno sul quale intendono porre la loro attenzione non è così facile, nemmeno così
fertile, questa città ha bisogno, oltre che di una società civile vigile e la sta avendo, fortunatamente,
anche di un’Amministrazione civica che dimostri altrettanto interesse. L’interesse che può mostrare
questa Amministrazione, e che è un interesse soprattutto rivolto alle generazioni future, perché
immaginatevi un’economia inquinata dalla criminalità organizzata. E’ un’economia monopolistica
che può portare soldi, può portare pericoli, può portare insidie. Tenete conto che negli ultimi cinque
giorni, nell’area del milanese sono state uccise cinque persone. In qualche modo gli inquirenti fanno
risalire queste morti al contesto di cui noi stiamo discutendo questa sera.
Ma al di là di quello, vogliamo un’economia pulita, o vogliamo un’economia in cui, se i
nostri figli decidessero un giorno di fare gli imprenditori, di fare i mediatori immobiliari, si potrebbero trovare in una situazione in qualche modo, di più o meno palese monopolio e fossero
costretti, inconsapevolmente o meno, più che altro inconsapevolmente, a diventare complici di
traffici in cui nessun padre vorrebbe che suo figlio o sua figlia incappassero?
Perché si dà il caso che uno degli allarmi che la DDA dà più spesso, ma allarmi che arrivano
pochissimo, anzi arrivano quasi niente, è quello sugli appalti pubblici. Allora se voi andate a vedere
il rapporto della DDA dal 1992 fino al 2004, il maggior interesse che ha mostrato, è
sull’infiltrazione della criminalità organizzata nel controllo degli appalti pubblici che avviene, non
perché ottengano direttamente degli appalti, ma tramite il meccanismo dei subappalti. È sotto
inchiesta il ponte sullo stretto, è sotto inchiesta la statale ionica, tutti i tratti della statale ionica che
portano da Reggio Calabria fino a Taranto, sono sotto inchiesta le TAV, che riguardano anche il
nord, sono sotto inchiesta le Autostrade. E perché sono sotto inchiesta? Alcune perché sospettate di
essere direttamente, in qualche modo, infiltrate dai capitali mafiosi o dal controllo mafioso, ma sono
anche indagate perché, per esempio, se il profitto deve essere l’unico obiettivo, si dà il caso che
magari il cemento venga anche annacquato.
Vi consiglio di seguire l’inchiesta, colossale, che sta coinvolgendo una holding, non di
Trapani, ma di Bergamo, la Italcementi a cui fa capo anche la Calcestruzzi. È un’indagine a
vastissimo raggio e gli inquirenti hanno messo in allarme sul fatto che parte delle strutture che sono
state date in appalto, come genera il contratto tra queste società, possono essere pericolose per la
sicurezza pubblica, il cemento non l’hanno fatto come doveva essere fatto, ma sospettano che il
cemento sia stato fatto per andare a gonfiare fatturazione in nero.
Quando si parla di sicurezza in questo paese, solitamente in questo paese ci si riferisce ai
lavavetri e ai rom, ai ladruncoli. Quando invece si vuole parlare di sicurezza vera, bisogna andare a
tirar fuori certi nomi intoccabili, ma quello che fanno e potrebbero fare certi nomi intoccabile è ben,
ben più pericoloso di quello che ci può fare uno zingaro, lo si è visto a Firenze. L’Assessore Cioni,
che era Assessore anche ai servizi sociali e al decoro della città, è stato il primo in questo paese, a
emettere un’ordinanza per la sicurezza e il decoro pubblico, contro i lavavetri. L’Assessore Cioni è
indagato per quella che viene considerata dagli inquirenti la più grossa speculazione immobiliare in
Italia degli ultimi anni, nella zona della Piana di Castello, e si sospetta, da intercettazioni
telefoniche, che ci sia concussione e corruzione e che la concussione sia avvenuta da parte del
grande immobiliarista Ligresti, che molti interessi ha in tutte le infrastrutture del nord Italia, ma
anche del sud, e anche nell’ Expo di Milano. Ricordo che Ferrante, quello che doveva essere il
candidato del centro sinistra alle Provinciali e come Sindaco di Milano, adesso non è diventato il
Sindaco di Milano ma fa il consulente di Ligresti. Finisco in due minuti, neanche.
Tra le presenze a Pavia, indicate da Elio Veltri, ne manca una, quella dei Rinzivillo-Madonia.
Indicati dall’indagine della Guardia di Finanza come presenti a Pavia nel ramo immobiliare, a detta
degli stessi componenti di questa cosca mafiosa di Gela, avrebbero avuto accesso ad un grosso
appalto chiavi in mano, appalto che doveva aprire il cantiere nell’aprile del 2006. Ricordo che una
persona arrestata la settimana scorsa a Gela, era contitolare di un’impresa che si chiama Nuova-
Montaggi, che aveva sede legale a Vigevano ed un laboratorio a Castano Primo. Queste io presumo
che siano solamente dei frammenti.
Un altro frammento e poi finisco. Francesco Pelle, detto Ciccio Pakistan, aveva degli armieri
suoi, che gli conservavano le armi, e di solito gli armieri se li prendeva dalla criminalità slava e
polacca. Quindici giorni fa è stato scoperto a Broni un arsenale da paura. Io non voglio mettere in
relazione le due cose, semplicemente è una mia curiosità: colui il quale deteneva questo arsenale era
un polacco considerato appartenente alla malavita slava. Grazie.

PRESIDENTE
Duse.
CONSIGLIERE DUSE LUIGI
Io ho ascoltato con molto interesse ciò che ha detto Elio Veltri, anche perché la sua
conoscenza di questi argomenti, la sua storia, mi imponevano un interesse e l’argomento in sé è
molto importante e sono convinto, come lui ha detto, che il silenzio sia il peggior cancro che può
esistere nei confronti di fenomeni malavitosi come quelli di cui stiamo discutendo. Lo dimostra
l’attacco di Sandokan a Saviano, non per quanto ha detto, ma per il fatto che lui stesso parli, e ne
parli continuamente. Il problema vero della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta, è esattamente
questo: che tutto passi nel silenzio e che non ci sia nessuno che denunci, magari anche denunce
sbagliate, ma che denunci il fatto.
Però, detto questo, io volevo, con un metodo un po’ fuori dagli schemi, rispetto alla dialettica
del Consiglio Comunale, porre alcuni quesiti a Elio Veltri e sul suo documento, perché credo che
solo così, ragionando ad alta voce, possiamo trovare, magari, delle ragioni comuni per operare e per
uscire da questo silenzio. Anche perché io credo che Pavia città, anche rispetto ai dati che lui ha
dato, non sia, ma questa è una sensazione, ancora pienamente inserita in questo contesto, però penso
che anche se lo fosse, in modo estremamente marginale, come diceva lui, da un piccolo tumore
benigno, può venire fuori un cancro molto pericoloso.
Però credo che dobbiamo anche essere molto chiari sulle finalità che vogliano raggiungere e
sugli obiettivi che devono essere comuni, perché se invece questo diventa un gioco delle parti,
concordo con lui, ma ci tengo a risottolinearlo, questa è una cosa che non serve a nessuno, serve
solo a far casino, serve a mettere in mola questo piuttosto che quell’altro e non ha nessun senso di
esistere.
Quindi gli faccio alcune domande a ruota libera. Se non crede che con le attuali Commissioni,
facendo uscire dal silenzio il tema della mafia, della ‘ndrangheta in questa città, attraverso la
Commissione cultura, attraverso la Commissione di garanzia che già esiste e che opera sugli atti
amministrativi e che può controllare, non si possa raggiungere lo stesso obiettivo? Anche perché io
credo, proprio per quello che dicevo prima, la mafia, a Pavia, secondo me, ma siccome sono un
cittadino e non ho gli strumenti per capirlo, e probabilmente alla fine di questo percorso lo capirò,
se così non è, non è questo grande elemento presente.
E allora io penso anche che, rispetto alla città, noi abbiamo un dovere, che è quello di non
dare il segno di una città malata nelle sue fondamenta, di una città che magari si occupa di questo
problema, che previene, ma non che è già immersa nel male. Se invece poi sarà così, come dire,
sarà una tragica scoperta, ma comunque sarà sempre bene farla piuttosto che non farla. Quindi gli
chiedo questa prima cosa.
Poi gli chiedo, rispetto a questo documento che è stato fatto, so benissimo, da Pierfrancesco
Maiorino, infatti c’è una cancellatura ostentatamente lasciata qua si intravede “milanese” ho notato,
come dire. Devo anche dire che Milano si troverà ad occuparsi di affari, nel prossimo quinquennio,
sicuramente di tipo diverso, rispetto a Pavia, e probabilmente le infiltrazioni in quel campo saranno
sicuramente di tipo diverso rispetto a Pavia, però in ogni caso gli chiedo: a pagina 2, “...ritenuto
che, non sussistano sul territorio della città di Pavia insediamenti o associazioni criminali sopra
citate” – e io sono perfettamente d’accordo – mentre sui due punti susseguenti, io francamente non
capisco, “...che non sussistano infiltrazioni di elementi appartenenti o contigui a tali entità
criminose all’interno di immobili di proprietà del Comune o di aziende ad esso collegate”.
A prescindere da qualsiasi Commissione sia di garanzia, sia cultura, sia antimafia, questo è un
dovere, di sapere. È chiaro che poi si sa che, fra i compiti del Comune, istituzionali, non c’è quello
di chiedere alcuni tipi di certificazioni, ma questo è un dovere, mettere così sembra quasi che, oggi, esistano all’interno delle case comunali, all’interno delle aziende comunali, delle infiltrazioni
mafiose, è dire prima e porre un tema, secondo me, in modo sbagliato.
La terza cosa che chiedo è proprio rispetto a quello che lui ha detto, giustamente, sulla
necessità che un argomento del genere venga trattato da libere persone, coscienti del mandato che
hanno, che prescinde assolutamente dall’appartenenza politica: da libere persone, io chiedo: ma su
un argomento del genere, se vorremo costituire una Commissione, qualora non fosse utilizzabile già
quello che abbiamo, intanto la durata di un anno mi sembra eccessiva, io credo che in sei mesi si
possa fare un lavoro di questo tipo, calendarizzandolo per bene, o in tre mesi, questo poi vedremo.
Ma non crede che l’elezione del Presidente debba essere un’elezione ampiamente condivisa? Ma
per ampiamente condivisa, un’elezione eventuale che preveda almeno i due terzi dei componenti del
Consiglio Comunale? Perché, scusate, se diventa un’elezione, eventualmente, io sono convinto che
di questa Commissione mi dovete convincere della necessità e non della possibilità, di utilizzare le
commissioni esistenti, mi dovete convincere, ma, qualora mi convinceste, non credete che ci voglia
una maggioranza dei due terzi per lo meno, se non una maggioranza, di tutto il Consiglio
Comunale? Perché se diventa un giochino di contrapposizione e poi un ballottaggio, francamente è
una cosa che secondo me non ha ragione di essere e ha tutti i presupposti per non essere quello che
ci stiamo dicendo.

PRESIDENTE
Grazie. Gimigliano.
CONSIGLIERE GIMIGLIANO VALERIO
Grazie, Presidente. Io poco prima stavo parlando con la Consigliera Marchesotti e mi ha detto
che di questa Commissione, nel caso in cui si dovesse istituire, non devono far parte Consiglieri
Comunali meridionali, per conflitto di interessi. L’ha detto scherzando, era una battuta, comunque.
Detto questo, anch’io ho ascoltato e ho seguito la relazione che ha fatto il Consigliere Veltri e
la Consigliera Campari: tra l’altro devo fare anche i miei complimenti al Consigliere Veltri che ha
detto che ha letto oltre 10.000 pagine. Forse nemmeno un penalista ha letto così tante pagine,
addirittura poi, la Consigliera Campari ha anche detto, non è una battuta, è un complimento, ha fatto
una precisazione per quanto riguarda qualche clan non citato dal Consigliere Veltri, quindi avrà
letto, a mio avviso, oltre 10.000 pagine. Io personalmente non ho letto 10.000 pagine, ho letto sì e
no 10 pagine, quindi non mi ci dedico a tempo pieno, ma a tempo parziale. Naturalmente cerco di
dare il mio contributo, spero che quello che io penso questa sera, e quello che dirò adesso, sia
condivisibile anche dal mio Capogruppo, perché non lo sa cosa dico, per evitare che poi magari
possa essere ripreso o richiamato. Ma sono sicuro che quello che sto per dire non penso che vada
oltre determinati binari.
È stato in altre parole, io non voglio soffermarmi sugli avvenimenti che si sono verificati
ultimamente nella città di Pavia, perché sono stati ampiamente spiegati, non voglio nemmeno
soffermarmi sui dati che ha riferito il Consigliere Veltri, io penso che se avesse avuto a disposizione
anche un proiettore e uno schermo avrebbe enunciato le cifre estrapolate dal rapporto della
Commissione Antimafia, che mi sembra che anche lei abbia fatto, forse, parte a suo tempo della
Commissione antimafia, e quindi si ricorda anche quelle che erano le sue funzioni quando lei ne
faceva parte. E se non sbaglio, allora, in questa Commissione aveva alcune competenze e, se non
ricordo male, qualcuno le voleva dare compiti anche più profondi, tipo compiti di indagine, ma ci fu
una precisa ribellione da parte di coloro che invece non erano d’accordo su questo. Se non ricordo
male....

INTERVENTO
La Commissione antimafia è una Commissione d’inchiesta e le Commissioni d’inchiesta del
Parlamento hanno i poteri della Magistratura.
CONSIGLIERE GIMIGLIANO VALERIO
...quando fu attribuito anche questo compito mi sembra che molte persone, molti gruppi
politici, si sollevarono e fecero molto casino perché non volevano che avesse anche questa
competenza. Comunque detto questo, gli elementi, i dati che sono stati illustrati, non si possono
nascondere, io sulla base di alcuni interventi fatti sul giornale delle pagine, che tra l’altro sono state
anche citate senza leggermi tutti i testi, sono andato a guardami proprio le pagine citate dal libro del
famoso Magistrato antimafia Gratteri, che mi sembra che a pag. 185/187 parla anche della città di
Pavia e dei clan che ruotano nella città o nell’hinterland cittadino. Poi naturalmente si parla di
Milano, come principale colonia da parte di queste cosche, e naturalmente si parla anche del
fatturato che si triplica, e quindi certamente non risentono la crisi del mercato monetario e quindi
della borsa. Tra l’altro, in questo testo di Gratteri, mi sembra anche lì a pag. 120/125, io ho una
discreta memoria, mi sembra che si parli di queste cosche che sono così ramificate, tra l’altro non
solo in Lombardia, ma anche all’estero, addirittura in altri paesi europei.
Certamente Milano, essendo la capitale dell’economia, è impossibile che queste cosche non
facciano presa o riferimento, non abbiano, in un certo senso, un centro affaristico anche a Milano, in
Lombardia e poi magari anche nelle altre città o cittadine o paesi. Mi sembra che si parli anche di
paesi della Lomellina, di paesi ben individuati, che seppur dal punto di vista geografico sono molto
piccoli, però ospitano delle famiglie ben individuate, ben catalogate. Però, detta questa breve
premessa, io volevo fare due precisazioni, innanzitutto.
Sempre il merito al documento che ci è stato consegnato, che è quello che mi pare provenga
dal gruppo del PD di Milano. La prima precisazione è questa: si fa riferimento, nella premessa
all’art. 114 dello Statuto, in cui dice che il Comune, per le sue funzioni, deve prevenire la lotta alla
criminalità organizzata, quindi si parla, nell’art. 114, di questo contributo che l’Istituzione
Comunale deve dare per prevenire questo fenomeno mafioso. Poi si fa riferimento all’art. 14,
comma 5 dello Statuto che, se non sbaglio, fa riferimento alla Commissione di Garanzia e quindi su
questo io non sono d’accordo, per esempio, con il Consigliere Duse, dove lui dice, pone un
problema se questa competenza che si vuole dare alla Commissione antimafia, possa essere
esercitata dalla Commissione permanente. Secondo me no, perché, per esempio, la Commissione di
garanzia non ha questo tipo di attività, ma ha lo scopo di verificare che i Consiglieri abbiano avuto
la possibilità di accedere agli atti, per esempio.
Quindi secondo me, l’articolo più appropriato, potrebbe essere l’articolo 73 del Regolamento
del funzionamento del Consiglio Comunale, piuttosto che l’art. 14 comma 5 dello Statuto, perché
l’art. 73, in merito al Regolamento del funzionamento del Consiglio Comunale, fa riferimento alla
Costituzione di Commissioni speciali, per l’esame e la risoluzione di particolari questioni o
problemi, sempre naturalmente deliberata dal Consiglio Comunale.
Quindi secondo me, l’articolo più appropriato forse è questo art. 73 piuttosto che l’art. 14...
INTEREVENTO
72...
CONSIGLIERE GIMIGLIANO VALERIO
72? Forse avevo quell’altro che è stato, diciamo così, risistemato, ecco.

Però, detto questo, naturalmente, alla fine, se anche ci sono dati, fonti autorevolissime citate,
libri testuali, che fanno riferimento a fenomeni mafiosi nella città di Pavia e nell’Hinterland pavese,
tra l’altro anche alla luce degli ultimi avvenimenti citati dalla Consigliera Campari, però poi ci
dobbiamo dare, visto che si tratta, questo, di un particolare momento di condivisione, perché non è
un problema né di destra, né di sinistra, ma certamente anche se questa Commissione antimafia può
essere votata, in base alla normale votazione prevista dallo Statuto, quindi potrebbe essere valida
anche solo la votazione di 21, certamente però se c’è una soluzione ampiamente condivisa con una
maggioranza di tutti i partecipanti, di tutti i presenti, certamente è molto, molto meglio, rispetto che
avere la maggioranza di metà più uno, quindi di 21, perché questo è un problema, come è stato
ampiamente citato da tutti gli interventi, un problema comune a tutti quanti.
Allora, a questo punto, seguendo sempre una scaletta che mi sono fatto, dobbiamo chiederci,
quali sono gli obiettivi e le finalità di questa Commissione. Dobbiamo poi chiederci se questa
Commissione, per esempio, deve avere solo poteri conoscitivi, o anche poteri di indagine.
Certamente questa Commissione antimafia non è allo stesso livello, o per lo meno con delle
attribuzioni previste dalla legge come la Commissione antimafia del Parlamento italiano, però è
chiaro che questa sera dobbiamo decidere se per esempio a questa Commissione dare solo poteri
conoscitivi o anche poteri di indagine. Naturalmente i settori che sono stati citati, dove questa
Commissione può lavorare, sono tanti, però, secondo me, al di là del fatto che, per esempio si può,
prendiamo il problema degli appalti: secondo me non è tanto chi si aggiudica l’appalto, ma chi ha
fornito il calcestruzzo a quello che si è aggiudicato l’appalto. Allora in questo caso nulla vieta, a
mio avviso, che la Commissione, anche se dovesse avere solo poteri conoscitivi, possa sentire
l’audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, per vedere se, naturalmente non sulle singole
persone perché non si può fare, ma per vedere se ci sono stati per esempio strani movimenti di flussi
di denaro.
Questa per esempio è un’audizione che, a mio avviso, la Commissione antimafia potrebbe
fare, così come di audizione potrebbe fare con altri direttori di Uffici Pubblici, come il Direttore
dell’Agenzia del Territorio, per quanto riguarda il settore immobiliare, poi sono stati citati il settore
commerciale, probabilmente c’è anche il problema dei continui scambi o di subingressi si licenze o
di autorizzazioni. Nel campo, certamente, c’è molto da lavorare, non è piccolo, è molto vasto, anzi
mi auguro che se la Commissione ha la durata, per esempio, di un anno, a meno che non ravvisi dei
fatti specifici quindi naturalmente poi può decidere di relazionare nel giro di qualche mese, se ci
sono delle cose che possono rivestire oppure hanno interesse o essere utili nei confronti per esempio
della Magistratura, certamente non è che aspetta il termine di un anno per poi relazionare e
consegnare il rapporto al Consiglio Comunale. Dipende dal settore che sta studiando e che cosa si
verifica durante quel periodo.
PRESIDENTE
Grazie, abbiamo terminato.
CONSIGLIERE GIMIGLIANO VALERIO
Un’ultima cosa, Presidente, questa è importante. Devo pur dire, secondo me, quale potrebbe
essere a mio avviso la finalità principale di questa Commissione antimafia che io non chiamerei
solo Commissione antimafia, io la chiamerei Commissione contro la criminalità organizzata. Ma al
di là di questo, della parola se chiamarla antimafia o contro la criminalità organizzata, perché le
mafie sono più di una, io per esempio, la vedo come una Commissione che racchiude in sé un
particolare momento politico di solidarietà alle persone o agli esercenti che hanno subito un ricatto,
ecc. come per esempio le associazioni antiracket che ci sono a Vigevano, in Sicilia, ecc. che esprimono una solidarietà a coloro che hanno subito determinati attentati, al di là del lavoro e quindi
dei contenuti nei confronti dei quali questa Commissione deve operare, però certamente è una
Commissione, a mio avviso, che dal punto di vista politico, deve esprimere un preciso momento di
solidarietà politica...
PRESIDENTE
Consigliere, la prego di concludere.
CONSIGLIERE GIMIGLIANO VALERIO
...Sì, sì, grazie Presidente, nei confronti di tutte le vittime della mafia e naturalmente sempre
però una Commissione nel rispetto dei ruoli e delle competenze perché non si può sostituire alle
Forze dell’ordine, certamente non si può sostituire al Questore, alla Magistratura, ma voglio dire
come strumento di aiuto, come presenza anche politica, soprattutto come presenza politica nei
confronti della città e, sicuramente, un’eventuale istituzione di questa Commissione avrà anche una
carta di identità nei confronti della città che sicuramente gli consentirà di poter lavorare, non solo in
tranquillità, ma soprattutto essere il manifesto di questa Amministrazione, che io mi auguro sia la
più trasparente possibile.
PRESIDENTE
Grazie. Minella.
CONSIGLIERE MINELLA WALTER
Sono d’accordo tanto con l’impianto generale, quanto con il tono, la ricerca di collaborazione
tra cittadini e Consiglieri che ha usato il Consigliere Veltri nella presentazione della sua iniziativa,
forse ricordate che ne avevo parlato in un Consiglio Comunale precedente. Soltanto alcune
precisazioni molto semplici per quanto riguarda la nostra città di Pavia. Credo siamo consapevoli
tutti, è scontato, della straordinaria catastrofe economica, civile, sociale e culturale legata alla
presenza della mafia in una delle sue diverse etichette. Il caso della Calabria è un caso
paradigmatico……....(fine cassetta 2 lato A – inizio cassetta 2 lato B)…….....è stata ridotta in una
condizione di essere il paese più arretrato, la Regione più arretrata dell’Italia, e la spiegazione della
prima causa di questo è la persistenza, il radicamento di questa criminalità devastante che blocca,
rattrappisce, paralizza, deforma l’organismo sociale.
Attenzione! Tra Pavia e la Calabria c’è una grande differenza, per quanto riguarda il silenzio
c’è una grande differenza perché il silenzio in Calabria, in Sicilia, ecc., può essere segno di omertà.
Il silenzio a Pavia può essere segno di un’altra cosa, può essere segno del fatto che, noi cittadini di
Pavia troviamo effettivamente strano, troviamo irreale, troviamo non corrispondente al costume,
alle abitudini, al modo di vivere delle persone, il fatto che la mafia si radichi qua a Pavia. E da un
certo punto di vista è strano, perché la mafia radicata in questa città e in generale che penetra in
Lombardia è un’importazione da alcune aree infelici del nostro paese. Quindi attenzione, il silenzio
del pavese, secondo me, è il fatto che chiunque di noi interpellato: “Esiste la mafia a Pavia?” Uno
non ha particolari motivi.
Per cui i due casi gravi, i due casi molto gravi che si sono verificati in città, cioè la presenza
di questi due criminali, che sicuramente implicano dei basisti, implicano dei collaboratori, se non
altro ci inducono a fare scattare un campanello d’allarme. Un campanello d’allarme per noi, un
campanello d’allarme per la città, perché questa deve essere una Commissione d’inchiesta per
verificare se, come quando, ci sia la penetrazione della mafia nella nostra città. Se, come, quando.
Chiaro?
Così stando le cose, rispondo a Luigi Duse che non vedo, però gli rispondo lo stesso, io credo
che una Commissione ad hoc, una Commissione apposita, sia opportuna, direi di più, necessaria.
Sono anche d’accordo con un’ipotesi tempistica: un anno, cioè per fare un lavoro bene. Aggiungo
che ci sono dei dettagli, nel documento presentato in Consiglio Comunale, che secondo me devono
essere emendati. Faccio un esempio di dettagli da emendare: pag. 1 il penultimo comma, io credo
che sia proprio dal punto di vista aritmetico, sbagliato. Si fanno un po’ di conti e salta fuori che il
numero è sbagliato, però è un dettaglio. Il penultimo comma di pagina 30, fai un po’ di conti,
secondo me però, ripeto, è una questione di dettaglio di pulizia del testo. Come probabilmente è
discutibile il punto a cui accennava il Consigliere Duse, cioè la pag. 2 per quanto riguarda:
“elementi appartenenti contigui alla mafia, all’interno di immobili di proprietà del Comune”. Credo
sia una sottolineatura abbastanza superflua. Però questi sono dettagli che possiamo definire.
Secondo me però, precisati questi dettagli, un’iniziativa di questo genere, e finisco, la
dobbiamo prendere, e spero veramente che la prendiamo tutti insieme come messaggio forte della
città di Pavia, che qualcuno raccoglierà. Perché attenzione signori, se noi costituiamo una
Commissione di questo genere, qualcuno lo noterà, qualcuno se ne accorgerà e sarà una prima
forma di tutela nei confronti nostri, dei nostri concittadini, dei nostri famigliari, dei nostri amici, che
noi potremo ergere di fronte a questo cancro. Proprio la metafora del cancro penso sia la più
adeguata, cioè una cellula cancerogena che se non la blocchi in tempo ti può infettare e alla fine
distruggere l’organismo.
Quindi molto favorevole alla costituzione di una Commissione.

PRESIDENTE

Grazie. Galliena.
CONSIGLIERE GALLIENA GIOVANNI
Io faccio una premessa. Chi vi parla non ha nessuna competenza in questa materia, a
differenza di interventi che ho sentito che hanno dimostrato, magari un po’ in modo anomalo, ma
hanno dimostrato di conoscere o avere conoscenze.
Tutto ciò che io so è quello che apprendo, e credo di essere fra quei molti cittadini, che
apprendono dagli organi di stampa e dalla televisione, lo svilupparsi il fenomeno, di questo
fenomeno che pone il nostro paese, sicuramente, sotto gli occhi di tutti, perché si parla di questo
fenomeno che nasce, è nato in Italia e poi si è diffuso, possiamo dire, in tutto il mondo.
Io ho ascoltato come voi tutti attentamente l’intervento di Elio Veltri, cui sicuramente
riconosco competenze specifiche che nessuno di noi ha. Lui ha dedicato parte della sua vita, e
questo gli fa sicuramente onore per quanto mi riguarda, allo studio di questo fenomeno. Ritengo che
questa iniziativa sia un’iniziativa lodevole, e vorrei fare o tentare di fare alcune proposte, che siano
operative.
In tanto non credo che ci possano essere altre Commissioni che fanno parte del Consiglio
Comunale che in qualche modo possono surrogare questa iniziativa, assolutamente no. È stata citata
la Commissione di garanzia, Commissione cultura, non hanno nulla ha che vedere con l’iniziativa
che viene posta questa sera con la relazione di Elio Veltri. Quindi siamo di fronte ad un’iniziativa
nuova, che nulla ha a che vedere con le Commissioni del Consiglio Comunale, e che si pone un
grande obiettivo: quello di far passare il messaggio. Quello giustamente, come veniva ricordato da
molti, ma in particolare da Elio Veltri, quello di parlare, di diffondere, di far sapere che anche le
istituzioni e l’Istituzione nella nostra città, il Consiglio Comunale, ha preso coscienza di questo
fenomeno, e in qualche modo tenterà, con questa Commissione, di dare il proprio contributo.

Quindi per queste ragioni io voterò, sicuramente con convinzione, questa iniziativa pur
rendendomi conto che è una strada molto difficile, forse perché nuova, inusuale, e che dovrà vedere
impegnati tutti, al di là dei ruoli che qui abbiamo.
Credo anche di dover dire, e mi riferisco in particolare all’intervento ultimo del collega
Minella, che noi voteremo questa sera l’istituzione della Commissione, io credo che questo
documento, che ci è stato consegnato, possa e debba essere una base di discussione, di inizio di
lavori della Commissione. Io non penso che noi dobbiamo questa sera emendare, modificare o
quant’altro, sarà come dicevo prima quanto meno a mio avviso, un elemento che consentirà alla
Commissione eletta, di iniziare a lavorare e credo che, durante il percorso dei lavori di questa
Commissione, ogni tanto ci sarà fatta una relazione in Consiglio Comunale in modo tale da tenere
informato il Consiglio Comunale, ma credo, e ho finito, che il compito questa sera, nostro, è quello
di decidere, ed io l’ho già fatto e l’ho anche detto, di istituire questa Commissione.
Questo è il compito del Consiglio Comunale, a questo io mi atterrò scrupolosamente, e con la
speranza che in qualche modo si possa dare questo segnale forte di cui la società ha un gran
bisogno.
PRESIDENTE
Grazie.
CONSIGLIERE VELTRI WALTER
Quel documento che vi ho fatto girare, era una base di discussione. Adesso ho preparato un
ordine del giorno che io leggo in modo che tutti possano, brevemente, fare poi gli altri interventi.
Il Consiglio Comunale di Pavia, nomina una Commissione antimafia con la partecipazione di
un rappresentante per gruppo. La Commissione elegge, al suo interno, un Presidente e un
Vicepresidente con maggioranza qualificata. La Commissione predispone un programma di attività
e lo riferisce al Consiglio Comunale per una discussione approfondita e per i suggerimenti che
ritiene opportuni. Il Consiglio indica alla Commissione i seguenti settori di attività: grande
distribuzione e commercio di dimensioni minori, smaltimento rifiuti, immobiliare, sanità e video
giochi. Entro un anno, dalla sua costituzione, la Commissione rassegna una relazione al Consiglio
Comunale sul lavoro svolto e sui risultati che ne saranno scaturiti. Della Commissione fanno parte
anche due membri esterni, un Magistrato e un rappresentante delle Forze dell’Ordine.
PRESIDENTE
Grazie.
CONSIGLIERE MERIGGI NADIA
Vorrei aggiungere, poi l’ordine del giorno lo vedremo, chiederemo se necessaria una
sospensione. Io però proporrei che fosse aggiunto, in questo ordine del giorno, senza oneri per
l’Amministrazione, perché ritengo che un lavoro di questo tipo debba essere un lavoro sentito dai
Consiglieri, e che in questo modo avrebbe anche un impatto diverso sulla città. Non è la
costituzione di un’altra Commissione di altri gettoni di presenza.
PRESIDENTE
Grazie. Bruni.
CONSIGLIERE BRUNI SANDRO

Presidente e colleghi, sarò velocissimo. Perché gli interventi che mi hanno preceduto hanno
centrato molti dei problemi e il collega Gimigliano ha certamente ampliato la tematica in modo più
che soddisfacente.
Una testimonianza. Nel 1978, quindi molto tempo fa, andai in un paese della Lomellina, alta
Lomellina, con un gruppo della “Casa del giovane” a fare uno spettacolo, una testimonianza.
Scoprimmo, 1978, quale difficoltà e quale situazione pesante di droga esistesse già in quel paese,
1978. Da lì nacque poi una certa iniziativa non soltanto all’interno della comunità, ma poi man
mano anche di presa in considerazione degli Enti Locali.
Perché dico questo? Perché il collega Gimigliano, mi faceva venire in mente che la
problematica è certamente sentita, ma non sviscerata, non toccata, dalle Amministrazioni Comunali,
specialmente nei piccoli Comuni. Mi ricordo che la visita di amici delle varie sezioni di paese anche
fatta recentemente, dal 2004 al 2007 come rappresentante di partito, specialmente nei Comuni
minori, una delle sollecitazioni era proprio questo: l’impossibilità delle Amministrazioni di
intervenire sulle problematiche giovanili, ma in modo particolare su queste strane infiltrazioni, ben
precise, sul settore della droga e sul settore dei subappalti. Perché ecco dove il Comune deve
certamente intervenire. Dicono anche i colleghi di Milano, l’ho riletto oggi sul video, il problema
non è l’appalto in se, i problemi sono i subappalti, e a Milano la media dei subappalti bloccati
raggiunge il 30%. Non sarà certamente il problema della nostra città, ma la verifica va fatta in modo
particolare sui subappalti. Certo io mi ricordo quando vidi una ditta di Messina, mi pare, che vinse
l’appalto per l’acciottolato di Piazza del Carmine, ebbi subito dei dubbi: dopo due mesi l’appalto
“l’era giamò bel e che blucà”, perché più nessuno veniva a sistemarci quel acciottolato.
Ma guardate che lo stesso problema, in parte, esiste anche in alcune cooperative di servizi,
che vengono e partecipano, non soltanto nel settore dell’edilizia, ma anche nel settore dei servizi.
Un ultimo dato e ho già finito, concordo pienamente nel settore rifiuti, nel settore del
commercio, qui le associazioni di categoria, la Camera di Commercio devono e possono darci una
mano, non si iscrive di tutto e di tutti solo perché vanno a pagare la quota, bisogna anche fare una
piccola valutazione per certi settori di attività, e tutti noi che giriamo per la città, e questo è uno dei
lavori che faremo anche se non saremo nella Commissione, è segnalare ai nostri colleghi molti
mutamenti nel settore commerciale, che a distanza di pochissimi mesi, avvengono nella nostra città.
Quindi un altro settore dove il Comune può decisamente intervenire e controllare al meglio.
Sulla proposta del collega Veltri, scusami Walter, direi che non è il caso di mettere video giochi, ma
slot machine, video giochi sono anche i giochetti dei bambini, il problema è sulle slot machine,
perché i video giochi... su quello sono d’accordo anch’io perché i soldi sono quelli che ha detto
prima Elio, il giro di soldi è quello. Quindi slot machine, droga, settore commerciale, subappalti,
rifiuti. Io avevo segnato anche case di gioco, però fortunatamente a Pavia il problema non ha grande
evidenza.
Sottolineerei maggiormente invece la preoccupazione nel settore della droga, che è un settore
che va proprio a finire in mano ai giovani. Perché se i numeri sono quelli che ha dato Elio, e non ho
dubbi, uno potrebbe anche dire: ma il mercato diventerebbe completamente inflazionato, se le dosi
che girano sono quelle lì. Purtroppo non è il mercato inflazionato, perché potrebbe inflazionarsi il
mercato ad arrivare a quei livelli, purtroppo le analisi chimico-fisiche o chimico batteriologiche che
si fanno in Ticino e in Po, ci hanno dimostrato quanto sia veritiera e alta, invece, la presenza e il
consumo di droga nelle nostre città.
Il pericolo grosso è in tutte le persone, ma il pericolo grosso è nell’approccio a livello
giovanile. E sotto questo punto di vista io direi che l’attenzione di chi andrà in questa Commissione
al di là di andare a verificare tante cose, è proprio anche quella della prevenzione: forse direi forse,
proprio in questo settore bisogna proprio prevenire e non soltanto parlare ma agire.

Ho finito e vi ringrazio.
PRESIDENTE
Grazie. Di Tomaso.
CONSIGLIERE DI TOMASO PASQUALE
Grazie. Io non sono uno studioso di questi fenomeni, però sicuramente alcune cose le ho lette
ed altre le ho vissute sulla pelle, per il lavoro che faccio fuori dal Consiglio Comunale. Credo che
questo problema, è sotto gli occhi di tutti, poi possiamo fare finta di non vederlo perché così deve
essere e così è, però credo che un minimo di attenzione, se uno va in giro, anche per famiglia,
alcune cose le vede senza molti problemi. Non ci vuole credo molto per vederli.
Un po’ di giorni fa leggevo sul giornale, sul “Corriere della Sera”, che non mi sembra che sia
un giornale estremista, leggevo che nella provincia di Milano ci sono delle cooperative che fanno
gli appalti per sette Euro all’ora. Ma tra le altre cose, però, questi appalti di sette Euro all’ora li
fanno anche con le Amministrazioni pubbliche, quindi questo è ancora più complicato. Adesso io vi
chiedo come fa una cooperativa, un’impresa, a retribuire un lavoratore con una paga decente, che
prende sette Euro all’ora, non credo che sia possibile? Allora, se non è possibile, due sono le cose,
ho a questi lavoratori non li paga nessuno e quindi li fanno lavorare gratis, e non credo che sia una
cosa possibile neanche questa, oppure se li pagano è perché i soldi vengono da altre parti. Se
prendono i soldi da altre parti, non possono venire in un modo pulito, perché se così fosse, ci
sarebbe sicuramente un qualche controllo, si vedrebbe subito, quindi credo che sia una cosa un po’
complicata.
Ripeto, però la cosa preoccupante che c’è, è che questi appalti o subappalti o come si
vogliono chiamare, vengono fatti con le Amministrazioni Pubbliche, e quindi è questa la cosa che ci
deve fare riflettere molto, credo.
Su questo stanno facendo delle indagini, delle denunce alla magistratura, nel milanese....
PRESIDENTE
Un po’ di silenzio, per favore, un po’ di silenzio!
CONSIGLIERE DI TOMASO PASQUALE
...aspetto un attimo io, Presidente, non c’è problema, posso aspettare, ho un po’ di sonno però
posso aspettare tranquillamente, aspetto ancora un po’, quando finiscono... vado avanti?
Quando succedono queste cose, credo che, ripeto, la cosa debba farci riflettere molto. Io ho
avuto un’esperienza a Pavia, qualche mese fa, che sono venute due ragazze nel sindacato di cui io
faccio parte, a pormi un problema. Queste ragazze lavoravano in un negozio a Pavia, e venivano
pagate a fine mese con una busta di quelle bianche, con dentro i soldi liquidi, i soldi in contanti, e
gli davano tre/quattrocento Euro e camminare, gli dicevano. Nel senso che questa era la paga e
questa doveva essere la paga. Tra le altre cose, mi dicevano queste ragazze, che in questi negozi non
c’era nessuno che andava a comperare, erano chiusi, cioè erano aperti però non vendevano niente
dalla mattina alla sera. Dopo un po’ li hanno chiusi questi negozi. Lì poi c’era da fare l’assistenza
legale poi a queste ragazze, per tanti motivi che si possono immaginare, è stato evitato di fare
l’assistenza legale. Però io credo che se si viene a Pavia, uno gira e vede che ci sono negozi aprono,
passa qualche mese e poi chiudono. Lavorano all’interno di questi negozi alcune persone, poi tutto
ad un tratto chiudono e non si capisce come mai, poi magari ne aprono degli altri, aprono, chiudono
e aprono e chiudono. Voi sapete che gli affitti a Pavia, per i negozi, sono molto cari, quindi uno per
aprire deve avere dei soldi, però fanno questi giri.

Allora anche su questo, perché ci sono delle questioni che uno deve un pochettino riflettere,
come anche per l’edilizia. Avete letto un anno fa, un anno e mezzo fa, la questione del Policlinico
dove c’erano dei lavoratori che lavoravano per il Policlinico, il Policlinico non mi sembra che sia
una cosa di due o tre persone, magari un appartamentino che nessuno conosce. Il Policlinico a Pavia
lo conoscono tutti. Questi qui lavoravano in questo posto qui e i sedicesimi non li pagavano, c’erano
dei problemi grossi, e poi è subentrato il sindacato, è subentrata la Magistratura, tutti sono
subentrati e stranamente però queste imprese che lavoravano qui gratta, gratta poi si vedeva che tutti
quanti arrivavano o dalla Sicilia o dalla Calabria. Sono tutte lì, ma anche le cooperative che dicevo
prima, non sono cooperative, sono cooperative che vengono da là, che prendono i subappalti, non
sono appalti che fanno loro, prendono i subappalti e quindi c’è un connubio tra il nord e il sud su
queste cose.
E sono queste cose che Veltri, quando diceva quelle cose ha un mare di ragione da questo
punto di vista qui. Un mare di ragione che deve farci pensare. La cosa che io ho più apprezzato e
con cui sono molto d’accordo, ma d’accordissimo proprio, è il fatto che da queste cose qui non ci
sono santi che tengano, c’è una sola questione: non deve esserci il silenzio. Non deve esserci il
silenzio e non deve esserci chiaramente poi, non so come si può chiamare, un disinteresse? O
comunque è una cosa che così fan tutti e così facciamo anche noi? Da parte soprattutto delle
Amministrazioni pubbliche.
Ci sono delle Amministrazioni pubbliche che fanno degli appalti per dei lavori e ormai fanno
tutti così, perché non si può più assumere, credo che ci vuole un controllo che deve essere ferreo da
questo punto di vista, credo che bisognerà sapere che se il costo orario per poter lavorare in un
posto qualsiasi, è di un certo tipo, non si può andare sotto, e magari dimezzarlo anche, perché se
così si fa, si fa finta di non capire le cose e di non saperle. Questo è brutto, credo, questa è una cosa
molto complicata.
Quindi c’è questo e c’è la questione del silenzio. Poi dopo che si voglia fare la Commissione
un osservatorio o come si vuole chiamare, non è questo il problema, vediamo poi come metterlo
giù, però questa Commissione deve essere una Commissione che deve lavorare chiaramente, creare
delle cose, e poi riportarle in Consiglio Comunale in maniera che poi si discuta. Si discuta al di là
del Consiglio Comunale ma anche a livello pubblico. Quindi queste sono le due cose che tenevo a
dire, e su questo credo che c’è poco da star lì a scannarsi più di tanto. Anch’io credevo, poi Veltri
l’ha detto, quindi sono soddisfatto di questo, il fatto che quel documento era un documento per
poter cominciare a fare discussione, perché credo che sarà la Commissione stessa che deve
discutere di queste cose e poi riportarle all’attenzione del Consiglio Comunale. Grazie.

PRESIDENTE
Luca Filippi.
CONSIGLIERE FILIPPI FILIPPI LUCA
Sì, Presidente, anch’io come alcuni interventi che mi hanno preceduto, non conosco come il
Consigliere Veltri o la Consigliera Campari, l’argomento in maniera specifica perché non ho letto
migliaia e migliaia di pagine. Però ho sentito l’intervento. Ho sentito parlare in questo Consiglio
Comunale di Broni, Vigevano, Buccinasco, Milano, ancora Milano, paesi della Lomellina, e ancora
Vigevano, però mi sembra che nessun intervento, tranne in un passaggio del Consigliere Veltri, la
città di Pavia, sia stata indicata da qualcuno come centro di allarme, per quanto riguarda la mafia, e
quindi è anche vero che un cancro da benigno può diventare maligno, ma è pur vero che un caso
sporadico, che non è di interesse economici, ma di un personaggio che io non conosco, che è stato
trovato in un centro di eccellenza di Pavia, non può far gridare ad un’epidemia.

Partendo da questo concetto dico che ho anche sentito parlare di omertà, che il silenzio è
uguale all’omertà. Però in un Consiglio Comunale in cui abbiamo discusso di tutto, di qualsiasi
cosa, non ho mai sentito parlare di interessi mafiosi in appalti o in subappalti, almeno qui. E non
penso che sia perché questo Consiglio Comunale è omertoso, ma perché probabilmente nessuno di
noi è a conoscenza di queste cose, perché se no ne avremmo parlato e avremmo chiesto prima la
Commissione e non su, come ho detto prima, un paio di articoli apparsi sulla stampa e la cattura di
due personaggi di spicco, adesso non so di che cosca e non so di che tipo di associazione mafiosa
siano, ritrovati in due ospedali di Pavia.
Quindi io vorrei sapere, vorrei usare un po’ il metodo di Duse: dal Consigliere Veltri se in
tutte le 10.000 pagine, la città di Pavia è indicata, o ci sono degli avvenimenti che possano
collegarla a comunque un pericolo mafioso, e a questo mi potrà rispondere. Quindi secondo me,
dalla discussione che è avvenuta è vero che in provincia di Pavia probabilmente ci sono dei centri
che sono a rischio, o dei centri dove, come ha detto il Consigliere Gimigliano, probabilmente delle
cose le hanno già fatte, perché se esiste una Commissione antiracket, a Vigevano, evidentemente è
un problema che la città di Vigevano sente. E a Pavia, io almeno, non ho mai sentito di racket
organizzati, so che, mi sembra, una decina di anni fa c’era stato un tentativo di estorsione di un
componente di una cosca calabrese che hanno subito arrestato. Allora non è possibile pensare che
tutti i calabresi siano mafiosi come dice il Consigliere Gimigliano, quello sulla battuta della
Marchesotti, allora dovremmo far sì che nessuno che sia del sud, vada all’interno della
Commissione.
Quindi io, a differenza di molti miei colleghi, non vedo questo tipo di allarme e non vorrei
crearlo, nel senso che creare un allarme creando una Commissione ad hoc, mi sembra una cosa che,
per Pavia, è ingiustificata. E nessun intervento fino adesso, è stato in grado di chiarirmelo, nel senso
che io ho sentito parlare di tutto ma non di Pavia, neanche di un caso a Pavia.
Come dice il Consigliere Veltri: “La mafia non si basa sull’essere arrestato o sull’essere
latitante, ma si basa su investimenti economici”. Questi investimenti economici, a Pavia, secondo
me non esistono, non li ho mai sentiti, nessuno di noi ne è a conoscenza, da questo ad andare a
creare una Commissione ad hoc con dei temi ben precisi, perché poi noi viviamo a Pavia, non
viviamo in un’altra città, tutti noi, anche se non hanno letto 10.000 pagine, vivono la città. Io sono
andato giù a Napoli e ho visto quelle che Bruni chiama slot machine, e Veltri chiama video giochi,
sono ancora i video poker, se tu vai a Napoli adesso, trovi i video poker vietati dalla legge, in cui
puoi giocare 10, 50, 100 Euro. Cosa che a Pavia non esiste. Quei tipi di giochi a Pavia non ci sono,
quindi non si può paragonare tutto a quello che succede in giro. Quei video poker lì sono così: ci
sono delle sale dove la legge dice “che ogni slot machine deve avere 25 metri quadrati, quindi
all’interno di un bar ce ne possono essere una, due, tre a seconda della grandezza, se vai a Napoli ci
sono bar da 20 metri quadrati con venti slot machine, ma nessuno a Pavia ha visto questo.
Adesso, indicare dei settori in cui in qualche settore, per carità, ci saranno cinquanta
operatori, in qualche settore ce ne saranno venti, in qualche settore ce ne saranno uno o due, a me
sembra ingiustificato. Poi probabilmente questo è un errore di calcolo, un errore che si riferisce
sempre al fatto che non è a Pavia ma è in Provincia, quando nel documento bozza che ci è stato dato
dal Consigliere Veltri, ad un certo punto si dice: “Pavia è la prima città in Italia per il numero di
videogiochi, uno su 55”- è una statistica uscita dalla “Provincia Pavese - “Per importi giocati 1.490
Euro che significa 750 milioni di Euro per la città di Pavia”. No, si parla sempre della Provincia.
Quindi io, dopo le domande che ho fatto al Consigliere Veltri, comunque vorrei che qualcuno
mi convincesse della necessità che ha Pavia per fare questa Commissione.

PRESIDENTE
Grazie. Magni.
CONSIGLIERE MAGNI GIOVANNI
Grazie Presidente. Certo è che uno dei compiti che abbiamo questa sera, giustamente, è
quello di cercare di evitare di creare allarmismo nei confronti della città. Però sta di fatto che gli atti
che sono stati citati, quelli della Commissione parlamentare, quelli delle indagini della DDA, che
danno delle indicazioni, che segnalano il fatto che in Lombardia, a Milano in particolare, o
comunque anche nei dintorni della nostra città, c’è qualche segnale di assoluta preoccupazione, io
penso che sia compito nostro ricevere questa preoccupazione e anche un invito, dal mio punto di
vista, ad attivare ed aumentare il livello di attenzione rispetto ai temi che sono stati citati e che fino
ad oggi abbiamo trattato.
Io non sono tanto convinto che solo le quattro o cinque famiglie, i cinque nomi altisonanti che
sono stati individuati, che comunque esprimono, per quanto riguarda il territorio, una forte
preoccupazione, siano i soli che possono agire o all’interno del nostro territorio o all’interno della
nostra regione. Perché guardate, il Consigliere Bruni, prima citava alcuni passaggi che riguardavano
i piccoli Comuni su alcuni temi. Però io che ho avuto una certa esperienza in un piccolo Comune, e
su cui ogni tanto venivo chiamato dal Prefetto o comunque dal Comitato per l’ordine e la sicurezza
pubblica, io sono venuto, lo dico francamente, a conoscenza dopo, che sul mio territorio, e
comunque anche in alcuni Comuni limitrofi, vi erano in soggiorno obbligato alcuni personaggi di
cui nessuno era a conoscenza. Ma noi pensiamo davvero che questi personaggi arrivino in un paese
di 3.000, 4.000 e 5.000 abitanti e vadano a fare la spesa alla mattina, vadano a prendere il giornale,
guardino la televisione? Assolutamente no. Questo è un livello di attenzione che deve essere
assolutamente elevato nei confronti di queste persone perché un conto è l’attenzione che un grande
esponente di una grande famiglia ha. Un conto è la poca attenzione che un medio, un piccolo o
anche un insignificante appartenente a questi tipi di categoria ha all’interno di un piccolo paese, di
una piccola comunità solitamente tranquilla e di cui non si parla mai di nulla.
Lo dico perché io che ho vissuto, ripeto, in un Comune a ridosso di quello che veniva
chiamato il confine tra il pavese e il milanese, quindi uno di quei Comuni a rischio a maggior,
diciamo così, infiltrazione, guarda a caso quando si scopriva che a livello di quei Comuni, c’erano
dei personaggi particolari, qualcosa succedeva sempre.
Per un certo periodo c’erano dei problemi legati all’attività dello sviluppo dello spaccio di
stupefacenti, si è sviluppato in un modo spropositato la prostituzione in quelle zone e tutta una serie
di altri piccoli segnali che pongono comunque la necessità di un livello di attenzione. Quindi al di là
dei nomi eclatanti, sono anche quelle che potremmo chiamare le seconde linee, che vivono in questi
Comuni, perché qualcun altro mi dovrebbe poi spiegare perché l’altro giorno, sul “Corriere della
Sera”, c’era un articolo in cui il figlio di un famoso boss, guarda a caso, ha trovato un posto di
lavoro in un Comune dell’hinterland milanese. La domanda che mi sono fatta è questa: ma con tutti
i Comuni che ci sono in Italia, proprio nel Comune di Cernusco sul Naviglio doveva lavorare? Però
è un segnale.
E sicuramente con tutto quello che, io sono convinto di questo, si svilupperà in questa
regione, nel nord Italia nei prossimi anni, sicuramente il segnale di attenzione deve aumentare e se
pur con i mezzi che hanno a disposizione, penso che le Amministrazioni locali devono fare la loro
parte. Noi sicuramente non potremo fare delle indagini di polizia, assolutamente, non potremo
sostituirci alla Magistratura o quant’altro, però qualche piccola attenzione rispetto ad alcuni
problemi possiamo sicuramente farla.
Come non penso, tra l’altro, che ci siano solo quei quattro o cinque temi, i quali sono forse i
più eclatanti, ma ce ne sono tanti altri che sono meno appariscenti ma forse che magari, in modo percentuale, forse rendono di più. Sicuramente il settore degli appalti pubblici è quello più
eclatante, come quello dei rifiuti. Perché io pongo qui anche un’altra riflessione: Bruni parlava di
una ditta di Messina. Ma ce ne sono tante di ditte che magari arrivano dal sud Italia o quelle del
nord che vanno al sud, perché poi il problema potrebbe anche essere inverso, e ti buttano il
30,40,50% di sconto su appalti pubblici, che tutti sappiamo come vengono fatti gli appalti pubblici
che sono già ridotti all’osso perché le Amministrazioni, comunque, devono cercare di risparmiare e
con pochi soldi devono fare più opere. Allora è anche lì il problema del fatto che le percentuali di
contestazione degli appalti pubblici, e dei contenziosi a cui le Amministrazioni Comunali sono
chiamate a rispondere, sono in netto aumento, sono in forte e netto aumento, questo è uno dei
problemi più significativi, ma questo qui è un problema che riguarda soprattutto la legislazione, che
deve essere modificata, deve essere più trasparente e più immediata e sicuramente più confacente
alle esigenze attuali.
Quindi io penso che un aiuto, un livello di attenzione si possa fare, anzi si possa
assolutamente dare come segnale, senza però creare dell’allarmismo nei confronti della città e del
territorio.
I temi che sono stati individuati nell’ordine del giorno, sono delicati, io farei un attimo di
riflessione, io proverei ad approfondire, proverei a verificare, perché l’andare a specificare un
problema piuttosto che un altro, sembrerebbe andare a criminalizzare un aspetto piuttosto che un
altro. Come ritengo assolutamente indispensabile che chi farà parte di questa Commissione lo faccia
a titolo fortemente gratuito e senza costi aggiuntivi per la collettività. Anche questo, se pur piccolo,
però è un segnale.

PRESIDENTE
Grazie. Danesino.
CONSIGLIERE DANESINO
Grazie Presidente. Ma io credo che stiamo un po’ tutti ripetendo le stesse cose per cui non mi
soffermerò più di tanto sull’argomento anche perché credo che questa sera il Consiglio si debba
esprimere essenzialmente, sulla opportunità o meno di costituire un qualche cosa. Poi dirò perché
un qualche cosa.
Io credo che stiamo focalizzandoci, forse un po’ troppo. su quelle che sono le tre entità
criminali che sono state più volte richiamate: ‘ndrangheta, camorra, mafia. Ma mi chiedo se sono
solo queste le forme di criminalità che questa Commissione, o quello che sarà, dovranno andare a
valutare. Perché io vorrei ricordare, e lo ricordo perché è stata un’esperienza personale che ho fatto
ai tempi dell’Università quando ero nella FUCI, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Io
ho fatto insieme agli altri amici che componevano questa federazione una grossissima battaglia qui
a Pavia, contro una cosa che noi definivamo mafia, ma che mafia non era, non si chiamava, che qui
a Pavia è fortissima, sia nell’ambiente universitario, che nell’ambiente del Policlinico, della sanità e
che si chiama massoneria. Allora io non so se la massoneria di cui non si sa ancora molto, perché
ogni tanto su qualche giornale, su qualche giornale locale, viene fuori qualche nome, si sente parlare
di associazione che invece è riconosciuta, i cui membri esistono, sono trasparenti nelle loro attività
e quant’altro, sia effettivamente questo, ma ricordo che però, ai tempi di Gelli, del grande maestro
Gelli, c’era un intreccio molto stretto tra mafia e massoneria, provato da atti processuali.
Allora io mi chiedo se quelle frasi che il povero Carlo Alberto Dalla Chiesa, trucidato dalla
mafia, per cui i palermitani scrissero sui muri: “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”,
quelle frasi che il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ripeteva, che la mafia non è la, quindi unica, entità criminale su cui bisogna andare a fare delle riflessioni, siano effettivamente da prendere in
considerazione.
Qualche cenno è stato fatto, ma quando io vedo nelle nostre strade, dei bambini rumeni
sfruttati, che chiedono l’elemosina, quando io vedo un giro di prostituzione che si allarga, per cui
uno passa alle cinque da una qualsiasi strada dell’hinterland milanese e trova di tutto e di più, mi
chiedo se questi fenomeni di criminalità non abbiano comunque una matrice comune. Per non
parlare del pizzo, che forse non è neanche così legato alla mafia ma ad altre forme di criminalità più
nostrane, e vorrei ricordare che comunque tutto è legato da un minimo comune denominatore che si
chiama soldo, finanza.
Allora io mi chiedo una cosa, qui nessuno l’ha citato questa sera, ma forse noi ci stiamo
dimenticando che tra pochi mesi, se non giorni, se non settimane, la Lombardia sarà invasa da fior
di quattrini, Expo. E questa situazione certamente chiamerà fortemente l’attenzione di chi il crimine
organizza, ma non a livello della Regione Lombardia, a livello globale, allora questo ci deve fare
riflettere indubbiamente. Non potremo essere noi, piccolo Comune di Pavia, a stravolgere le sorti di
quelle che saranno le situazioni criminose che andranno a implementarsi, a crescere nei nostri
territori, ma certamente qualcosa dovremo fare. Qualcuno lo ha detto all’inizio credo proprio Veltri,
il silenzio fa sì che queste attività criminose abbiano grandissima crescita.
Anch’io non ho, come altri Consiglieri, grande esperienza di mafia, se non per il fatto che io,
ahimè, lavoro in Sicilia. E vi assicuro, non posso e spero che i giornali non pubblichino quello che
sto per dire, perché insomma c’è anche un minimo di attenzione su queste cose, vi posso dire però,
che in un caso, mi sono trovato di fronte ad una persona, che ho saputo dopo essere molto
introdotta, quando la DIA è venuto a coglierlo e a portarlo non si sa bene più dove, perché è
diventato un collaboratore di giustizia, questa persona era una persona che avrebbe potuto
tranquillamente, dico un’espressione per capirci, entrare in un seminario, o entrare a far parte delle
pie donne, pii uomini emeriti di volontariato. Una persona assolutamente insospettabile, conosciuta
dal sottoscritto, per cui vi assicuro che molti di noi, probabilmente, in tutti i nostri percorsi
lavorativi, o comunque di attività anche politica, perché la politica non è esente da questo tipo di
problema, possono avere incontrato sul loro percorso, persone di tal fatta, e possono non essersene
minimamente resi conto.
Quindi l’attenzione a non spegnere la forte richiesta di attenzione su questi problemi, è
essenziale. Tanto è vero che, dopo la morte del Generale Dalla Chiesa, in Sicilia, si è respirato un
momento in cui la mafia non esistesse, dico sembrava che la mafia non esistesse, perché non ci sono
stati più grossi attentati, se non quei due enormi attentati che abbiamo anche richiamato prima. Ma
poi, tutta l’attività della mafia si è spostata da altre parti, non più a Palermo, ha iniziato ad invadere
l’Italia, ha iniziato ad invadere altre nazioni. Ma Palermo, se voi andate oggi e chiedete che cos’è la
mafia, dicono che non c’è più perché è stata debellata e sta attivandosi su altri canali, e così è.
Poi che sia su Pavia io credo che sicuramente ci sia, perché io vorrei sapere qual è la città
italiana in cui non ci sono attività di questo tipo. Ma allora, la considerazione che io faccio sulla
Commissione è che secondo me partiamo male. Se noi facciamo una Commissione in questo
Comune partiamo male. Perché fare una Commissione è limitare le attività che noi potremmo fare,
perché Commissione ha un significato politico. Tant’è vero che questo ordine del giorno che è stato
presentato, dà delle caratteristiche politiche a questo tipo di Commissione. Io credo che invece
l’attenzione che tutti noi stiamo ponendo e che sta emergendo da tutti i banchi di maggioranza e
credo di opposizione, credo che qualcuno si sia già espresso, mi pare, va nella direzione di tenere
aperta una finestra, un osservatorio.
Allora io proporrei, ai Consiglieri di parlare di osservatorio. In modo tale che non si possa
fare intravedere alla città minimamente una contrapposizione tra maggioranza e opposizione su questi temi. Per cui ci inventiamo una Commissione che poi credo dovrebbe essere statutariamente
approvata, perché la Commissione di garanzia è una cosa, ma una Commissione di questo tipo non
credo che sia prevista, quindi bisognerebbe fare una, è già prevista? Ma è una Commissione
speciale? Perché così com’è descritta non lo so se è una Commissione speciale, quindi ponevo il
problema, perché non mi sembra che sia così. Dicevo, l’osservatorio, invece, potrebbe essere un
qualche cosa molto più significativo, perché all’interno di questo, oltre a considerare le persone
autorevoli che erano state citate, certamente, potrebbero venire a far parte anche in certi momenti e
su certe tematiche, altre persone, che invece la Commissione tenderebbe a escludere per come è
stata presentata.
Quindi io dico noi, io nostro gruppo, in realtà sono io stasera.…….(fine cassetta 2 lato B –
inizio cassetta 3 lato A)……....più ampia, quindi un osservatorio e non così circoscritto a tematiche
ad aree così specialistiche, ma sulla criminalità organizzata, qualcun altro l’aveva proposto, perché
la mafia non è slegata, come la ‘ndrangheta, come la camorra, da altri generi e da altre purtroppo
appendici, magari minimali, che non si vedono, che sono nascoste, che vanno ad impattare su tutte
le realtà della vita quotidiana ma credo sia assolutamente opportuno non dare l’impressione e spero
che non si voglia dare, di un qualche cosa che ha comunque una valenza politica.
Questa deve essere una cosa, per definire la questione in un modo un po’ mafioso: la cosa,
deve essere di valenza assolutamente garantista per la città, per la nostra Provincia. Grazie.

PRESIDENTE
Grazie Consigliere Danesino, do la parola a Fracassi.
CONSIGLIERE FRACASSI MARIO
Grazie, signor Presidente. Io vorrei innanzitutto iniziare con, ho ascoltato l’intervento di tutti i
colleghi, e mi riferisco a quando parlava il collega Filippi sul discorso di Napoli. Napoli è una città
a sé, come una buona parte del sud, perché se andiamo a guardare non è un problema solamente dei
video poker.
Cito un esempio. Un mio conoscente aveva appena ritirato la moto, è andato giù in Liguria a
fare un giro l’ha parcheggiata in sito non proprio idoneo, aveva tolto il casco, si è rimesso sulla
moto, l’ha spostata di tre metri per metterla in un parcheggio autorizzato, gli hanno sequestrato la
moto perché girava senza casco. Se a Napoli giri con il casco integrale ti arrestano perché sei un
delinquente, per cui nessuno gira col casco, né a Napoli, ma anche in tante altre città del sud. Per
cui sono situazioni del tutto particolari che io non concepisco però questa è la situazione vigente.
Su questo discorso, che è un discorso sicuramente serio, a me piacerebbe parlare di tante altre
cose, perché poi, alla fin della fiera io ho sentito una serie di nomi che onestamente non ho mai
sentito, per ignoranza, probabilmente, in vita mia, ma ho talmente allergia di queste cose che sono
nomi che non ho mai sentito, me li sono segnati, me li sono fatti pure anche ripetere perché non li
avevo capiti neanche bene. Bellocchio? O gemò sbaglià sùbit. Non è Bellocchio ma è Bellocco va
beh! Facchineri, Mazzaferro, questo l’ho scritto giusto.
Io ero abituato nell’ambito qui nostro pavese, con ben altri interpreti, c’erano delle figure
caratteristiche che sicuramente ricordo con piacere, che conoscevamo: c’era Angiola, mi hanno
parlato di...la Scaiola, mi hanno parlato, che l’ho vista anche, non l’ho frequentata perché non era il
massimo della vita, ormai era in tempi avanzati, c’era Pierino di Medai, che lo andavo a vedere tutte
le volte che c’era la fiera. C’erano tutti questi personaggi che sicuramente erano meno, c’era Gigi la
Patona, ce n’erano tanti, c’era Cerchione che girava, faceva finta di andare in macchina e non aveva
la macchina. C’erano tutti questi personaggi qui che sicuramente erano personaggi caratteristici
della città non creavano problema ed erano qualcosa anche di positivo.
Tutto questo non vuol dire che noi dobbiamo fare finta di niente, comunque. Cito un esempio,
in banca qualche anno fa nessuno pensava che avrebbe perso il posto e adesso ti lasciano a casa e ti
dicono di andartene. Quindi purtroppo non stiamo andando in meglio, stiamo andando in peggio.
Non succede naturalmente solo nelle banche, succedono tante cose, lì hanno sempre detto: “ma cosa
vuoi? Che problemi ti fai, non esiste, noi non ci tocca nessuno” e il problema è che adesso ti
toccano, così per tante altre cose. Per cui non è che si può rimanere e fare finta di niente, perché far
finta di niente non porta da nessuna parte, perché i problemi ci sono e sono evidenti, siamo magari
ancora discretamente fortunati, perché sicuramente non siamo paragonabili ad altre città che hanno
problemi più grossi rispetto al nostro.
Mi pongo una domanda e mi collego all’intervento che faceva il collega Magni. Io lavoravo
vicino a Trezzano sul Naviglio, di personaggi che avevano mandato in soggiorno obbligato, ce
n’erano tanti. E poi uno si domandava come mai a Trezzano sul Naviglio si era popolata la mafia,
c’erano una serie di problematiche. A Vigevano li hanno mandati, ne hanno mandati anche più di
uno ed è chiaro che questi personaggi io mi domando che cosa li hanno mandati qui a fare. Cosa ce
li hanno mandati qui a fare. questo bisogna dirlo, perché questo è il caso. Questi hanno
naturalmente lavorato nel torbido, riescono a lavorare in cella, figurati se non lavorano quando sono
in casa anche se sono messi in soggiorno obbligato così come si suol dire.
Perché il problema della droga non è un problema che c’è oggi, purtroppo è un problema che
continua ad aumentare. Bruni citava prima i dati dei controlli che hanno fatto sul Ticino, e che
hanno fatto in tutte le varie parti, non sono controlli fatti a caso, la problematica è pesantissima: se
la droga gira già, a partire dai 12 anni, e così via forse qualche problema c’è. Se gira nelle scuole,
forse qualche problema c’è, vuol dire che c’è qualcuno che la fa girare. È un business non
indifferente. Per cui noi non possiamo fare finta di niente, perché dobbiamo pensare naturalmente a
tutte queste cose qua.
Il discorso degli appalti, non è un discorso secondario, Danesino diceva: “Nessuno ha citato
l’Expo”. È chiaro che nel momento in cui, noi ci troviamo nella regione considerata più ricca di
tutto il paese, nella regione con 9 milioni di persone dove è anche più facile, naturalmente, tra
virgolette, nascondersi, perché alla fin della fiera, con 9 milioni di persone, e noi siamo una delle
province più fortunate perché contiamo mezzo milione, rispetto a Milano, tre milioni e mezzo, e ce
l’abbiamo qui al confine.
Per cui di questo noi dobbiamo pensare, non dobbiamo naturalmente fare finta di niente,
perché se queste indagini che sono state fatte, giornalistiche o di polizia, o meno hanno fatto
emergere determinati dati, noi ci dobbiamo pensare, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia.
Anche se alcune cose non sono poi così evidenti. È concepibile forse che qualcuno parta, per
appalti di piccola media importanza e parta da paesi del sud e venga qui a lavorare quando ti devi
fermare qui a dormire? Come fai a pagare la gente? Tutti questi sub appalti che ci sono in giro, sub
appalto del sub appalto, cose che non stanno né in cielo né in terra, io ho sempre sostenuto che
questa legge qui bisogna anche modificarla, ma è difficile anche, naturalmente, trovare la formuletta
che crei trasparenza piena ed eviti, naturalmente che ci siano dei problemi. Sono anche portato a
pensare che la cosa sarebbe più facile se gli appalti si potessero fare nell’arco, a livello provinciale
max regionale. Ma ci sono delle leggi che impediscono di fare operazioni di questo tipo, ed è chiaro
che quando tutti possono partecipare, anche al Parco abbiamo avuto un paio di esempi che non sono
il massimo per appalti come dicevo di non grossa dimensione, di lavori assolutamente incompiuti,
minacce che sono arrivate, perché poi ci sono anche le minacce che partono nei confronti dei
funzionari che seguono la partita. E queste sicuramente non fanno assolutamente piacere sotto
nessun punto di vista.
Quindi questo è un impegno che dovrebbero prendersi tutte le forze politiche di rivedere il
discorso degli appalti. E bisogna trovare, volente o nolente, un qualcosa che possa risolvere il
problema. I controlli sui conti, a me una cosa che mi fa specie è che poi alla fin della fiera magari,
ogni tanto, la finanza fa i controlli a te che magari non hai niente, a uno che ha quattro soldi gli
vanno a fare i controlli. Dicono: “Tu hai fatto la dichiarazione dei redditi che non è corretta”. Ti
vanno a fare la multa perché quello ha offerto un caffè e non gli ha dato lo scontrino del caffè
omaggio che gli ha offerto.
Queste cose qui ci devono anche far pensare, quando poi questi gestiscono miliardi di Euro.
Perché la settimana scorsa, stavo ascoltando il TG 3, e dicevano che la regione dove ci sono stati
più sequestri immobiliari è la regione Lombardia. Se ci sono stati tutti questi sequestri immobiliari,
ci sono sarà pure anche un motivo. Facevano vedere un paesino qua vicino a noi, confine appena di
là, Lodi, dove avevano fatto un centro sociale per il Comune, perché avendolo sequestrato è stata
fatta la riconversione dell’immobile a centro sociale per gli anziani, e il Sindaco faceva
l’inaugurazione. È chiaro che li devi andare a colpire, perché non è una mafia, camorra o
‘ndrangheta, come cacchio si chiama, sacra corona unita, così ci sono dentro tutti. Questi non sono
sicuramente degli sprovveduti, quando arrivano, ormai i figli hanno studiato, si sono laureati magari
li hanno mandati anche nelle migliori università a livello non nazionale, internazionale, perché poi
questi devono sapere, non è buzzurro che non sa neanche scrivere o che gira con i pizzini. Qui c’è
gente che ormai usa i computer a raffica, senza nessun problema, e ne sanno alla grande, entrano
dentro tutte da tutte le parti. Si sono infiltrati probabilmente e senza probabilmente in tutto quello
che è il discorso economico a livello internazionale, sono così come si dice spesso e volentieri: una
multinazionale.
E dove vuoi andare se non nella regione più ricca che c’è in tutto il paese, in uno dei quattro
motori d’Europa dove può naturalmente andare ad impostare operazioni di questo tipo? Per cui noi
dobbiamo stare sul chi va là. Non è che ci si può dormire sopra, noi non è che siamo le forze
dell’ordine, non siamo un gruppo investigativo e robe varie, però su queste cose qui bisogna andarci
a guardare e guardare dentro in modo profondo. Perché lo sfruttamento della prostituzione, lo
sfruttamento dei minori, tutte queste sono anche cose che hanno una loro importanza. Mi pare che a
Cava abbiano anche trovato un laboratorio clandestino con dentro dei cinesi che facevano
produzione. A Pavia, tutti i giorni che passi, ci sono vendite non corrette di materiale chiaramente e
sottolineo chiaramente falsificato di griffe e dove? In pieno centro. La provenienza da dove arriva?
Chi è che fabbrica questa roba qua? Qualcuno le fabbrica. Poi ci sono questi disgraziati che sono lì
a venderla. Però qualcuno le fabbrica. E da dove arrivano? Sappiamo benissimo qual è la
provenienza. Se uno va verso Milano, io alla mattina andavo verso Trezzano, ci sono un paio di
paesini che ad un certo punto sono cresciuti un’infinità di palazzi. Questo deve fare anche sospettare
un attimo sul perché e per come sono cresciuti questi palazzi. Per cui dobbiamo pensare, anche
nell’ambito della nostra città, di andare effettivamente a controllare, se infiltrazioni di questo tipo
stanno arrivando o non stanno arrivando, alcune catene di supermercati vendono con percentuali
che sono impossibili. Io mi domando come cacchio è possibile che uno possa vivere con una
percentuale di guadagno dello 0,5% facendo investimenti colossali e vendendo praticamente a zero,
sotto costo. Ma non un prodotto, diversi prodotti. Questo è saltato fuori da alcune inchieste
giornalistiche che avevano fatto.
Allora caspita, di questo ci dobbiamo porre naturalmente domande e dobbiamo cercare di
dare alcune risposte, dobbiamo evitare che accadano operazioni di questo tipo, per quanto,
naturalmente, di nostra competenza. Quindi non possiamo mettere la testa sotto la sabbia.
Poi c’è anche un’altra cosa. L’usura. Non è che ci dobbiamo dimenticare che ci sono persone
che vengono rovinate completamente. Per il fatto qualcosa è stato fatto, qualcosa ha fatto anche la
Regione Lombardia per quanto riguardava i prestiti e così via, ma in un momento in cui non ci sono
soldi, le cose stanno peggiorando, e qualcuno su questo ci mangia sopra. Dopodiché ci sono le
macchinette per andare a giocare, che si chiamino poi video poker piuttosto che qualcos’altro e così
via, non amo operazioni di questo tipo quindi non sono neanche a conoscenza di come precisamente
si chiamino, però ci sono persone che si sono rovinate completamente con queste macchinette.
Perché questa diventa poi anche una malattia e una malattia che quando la prendi è pesantissima,
perché c’è sempre la speranza, nel gioco, di andare a vincere, che qualcosa vincerai.

PRESIDENTE
La prego di concludere.
CONSIGLIERE FRACASSI MARIO
Concludo, concludo. L’ultima cosa. È chiaro che, a mio avviso, questa Commissione deve
essere una Commissione però, dove esiste un segreto dentro, perché se poi, alla fin della fiera,
succede come è accaduto in alcuni casi della Commissione di garanzia, dove si dice: “Non viene
fuori niente”, dopodiché sul giornale vengono fuori alcune delle cose che sono state dette in
Commissione, allora forse non ci siamo. Su questa Commissione non si gioca, e non si deve
neanche giocare, perché ce lo siamo detti più volte in Commissione, che non bisognava dire, poi
qualcuno costantemente, una volta un giornale, una volta l’altro, una volta l’altro ancora, le
dichiarazioni le faceva. Per cui quello è sintomo, sicuramente di non serietà. Sulla battuta che
diceva la Consigliera prima, che devono essere tutti esponenti del nord, io faccio una controbattuta:
dovrebbero essere tutti esponenti del sud presenti qui dentro perché hanno più conoscenza della
materia...
(interventi vari fuori microfono)
... No, non prenderla nel senso negativo, io non l’ho detta nel senso negativo, ho detto che alcune di
queste persone, io ho sentito interventi di Gimigliano che ha citato una serie addirittura con pagine e
non pagine di citazioni e cosi via. Io non ho mai letto quei giornali, io ho seguito telefonicamente
una serie di cose, qui non è parlare di disprezzo nei confronti di uno o dell’altro.
C’è qualcuno che la tematica la conosce meglio. Che problema c’è? Qui bisogna sempre
prendere tutto nel lato negativo? Le cose prendiamole per come stanno e così via. Ci sono persone
che sono più a conoscenza rispetto ad altre.

PRESIDENTE
Grazie, Niutta.
CONSIGLIERE NIUTTA CRISTINA
Io cercherò di essere molto breve, anche per far smorzare un po’ i toni. Origini calabresi,
genitori calabresi, vado tutte le estati in Calabria e conosco la materia, no, non la conosco la
materia, in verità.
Io non sono un’esperta della materia, in molti interventi mi sono ritrovata in altri no, anche
perché non vorrei che passasse una sorta di messaggio, che è passato nel tempo, e ha favorito la
crescita della mafia e della criminalità organizzata che è il messaggio: la mafia non esiste.
Sappiamo tutti che la mafia esiste, che la mafia è uno stato nello Stato e che ha una
potenzialità economica enorme. È chiaro che la potenzialità economica costruita con attività illecite,
deve essere in qualche modo investita e quindi il denaro deve essere in qualche modo riciclato.

Dove si ricicla? Ovviamente laddove ci sono gli affari, dove si possono fare gli affari. Per cui io non
ritengo di partire dal presupposto che Pavia è una città vergine da questo punto di vista che non può
essere attaccata dal fenomeno della criminalità organizzata, criminalità organizzata che è di tutti i
tipi. Non vorrei limitarmi né a mafia, né a camorra, né a sacra corona unita, effettivamente c’è
anche la mafia degli albanesi, dei cinesi, dei russi, ecc., chi più ne ha più ne metta. Come termine
dovremmo usare criminalità organizzata. Io credo che l’istituzione di una Commissione possa
essere utile innanzitutto per lanciare un messaggio, in questo mi trovo d’accordo con il Consigliere
Magni: un messaggio perché bisogna far sapere che la città di Pavia non accetta che il territorio
venga utilizzato per espansioni di tipo mafioso.
Bisogna anche cercare di avere maggiore conoscenza di questo fenomeno, io, in primis mi
dico che non sono esperta, e quindi l’aiuto anche di esperti, se mai fosse possibile, io non lo so se è
possibile, che partecipino Magistrati e appartenenti alle Forze dell’ordine, è chiaro che è un
contributo assolutamente importante, che ci può fare aprire un po’ di più gli occhi e le menti.
Per cui io sono d’accordo in questo, sono d’accordo anche nella parte dell’ordine del giorno
in cui si dice che la Commissione dovrà elaborare un programma da sottoporre poi al Consiglio
Comunale, perché ritengo che questo programma vada studiato con attenzione, eventualmente
facendo riferimento, se esistono, ad altre Commissioni antimafia, eventualmente istituite all’interno
di Comuni. Sicuramente ci sono a livello nazionale e regionale, però specificamente a livello di
Comune può essere utile anche per capire quali possono essere i campi e le competenze specifiche
che i Consiglieri Comunali possono portare in questa Commissione.

PRESIDENTE
Trivi.
CONSIGLIERE TRIVI PIETRO
Grazie, Presidente. Si è esordito, questa sera, parlando del fenomeno delle infiltrazioni
mafiose che è un fenomeno sicuramente grave e che va affrontato e discusso nel modo in cui ci
esortava a farlo giustamente il Consigliere Veltri, tralasciando di pensare all’appartenenza politica
di ciascuno di noi.
Un fenomeno grave, ed è un fenomeno che può incidere, può incidere in modo grave e
intenso sulla vita della nostra comunità. Per questo motivo, direi, stasera facevo un discorso
lasciando perdere l’appartenenza politica, io credo avendo ascoltato gli interventi di tutti i
Consiglieri, credo di essere d’accordo con la proposta che ha fatto il Consigliere Danesino. E spiego
il motivo.
Più che di una Commissione antimafia, così come proposta nell’ordine del giorno presentato
dal Consigliere Veltri, io sono d’accordo sul fatto che si istituisca una sorta di osservatorio, che
preveda la partecipazione dei Consiglieri Comunali, che si affianchi al lavoro svolto da personalità
dotate di competenza specifica, dotati di poteri specifici, che possono fare e svolgere tutte quelle
attività che il Consigliere Veltri, nel suo ordine del giorno, vorrebbe attribuire a questa
Commissione. Commissione che, secondo me, potrebbe creare, nel caso in cui fosse istituita
secondo l’ordine del giorno, un duplice problema di carattere pratico. Il primo è quello che la
partecipazione di un rappresentante per gruppo possa aumentare il rischio di una diffusione di
notizie, perché è preoccupante il fenomeno mafioso, ma altrettanto preoccupante che qualcuno
possa essere sbattuto sui giornali, magari come presunto protettore di persone che vengono
ricoverate presso la clinica Maugeri, altrettanto preoccupanti che le notizie, che possono trapelare
dalla Commissione antimafia, che si vorrebbe istituire, possono danneggiare persone che occupano
ruoli nelle istituzioni pubbliche a livello comunale e a livello anche provinciale.

È avvenuto, è stato fatto da parte di un giornale locale, sono state fatte delle insinuazioni
partendo da un fatto di cronaca vero e accertato: cioè la latitanza del pakistano. Un giornale locale,
da lì, ha preteso di costruire tutta una rete di protezione a tutela della latitanza di questo pakistano,
con notizie assolutamente infondate, non verificate, e con notizie che hanno danneggiato
gravemente l’attività professionale di un personaggio pubblico pavese.
Quindi questo è un rischio che, secondo me, può e deve essere evitato, limitando al minimo la
partecipazione dei Consiglieri Comunali all’interno di questa che si vorrebbe creare come
Commissione.
Per questo io chiedo e ritengo che sia più giusto, che sia più corretto, creare un osservatorio
che si affianchi alla Commissione e per questo mi ricollego al secondo motivo per il quale sono in
linea generale, contrario. Nell’ordine del giorno firmato dal Consigliere Veltri, si parla di settori di
attività, nei quali dovrebbe operare questa Commissione, e questi settori di attività sono i settori
assolutamente importanti e nevralgici per l’attività e per la vita della nostra città, ma che richiedono
una partecipazione e un’attività svolta da persone competenti. Per questo io sono convinto che nella
Commissione che dovrebbe svolgere una sua attività, affiancata da un osservatorio composto da
Consiglieri Comunali, debbano far parte di questa Commissione persone altamente qualificate quali
potrebbero essere il Prefetto, il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri.
Se proprio vogliamo collegare in qualche modo questa Commissione ai lavori del Consiglio
Comunale, potremmo prevedere di inserire all’interno di questa Commissione, non più di un
membro, non più di due membri, uno per la maggioranza e uno per l’opposizione, meglio sarebbe,
secondo me, prevedere la partecipazione del Sindaco, in questa Commissione, limitando, ripeto, e
con questo concludo, perché già gli altri Consiglieri che mi hanno preceduto hanno parlato a lungo
del fenomeno, limitando invece ad un osservatorio la partecipazione e l’attività da svolgersi da parte
dei Consiglieri Comunali, perché non vedo come, eventualmente possa, una Commissione formata
da soli Consiglieri Comunali, svolgere quelle attività di indagine in questi settori indicati nell’ordine
del giorno, e non vedo come, adesso io sto pensando dal punto di vista professionale, vedo un
rischio concreto del lavoro di questa Commissione: se al termine dei propri lavori, la Commissione
dovesse venire a conoscenza di qualche evento perseguibile penalmente, che fa? Denuncia una
persona. Chi è quel Commissario che si prende la briga e la responsabilità di denunciare una
persona, di denunciare un fatto con il rischio magari di venire a sua volta denunciato per
diffamazione o per calunnia? Sono compiti che una Commissione, che un membro della
Commissione Consiliare non può. Ci sono responsabilità che un membro di una Commissione
Consiliare non può sicuramente prendere. Cosa che invece possono fare, possono prendersi, i
membri di una Commissione, i membri che fossero rivestiti di compiti istituzionali, che
attribuiscono a questi, l’attività di indagine, poteri di indagine, poteri conoscitivi che non penso che
nessuna norma dello Statuto del regolamento del Consiglio Comunale, possa attribuire ai membri di
una Commissione consiliare.

PRESIDENTE
Walter Veltri.
CONSIGLIERE VELTRI WALTER
Noi abbiamo proposto questo ordine del giorno, che adesso è modificato ancora, perché su
questi fenomeni, su queste infiltrazioni, ormai credo che non ci siano dubbi. E può darsi che
interessa a qualche paesino piuttosto che ad un altro, ma dal punto di vista del territorio, queste
infiltrazioni ci sono. Sono accertate, sono provate, sono dagli atti giudiziari, dalle indagini, dalle
Commissioni, sono provati. Il fatto che ci sia un’infiltrazione a San Martino, piuttosto che a

Travacò, questo ci può dire che siamo tranquilli? Se siamo tranquilli va benissimo, io sono
ugualmente preoccupato.
Questa Commissione ha un senso se viene condivisa da tutti, è stato detto all’inizio, qui non è
un problema di maggioranza o minoranza, non è un problema di attaccare politicamente la Giunta,
oppure attaccare politicamente qualche altra cosa: questo è un servizio che secondo noi possiamo
rendere alla città, nell’ambito delle proprie competenze. Non ha nessun’altra valenza. Deve
verificare e deve monitorare un fenomeno, questo deve fare la Commissione.
Io credo che non si debba neanche votare, perché deve essere una cosa condivisa, non credo
che ci sarà una relazione di maggioranza e una relazione di minoranza. Io credo che ci sarà alla fine
del lavoro svolto, una relazione che rappresenterà il fenomeno. Questo deve avere la valenza di
questa Commissione, quella che noi intendiamo fare. E per evitare che ci siano anche le
preoccupazioni che sono state espresse, una parte dell’ordine del giorno è stata tolta, e si fa anche
per quanto riguarda i settori – sì, sì, adesso lo leggo – da indagare, possono essere individuati dalla
stessa Commissione. Così non si sa neanche in Consiglio Comunale pubblicamente quali sono
questi settori, questo è l’intendimento.
E questo dovrebbe preoccupare tutti, perché non è un problema di usura, fra l’altro la
Lombardia è al quarto posto per usura, ma non è questo il punto. Il punto è che la presenza mafiosa
c’è, esiste, condiziona l’economia e condiziona la libertà di tutti noi, e questo è preoccupante.
Leggo l’ordine del giorno facendo un ultimo riferimento.
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
Non leggiamo l’ordine del giorno perché se non ci chiariamo è inutile che leggiamo l’ordine
del giorno.
CONSIGLIERE VELTRI WALTER
Faccio un ultimo riferimento. Tanto abbiamo tolto la parte in cui individuiamo i settori e lo fa
la commissione nel suo interno ecc. Lo abbiamo proprio cassato, quindi quella parte lì è stata tolta,
per evitare che ci siano allarmismi. L’unica cosa, e vorrei citare questo, che è un dato ufficiale, sul
territorio pavese, ci sono decine di immobili che sono stati confiscati alla mafia. È un dato che viene
dalle istituzioni, è un dato ufficiale, adesso se sono stati confiscati, ripeto, a Borgarello piuttosto che
a San Genesio, non lo so, ma anche se sono stati confiscati a San Genesio o a Borgarello, io
comunque non sono tranquillo. Perché comunque vuole dire che se hanno confiscato immobili, vuol
dire che la mafia c’è.

PRESIDENTE
Doveva leggere l’ordine del giorno? No, lo distribuiamo? Sì, ho ancora degli interventi. Al
microfono per favore, se no...
CONSIGLIERE VELTRI WALTER
La discussione è utile comunque, e la chiudiamo così, ha senso se siamo convinti di quello
che facciamo.

PRESIDENTE
Stiamo discutendo, Consigliere, quindi ho ancora degli iscritti, io! Palumbo.
CONSIGLIERE PALUMBO CALOGERO

Io farò un intervento molto breve. Si tratta di questo. Sulla “Provincia Pavese” di ieri, e qui
mi pare che ci sia la giornalista, c’è la notizia che è questa, e credo che bisogna fare anche una
riflessione nel Consiglio Comunale.
Sabato è stata inaugurato a Pavia, un nuovo sportello bancario, ed è il sessantesimo sportello
bancario che è a Pavia. Allora io mi domando: una città di 71.000 abitanti, 72.000 mila abitanti, è
possibile che ci siano 60 sportelli bancari? La media che ha fatto la “Provincia Pavese” se non
ricordo male, è 1450 cittadini per sportello bancario. Dal 1 gennaio 2008 mi pare, se non vado
errato, sono aumentati i depositi del 3,5% se le cifre le ricordo bene.
Ora credo che questo pone a noi tutti una domanda: dove sono le industrie a Pavia? Da dove
arrivano i soldi? Questi sicuramente non sono tutti dei pavesi, e sicuramente non tutti di coloro che
fanno traffici illeciti, però questo è un problema e noi dobbiamo fare attenzione. Credo che sia
opportuno, eventualmente, un osservatorio, qualcosa che possa andare a verificare, ma questa però,
attenzione, è una cosa molto delicata e sappiate e sappiamo che abbiamo a che fare con gente molto
pericolosa. Pertanto gli atti che si vanno a verificare vanno tenuti in considerazione e con un segreto
stretto, perché qualsiasi parola, qualsiasi frase viene fuori, può creare dei grossi problemi a chi fa
parte della Commissione, e anche come immagine all’Amministrazione comunale. Pertanto
attenzione a quello che facciamo.
INTERVENTO
Presidente, io vorrei conoscere l’ordine dei lavori perché se tutti noi raccontiamo qualche
cosa che conosciamo, arriviamo a dopodomani mattina.
PRESIDENTE
Io ho iscritto ancora: Consigliere Campari e Luca Filippi, immagino per un intervento breve,
visto che il loro intervento lo hanno già fatto. Poi leggerà l’ordine del giorno, facciamo la
sospensione, allora prego Consigliere Campari.

CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Rispondere brevemente al Consigliere Filippi, il quale dice: “Ditemi”.
È un dovere comunque di un Consigliere informarsi, e di un Amministratore su come vadano
le cose nella città che amministra. Le darò qualche altra informazione in più, ma prima dico che, a
mio parere un osservatorio sarebbe una cosa assolutamente inconsistente, una foglia di fico, che
però non ci protegge da quello di cui ci dovremmo proteggere. Un osservatorio, di certo, antimafia
c’è già, ed è costituito dagli studenti universitari e dalle associazioni che, da diversi anni si
occupano, abbiamo qui anche un loro rappresentante in Valerio Vifulco, che da anni si occupano di
produrre informazione, sollecitazione, sensibilizzazione, verso i temi dell’antimafia. Oltretutto
l’osservatorio non ci metterebbe in quelle condizioni di protezione, di tutela anche via segreto, che
Trivi rendeva necessari. Quindi trovo veramente una contraddizione nelle sue proposte. Ritengo che
invece, una Commissione, abbia tutti i crismi dell’istituzionalità anche giuridica, e ci possa mettere,
invece, totalmente al riparo anche rispetto al pieno esercizio delle nostre prerogative che siamo
chiamati ad esercitare.
Per quanto riguarda Pavia, il riferimento che ha fatto il Consigliere Trivi, circa una persona
che sarebbe stata, ho si sarebbe sentita in qualche modo diffamata da un articolo di giornale, ritengo
che sia stata proprio invece questa persona a danneggiarsi da sé con quello che ha fatto, e per il
quale è stato anche indagato e condannato.
Oltretutto è una figura pubblica, pagata con i soldi pubblici, che ha assurto ad una posizione
piuttosto importante in questa città, quindi se il suo passato non è del tutto limpido...

Io non faccio nomi, non sono mica problemi nostri...
INTERVENTO
Non fa nomi ma....
PRESIDENTE
Non so di che cosa stia parlando, prego.
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
...e si sa, invece...
INTERVENTO
Condannato per che cosa?
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
...una persona che è stata indagata e quindi compare...
INTERVENTO
...condannato, hai detto condannato.....
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
...mi spiace, no, ho sbagliato, è stata indagata. E questo è un fatto. È un dato di fatto. Per altro
fatti che risalgono ai primi anni ‘90, e guarda a caso, tirano in ballo ancora Vigevano.
Comunque, per tutelare quella persona, anche se è stata indagata, io nomi non ne faccio. Però
quando si arriva ad assurgere certe posizioni pubbliche, bisognerebbe avere anche un passato
limpido. Quando sono stata assunta nella scuola, mi hanno chiesto il casellario giudiziario e mi
hanno fatto anche l’esame della sifilide.
INTERVENTO
L’hanno chiesto anche a questa persona e risultava nulla.
PRESIDENTE
Per favore!
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
...va bene, perfetto, sono contenta. Sono contenta. Ma il problema è questo. Io non so neanche
che faccia abbia questa persona, ho letto solamente articoli che lo riguardano sul “Corriere della
Sera” punto. Non mi permetterei mai di fare il suo nome in pubblico. Sì, ci sono articoli del
“Corriere della Sera”. Vada a vedere, nel novembre del 1993. Comunque non mi interessa.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE
Per favore, facciamo terminare la Consigliera.
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Il problema in generale è proprio questo....

(interventi caotici vari fuori microfono)
PRESIDENTE
....lasciate terminare il Consigliere.... l’istituzione della Commissione antimafia.
Rimaniamo all’interno del tema, per favore.
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Magari non stiamo parlando nemmeno della stessa persona, non ho fatto nomi...
INTERVENTO (fuori microfono)
... Ha fatto delle accuse gravissime nei confronti di una persona che non è presente.....
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Ma chi? Ma chi?
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE
Per favore, per favore...
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Posso andare avanti? Non ho tirato in ballo io questo argomento!
(interventi fuori microfono)
INTERVENTO
...questa Commissione non vale niente, ve lo dico io....
PRESIDENTE
Il Consigliere Campari adesso termina il suo intervento, per favore, poi, se volete parlare dite
quello che volete.
INTERVENTO
...dite quello che volete, no. Non possiamo dire queste cose in Consiglio.
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Quali cose? Non ho detto niente. Non ho fatto nomi, ho detto la posizione di questa
persona......che ha assunto una posizione importante....
(interventi vari sovrapposti)
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
...ma chi sta condannando che cosa....
(interventi vari fuori microfono)
INTERVENTO

...ma in queste condizioni, che Commissione andiamo a fare...
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Ma chi sta condannando che cosa? Ho letto semplicemente un articolo del “Corriere”...Non
si dicono nomi, non si dicono posizioni, si citano articoli di giornali ed..... (registrazione disturbata)
non sapevo il nome e neanche che faccia abbia, ma cosa volete da me? ....ma la dice lunga
l’atteggiamento che hanno.
(interventi vari fuori microfono)
PRESIDENTE
Sull’ordine dei lavori, allora, interviene. Mi ha chiesto la parola il Consigliere Danesino,
prima del Consigliere Veltri. Mi ha chiesto la parola il Consigliere Danesino.
CONSIGLIERE DANESINO
Grazie, Presidente.
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Comunque mi è stato impedito di parlare, Presidente mi è stato impedito di parlare,
dovremmo istituire una Commissione antimafia e con questi presupposti...
CONSIGLIERE GIMIGLIANO VALERIO
Scusi Presidente la Consigliera Camapari ha detto....
PRESIDENTE
Ho dato la parola a Danesino. Consigliere Gimigliano ho dato la parola a Danesino. Prego
Danesino.
(interventi fuori microfono)
CONSIGLIERE CAMAPRI IRENE
Vorrei la registrazione, Presidente.
PRESIDENTE
Come sempre, non ci sono problemi.
CONSIGLIERE DANESINO
Io credo che l’ordine del giorno di questa sera sia molto chiaro, e io inviterei tutti i
Consiglieri Comunali, con un forte senso di responsabilità, ad attenersi a questo ordine del giorno.
Perché certe dichiarazioni non fanno altro che esasperare quest’aula. Quando siamo partiti, invece,
con toni estremamente pacati e proprio nello spirito che Elio Veltri ci chiedeva, credo che tutti
questa sera siamo intervenuti con questo spirito, nel cercare di ragionare su un problema certamente
delicato e presente, perché nessuno ha detto che il problema non sia presente nella nostra regione e
comunque in Italia e comunque è globale, come cosa.
Quindi io mi chiedo se è il caso di non fare invece adesso subito, chiedendo magari scusa agli
altri Consiglieri che volevano intervenire, adesso la sospensione, la conferenza dei capigruppo, e
definire cosa effettivamente vogliamo fare. Perché andare avanti in questi modi non è assolutamente

costruttivo e pregherei il Presidente di attenersi e di fare attenere i Consiglieri a quello che è
l’ordine del giorno.
PRESIDENTE
Prosegue l’ordine dei lavori.
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
Presidente io ho illustrato l’ordine del giorno con il quale si chiedeva questo Consiglio
Comunale, sono stato chiaro, penso, sull’impostazione che a mio parere bisogna dare a questa
Commissione.
Alcuni Consiglieri Comunali, il Consigliere Duse mi ha fatto tre domande, alle quali ho il
dovere di rispondere, il Consigliere Filippi mi ha detto che vuole essere convinto, e io ho il dovere
di rispondere.
PRESIDENTE
La pregherei un attimo, lei mi aveva chiesto la parola sull’ordine dei lavori.
Sull’ordine dei lavori.
Siccome ci sono altri che hanno chiesto la parola, vorrei che...
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
...sull’ordine dei lavori, pregando di non sfiorare neanche casi personali, io volevo adesso
citare Bush, pensi lei come sono lontano dai casi personali. Chiedo che sia data la parola a chi l’ha
chiesta, con una preghiera, se vogliamo concludere positivamente, di evitare di fare la rissa,
altrimenti io non ci sto, perché non è utile e quindi prendo, alzo i tacchi e me ne vado. D’accordo?
CONSIGLIERE BRUNI SANDRO
Purtroppo non ci sono le condizioni per andare avanti stasera, grazie.
(Esce il consigliere Artuso. Presenti n. 38)
PRESIDENTE
Allora, io ho iscritto ancora: c’è la Consigliera Campari che ha ancora qualche minuto per
terminare il suo intervento.
CONSIGLIERE SGOTTO RAFFAELE
Scusi Presidente, ma non è possibile che lei faccia parlare su questo argomento due volte i
Consiglieri, o li fa parlare tutti o deve chiudere, deve spezzare, non è possibile.
(Esce il consigliere Assanelli. Presenti n. 37)
PRESIDENTE
Effettivamente su questo argomento è previsto un intervento solo di dieci minuti, è chiaro che
se qualcuno aveva una precisazione, tipo il Consigliere Luca Filippi, pensavo la stessa Campari, che
conosce il regolamento, voleva fare una precisazione, benissimo. Un intervento intero non si può
fare. Poi c’era il Consigliere Ferrari che non era ancora intervenuto, anche Molina. Poi Labate
aveva chiesto la parola.

(fine cassetta 3 lato A – inizio cassetta 3 lato B)
C’era Campari, velocissima.
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
No, ritengo che è stato a mio parere molto significativo l’atteggiamento che alcuni dei
Consiglieri di maggioranza e di centro destra hanno avuto durante il mio intervento.
Ritengo che non ci siano i presupposti, questa sera, per continuare questa discussione e io
lascio l’aula.
PRESIDENTE
Consigliere Luca Filippi.
CONSIGLIERE FILIPPI FILIPPI LUCA
Mi sembra che a questo punto, quando mancano due forze politiche, forse è meglio che ci
aggiorniamo. Anche il mio intervento, che comunque avrei fatto dopo la risposta, mi sembra inutile
quindi...
PRESIDENTE
C’era Ferrari prima, scusi.
CONSIGLIERE FERRARI
Io capisco che si voglia abbandonare l’aula ma mi sembra un grave errore, un grave errore
perché domani ci troveremo sui giornali come sconfitti tutti su una discussione sulla Commissione
antimafia.
Io credo che, ma è stato detto, quindi non mi dilungo, è noto a tutti il problema della mafia, è
noto a tutti anche che la mafia non è più solo quella che uccide, ma è quella che, fondamentalmente,
invade attraverso i meccanismi economici.
Credo che sia nota a tutti la situazione della Lombardia, sia a nota a tutti Milano, sia nota a
tutti, tanti paesi attorno alla nostra città. Il fatto che la nostra città non abbia ancora avuto
segnalazioni dirette di fatti o arresti diretti di fatti attinenti al fenomeno mafioso, non è che ci debba
per questo lasciare tranquilli più di tanto. Io credo che dovremmo fare, o dovremmo cercare di
vedere un attimo l’immagine, perché credo che questo è il significato che noi dobbiamo dare alla
Commissione, l’immagine che noi diamo alla città, perché noi siamo qui Consiglieri a rappresentare
la città.
Io ritengo che sia giusto costituire una Commissione speciale perché l’osservatorio, di per sé,
sarebbe qualcosa di poco, un messaggio debole nei confronti della città. Il Consiglio Comunale
opera per Commissioni, io credo che sia doveroso decidere di costituire una Commissione, che
indaghi il fenomeno mafioso nella nostra città di Pavia, per vedere nella situazione in cui si colloca
la città di Pavia, per vedere se esistono problemi di questo tipo, per soprattutto, dare un messaggio
chiaro alla città.
Credo che la costituzione di una Commissione antimafia, sia anzitutto un messaggio che noi
diamo alla città, non serve a noi. Io ho visto qui molti pensare che dobbiamo fare coloro che
indagano, coloro che intervengono, vanno ad indagare con chissà quali strumenti. Noi abbiamo un
altro compito, noi abbiamo il compito di costituire una Commissione, riterrei giusto che il Consiglio
Comunale istituisca la Commissione definendone come deve essere composta e demandando poi
alla Commissione, di meglio proporre al Consiglio Comunale, un proprio programma. Non darei indicazioni, ho visto che è stato tolto dall’ordine del giorno, di e su quali elementi indagare, perché
mi sembra del tutto improprio, una Commissione definirà deciderà quali sono i settori in cui ritiene
doveroso, dopo avere magari sentito anche le Forze dell’Ordine, il Prefetto o altro o sentire altri
Comuni più interessati quali sono gli argomenti, e che soprattutto debba dare un elemento
rassicurante alla città.
Non è che Pavia sia un’isola felice, ci sono fenomeni attorno a noi, anche il Consiglio
Comunale di Pavia ritiene che questo sia un problema e per questo motivo ritiene di istituire una
Commissione. Una Commissione che indaghi per rassicurare la città che sta pensando a questo
problema, non è possibile che i cittadini di Pavia siano gli unici a pensare che vivano in un’isola
felice. Il problema esiste. Se il Consiglio Comunale riesce ad assumere queste preoccupazioni dei
cittadini, farle proprie, in un modo molto corretto, molto solidale nell’ambito del Consiglio
Comunale, credo che sia solo un vantaggio per tutti. Altrimenti noi ci troveremo domani sulla
stampa divisi tra quelli che vogliono andare contro a tutti i mafiosi e ai delinquenti della città, quelli
che non vogliono andarci contro, e faremo una bruttissima figura.
Credo che sia giusto ripensarci, perché questo deve essere il significato di una Commissione
speciale, quello di dare una sicurezza alla città che, chi la rappresenta, conosce questi problemi,
vuole indagarli, vuole conoscerli, più che altro per mandare elementi alla città, ed elementi di
sicurezza.
Questo credo sia la funzione che noi abbiamo, e abbiamo il dovere di dare alla città.
PRESIDENTE
Grazie. Allora, io ho ancora iscritto: Danesino per l’ordine dei lavori, Labate e Molina.
CONSIGLIERE MOLINA
Sull’ordine dei lavori. A questo punto sull’ordine dei lavori, vorrei sapere che intenzione hai
sulla conduzione del Consiglio.
PRESIDENTE
Io ho l’intenzione che finché la gente mi chiede di voler parlare, io le devo dare la parola.
CONSIGLIERE MOLINA
Quello l’ho capito. Fammi capire. Ci sono una serie di persone che se ne sono andate, altre
sono vestite, l’argomento è importante, secondo me merita i dovuti approfondimenti anche per un
senso di responsabilità che dobbiamo nei confronti della città. Decidiamo cosa dobbiamo fare,
dopodiché se ci sono altri interventi li facciamo, diversamente aggiorniamo. Però già mi sembra
significativo il fatto che la Consigliera Campari abbia abbandonato l’aula con risultanza di una
sottrazione di parola che è sottrazione di libertà che io non condivido. Indipendentemente dai suoi
punti di vista condivisibili o meno. Aveva chiesto la parola, bisognava lasciargliela.
Comunque decidiamo cosa dobbiamo fare e dopodiché se ci sono degli interventi li facciamo
diversamente riaggiorniamo.
PRESIDENTE
Io alla Consigliera Campari ho ridato la parola, lei non ha voluto proseguire, quindi non ci
sono problemi.
CONSIGLIERE GRECO LUIGI

Presidente: mozione d’ordine. Noi siamo pronti. Io parlo per Forza Italia, non centra niente
Alleanza Nazionale. Forza Italia, noi siamo pronti, all’istante, a votare l’istituzione della
Commissione antimafia, senza spendere più nessuna parola. Perché ci stiamo ripetendo tutti quanti
la stessa identica cosa da quattro ore. Tutti ci raccontano episodi che hanno visto in televisione, il
casco, il video gioco. La mafia non è questa, non è solo questa, la mafia è altro, ha ragione Elio,
siamo pronti a votare l’istituzione della Commissione antimafia. Subito. ora.
PRESIDENTE
Allora io devo far parlare il Consigliere Danesino e il Consigliere Labate. Danesino mi ha
chiesto sull’ordine dei lavori.
(intervento fuori microfono)
CONSIGLIERE DANESINO
Prendo atto che la Consigliera Cappelletti non mi vuole fare parlare allora a questo punto la
metto anch’io così: avevo fatto una proposta e nessuno mi ha risposto e allora dico che a questo
punto, due proposte avevo fatto, non mi è stato dato, prendo atto, ancora una volta Consigliera
Cappelletti, atto.
PRESIDENTE
Labate. Ha chiesto la parola il Consigliere Labate.
CONSIGLIERE LABATE DANTE
Termino subito Elio, ti lascio subito. Mi dispiace che la serata che è iniziata in maniera
tranquilla si è un po’ riscaldata, perché il problema posto dal Consigliere Veltri è un problema
molto serio, ma posto come l’ha posto il consigliere Veltri è molto serio, ed ha un’importanza
fondamentale.
L’intervento della Consigliera Campari, che mi dispiace, ogni volta poi si sottrae al possibile
contraddittorio, è stato veramente provocatorio.
Fare riferimento ad un’indagine del ’93, che io conosco bene, perché conosco e non me ne
vergogno, le persone che sono state indagate e che sono uscite pulite da questa indagine, fare
riferimento a questa indagine del ’93.
Fare riferimento ad una persona che tutti, da questa parte, perché fa parte del gruppo di Forza
Italia, abbiamo riconosciuto, abbiamo riconosciuto tutti a chi faceva riferimento, associare il suo
nome a questo Ciccio Pelle, è una cosa vergognosa. Non per niente, il giornale che ha scritto una
cosa del genere, è stato querelato, e l’avvocato del querelante è l’avvocato Trivi, che giustamente si
è arrabbiato.
Perché noi stiamo discutendo in generale di un argomento importante come la mafia, la
‘ndrangheta, la camorra, o’ sistema, la sacra corona unita, la mafia rumena, la mafia albanese, la
mafia russa, ecc., ma non possiamo scendere nel particolare in questo modo, su una persona che è
stata indagata, lei ha detto che è stata condannata, poi, quando noi ci siamo messi a gridare ha detto:
“E’ stata indagata, ho sbagliato”. Nel ’93. La conosce bene, nel ’93. No, ha detto anche due cose
gravi, ha detto altre due cose gravi, Elio, ha detto che la reazione da questa parte le fa capire tante
cose, vorrei sapere che cosa le ha fatto capire. Perché se le ha fatto capire quello che penso io, la
querela se la prende anche da me. Uno.
E ha detto anche un’altra cosa: “Questo mi fa capire che voi quattro la sapete lunga”. Su che
cosa la sappiamo lunga? La sappiamo lunga sul fatto che....

PRESIDENTE
Per favore Consigliere Palumbo.
CONSIGLIERE LABATE DANTE
...la sappiamo lunga che ho vissuto per 34 anni a Reggio Calabria? E so cos’è la mafia, come
lo sai tu? Solo che io l’ho vissuta sulla mia pelle, Elio, io l’ho vissuta perché non si può fare un
passo dove c’è la mafia, e tu lo sai! Non si può fare una costruzione se non te la impongono loro!
Non si può costruire con il calcestruzzo di un altro se non te lo impongono loro! Non si può fare
niente dove c’è la mafia veramente.
Allora i flussi economici sono un discorso, ma la mafia non è solo flussi economici, la mafia
è anche proiettili, la mafia è anche paura delle persone. Questo non vuole dire che a Pavia non c’è.
E probabilmente c’è anche. E io sono d’accordo sul votarti la Commissione, però la Consigliera
Campari deve avere rispetto per chi queste cose le ha vissute sulla propria pelle. Deve avere molto
rispetto.
CONSIGLIERE
Presidente, io avevo fatto una mozione d’ordine!
PRESIDENTE
Sì, ok.
INTERVENTO
La mozione d’ordine a che serve, Presidente?
PRESIDENTE
L’ordine del giorno non è ancora stato presentato, io non metto in votazione, non è niente, non
è un pezzo di carta da mettere in votazione, ok? Quando mi date l’ordine del giorno io lo metto in
votazione. È stato modificato cinque volte l’ordine del giorno. Io non ho l’ultima versione.
Benissimo adesso do la parola al Sindaco, poi a lei.

CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
Caro Consigliere Labate, mi può benissimo minacciare di querela pur non avendo io
nominato alcuna persona ed avendo seguito un argomento tirato in ballo da voi, che non era
assolutamente nel mio universo degli interventi. Una Commissione antimafia si dovrebbe occupare
anche di storia di questa città, di casi che sono avvenuti, di persone che sono state indagate, di
persone che sono state assolte, di persone che sono uscite pulite, di persone che non sono uscite
pulite. Allora fa parte della storia. Se io cito, sto ricostruendo la storia, insieme ad altre persone,
della presenza delle cosche nella provincia di Pavia, e certe persone sono nominate, mi permetto
non di nominarle qua, ma di farle mie come storia. Se poi sono uscite pulite, ben venga,
l’argomento non l’ho tirato in ballo io.
Ma questo non lo dico per evitare una querela, lo dico perché i lavori della Commissione, se
devono essere lavori, coperti dal segreto, devono anche essere legittimati da una storia che
comunque in questa provincia c’è stata. Deve affrontare anche, ed a viso aperto, ma nel segreto
dell’aula, quegli episodi che comunque possono essere un indizio, non tanto per le persone che sono
uscite pulite, tanto per quel pregresso che comunque esisteva.

Allora siamo disposti ad affrontare i lavori di una Commissione che partono da questo
presupposto? Se non siamo disposti, mi spiace, ma le minacce di querela pioveranno, le minacce di
denunce pioveranno, non si potrà dire questo, pur essendomi attenuta io a non dire neanche il nome
e neanche la posizione, e sottolineando il fatto che questa persona, io non sapevo neanche chi fosse.
E non ne conosco neanche la faccia, e neanche sapevo che fosse di Forza Italia, ve lo giuro. Da
Consigliere ve lo giuro.
(interventi vari fuori microfono)
INTERVENTO
...scusa hai aggiunto un’altra cosa...
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
...allora che cosa ho capito?...
INTERVENTO
...sei partita con il piede sbagliato...
(interventi vari fuori microfono)
CONSIGLIERE CAMPARI IRENE
...lo avete detto voi che era di Forza Italia, non l’ho detto io, l’ha detto Labate prima.
PRESIDENTE
Per favore, per favore, do la parola al Sindaco.
(interventi vari fuori microfono)
(Escono i consiglieri Conti, Mazzilli e Campari.. Presenti n.34)
PRESIDENTE
Signor Sindaco.
SINDACO
Si grazie Presidente, ma io se posso vi invito a ritornare. Io vorrei invitarvi a ritornare
all’argomento della serata. Istituzione sì o no di una Commissione antimafia. Io dico, mi puoi
ascoltare, Galandra, un secondo. A me piacerebbe esprimere la mia opinione perché non voglio fare
quella che sta in borgo, che fa lo struzzo, la mia opinione sulla discussione di questa sera.
Vi dico subito che io sono favorevole all’istituzione di una Commissione, tuttavia vedo
qualche difficoltà perché non sono ben chiari i compiti che vogliamo dare a questa Commissione.
Possiamo delegarli alla Commissione stessa, tuttavia credo che sia una responsabilità molto grande
per i Consiglieri che si assumono, senza una delega precisa del Consigliere Comunale, il compito di
decidere cosa fare.
Potrebbe essere pericoloso, perché poi magari non si sa cosa fare, perché le possibilità di una
Commissione Consiliare su questa materia non sono molto elevate, non sono sicuramente di
intervento. Infatti mi sembra di capire che si andrebbe configurando più una Commissione di studio
sul fenomeno, ancorché radicato presumibilmente radicato sul territorio, ma Commissione di studio.

Se volete che sia così, io voto anche che sia così, ma vedo qualche difficoltà. Io preferirei,
credo che sarebbe più opportuno, e mi spiace che sia andato via il Consigliere Danesino, non c’è,
benissimo, perché io condivido la sua proposta e la legherei all’art. 114 del nostro Statuto, che
s’intitola: “Collaborazione nella lotta alla criminalità organizzata”.
Perciò io costituirei una commissione che abbia come finalità la piena realizzazione dell’art.
114 dello Statuto: “Collaborazione nella lotta alla criminalità organizzata”. Attraverso cosa?
Attraverso l’istituzione di un osservatorio. Mi sembrerebbe più logico, identificare un compito
preciso, si va a istituire proprio per realizzare l’art. 114, un osservatorio non necessariamente
all’interno del Consiglio Comunale, che potrebbe essere formato, allora sì da membri indicati dal
Prefetto, da quant’altri, che analizzi il fenomeno nella nostra situazione e che magari identifichi
anche degli strumenti perché si rompe il silenzio se si riesce anche ad individuare degli strumenti
che favoriscano ulteriormente la trasparenza negli appalti e una serie di cose.
Prima il segretario comunale, Albenga, che attualmente si trova come segretario di ruolo a
Novara, mi diceva che a Novara è stata istituita su proposta del Sindaco, in accordo con il Prefetto,
è stato istituito un osservatorio cittadino sulla questione. Io non vedo perché non si possa partire da
una nostra Commissione però finalizzata, eventualmente all’istituzione di un osservatorio. Quindi
Commissione per la piena realizzazione dell’art. 114. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Sindaco, la parola adesso a Veltri.
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
Io l’avevo detto nella mia introduzione, ha senso fare qualche cosa se produttivo. Se non è
produttivo lasciamo perdere. Questa sera, su queste cose, voi credete che, passata quella porta, è
come tutti gli altri argomenti che insomma tutto sommato la gente dice il Consiglio Comunale è un
po’ discolo.
La materia che abbiamo discusso questa sera, per il modo in cui poi si sono messe le cose, è
un messaggio brutto, terribile. Prendete, se voi non credete, consultate un esperto di questi problemi
e vedrete che cosa vi dice. Le orecchie sono attentissime, mettetevelo in testa.
Detto questo, innanzitutto io devo dare delle risposte, sia pure brevissimamente. È chiaro che
una Commissione normale, quelle che funzionano, non ha senso, perché se si vuole fare un lavoro
sulle questioni di competenza del Comune, che non centrano con i compiti della Magistratura e dei
corpi speciali di Polizia che continueranno a fare il loro mestiere. Noi dobbiamo esaminare i settori
sensibili dell’Amministrazione per vedere, con la collaborazione di consulenti esterni. Sindaco,
posso dire quello che penso? Per vedere se ci sono state o se la legislazione, l’amministrazione,
consentono infiltrazioni. Questo dobbiamo fare noi, altrimenti è inutile fare Commissioni,
osservatori, non serve. Se uno si vuole studiare il problema, vuole fare, se lo fa per conto suo.
Chiarissimamente.
Seconda questione. Ecco perché Duse, una Commissione che già esiste, non lo può fare.
Rispetto ai temi, ne è stato citato uno da Duse, ed era quello dell’edilizia pubblica. Ho fatto vedere a
Duse che su un caso specifico della Lombardia a pag. 198 della relazione della Commissione
antimafia, si cita Rozzano, dove 4.800 appartamenti di edilizia pubblica sono stati occupati manu
militari, e non ci mette piede neanche la polizia e i carabinieri, perché scrive la Commissione
antimafia testualmente: “Il padrone lì si chiama Carvelli”, e gli hanno assassinato il figlio di 19 anni
poco tempo fa.
Certo, io mi auguro, sono sicuro, che la situazione di Pavia è migliore, però se non ci
occupiamo di queste cose, che cosa la facciamo a fare?

Al collega Filippi vorrei dire: non esiste, è come dire che la globalizzazione dell’economia
che va di pari passo con la globalizzazione dell’economia criminale dell’impresa criminale, in
qualche modo non interessa Pavia. Un fenomeno globale interessa tutti noi. Ed è tanto grave che il
30 maggio di quest’anno, Labate, il 30 maggio di quest’anno il Presidente degli Stati Uniti ha fatto
un decreto che io ho qui, in italiano e in inglese, un decreto del Presidente degli Stati Uniti che,
considerando una delle organizzazioni criminali di questo paese, pericolosa, per l’economia e per la
democrazia americana, pensate quanto sono potenti gli Stati Uniti e quanto è grande il territorio,
l’ha inclusa nella black list delle organizzazioni canaglia, è la ‘ndrangheta. E conseguenza
immediata, se aprono un bar in America arriva l’FBI. Questo c’è scritto, e gli congela i beni e li
mandano via. Avete capito?
Tutti gli studiosi della materia in tutto il mondo dicono che la nuova guerra del terzo
millennio, è la guerra alle criminalità organizzate. Lo dicono tutti perché non esistono due cose con
la criminalità organizzata: non esiste il valore fondamentale fondante dell’economia di mercato che
è la concorrenza, perché se uno deve andare in banca a prendere i soldi e pagare il tasso di interesse,
e un altro ce ne ha tanti che riempie questa sala, non c’è più concorrenza e non esiste un’altra cosa:
non c’è democrazia. Perché non c’è libertà di parola, di pensiero, di voto. Quindi non c’è libertà
d’impresa, e vengono negati i diritti civili è politici dei cittadini. Ecco perché ci dobbiamo
preoccupare.
Queste sono le cose che voglio dire al collega Filippi, anzi, devo dire un’altra cosa a Filippi.
Non sono notizie vaghe, Pavia è scritta a caratteri come è scritta Milano, nella relazione della
Commissione antimafia, approvata dalla Commissione nel 2008, all’unanimità.
Secondo, nel libro, è un libro, ma è di Gratteri-Nidaso. Gratteri vi ho detto che è il Magistrato
più in vista della DDA di Reggio Calabria, Nidaso è un giornalista calabrese esperto che vive in
Canada. È stato detto dal Capo della DDA di Milano, in un’intervista alla “Provincia Pavese”, Pavia
è nominata nelle intercettazioni telefoniche, che quindi non possono essere manomesse, della cosca
Rinzivillo di Gela, che ha il suo quartiere generale a Busto Arsizio.
Può darsi che si sbaglino tutti, è possibile?
PRESIDENTE
Consigliere, può leggere l’ordine del giorno?
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
Concludo con una sola cosa, io ho qui l’elenco delle maggiori aziende italiane, il fatturato. La
prima è l’ENI, poi tutte le altre, la FIAT. Bene, il fatturato delle mafie, dove certamente alcuni dei
nostri figli magari già ci lavorano, perché come si fa a sapere, e altri ci andranno a lavorare, è il
doppio di quello dell’ENI, ed è quattro volte quello della FIAT. Io sono molto preoccupato. Credo
che siate tutti preoccupati, questo è quanto.
Però se vogliamo fare una cosa seria, deve essere fatto un organismo che, con il contributo di
membri esterni, possa lavorare e sia tanto autorevole e tanto serio che può fornire informazioni, ma
può anche ricevere informazioni, e le persone su argomenti come questi, sono disposte a ricevere
informazioni e a dare informazioni e consigli se gli interlocutori sono seri. Se gli interlocutori non
fanno la rissa, se non fanno pettegolezzi, se lavorano discretamente molto seriamente, altrimenti
non si può fare, questa è la mia conclusione.
L’ordine del giorno, se lo vuoi leggere, leggilo.
PRESIDENTE
Leggiamo?

CONSIGLIERE VELTRI WALTER
Il Consiglio Comunale di Pavia, nomina una Commissione antimafia con la partecipazione di
un rappresentante per gruppo. La Commissione elegge al suo interno un Presidente e un
Vicepresidente. Dopodiché la Commissione predispone un programma di attività ed individua i
settori da indagare. Entro un anno dalla sua costituzione, la Commissione rassegna una relazione al
Consiglio Comunale sul lavoro svolto e sui risultati che ne saranno scaturiti. Della Commissione
fanno parte due membri esterni, un Magistrato e un rappresentante delle Forze dell’ordine.
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
Due o più membri esterni.
CONSIGLIERE VELTRI WALTER
La Commissione opera senza oneri per l’Amministrazione.
PRESIDENTE
Meriggi.
CONSIGLIERE MERIGGI NADIA
Io però vorrei capire una cosa. Delle due, l’una. Questa sera è stato proposto da qualcuno un
osservatorio, che quindi ha delle regole, e la Consigliera Campari ha detto che questo osservatorio
non va perché è solo una foglia di fico, e quindi serve una Commissione Consiliare.
Allora, se serve una Commissione Consiliare, questa ha delle regole, d’accordo? Nel caso si
decida per la seconda ipotesi, io ho due emendamenti da proporre. E sono questi. Parte la prima
frase: “Il Consiglio Comunale di Pavia nomina una Commissione antimafia, avente la composizione
prevista dal regolamento per le Commissioni Consiliari”. Io avevo già fatto questa proposta al
Consigliere Veltri che mi ha risposto, vorrei prevenirlo, che non può essere una Commissione
composta da tante persone, perché altrimenti non lavora. In questo caso, aumenterebbe di una
persona. Un membro del gruppo del PD, quindi non credo che una persona in più sarebbe
fondamentale per non far lavorare la Commissione. Poi, alla fine dove dice: “Individua i settori da
indagare”, io aggiungerei una parte che ha proposto il Sindaco e che io ritengo importante, “con la
finalità di attuare quanto previsto all’art. 114 in tema di lotta alla criminalità organizzata”. Perché
penso che sia più consistente.
Nell’ultima parte sempre se rimaniamo nel tema delle Commissioni, di una Commissione
Consiliare non possono far parte persone esterne, ma io metterei “la Commissione si avvale della
collaborazione...”
PRESIDENTE
Va bene. Allora mettiamo in votazione prima gli emendamenti proposti dalla Consigliera
Meriggi, e poi votiamo l’istituzione della Commissione.
CONSIGLIERE GRECO LUIGI
Presidente, un secondo solo. Io volevo chiedere scusa a tutto il Consiglio Comunale per
l’intemperanza, l’orario, la stanchezza, tutti questi Consigli Comunali portano a queste cose, grazie.
PRESIDENTE
Anch’io, grazie. Danesino?

CONSIGLIERE DANESINO
Prima chiedo, perché ho anche rotto il microfono, lo pagherò io, Presidente, perché non
voglio gravare sui cittadini pavesi.
Io chiedo che venga, al testo della Meriggi, modificato non “Commissione antimafia” ma
“Commissione contro la criminalità organizzata”.
(Esce il consigliere Greco. Presenti n. 33)
PRESIDENTE
È un emendamento.
CONSIGLIERE VELTRI ELIO
Presidente mi permetta di dire che, questo è uno dei pochi paesi al mondo dove
l’organizzazione e l’associazione mafiosa è perfettamente identificata nel codice, e se non
rispondono i requisiti del codice, non si può indagare e imputare nessuno di associazione mafiosa.
Quindi bisogna essere precisi, noi stiamo parlando della mafia, intendendo come tutte le
mafie italiane, se no facciamo un’altra cosa.
PRESIDENTE
Allora, c’è l’emendamento proposto dal Consigliere Danesino, che io devo mettere in
votazione, perché giustamente è stato messo. Allora, nell’ordine votiamo: prima l’emendamento
proposto dal Consigliere Meriggi, per favore chi vota rimane in aula, per favore e seduto, vicino al
suo posto.
Metto in votazione gli emendamenti proposti dalla Consigliera Meriggi.
L’emendamento viene approvato dall’unanimità dei 32 componenti il Consiglio comunale presenti
e votanti.
PRESIDENTE
Adesso metto in votazione l’emendamento proposto dal Consigliere Danesino.
INTERVENTO
Può ripetere l’emendamento, non l’abbiamo capito! C’è troppa confusione.
PRESIDENTE
Ha proposto di sostituire la parola “Commissione antimafia” con “Commissione per
verificare la criminalità organizzata”.
Allora rifaccio la votazione, per favore. Emendamento Danesino.
Il Presidente pone in votazione l’emendamento presentato dal consigliere Danesino:
PRESENTI N. 33
ASTENUTI N. 14
VOTANTI N.19
(MAGG. 10)
VOTI FAVOREVOLI N.6 (Danesino, Spedicato, Palumbo, Trimarchi, Magni, Sindaco)

VOTI CONTRARI N. 13
L’emendamento del consigliere Danesino è respinto.
PRESIDENTE
Allora l’emendamento non passa. Adesso metto in votazione la proposta fatta dal Consigliere Veltri
emendata dalla parte della Meriggi.
PRESENTI N. 33
ASTENUTI N. 1
Danesino
VOTANTI N.32
(MAGG. 17)
VOTI FAVOREVOLI N.32
PRESIDENTE
La proposta è approvata.
L’Ordine del giorno così come approvato, risulta essere il seguente:
“Il Consiglio Comunale di Pavia nomina una Commissione antimafia avente la composizione
prevista dal Regolamento per le commissioni consiliari.
La Commissione elegge al suo interno un Presidente e un vice Presidente con maggioranza
qualificata.
La commissione predispone un programma di attività e individua i settori da indagare con la
finalità di attuare quanto previsto all’art. 114 in tema di lotta alla criminalità organizzata.
Entro un anno dalla sua costituzione la commissione rassegna una relazione al Consiglio
Comunale sul lavoro svolto e sui risultati che ne saranno scaturiti.
La Commissione si avvale della collaborazione esterna di un Magistrato e di un rappresentante
delle forze dell’ordine.
La Commissione opera senza oneri per l’Amministrazione.
Alle ore1.30 la seduta è sciolta.
Il Presidente del Consiglio Comunale
Dott. Giuliano Ruffinazzi
Il Segretario Generale
Dott. Sergio Albenga
mercoledì, 17 giugno 2009, 13:12 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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