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Cleantech

open in California di Sara Ficocelli

Può un software aiutarci a ridurre il consumo quotidiano di energia? La risposta arriva da Redwood City, cittadina in provincia di San Francisco sede, nei giorni scorsi, del Cleantech Open National Business Plan Competition, il concorso che da quattro anni a questa parte premia le invenzioni tecnologiche più eco-sostenibili. Dalla prima edizione del 2006 ad oggi, il Cleantech Open ha fatto emergere 125 team di ricerca che grazie ai finanziamenti e alla pubblicità ricevuta hanno portato a termine progetti interessanti e soprattutto utili. Da questi progetti sono nati 700 nuovi posti di lavoro, un po' come a dire che la tecnologia verde non fa bene solo all'ambiente ma anche all'economia. A vincere quest'anno è stata la EcoFactor, un'azienda specializzata in soluzioni personalizzate per il risparmio domestico di energia. Ha scavalcato i 278 concorrenti con un'idea semplice semplice ma utilissima: un software capace di regolare automaticamente il termostato di casa per ottenere ogni istante il maggior risparmio energetico alla miglior prestazione. Il premio consiste in un corposo assegno da 250mila dollari, naturalmente da reinvestire in altrettanti progetti verdi, accompagnato da nuovi uffici e servizi di consulenza gratuiti. I progetti scelti per la selezione finale sono stati 70, suddivisi in cinque categorie, e per la prima volta quest'anno i partecipanti non provenivano tutti dalla California, indiscussa patria della new technology, ma anche dalla Rocky Mountain Region e dal Pacific Northwest. "Quest'anno è stato molto difficile scegliere il vincitore - spiega il presidente di giuria Christopher O. Vargas - ma abbiamo deciso di premiare la EcoFactor perché è riuscita a ottenere due ottimi risultati in un colpo solo: ridurre l'impatto del consumo energetico sull'ambiente e i suoi costi per l'utente".
lunedì, 23 novembre 2009, 17:25 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Benvenuti nel regno dei bancali

http://farm4.static.flickr.com/3242/2760574153_a3370d187c.jpg[Dello scempio del territorio pavese ne scriviamo da quando è stato fondato questo blog. Ne ho scritto più di due anni fa nell'inchiesta Denti di ferro: logistica, retail park, centri commerciali e autostrade, descrivendo anche il sistema che si autosorregge tramite il continuo consumo di territorio. Non solo sull'asse Pavia-Piacenza, Pavia-Milano o Pavia-Alessandria, ma anche Pavia-Lodi: tra Copiano e Sant'Angelo Lodigiano il paesaggio è mutato nel giro di meno di due anni; è nato un nuovo polo logistico, quello della SS 235. I campi sono stati sostituiti da capannoni su entrambi i lati della statale. Con la costruzione del centro commerciale ad Albuzzano si riuniranno in una fila ininterrotta di sagome grigie i princìpi trasversalmente politici che hanno governato il territorio provinciale ed interprovinciale negli ultimi cinque anni.
Gli articoli che seguono sono tratti dal sito di Eddyburg. Irene Campari]


I campi mangiati dai capannoni: Lodi e Pavia in cerca di un’anima di Filiberto Mayda

La Broni-Mortara e il Business Park le prossime ferite all’antico tessuto di marcite e risaie della Bassa I comitati in rivolta e i municipi provano a ripensare l’espansione, ma forse è troppo tardi
Tangenziali, villette, logistica: ogni anno si perdono in media 13 metri quadrati di terreno agricolo pro capite  A Lodi e Pavia, dove l’industria sta diventando un lontano ricordo e si devono fare i conti quotidiani con i posti di lavoro persi, si sta rischiando di svendere il territorio. Autostrade, centri commerciali, lunghe file di capannoni, poli logistici. E poi case, ville, villette a schiera, se possibile condomini e uffici stanno prendendo il posto di campi, prati, coltivazioni, marcite. In cerca di un’anima, le due province sorelle non hanno ancora capito quale sia la loro strada.
Pavia ha la prospettiva, in teoria già nel 2013, di un altro, lunghissimo, nastro di asfalto che porterà tir, smog, campagne devastate. O almeno così vedono gli ambientalisti il progetto ormai approvato dell’autostrada Broni-Pavia-Mortara.
lunedì, 23 novembre 2009, 12:28 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (1)

"Lady Abelli, gli affari e l'ira del Faraone"

Il terremoto che scuote la giunta Formigoni. E il Consiglio regionale della Lombardia vara una commissione d´inchiesta di Alberto Statera

«Il Faraone è tornato e saprà distinguere tra amici e nemici», tuona minaccioso Giancarlo Abelli, deputato e vicecoordinatore nazionale del Popolo delle Libertà, detto per l´appunto il Faraone, nella sala grande del collegio Cardano di Pavia. È reduce da un «vertice» milanese con Roberto Formigoni, Ignazio La Russa e Mariastella Gelmini dedicato ad affrontare lo scandalo della bonifica di Santa Giulia-Montecity, il nuovo quartiere che forse galleggia su un mare di veleni, dove è affogato oberato dai debiti Luigi Zunino e che sta terremotando la politica lombarda. Fino al punto da farla sembrare la tarda replica della saga del «mariuolo» craxiano Mario Chiesa, configurando la tangentopoli milanese del nuovo millennio, targata non più Psi, ma Cl-Pdl. Ciò che giorno dopo giorno sembra rendere ormai una scommessa la ricandidatura del governatore ciellino al Pirellone nel prossimo marzo. Non meno di duecento persone capeggiate dal sindaco pavese Alessandro Cattaneo, cui sfugge una lacrimuccia, da quello di Vigevano Ambrogio Cotta, dal presidente della provincia Vittorio Poma e dai «generali» della sanità lombarda, omaggiano il Faraone redivivo. Il quale rivela commosso di aver appena ricevuto una lettera dalla sua signora Rosanna Gariboldi, ex assessore alla provincia di Pavia, in carcere per associazione a delinquere e riciclaggio di 22 milioni di euro insieme a Giuseppe Grossi, il ras delle bonifiche ambientali, quello che regalava orologi a politici e funzionari (per 6 milioni e mezzo di euro) come un distintivo di appartenenza al suo clan. Lady Abelli, come la chiamano a Milano, in cella si dispera, «ma noi siamo forti - avverte il marito in quel melting pot di ex democristiani, ex socialisti, ex fascisti, ex comunisti confluiti nel nuovo potere berlusconian-ciellino - e se qualche finto amico pensa che il vecchio leone sia ferito e vuole tirargli un calcio, si sbaglia di grosso.

domenica, 22 novembre 2009, 13:47 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (2)

L'Uomo e la Macchina

di Fabrizio Bottini (Eddyburg)

Malafede e imbecillità strisciante ci stanno commissariando la vita. Ultimo esempio: il Ponte di Barche sul Po a Piacenza, vietato a pedoni e ciclisti
.

Come ci insegnano, esiste un livello locale, uno nazionale, magari uno federale. Poi ci sono anche quello subliminale, quello inconscio. Insomma siamo sempre “a livello di”. O anche parecchio sotto.  Ci insegnano anche che esiste un partito dell’automobile, anche questo organizzato secondo i suoi bei livelli. C’è quello federale, etereo mondo di strategie finanziarie e scatole organizzative. Quello nazionale un po’ più tangibile, come bruscamente capiscono per esempio le famiglie degli operai lasciati a casa da un giorno all’altro, o le comunità che si vedono passare un viadotto fra la cucina e il tinello. Poi quello locale, come a Milano, dove la giunta dopo aver fatto quattro giri del mondo a spese del contribuente, sbandierando il suo Ecopass come soluzione al Global Warming (la giunta di Milano parla solo in inglese, così gli elettori non capiscono e votano sulla cieca fiducia), appena tornata in sede ha liquidato l’assessore che l’aveva introdotto. Ma è a livello di inconscio e subliminale, che il partito dell’automobile si esprime al meglio. Ovvero in quelle cose che paiono ovvie ma non lo sono per niente. A giustificare l’inutile puzza di benzina, il casino insopportabile, il parco devastato e inutilizzabile per colpa della Formula Uno (che dura un’ora l’anno, ma si prende tutto l’anno) almeno si è costretti ad arruolare certi ministri di solida cultura fascista, che in mancanza di meglio si lanciano in qualche patetica ma molto televisiva citazione di Marinetti, tipo “Veemente dio d’una razza d’acciaio,Automobile ebbrrra di spazio,che scalpiti e frrremi d’angoscia rodendo il morso con striduli denti…
L’inconscio però è uno spazio ancora più aperto, dove le cazzate galoppano libere e selvagge. La cosa si può toccare con mano se fate un giro appena dietro l’ipermercato Auchan. Mica uno qualsiasi dietro casa vostra, però: l’inconscio automobilistico deve manifestarsi, come si dice, sul territorio.
domenica, 22 novembre 2009, 12:27 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (1)

Business as usual

Rogoredo-Santa Giulia, com'era, com'è e come rimarrà.

Rogoredo come eralo schifo costruito oggi
sabato, 21 novembre 2009, 18:52 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Lo sviluppo (regionale) sostenibile

Ricerca a cura dell'università di Pisa

CLASSIFICA GENERALE DELLA SOSTENIBILITA'

Regione
Punteggio
 
1. Trentino Alto Adige
62
2. Toscana
57
3. Abruzzo
54
4. Valle d'Aosta
54
5. Piemonte
53
6. Lombardia
52
7. Lazio
52
8. Umbria
51
9. Emilia Romagna
50
10. Liguria
50
11. Veneto
50
12. Marche
50
13. Friuli Venezia Giulia
48
14. Campania
48
15. Basilicata
47
16. Calabria
46
17. Molise
46
18. Sardegna
45
19. Puglia
41
20. Sicilia
38

sabato, 21 novembre 2009, 14:23 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Signora Marcegaglia ...

http://www.angryconservative.com/home/Portals/0/Blog/GlobalWarming/global_warming_or_global_cooling.jpgmi consenta: il fallimento sarebbe della specie, umana. Visto che il premio che ha ricevuto si intitola "areté", confidiamo nel suo coraggio per una prossima uscita più realisticamente "virtuosa". (ic)

Clima, Marcegaglia: «no» a fughe in avanti della Ue senza intesa sulle emissioni

«Se al vertice di Copenaghen non si chiude, occorre evitare che l'Europa si dia ulteriore obiettivo di riduzione delle emissioni unilaterale, perché rischia di essere punitivo per la competitività delle imprese». Così la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia parla degli obiettivi che si deve porre l'Europa dopo la conferenza sull'ambiente che si apre il 7 dicembre, segnalando la necessità di non fare «troppi passi in avanti perchè, ponendosi obiettivi irrealistici, c'è il rischio di avviare un processo non credibile. «Dobbiamo spingere perchè tutti prendano impegni e perchè ci sia un accordo globale: non dobbiamo vivere come un fallimento politico se Copenaghen non si chiude», ha detto ancora Emma Marcegaglia che, in occasione della consegna del premio Aretè ha aggiunto: «L'importante è che cominci un percorso e che ci si diano dei tempi».

"Il sole 24ore", 20 novembre 2009

[Immagine da martynemko.blogspot]
venerdì, 20 novembre 2009, 21:28 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Cip not ceap

Le bonifiche, i termovalorizzatori e altro in due articoli de La Stampa e La Repubblica. Ricordo che Pavia è insieme a Brescia la provincia che meno investe sulla raccolta differenziata dei rifiuti, fatto che in generale favorisce lo smaltimento in inceneritori. Le società di Grossi prevedevano un "impianto di produzione di energia da biomasse" a Casei, ma molti lo ritenevano un termovalorizzatore dissimulato. Grossi gestisce tramite la Rea Dalmine il Termovalorizzatore di Dalmine e tramite un'altra società anche uno in provincia di Latina; di questo era stato chiesto - e negato - il raddoppio. (ic)

1- CONTI ALL´ESTERO, FATTURE FALSE E POLITICA ECCO LA RAGNATELA DEL "RE DELLE DISCARICHE"...

Piero Colaprico per "la Repubblica"

Imbrogli per fare imbrogli, per fare altri imbrogli e per intascare un sacco di soldi in contanti. Questa sembra, in estrema sintesi, la vita segreta di un multi-milionario che sino a un mese fa, quando il 20 ottobre è stato arrestato per riciclaggio con vari collaboratori, era sconosciuto al grande pubblico. Si chiama Giuseppe Grossi, ha 62 anni, ed è un protagonista di quello che potremmo definire il «sistema-discarica». La parola sistema viene suggerita da Palazzo di giustizia: «A differenza di Tangentopoli, non c´è un Mario Chiesa che crolla e parla. Però ci sembra di stare vicino a un sistema di corruzione molto esteso», dicono gli investigatori. Hanno sotto esame i trucchi contabili e le bonifiche delle discariche. Lo scenario che gli si sta aprendo davanti porta, secondo attendibili indiscrezioni, all´enorme business dei termovalorizzatori. E cioè agli impianti che inceneriscono i rifiuti e trasformano il vapore in energia. C´è un´espressione che conoscono in pochi, ma che ci riguarda tutti, perché ci toglie il denaro dalle tasche (e nemmeno lo sappiamo). È «Cip 6». Il gestore nazionale dei servizi elettrici (Enel) è obbligato per legge ad acquistare l´energia da chi la produce attraverso fonti considerate rinnovabili. E non al costo di mercato. Su questo acquisto obbligatorio è stato imposto un sovrapprezzo di circa il 7 per cento, che viene ritoccato ogni trimestre dal governo e addebitato direttamente sulle bollette di casa. Questa cifra, a conti fatti, supera i 3 miliardi di euro all´anno. Tre miliardi che, in base al Cip 6, escono dalle tasche già malridotte dei cittadini italiani per andare a vantaggio di chi? Di chi ha in mano i termovalorizzatori. E guarda caso, in tutt´Europa è solo l´Italia che concede questo incentivo agli imprenditori (spesso legati alla politica) che bruciano rifiuti.

venerdì, 20 novembre 2009, 14:12 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

I futuri mariti

di Alessandro Da Rold per "Il Riformista", via Dagospia

C'è una fotografia del settembre dello scorso anno che vale la pena rammentare. Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, è a cena sul Lago di Garda, a Desenzano, insieme ai vertici del Popolo della libertà lombardo. Insieme a lei, c'è il futuro marito Giorgio Patelli, padre del figlio che aspetta. L'imprenditore bergamasco, immobiliarista, esperto in estrazione di cave, ascolta interessato i convitati. «Tra un risotto e un branzino alla brace», come riportano le cronache del Giornale di allora, si fa più di un accenno alle elezioni regionali del 2010. Al tavolo ci sono Giancarlo Abelli con la moglie Rosanna Gariboldi, Guido Podestà, attuale presidente della provincia di Milano, Massimo Ponzoni, assessore all'Ambiente in regione Lombardia e Adriano Paroli, sindaco di Brescia. Manca il governatore Roberto Formigoni. Ma proprio di lui si parla, perché i quotidiani il giorno dopo scriveranno di «un patto sulle elezioni regionali: dopo Formigoni c'è Gelmini», con il presidente ciellino in partenza verso Roma. La cena, però, non è solo occasione per discutere del futuro politico del Pirellone, di cui tanto si parla in questi mesi, tra malumori leghisti e dell'area laica del Pdl. E' una delle prime cene ufficiali per Patelli, imprenditore cinquantenne che riscuote successo tra le donne, balzato agli onori delle cronache in poche occasioni, spesso non particolarmente esaltanti. Il suo nome è saltato fuori dall'interrogatorio di dieci ore cui è stato sottoposto Ponzoni, il sette novembre scorso, nell'ambito dell'inchiesta sulla bonifica Montecity-Santa Giulia che vede coinvolto il re della bonifiche Giuseppe Grossi.
giovedì, 19 novembre 2009, 14:34 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Bonifiche, ora spunta la ’ndrangheta

di Enrico Lagattolla

Il pool di magistrati al lavoro sul caso Santa Giulia si allarga: tra questi anche un magistrato dell’antimafia. È il pm che ha arrestato la cosca calabrese per il racket del movimento terra. Ieri altro interrogatorio per Grossi. Non solo riciclaggio. Non solo fondi neri ed evasione fiscale. Non solo corruzione. Nell’inchiesta sulla bonifica di Santa Giulia si sta aprendo un capitolo ancora più allarmante. È un’ipotesi di smaltimento illegale di rifiuti tossici. E, soprattutto, è l’ombra della criminalità organizzata che si allunga sull’intera vicenda. Per questo, la procura si sta organizzando. Ai due pm titolari dell’inchiesta, Laura Pedio e Gaetano Ruta, si sono infatti aggiunti altri due magistrati. Con due compiti diversi. Il primo, Frank Di Maio, dovrà accertare se i materiali inquinanti scaricati nel corso degli anni nei terreni di Rogoredo dalla Montedison non siano ancora sotto Santa Giulia. C’è poi un quarto pm chiamato a unirsi al pool. Appartiene alla Direzione distrettuale antimafia, e ha lavorato a un’inchiesta sulle aziende di movimento terra legate alla ’ndrangheta, e che operavano in Lombardia. Quell’indagine, poche settimane fa, ha portato all’arresto di 17 persone legate alle cosche dei Barbaro e Papalia. È il business degli scavi e dello smaltimento dei rifiuti. È il «controllo - scrive il gip Giuseppe Gennari nell’ordinanza di custodia cautelare del 26 ottobre scorso - dell’attività di “movimento terra” nella zona sud ovest dell’hinterland milanese». Sono i camion che partono dai cantieri e scaricano nelle cave lombarde, e non solo. Gli investigatori stanno cominciando a seguire le tracce di quei convogli. Una di queste, porta a una discarica del vercellese, aperta da una delle società (la «Aimeri») di Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche finito in carcere e ieri nuovamente interrogato per diverse ore dai pm. Una discarica che, fatto strano, si trova nella riserva naturale di Baragge, in Piemonte. In quei terreni sarebbe stata scaricata parte dei materiali di scavo provenienti da Santa Giulia, grazie a viaggi notturni (con una cinquantina di mezzi) organizzati da una società di trasporti in odore di mafia. Risultato, sottosuolo contaminato da Ddt. Ma è solo uno dei siti nel mirino di pm e Guardia di finanza. Di cave, in Lombardia, ce ne sono diverse. A Bergamo, in particolare. E, da tempo, il tema agita la politica. L’ultimo caso è quello di Cinzia Secchi, da vent’anni responsabile al Pirellone della sezione cave, trasferita ad altro incarico nel gennaio scorso. A farla «saltare» sarebbe stata l’indagine del pm Grazia Colacicco sui suoi legami con alcuni imprenditori del settore ambientale, uno dei quali anche membro fino al 2006 del comitato tecnico consultivo regionale per le attività estrattive. Il pool, dunque, ha iniziato a scavare. Per questo la Gdf ha acquisito in Provincia il piano di caratterizzazione di Santa Giulia, ossia i documenti relativi alle prime fasi della bonifica. Per lo stesso motivo, ora, anche l’antimafia cerca di capire che fine abbia fatto la terra contaminata. È la parte più «sporca» di questa inchiesta. È la criminalità organizzata che, fin dall’inizio, gioca un ruolo in questa vicenda. In fondo, era stato Grossi, prima di essere arrestato, a dirlo ai pm. «Mi ero reso conto - aveva messo a verbale - che la Sadi di Torino (una delle società del gruppo Green Holding, ndr) era in mano a un clan malavitoso calabrese».

Il Giornale, 19 novembre 2009

giovedì, 19 novembre 2009, 12:15 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Il consumo di suolo in Italia: 1995 – 2006

di Paolo Berdini per Eddyburg

Le tavole sono consultabili nel file allegato in calce al testo.

1. Stop al consumo di suolo http://www.raisethehammer.org/images/upper_james_cloverleaf.jpg

Contro la dissennata cementificazione del territorio e la distruzione del paesaggio è da tempo in atto una vasta offensiva sociale e culturale. L’associazione Stop al consumo di suolo è da tempo una realtà in crescita e l’adesione all’appello conta un sempre maggiore numero di contatti[1]. All’associazione partecipano AltritAsti, Gruppo P.E.A.C.E. Pace, Economie Alternative, Consumi Etici, Movimento per la Decrescita Felice, AltrItalialtroMondo, Eddyburg, Associazione dei Comuni Virtuosi. Insieme a questa rete di amministrazioni pubbliche e comitati, anche le grandi associazioni ambientaliste e culturali sono impegnate nel contrastare la distruzione dei beni naturali e la riduzione della biodiversità. WWF, Fai, Italia Nostra e Legambiente sono concretamente impegnate nel contenere la dilagante espansione urbana. Questo vasto movimento non ha finora potuto fare affidamento su dati certi sulla quantità di suoli agricoli che ogni anno viene urbanizzato e sottratto agli usi naturali. Gli unici indicatori di riferimento sono, come noto, la quantità di ettari sottratti all’agricoltura calcolati dall’Istat (3,5 milioni di ettari nel periodo 1990–2005) e il dato del consumo di suolo misurato dall’Agenzia Ambientale Europea tra il 1991 e il 2001 che aveva stimato in circa 8.400 ettari/anno la quantità di suolo sacrificata per l’urbanizzazione[2]. Il primo dato non rappresenta il reale consumo di suolo, poiché indica soltanto gli ettari sottratti all’agricoltura e dunque non necessariamente urbanizzati. Si tratta di aziende agricole che chiudono il ciclo produttivo o di aree coltivate che vengono abbandonate. Il secondo dato, al di là delle metodologie di interpretazione[3], si riferisce anche ad un periodo in cui l’attività edilizia è stata bassa in conseguenza dell’inchiesta Mani pulite[4].
mercoledì, 18 novembre 2009, 21:42 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Legittimazione enti e comitati ...

Da Ambiente Liguria questa importante sentenza del Tar della Toscano sulla legittimità di enti e comitati ad impugnare atti amministrativi per la difesa dell'ambiente.

Giur.Amm. T.a.r. : Ambiente in genere. Legittimazione enti e comitati

TAR Toscanza Sez. II sent. 1505 del 6 ottobre 2009

Ambiente in genere. Legittimazione enti e comitati Il riconoscimento giurisdizionale della legittimazione ad impugnare atti amministrativi, a tutela dell'interesse diffuso alla conservazione dell'ambiente, può avvenire caso per caso in favore di enti associativi o comitati, purché questi non soltanto abbiano fra i propri scopi statutari la tutela ambientale ed operino nell'area geografica sulla quale il provvedimento contestato incide, ma rivestano in concreto una posizione differenziata in virtù di un adeguato grado di rappresentatività, di un collegamento stabile nel tempo con il territorio di riferimento, e di un'azione dotata di apprezzabile consistenza, anche tenuto conto del numero e della qualità degli associati

 N. 01505/2009 REG.SEN.

N. 01750/2007 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda)

mercoledì, 18 novembre 2009, 20:47 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Scaroni l'ambientalista al Senato «Abbassate il riscaldamento»

Il manager Eni: «Si può resistere consumando metà dell’energia»

ROMA - L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, invita i senatori a non sprecare energia cominciando proprio dai locali di Palazzo Madama. Chiamato a una audizione per «spiegare» il vertice di Copena­ghen sul clima - «sarà una tap­pa, non la fine di un percorso», ha affermato - il manager ha so­stenuto l’importanza dell’effi­cienza e del risparmio energeti­co, ormai cavallo di battaglia del cane a sei zampe. E per fare un esempio è partito proprio dal Senato. «Prendete questa stanza, fa un caldo tremendo, perché dobbiamo stare qui con 24 gradi - si è chiesto - quando potremmo vivere benissimo con una temperatura di 19-20 gradi, consumando la metà?». «Perché dobbiamo continua­re con comportamenti crimina­li da un punto di vista ambien­tale - ha aggiunto - e immagi­narci i mulini a vento in posti dove non c’è vento?». Sul fron­te dell’efficienza ambientale, ha spiegato Scaroni, «abbiamo di fronte un’autostrada e dob­biamo cercare di fare cose intel­ligenti». L’amministratore dele­gato dell’Eni l’anno scorso si era distinto, raccogliendo an­che applausi dal mondo degli ambientalisti, perché aveva da­to l’esempio nelle sedi mondia­li della holding invitando i di­pendenti nel periodo estivo a presentarsi in ufficio senza cra­vatta «in cambio» di un grado in più di temperatura, rispar­miando così sul consumo di aria condizionata. In merito alla conferenza del­le Nazioni Unite, in program­ma nella capitale danese dal 7 al 18 dicembre, Scaroni si è det­to convinto che «rappresente­rà solo un momento di consen­so politico, ma per passare ad azioni condivise occorrerà tem­po». Il futuro dei nuovi gasdot­ti prevede invece un’agenda più rapida: sui colloqui tra Eni e la francese Edf per South Stre­am il numero uno dell’Eni ha affermato che «prossimamente Putin è atteso a Parigi e questo potrebbe segnare una svolta». La decisione finale sull’investi­mento da effettuare per il ga­sdotto sotto il Mar Nero sarà comunque presa entro il 2010.

mercoledì, 18 novembre 2009, 19:11 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

6°: la catastrofe

A Spanish reservoir suffers from drought Lo scrive The independent in un allarmante quanto realistico articolo dal titolo "World on course for catastrophic 6° rise, reveal scientists". Dove per "6° rise" è da intendersi 6° di temperatura a cui si innalzerà il pianeta se dovessero continuare le attuali emissioni di Co2. L'aumento della temperatura è più consistente vicino ai poli. Le peggiori previsioni si stanno avveranno.(ic)

AFP, A Spanish reservoir suffers from drought

Fast-rising carbon emissions mean that worst-case predictions for climate change are coming true

By Steve Connor and Michael McCarthy, Wednesday, 18 November 2009

The world is now firmly on course for the worst-case scenario in terms of climate change, with average global temperatures rising by up to 6C by the end of the century, leading scientists said yesterday. Such a rise – which would be much higher nearer the poles – would have cataclysmic and irreversible consequences for the Earth, making large parts of the planet uninhabitable and threatening the basis of human civilisation.
We are headed for it, the scientists said, because the carbon dioxide emissions from industry, transport and deforestation which are responsible for warming the atmosphere have increased dramatically since 2002, in a way which no one anticipated, and are now running at treble the annual rate of the 1990s.

Continua QUI.

 

mercoledì, 18 novembre 2009, 11:08 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Accordo sul clima, quanto sarebbe costato?

Cina e Usa si fermano ad un patto non vincolante di Gabriele Battaglia (Chén Ying-Peacereporter)

Accordo vincolante "politicamente" ma non "legalmente", la montagna ha partorito il classico topolino. Di questo tenore sono i commenti all'indomani delle dichiarazioni congiunte Usa-Cina che svuotano il prossimo vertice di Copenhagen sul clima (7-18 dicembre) prima ancora che inizi. Negli Usa, dopo la riforma sanitaria, il presidente Barack Obama non può permettersi un ulteriore "strappo" nei confronti delle lobby industriali, che vedono eventuali limiti alle emissioni come il fumo negli occhi. La Cina, dal canto suo, aspetta un gesto significativo statunitense prima di impegnarsi. La sua posizione è arcinota: la responsabilità del cambiamento climatico è soprattutto delle economie avanzate, sono loro che devono farsi carico per prime della riduzione di emissioni. Se è vero che è ormai in testa alla classifica degli inquinatori, Pechino rivendica il fatto che ogni cinese emette annualmente solo 4,6 tonnellate di Co2, mentre ogni statunitense ne emette ben 20. E così la partita è in stallo, con l'Europa osservatore impotente.
martedì, 17 novembre 2009, 22:22 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

L'Enel leader mondiale dell'energia intelligente

Enel's high tension insulators. Italy's dominant utility has become the surprising world leader in the development of a smarter electrical grid. Secondo Der Spiegel che dedica oggi, 17 novembre 2009, un importante articolo a questa notizia. L'Enel avrebbe sviluppato un sistema "smart" di griglie di insolarizzazione che farebbero risparmiare 750 milioni di euro l'anno e ridurrebbero di molto le bollette degli utenti. (ic)

How Italy Beat the World to a Smarter Grid by Mark Scott
Enel's high tension insulators. Italy's dominant utility has become the surprising world leader in the development of a smarter electrical grid.

An aggressive rollout of intelligent electrical meters is saving Italy's Enel 750 million dollars per year -- and cutting customers' bills

After several false starts, 2010 finally could be the year when smart meters go global. The technology, which lets energy companies and consumers more closely monitor their electricity consumption, has many champions.

L'articolo integrale QUI.
martedì, 17 novembre 2009, 19:29 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Brescia e Pavia maglie nere dei rifiuti

Aria e rifiuti, la maglia nera va a Brescia di Maria Sorbi

La provincia di Brescia detiene un triste primato: è ai vertici della classifica delle zone della Lombardia più inquinate. Seconda sola a Milano. Maglia nera anche per la raccolta differenziata dei rifiuti, che lascia molto a desiderare. Certo, a guardare i dati, ci si può consolare sulla qualità dell’aria, lievemente migliorata rispetto agli anni scorsi. Ma sul resto c’è ancora molto da lavorare. Ad esempio, le aree da bonificare sono ben 158. L’unica provincia a contarne di più (721) è quella di Milano che tuttavia ha dalla sua una superficie più estesa. A Bergamo i siti da bonificare sono un centinaio, a Monza 115, a Pavia 125. Si tratta per lo più di ex benzinai, oppure di aree industriali dismesse. È quanto emerge dai dati diffusi dal rapporto dell’Arpa, l’agenzia ambientale regionale. A scorrere i numeri e le tabelle, si incappa in un’altra spiacevole sorpresa: Brescia e Pavia sono le uniche due province a non aver rispettato gli obiettivi fissati dall’Ue sulla raccolta differenziata. Nel 2007 la percentuale di riciclo era di poco superiore al 35 per cento, contro una media regionale di dieci punti in più. In teoria, entro il 2011 bisognerebbe raggiungere l’obiettivo del 60 per cento dei rifiuti riciclati: traguardo ancora molto lontano. Veniamo alla qualità dell’aria. In base al rapporto dell’Arpa, risulta che il numero dei giorni in cui le polveri sottili hanno sforato i limiti di allerta a Brescia sono calati (145 nel 2006 e 98 nel 2008) ma pur sempre lontani dai parametri richiesti dall’Unione europea, che impone un limite di 35 giorni all’anno. L’attenuante tuttavia c’è e a ricordarla è il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che, nella sua lotta per la qualità dell’aria si trova a combattere da anni contro situazioni climatiche sfavorevoli, come la scarsa circolazione dell’aria a causa della presenza della catena delle Alpi. «Sulla Lombardia - aggiunge Formigoni commentando i dati dell’Arpa - gravano fattori di pressione ambientale come una densità abitativa tre volte superiore alla media nazionale, la presenza di quasi un milione di imprese, la circolazione di oltre un milione di veicoli». Nonostante numeri di questa portata, la Lombardia, in base ai controlli firmati Arpa, «emette meno inquinamento rispetto ad altre regioni a dimostrazione dell’efficacia delle scelte politiche messe in campo. La strada imboccata è quella giusta». Il direttore dell’Arpa, Franco Picco, con i grafici sotto mano parla di un «lento ma sostanziale miglioramento che, peraltro, avviene ormai da parecchi anni. Si tratta di un progresso diluito nel tempo - puntualizza - per il quale bisogna continuare ad applicarsi in modo sistematico». Sulle cose che dipendono soltanto dall’azione della Regione, Formigoni fa notare che «siamo primi o tra i primi, per esempio nella raccolta differenziata. Le performance cominciano a migliorare e nel 2007 si sono raggiunto livelli del 47 per cento con meno del 4 per cento di rifiuti che finisce in discarica».

"Il Giornale", 16 novembre 2009
lunedì, 16 novembre 2009, 14:15 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

Verso il soffocamento

A Copenaghen non ci sarà intesa sui tagli alla CO2

"SINGAPORE
- Non ci sarà nessun accordo sui tagli alle emissioni di CO2 al vertice di Copenaghen il mese prossimo. Il brutale declassamento di quel summit, molto atteso per la lotta al cambiamento climatico, è stato annunciato ieri in seguito a un accordo tra Stati Uniti e Cina. Tutto è accaduto a Singapore, ai margini del vertice delle nazioni dell'Asia-Pacifico (Apec).[...]"

da La Repubblica di Federico Rampini, Qui.
domenica, 15 novembre 2009, 20:42 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Lo scioglimento della Groenlandia

I ghiacci della Groenlandia (che appartiene alla Danimarca) si stanno sciogliendo più rapidamente del previsto. Se si dovessero sciogliere completamente, il mare si innalzerebbe di 7 metri. La foto è di Der Spiegel, Qui.


Steve Morgan

The dimensions of this frosty giant go way beyond human imagination. The Greenland ice sheet has a surface area of some 1.7 million square kilometers and is up to three kilometers thick in places [...].

sabato, 14 novembre 2009, 20:06 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

E se l'albero climatico nascondesse la foresta dei conflitti armati?

di Ben Cramer, tradotto da Manuela Vittorelli per Tlacxala

Les trois sphinx de Bikini, Salvador Dali, 1947, collection privée. 
Le tre sfingi di Bikini. Salvador Dali, 1947, collezione privata.

Tutto dunque si giocherà nel dicembre del 2009? Va di moda la tesi secondo cui la protezione del nostro caro pianeta esige la conservazione dello strato di ozono e, da qui al 2020, una riduzione del 20% dei gas a effetto serra in Europa. E, secondo il manuale di sopravvivenza, il prossimo summit di Copenhagen sarà l'ultima frontiera, impossibile da superare. Slogan forte ed efficace, ma riduttivo. Lungi dal voler ironizzare sulle urgenze o dal proporre un'altra gerarchia di priorità, la nostra sopravvivenza – della quale si discuterà a Copenhagen – non dipende ugualmente dalla sorte che sarà riservata alle armi nucleari? Tenuto conto del ruolo che esse svolgono nelle questioni climatiche, tenuto conto delle risorse finanziarie che vi vengono destinate perché queste armi finiscano per sfigurare e devastare permanentemente il pianeta, la questione merita di essere posta.
sabato, 14 novembre 2009, 19:12 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Porta i veleni a galla

Visita il sito www.infondoalmar.info, sta raccogliendo documentazione sulle navi sparenti e dei veleni. Uno scandalo e crimine ambientale internazionale senza eguali nel nostro Paese. Dobbiamo esigere la verità, solo così si potranno fermare trafficanti e speculatori di ogni risma e tutelare ciò che si può ancora tutelare del nostro mare e della nostra salute.
venerdì, 13 novembre 2009, 17:54 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

«Voglio il processo: la mia famiglia è tutta al camposanto»

di Marco Bucciantini

In questa storia ci sono due tempi: quello infinito della giustizia, dei cavilli, delle notifiche, tempo perfetto per essere prescritto. E quello che scandisce l’amianto, che lavora nell’organismo con scadenze più puntuali. Di mesotelioma si muore così: «L’incubazione è lunghissima, anche 30 anni. Ma quando si manifesta nella pleura, si muore in fretta, pochi mesi, al massimo un anno. Comincia con un dolore al torace, acuto. Poi il cavo pleurico che riveste il polmone s’intasa fino al soffocamento». Romana Blasotti Pavesi racconta il male perché lo conosce, lo ha visto da vicino: si è accanito, è venuto a casa a visitarla ed è tornato spesso, prendendosi il marito Mario, nel 1983. Poi la sorella Libera. Il nipote Giorgio, sei anni fa. Per ultima la figlia Maria Rosa, nel 2004. «Se bloccano il processo, a Casale facciamo la rivoluzione». Lo dice forte. La signora Romana ha ottant’anni ma non è stanca. «I ricordi mi tengono viva». Quando parla la voce è piena come un tuono. L’amianto al microscopio è gentile, sembra un batuffolo di cotone. Nei polmoni è un killer spietato: «Nessuno guarisce». Non c’è percentuale, dicono i dottori. L’unica speranza per un malato di tumore al polmone è quella di avere giustizia: «Abbiamo camminato verso questo processo, piano piano. Adesso ci siamo. Che succede?». Che forse la prescrizione se lo porta via: la prescrizione è l’amianto della giustizia. La divora. Il 10 dicembre è fissata a Torino la prima udienza del processo sulle morti degli operai della Eternit, la fabbrica di Casale Monferrato. Fra le eccezioni al ddl del governo c’è quella per l’incuria della sicurezza sui posti di lavoro.
venerdì, 13 novembre 2009, 16:03 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Il clima che verrà da Copenhagen

di Jean Tirole 

La conferenza di Copenhagen è fondamentale per il futuro della lotta ai cambiamenti climatici. Ma è probabile che ne esca un accordo non sufficiente a raggiungere un significativo abbattimento delle emissioni e anche troppo costoso. Si dovrebbe invece puntare a un'intesa su alcune azioni immediate e su pochi principi di massima, oltre a fissare una tabella di marcia in vista di un accordo generale nel 2015. Sul tavolo resterebbe così un unico problema: l'allocazione dei permessi tra i diversi paesi, che dovrebbe essere più generosa per quelli in via di sviluppo. La conferenza di Copenhagen di dicembre sarà fondamentale per il futuro della lotta ai cambiamenti climatici. Detto con una battuta, il risultato sarà “troppo poco, troppo costoso”.
Il Protocollo di Kyoto è stato un passo importante sotto il profilo simbolico, ma non è riuscito a promuovere uno sforzo maggiore nella riduzione dei gas a effetto serra (Ghg). E senza un cambiamento di mentalità, il protocollo di Copenhagen ci regalerà ancora undici anni di questo gioco al rinvio: i paesi continueranno nei loro comportamenti free-riding e si rafforzerà la convinzione che rimanendo ancorati al carbonio si sarà poi in una posizione di forza per chiedere compensazioni in cambio dell'adesione a un accordo nel 2020.

COSTOSI E INSUFFICIENTI

Certamente, qualche passo avanti si farà. I mercati dei crediti di carbonio esistono o saranno creati in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone e anche i paesi emergenti hanno intrapreso alcune azioni.

venerdì, 13 novembre 2009, 13:52 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

"L’affare delle bonifiche, ora si indaga sulle società"

Inchiesta Montecity, verifiche sulle imprese coinvolte nella riqualificazione dell’area di Casei Gerola

PAVIA. Dopo l’acquisizione in Provincia dei documenti sulle bonifiche, l’attenzione degli inquirenti milanesi si sta soffermando sulle società che hanno partecipato ad alcuni degli interventi più importanti sul territorio della provincia di Pavia. Come quello della bonifica dell’ex zuccherificio di Casei Gerola. La Procura di Milano pochi giorni fa ha inviato la Forestale negli uffici dell’ente di Pavia per acquisire le relazioni e i certificati di avvenuta bonifica su diverse aree dal 2005 a oggi. Ora i controlli si stanno spostando sulle società coinvolte negli affari delle bonifiche e sui loro meccanismi di costituzione e partecipazioni. Se gli sviluppi dell’inchiesta milanese, che presenta diverse ramificazioni, non sono facilmente prevedibili, i fatti dicono che nella bonifica dell’ex zuccherificio sono entrate diverse società, collegate tra loro con confini che non sempre appaiono così netti. Al centro c’è l’Immobiliare Casei Gerola, società coinvolta sia nel progetto della centrale a sorgo, sia nella bonifica e nella riqualificazione dell’area dell’ex zuccherificio, almeno fino a un certo punto. La società, partecipata dalla “Walde Ambiente” di Grossi e da Finbieticola Casei, di cui è presidente Mario Resca, (a sua volta partecipata da Rea Dalmine, la stessa impresa coinvolta nella bonifica dell’ex Montedison), è anche quella che presenta la proposta di riqualificazione dell’area dell’ex zuccherificio, nel 2008, al Comune di Casei Gerola. A febbraio l’amministrazione guidata dal sindaco Giancarlo Foschi assume un atto di indirizzo sulla riqualificazione dell’area, successivamente impugnato da Ezio Stella, l’attuale sindaco, e revocato. La delibera si basa su un presupposto non esatto, e cioè che l’Immobiliare Casei Gerola ha acquistato l’area da Italia Zuccheri. E’ la stessa Finbieticola Casei (società scissa da Italia Zuccheri, proprietaria dei terreni), a comunicare, a giugno del 2009, che l’area dell’ex zuccherificio è stata in realtà ceduta alla società “Iniziative Oltrepo”. Che fa sempre riferimento a Grossi. Il quale, quindi, con questo meccanismo acquista l’area, per diversi milioni di euro, e nello stesso tempo la bonifica, incassando, per questo intervento (non finito), i soldi dei finanziamenti europei. Un passaggio che la magistratura milanese sta cercando di chiarire. (m. fio.)

"La Provincia pavese", 13 novembre 2009
venerdì, 13 novembre 2009, 07:05 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

"Quei veleni top secret"

di Riccardo Bocca

Il governo cerca di nascondere la verità sull'inchiesta. L'accusa della parlamentare Pdl dell'Antimafia. Colloquio con Angela Napoli

Angela Napoli, membro Pdl della commissione parlamentare Antimafia, lo dice apertamente:"Il governo sta cercando di nascondere la verità sulle navi dei veleni, e su quella di Cetraro in particolare. Si vogliono coprire segreti di Stato, e la strada scelta è quella del silenzio. O peggio ancora, di dichiarazioni che non stanno in piedi". Parole che arrivano dopo giornate intense. La settimana scorsa Pippo Arena, il pilota del congegno sottomarino che il 12 settembre aveva filmato la nave sui fondali calabresi, ha dichiarato a "L'espresso" che "due stive erano completamente piene". Poi è stato il turno del ministero dell'Ambiente, che ha pubblicato on line le immagini girate a fine ottobre su quello che ha presentato come il piroscafo Catania. Infine è spuntata, tra politici e ambientalisti, l'ipotesi che nel mare di Cetraro ci siano non uno, ma più relitti. "Il che potrebbe giustificare la fretta di voltare pagina del ministro dell'Ambiente", dice l'onorevole Napoli.

Un'accusa pesante, la sua: su cosa si basa?
"Penso, per esempio, a cosa è successo il 27 ottobre quando è stato ascoltato dalla commissione Antimafia il procuratore nazionale Piero Grasso. Appena gli ho posto domande vere, scomode, il presidente della commissione Beppe Pisanu ha secretato la seduta...".
giovedì, 12 novembre 2009, 15:43 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti