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Il vicinato di Borgarello

di Irene Campari

http://thebigpicture.isgfl.com/wp-content/uploads/2007/12/billboard-in-the-desert.jpgL’assessore al Commercio Pietro Trivi (Pdl) esplicita, in un'intervista che riportiamo in fondo al post, la linea della Giunta Cattaneo circa le politiche commerciali. Sono tanto chiare quanto in realtà ambigue e non condivisibili. Trivi mette in atto una captatio benevolentiae nei confronti delle associazioni dei commerciali che in questi giorni si erano espresse in modo molto positivo rispetto all’approccio relazionale della nuova Giunta. Dichiara, infatti, di voler rafforzare la struttura dei negozi di vicinato impedendo l’insediamento sul territorio comunale di mega centri commerciali, ma aggiunge di voler sostenere la media distribuzione nelle aree dismesse e in modo diffuso in città e nei quartieri. E’ la politica iniziata dal centro sinistra: nelle aree dismesse sono state previste – in tutti i casi tranne che per l’Arsenale non ancora progettato – centri commerciali di medie dimensioni. Proprio quelli che non permetteranno la creazione o il mantenimento della rete di negozi di vicinato. La media distribuzione commerciale pone sul terreno dai 1500 ai 2500 metri quadrati di superficie di vendita e annessi funzionali. Costruire, come è stato fatto a Pavia negli ultimi 15 anni (Maestà, Ovest, Crosione) interi quartieri di villette con tipologie edilizie che non lasciavano e lasciano spazio al piccolo commercio, è più che strumentale all’insediamento di quelle tipologie di vendita. La Giunta Cattaneo sembra voler raccogliere i frutti che le Giunte Albergati e Capitelli hanno lasciato maturare sull’albero di una politica edilizia priva di servizi, con un occhio attento ai futuri insediamenti di media distribuzione e a quello dell’ipermercato Carrefour. Trivi usa inoltre – per attirare l’attenzione dei più sensibili – l’argomento “moratoria sui grandi centri commerciali” nel territorio comunale per cercare di inserire il suo programma in un quadro di “commercio sostenibile”. Tuttavia, non siamo nati ieri, ma un po’ di anni fa e vicino a Vellezzo Bellini. Comune questo che verrà toccato dalla progettazione del più grande insediamento commerciale della provincia: lo shopping center “Factoria” di Borgarello. Possibile che l’assessore Trivi non lo sappia? Non significa nulla, in un contesto del genere, sostenere che a Pavia non si insedieranno più grandi centri commerciali quando si avvierà il cantiere di uno enorme a una manciata di chilometri da qui. Cosa ne pensa Trivi di ciò che avverrà a Borgarello? I dati sono i seguenti.

A pagina 118 del "Documento di Piano del Piano" del "Piano di Governo del Territorio del Comune di Borgarello" è scritto: ”Analogamente la funzione produttiva esistente è data da un piccolo  insediamento all’interno del centro abitato, interessato da piccole e diversificate attività  artigianali insediate negli anni ’80. Allo stato attuale non rientra negli obiettivi strategici del Piano un ampliamento di tali attività. In quanto al sistema produttivo commerciale previsto, gli obiettivi del DdP si riassumono nei seguenti punti:

  • programmare servizi e infrastrutture per lo sviluppo di grandi strutture di vendita anche di interesse sovracomunale, preservando il patrimonio degli esercizi di vicinato considerati uno strumento vitale per la sopravvivenza della struttura urbana  locale . A tal proposito l’Amministrazione Comunale prende in considerazione la  proposta di insediare nel Comune di Borgarello una struttura mista commerciale e direzionale di grandi dimensioni, per rilanciare una pluralità di funzioni che potranno attrarre posti di lavoro, e quant’altro di interesse sovralocale, funzionale anche alla  riqualificazione del sistema dei servizi. Nel 2006 pertanto la Società GSC ha proposto all’attuale Amministrazione di Borgarello, un Atto Unilaterale d’Obbligo per la realizzazione di un “Sistema integrato per la commercializzazione dei prodotti con opere di interesse pubblico” a Borgarello, per il quale sono già stati redatti una serie di studi ed analisi per la valutazione della Compatibilità Urbanistico-Territoriale del progetto proposto, documentazione richiesta per ogni nuova struttura commerciale dal regolamento regionale delle Modalità applicative del programma Triennale per lo sviluppo del  Settore commerciale 2006-2008 in materia di grandi strutture di vendita. L’area interessata dall’insediamento si estende lungo il lato del Navigliaccio a ridosso della S.S. dei Giovi, l’arteria di grande scorrimento tra Milano e Pavia, e avrà un carattere polifunzionale essendo composto da opere di interesse pubblico quali la viabilità di interesse sovracomunale, il verde pubblico, e da opere di interesse privato quali uno Shopping Centre, un hotel, spazi per Incontri Cultura.”

La “struttura di vendita di interesse sovracomunale” è nata come proposta nel 2000. Ora possono farcela. La società Gsc di Bergamo è la referente italiana della più grande impresa immobiliare del Portogallo (loro sostengono "iberica"), la Sonae, a cui è stato aggiunto in seguito "Sierra". Il Signor Costantino Serughetti, proprietario di Gsc, sta battendo il chiodo con tutte le amministrazioni che si sono susseguite fin qui. Con le ultime due gli spiragli sono diventati possibilità concrete. L’ex Sindaco Vitolo, diceva di essersi arreso dopo che il gruppo interessato lo ha posto di fronte a 1500 posti di lavoro (“chi sono io per dire no?”). Non ha però fatto I conti con quanti se ne perderebbero nel circondario. L’attuale sindaco Valdes si trova tra le mani il nuovo Pgt in cui è descritta la struttura e l'estensione territoriale. Gli elementi che si insedieranno e le misure sono queste: uno shopping center di 65mila di cui 47.500 di Gla (superficie lorda affittabile), 2700 posti auto, con 11 anchor store, 106 shop unit, 18 ristoranti; una zona espositiva (5000mq), una multisala, un albergo (1000mq e funzioni annesse 10.000mq), un centro congressi (5000mq), stazione di servizio, pista Go-kart (3000mq), Bowling (1500mq), Fitness (300mq) e la variazione del percorso della statale 35 dei Giovi, prevista dal Prg. Nel 2002 Sonae imobiliaria era pronta ad investire 129 milioni di euro, che ora non bastano più. Aveva stipulato una joint venture con il Gruppo italiano della grande distribuzione “Pam” (che sta per “più a meno”) per gestire l’ipermercato di “Borgadello-Italy” (così è scritto nei documenti societari della Sonae del 2002).

Sonae imobiliaria ha aperto lo scorso anno due shopping center, uno a Brescia (“Freccia rossa”) e un altro a Biella (“Gli Orsi"), sempre in accordo con Pam. Quest’ultima però gestirebbe del centro di Borgadello solo l’ipermercato (come è successo per il Carrefour di Pavia e il Gruppo Gs). Dai bilanci della Sonae è però sparito il centro di Borgadello dal 2005 (data in cui prevedevano l’apertura), dove si fa ancora riferimento a pratiche da sbrigare legate alle licenze. In quello del 2007 e 2008 non è nominato. Piuttosto è citato in quest’ultimo il gramo momento che il consumo sta passando in Italia. La Sonae è di proprietà del signor Belmiro de Azevedo, che possiede la finanziaria che controlla le azioni, la Efanor Investimentos, quotata all’Eurofix. Partecipazioni sono anche di Banco BPI 8.9%, ABN Amro Bank 3.5%, Deutsche Bank 3.3%. Tuttavia Sonae Imobiliaria è posseduta 50% da Sonae e 50% dal Gruppo inglese Grosvenor, che dal 2003 segue tutti gli aspetti del management di Imobiliaria. Nel 2008, Grosvenor ha chiesto alla Banca d’Italia l’autorizzazione ad aprire un fondo sgr di risparmio (Grosvenor sgr). L’ha ottenuta, e a presiedere il fondo è stato nominato Oscar Rovelli, laureato in Economia a Pavia, diventato anche financial manager di Grosvenor in Italia.

Il Centro di Borgadello è un mostro commerciale capace di annientare tutto ciò che di commerciale stia nei paraggi; capacità anche di mettere definitivamente la parola “fine” sul Parco Visconteo – la grande riserva di caccia dei signori di Pavia e Milano – e sulla solitudine della Certosa, che come tutte quelle che si rispettino sono isolate e al di fuori del centro urbano, come a Pisa e a Parma. Sonae ha posto come contropartita alle amministrazioni dei Comuni limitrofi proprio la “valorizzazione del Parco”: come a dire “state buoni che ce n’è per tutti”. Hanno valutato un bacino di utenza pari a 530mila persone. Pavia dovrebbe invece valutare, oltre allo snaturamento di un’area ambientale storica, alla devastazione territoriale dalla quale non si potrà tornare indietro, il fatto che la “città internazionale dei saperi” vedrà il polo congressuale spostarsi dall’area ex Neca a Borgarello, i giovani andare al cinema a Borgarello, i visitatori e turisti andare a dormire a Borgarello, prenotare i loro viaggi dalle agenzie turistiche nello shopping center di Borgarello. Aldo Poli ha previsto nell’area ex Neca 4500 mq di Centro congressuale. Pochissimi, avesse osato un po’ di più, ora Sonae sarebbe scoraggiata a proporre il suo centro congressuale ai Sindaci dell’area viscontea. Eppure Poli si era espresso decisamente in modo negativo circa quell’insediamento nel Parco Visconteo. Oltre al centro congressuale potrebbe essere in discussione anche la pianificazione delle sale cinematografiche in città. Tutto, insomma. Un tutto non nascondibile con la foglia di fico dei "negozi di vicinato". O si sta con questi e con il tessuto sociale che contribuiscono a ricreare o si sta con altro.

Il 30 luglio 2009, la Regione Lombardia ha approvato il Piano Territoriale: come si inserisce quell’insediamento in questo piano? E cosa ne pensa l’Amministrazione provinciale e il Piano paesistico? Trivi ha sentito Valdes il nuovo sindaco di Borgarello? Sono tutte amministrazioni dello stesso colore; come si comporterà Pavia nella Conferenza dei Servizi?

Irene Campari

Da "La Provincia pavese", 2 agosto 2009:

Stop alla grande distribuzione. La giunta studia il primo piano di riordino del commerci. Trivi punta sui negozi di vicinato: «Dobbiamo valorizzarli» In programma l’apertura di supermercati nelle aree dismesse.

PAVIA. Un piano commerciale da inserire nel futuro Piano di governo del territorio. E’ l’intenzione della giunta, in particolare dell’assessore alla partita, Pietro Trivi, che annuncia la volontà, a partire da settembre, di regolamentare le iniziative commerciali in città. «Sono tre le linee guida a cui ci ispiriamo - spiega -. In primo luogo la valorizzazione dei negozi di vicinato, poi il blocco della grande distribuzione e la previsione di strutture di medie dimensioni nelle aree dismesse». L’idea di predisporre un piano commerciale cittadino viene proposta come una novità. Un’idea che si inserisce nel Pgt in un momento in cui Pavia già presenta un fiorire di iniziative commerciali, mentre la crisi crea difficoltà alle famiglie e una contrazione della capacità di spesa. La giunta Cattaneo si è riproposta di regolamentare la materia che sino a ieri è stata lasciata all’iniziativa dei privati con conseguente proliferare di ipermercati e supermercati a svantaggio dei piccoli negozi. «La nostra decisione parte da quella che riteniamo una necessità, ossia valorizzare i negozi di vicinato - spiega Trivi -. Specialmente nelle zone meno centrali della città il problema dei piccoli esercizi è particolarmente sentito. Sono parecchi quelli in difficoltà, al punto da essere costretti a chiudere». «Sicuramente con il nuovo piano commerciale porremo un freno alla grande distribuzione - prosegue l’assessore -. Sul nostro territorio non c’è più spazio per nuovi ipermercati. Un discorso diverso, invece, è quello che interessa la media distribuzione. Dobbiamo tenere conto del fatto che Pavia deve prendere in considerazione le proprie aree dismesse. Inizieremo a parlarne a settembre, anche perchè entreremo nel vivo della definizione del Pgt». Trivi poi parla del Distretto urbano del commercio. «E’ un’area che corrisponde al centro e a parte del Borgo - sottolinea - dove si interseca una serie di interessi e interventi che riguarderanno urbanistica e commercio. Anche la definizione degli orari dei negozi rientra nella nuova programmazione».
 Il distretto urbano del commercio è il progetto che la giunta Capitelli, in particolare l’ex assessore al commercio Luciano Rossella, nell’autunno scorso aveva annunciato di voler promuovere insieme ad Ascom, Confesercenti e privati. Un progetto che poteva contare su un cofinanziamento della Regione di 638mila euro. Al bando potevano partecipare, in due momenti distinti, i capoluoghi di provincia e altre realtà in forma associata. Potevano rientrare nei parametri del piano sia le ristrutturazioni nelle zone che l’associazione individuava, che i progetti generali di riqualificazione sulla viabilità, l’arredo urbano e altro.
 L’idea della giunta allora era stata quella di puntare sulla valorizzazione dei punti storici cittadini, ma soprattutto sulla promozione dell’iniziativa commerciale, che segnava il passo.

 

 

 

domenica, 02 agosto 2009, 12:11 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

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