di Miguel Mora
Traduzione di Irene Campari
[E' un articolo apparso su EL Pais edizione cartacea di domenica 21 giugno: come la Spagna sia diventata terra di esportazione delle tre mafie e come sia il luogo in cui hanno trovato residenza i capi di Mafia, Camorra e 'Ndrangheta. Ringrazio Roberto Malini per la segnalazione. ic]
La Spagna è Cosa nostra. Camorra, Mafia e 'Ndrangheta hanno concluso un'alleanza strategica per gestire insieme dalla Spagna il traffico di stupefacienti.
Le tre mafie più pericolose e potenti hanno sottoscritto un'alleanza economica in Spagna. Icapi delle tre organizzazioni criminali vivono come onesti cittadini o fuggitivi d'oro sulla costa del mediterraneo, da Barcellona a Estepona. Da qui governano il traffico europeo di stupefacenti. Vivono in case di lusso, viaggiano su macchine da 16mila euro, fanno investimenti immobiliari milionari per riciclare il denaro sporco e gestire i traffici per loro vitali: i capi comperano droga dai sudamericani contrattando il prezzo e intanto cercano di ridurre il rischio della cattura. L'arresto dello Spagnolo a Malaga ha permesso altri 200 arresti in Italia. Questo si trova scritto nella relazione che ha fatto Luigi Cannavale, magistrato animafia a Napoli dal 2001 e corresponsabile dell'operazione Tiro Grosso, che nel 2007 arrivò ad arrestare 114 persone e la confisca di 1.500 chili di cocaína e 3.000 di hashish. Lavora coordinandosi con i Carabinieri, sotto il comando del generale Gaetano Maruccia e con Unità Centrale Operativa della Guardia Civil spagnola. [...] Negli utlimi dodici mesi hanno catturato mezza dozzina di capi della camorra e alcuni luogotenenti spagnoli. In questo momento la giustizia italiana ha nella sua lista almeno 249 capi e gregari. Il generale Mauccia e il Giudice Cannavale calcolano che almeno il 70% sia in Spagna. Il penultimo ad essere catturato è stato Raffaele Amato, alias Lo Spagnolo. Fu arrestato a Marbella dopo un inseguimento iniziato da Malaga e grazie ad una intercettazione telefonica della Guardia Civil. Amato, 44 anni, era il capo del potente clan degli Spagnoli, un gruppo secessionista del clan dei Lauro, che controlla i quartieri di Scampia e Secondigliano, i maggiori supermercati della droga all'aperto d'Europa. Amato controlla 39 delle 40 zone del traffico in quest area. Nel maggio 2005, Amato è stato arrestato a Barcellona insieme ad altri cinque membri della Camorra all'uscita da un casinò. Ora pesano sulla loro testa accuse di omicio, ordinati o commessi durante quella che è stata chiamata la guerra di Scampia. E' stato un anno in prigione e poi, scadendo i termini della carcerazione preventiva, fu rilasciato; invece di ritornare in Italia si sistemò in Spagna a gestire i suoi affari: il traffico di stupefacenti tra l’America latina e l’Europa.
Le alleanze si stringono sempre in ambienti di lusso: “Si muovono sempre con molta cautela, portandosi dietro borse piene di denaro contante per le immediate necessità”, dice Cannavale. "Bosti, arrestato mentre entrava in una farmacia, aveva con sé 24.000 euro in biglietti da 500. Amato diede 30.000 euro al portiere di un hotel di Londra affinchè non lo registrasse come ospite”. I capi dormono in case di lusso, sempre di loro proprietà, cambiando in continuazione e domicilio e identità. Vincenzo Scarpa, un altro narcotrafficante napoletano arrestato a Rivas Vaciamadrid (Madrid), cambiò nome e documenti con il fratello Domenico. Fu arrestato per un errore fatale: festeggiò il compleanno nel giorno vero della sua nascita e non in quello del fratello. Un'altra caratteristica della dolce vita di Cosa Nostra è che i mafiosi vivono soli, senza moglie e familiari. E non sono mai armati. "In Italia possono avere qualche grattacapo e preoccupazione, ma in Spagna vivono tranquilli. Non hanno paura di essere sotto tiro e cercano di passare come normali impresari” sostiene il generale Maruccia. Molti hanno ristoranti e pizzerie e, negli ultimi anni, si sono introdotti nel busines immobiliare. Quando fu arrestato a Marbella, Amato stava cercando di investire molti milioni di euro in terreni sul litorale malagueño. Voleva costruire un complesso turistico. "L’emigrazione mafiosa in Spagna è cominciata negli anni Ottanta” dice Cannavale. "Alcuni clan dediti in Italia al contrabbando si traferirono a Malaga formando vere e proprie colonie, trafficando in hashish dal Marocco utilizzando lance che solcavano lo stretto in mezz’ora. A poco a poco si infiltrarono nell’economia legale.” Come ha denunciato tante volte Saviano, l’infiltrazione è stata tollerata o ignorata dalle autorità, le quali preferirono applicare la dottrina Mitterand: se non si hanno delitti di sangue, li si lascia tranquilli. Un clima ovattato, l’assenza di una legislazione antimafia, le occasioni di riciclaggio dovute all’espansione economica e la mutua simpatia - soprattutto dovuta ai Mondiali del 1982 - trasformarono la Spagna in Costa Nostra. Oggi, i siciliani delle famiglie di Trapani, i calabresi delle ‘ndrine di Reggio e i camorristi di diversi clan e quartieri napoletani, lavorano gomto a gomito nel settore degli stupefacienti. "Quasi tutti i capi stanno in Spagna” dicono con sicurezza Maruccia e Cannavale. La collaborazione tra le Polizie è migliortaa molto; quella giudiziari e quella generale sono poi ottime. Tuttavia avvertono: "All’inizio la mafia portava soldi, ma questo ora si sta trasformando in ub boomerang. La Spagna ci sta aiutando moltissimo poichè inizia a temerlo. Sanno che qui ci sono le basi logistiche e il gran mercato della droga. Si sono già avute prove di contatti con i marsigliesi, gli olandesi e i tedeschi; in alcuni casi ci sono state anche morte violente, ed è inquietante. Saviano teme che sia troppo tardi: "Le ultime indiagini in Italia mostrano che la Spagna è una porta aperta al narcotraffico . Mentre i politici si accapigliano, mentre si hanno campagne eletorali di ogni tipo e si diffondono allarmi contro il terrorismo, i caln italiani, ussi e nigeriani stanno conquistando l’economia attraverso canali aperti dalla crisi economica. La Spagna deve comprendere che i clan importano anche la militarizzazione della sua terra; finora hanno fatto solo affari e riciclaggio. Presto incominceranno a sparare".
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