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Questa mattina è apparsa una lettera dell'ex Vicesindaco Ettore Filippi sul quotidiano locale. http://2.bp.blogspot.com/_fpiT5Jj-PsI/R_pj8H7lXDI/AAAAAAAAAR0/NNYMxvoCGDQ/s400/futbol.jpgE' stupefacente la capacità dell'ideatore di "Rinnovare Pavia" di presentarsi come innocente e vergine d'ogni responsabilità su quella che lui definisce: "una serie di incrostazioni difficile da rimodellare, ma vere e proprie enclaves in cui i soggetti una volta designati dai partiti..." con riferimento alla rete di interessi incrociati costruiti dal centrosinistra in decenni di governo. Ma al di là di questo, mi chiedo se per "rimodellare" Ettore Filippi intenda la sostituzione netta e in scala 1:1 di quel blocco di potere con un altro del centrodestra legato con un nodo da marinaio alle segreterie sovralocali del Pdl. E quale novità sarebbe? Inoltre, da ciò che ho visto e letto in queste poche settimane di mandato di Cattaneo, le uniche proposte culturali avanzate dalla Giunta hanno riguardato la "pavesità", nella quale ci hanno confusamente ficcato sia l'associazionismo locale sia le "tradizioni". Sono convinta - pasolinianamente - che l'apprezzamento autentico della cultura popolare possa venire da persone che abbiano fatto dello sguardo importante e intenso sul mondo un punto privilegiato da cui osservare cosa si muove nelle mentalità che governano tempo e spazio che condividiamo. Così si evitano provincialismo e localismo che osservano il mondo tramite un binocolo monocromatico, sintomo di ciò che è escluso perchè non si sa che esiste, o si sa male, e la cui esclusione ci rassicura. Ci vorrebbe invece un caleidoscopio policromo, ma nemmeno la posizione del centrosinistra sul Fraschini aiuta. Come sarà possibile criticare e far proposte alternative - anche tramite vere e proprio battaglie culturali - se ha chiesto come pregiudiziale "per essere propositivi" il mantenimento di Sacchi e Maggi nel Cda del Fraschini? Con i tempi che corrono, le battaglie sul razzismo, sull'omofobia, sulla misoginia e sui diritti devono essere combattute in campi separati e indipendenti, piuttosto che inter-dipendenti. Ognuno dalla sua parte e che sia ben marcata la metàcampo. Siamo già però al primo autogol.

Colgo l'occasione per augurare a Ettore Filippi che "'a nuttata" passi in fretta.

Irene Campari

Fraschini, perché Sacchi diventa incompatibile

Vorrei sbagliarmi ma al primo consiglio è venuto fuori il vero tasto dolente della politica di Pavia: il rapporto tra l’amministrazione ed il complesso di Istituzioni che detengono il potere economico ed occupazionale, quali le Fondazioni bancarie, l’Università, il Policlinico e l’intero polo sanitario, anche privato, la Camera di Commercio, le organizzazioni rappresentative degli (che brutta parola) stakeholders. E’ infatti evidente che raramente, quando il complesso dei poteri di Pavia (non i famosi poteri forti di Adavastro, ma le realtà che hanno poteri reali per la loro consistenza ed ampiezza della rappresentatività) si mette intorno al tavolo per affrontare un problema, gli interessi dei singoli combaciano con l’interesse generale. Su questo fronte, il sindaco Cattaneo è indubbiamente partito in salita, perché vent’anni di governo del centrosinistra (in cui i rapporti tra Enti non sono mai stati improntati a trasparenti confronti in sedi accessibili, ma quasi sempre a trattative tra persone rappresentative (spesso degli stessi partiti e, dall’avvento del centrodestra nelle istituzioni di livello superiore, anche politicamente trasversali), hanno non solo creato una serie di incrostazioni difficile da rimodellare, ma vere e proprie enclaves in cui i soggetti una volta designati dai partiti, in assenza di una leadership forte di questi ultimi, hanno portato avanti scelte personali, ed, in alcuni casi, risalenti solo alla forza che il singolo era riuscito a raggiungere nell’Ente con accordi quasi sempre tra persone.
 Il cambio della Amministrazione dà diritto al sindaco eletto ed alle forze politiche che lo sostengono di dare corpo alla linea di politica culturale che ritiene opportuna e che al Fraschini si faccia non solo cultura ma «politica culturale» è reso evidente dal fatto che tutti i consiglieri del centrosinistra (compreso Omodeo Zorini designato quando era nel centro sinistra!) si sono candidati in Comune, Sacchi addirittura come capolista ed una volta eletto, capogruppo di minoranza. Se restasse questo C.d.A., la cui scadenza naturale è il giugno 2010, il centrosinistra non solo gestirebbe la prossima stagione teatrale, che peraltro è ormai difficilmente modificabile in profondità, ma metterebbe la basi anche per la stagione successiva, così che solo dalla stagione 2011-2012 Cattaneo avrebbe piena titolarità delle scelte, da concordare con la Fondazione, che ha in mano i cordoni della borsa, anche se il Comune fa la sua non indifferente parte.
 Antonio Sacchi ed il suo consiglio hanno ben operato in questi nove anni, così come aveva ben operato Adenti nel quinquennio precedente, ma rappresentano, in un C.d.A. completamente politico, la parte che ha perso ed è incompatibile nei due ruoli non solo tecnicamente ma politicamente (pensate alla ilarità dei presenti dinanzi ad un Sacchi che, nelle sedute di Consiglio in cui si discute del programma annuale legge la relazione da presidente, risponde da presidente alle domande dei consiglieri e, di tanto in tanto, corre dal banco della giunta al suo posto e attacca gli interventi della maggioranza, da capogruppo dell’opposizione).
 Perché, quindi, resistere con tanta durezza e non prendere esempio da Zorzoli che rappresenta il Comune all’Ato e si è dimesso il giorno dopo la vittoria di Cattaneo? Forse perché la Fondazione Bre pensa di poter mantenere stesso vicario anche dopo con la forza economica di cui dispone?
 Circolano boatos a tale proposito cui ritenevo di non dare peso, perché un accordo sulla vice presidenza di comune fiducia si può trovare su tanti altri nomi, così che se invece ci trovassimo dinanzi ad un vero aut aut (o Sacchi o i finanziamenti) il primo su un problema oggettivamente non decisivo nei rapporti politici tra Comune e Bre, non potremmo che pensare che i detentori del potere economico della città vogliano saggiare da subito Cattaneo che avrebbe un problema in più, il più importante per il suo futuro di primo sindaco della città che si popone di essere realmente autorevolmente autonomo.

Ettore Filippi Pavia

"La Provincia pavese", 4 luglio 2009
sabato, 04 luglio 2009, 17:43 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (3)

Commenti
#1    04 Luglio 2009 - 20:02
 
Carissima Irene,
guarda che sono le cose che ho sempre detto e che hanno di fatto mi hanno sempreostacolato nel centro sinistra ,così che ho sempre e solo ottenuto incarichi cui i leaders storici erano costretti dai voti e dai rapporti di forza.
D'altronde credo che un Sindaco autorevole e che salvaguardi l'autorevolezza della istituzione Comune, sia comunque in linea con la tua idea della politica e dei rapporti tra Comune ed Enti o soggetti portatori di interessi diversi.
Come al solito sono pronto al diluvio di improperi dei frequentatori del tuo blog.
Con la solita stima.
ettore filippi
utente anonimo

#2    05 Luglio 2009 - 00:13
 
"Come al solito sono pronto al diluvio di improperi dei frequentatori del tuo blog"

Nessun improperio, non meriti caro Filippi turpiloquio ma solo disinteresse per ciò che fai o scrivi.

Spero che tu riesca a piazzare il prima possibile la Migliorini, magari proprio al Fraschini, così per un pò la smetterai di bazzicare sulla scena politica pavese.
utente anonimo

#3    05 Luglio 2009 - 16:54
 
il commento del numero 2 mi intriga.
io credo che una persona vada valutata non per ciò che si racconta di lui ma per le cose che ha fatto, per quelle che è riuscito ad evitare, per gli impegni che prende, per la capacità di mantenerli, per i rapporti che riesce ad avere con il prossimo.
Chiarisco subito, per evitare facili commenti, che in politica gli impegni si prendono a fronte di altri impegni, in un rapporto che normalmente si chiama accordo.
Sfido chiunque , anche Piera Capitelli, a contestarmi un solo caso in cui non ho mantenuto un accordo che non ha visto prima il partner tradirlo e cercare di "fregarti".
Quanto all'essere a disposizione del prossimo, magari il numero 2 non lo sa, ma per una cultura che mi viene dalla mia esperienza professionale mi sono sempre considerato a disposizione di tutti ed ho ricevuto tutti senza che l' appuntamento fosse elemento necessario.
non conosco l'età del numero 2, ma è evidente che ignora che sono l'unico politico che calca la scena pavese che ha avuto in questa città ruoli di responsabilità e notorietà ( anche nazionale) fuori e prima della politica. Notorietà ( di cui avrei volentieri fatto a meno!)per meriti di servizio in tema di sicurezza nazionale riconosciutigli ufficialmente dalle Istituzioni e dalla gente. Meriti che ha pagato duramente con processi e detenzioni ingiuste.
Forse se sapesse o ricordasse queste storie,il numero 2 capirebbe che c'è una Pavia che mi segue da trentatre anni, che si fida di me, della mia correttezza e del fatto che faccio quello che dico e, soprattutto, dico quello che faccio e che sa che su di me e sul mio impegno personale si può contare sempre.
Sono certamente un personaggio scomodo, che prende posizioni in cui credo, anche andando controcorrente ( se il numero 2 legge l'intervento per intero, pesando le parole ad una ad una, magari si renderà conto del perschè ho tanti nemici anche nella politica e, magari, perchè dico e denuncio cose che dovrebbe denunciare la sinistra alternativa)e l'esperienza mi ha insegnato che è meglio stare nel gioco, cercando di intervenire e modificare ( o almeno tentare) le scelte che non si condividono che stare fuori ed ululare alla luna.
E' evidente che un soggetto politico come me è destinato a creare amici e nemici e se si riporta al Comune, è ancor più evidente che esistono un certo numero di fancazzisti che godono zone d'ombra o per privilegi legati al partito che li ha assunti o per la pace sociale che spesso i drigenti considerano utile. Ma ci sono centinaia di persone che lavorano con impegno e vengono penalizzati , anche in termini economici e di carriera , dai fancazzisti e dai loro difensori.
Non mi meraviglio,quindi, che quando ho avuto la delega al personale mi sia creato nemici, quello che è certo ( a proposito del diluvio di improperi è che per mesi sono stato bersagliato su questo blog da accuse di soperchierie, peculati, appropriazioni indebite, con Irene che, correttamente ha chiesto ed ottenuto documentazioni che ha inviato a chi di dovere senza che nessuna di queste accuse si sia dimostrata in nessuna maniera vera).
Si creano così le leggende negative che, però, leggende sono e leggende restano.
Quello che so è che ogni volta che dalle leggende si passa alla frequentazione reale, le idee su di me cambiano, i preconcetti si risolvono e si riesce a stabilire rapporti di normale stima, così come sono convinto che accadrebbe con il numero 2 se, superate paure ingiustificate , volesse confrontarsi
sui contenuti( e sono convinto accadrà anche con al Lega!).
Anche perchè il numero 2 non è uno sprovveduto che scende dalle montagne, ma un soggetto che sta nella politica e conosce i rapporti personali e politici, se parla della possibilità che Monica Migliorini venga designata da Rinnovare Pavia al Fraschini , con una specie di endorsement peloso, per cercare di mettermi in difficoltà.
Poichè non mi nascondo dietro ad un dito e le provocazioni mi intrigano, devo dire che Monica Migliorini è stata candidata al Consiglio per Rinnovare Pavia ed è arrivata quarta ( seconda dei non eletti o prima se vinceremo il ricorso per recuperare i trentatre voti che mancano) ed all'atto dell formazione della lista, si era raggiunto l'accordo tra i candidati che, al di là delle posizioni che richiedevano esperienza politica particolare, i primi dei non eletti fino al quinto arrivato sarebbero stati tenuti presenti per eventuali incarichi , così che parlare di Migliorini ,così come di Del Prete, Bellantoni o Blaiotta quando si parla di designazioni di Rinnovare Pavia è fatto normale.
Di una cosa può stare certo il numero 2 : dalla vita politica di Pavia potranno tenermi fuori solo gli elettori e non gli anonimi, che, comunque, rispetto, perchè ho sempre rispettato il diritto di tutti ad avere le opinioni che vogliono
ettore filippi
utente anonimo

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