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Roma 5 dicembre 2009


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Per Natale abolita la capanna

A Pavia; altri hanno elaborato un White Christmas cancellando dalla ricorrenza il mitico faticoso viaggio che Giuseppe e Maria fecero per regolarizzarsi per ordine dei Romani. Pavia cancella anche la capanna volendo inibire il viaggio. Un'ordinanza ordinaria di questi tempi, che fa "esultare" la Lega e annichilisce le sensibilità autenticamente cristiane e autenticamente umane. Cattaneo evoca gli sgomberi di Milano (attuati dalla Giunta del suo stesso colore) e chi non può non ricordare Rubattino che ha indignato tanti e promosso azioni di solidarietà tra coloro che quei bimbi e quei cittadini europei avevano conosciuto. Il Sindaco Cattaneo ha paura di coloro che la maestra di uno i quei bimbi di Rubattino ha invece deciso di aiutare ed ha accolto. L'Italia è nelle mani di quella maestra, Pavia invece in quelle di chi sgombera senza alternative e rilancia vietando anche il sonno in macchina. Ci stanno vietando il Natale, festa ormai diventata sovversiva per la struttura di messaggi più profonda che gli è propria. Lo Stato è scosso da Spatuzza, la Regione è scossa dalle bonifiche, Pavia è scossa dalla presenza della mafia, e la prescrizione è: "Vietato dormire in auto".
Irene Campari


«Vietato dormire in auto», scatta l’ordinanza . Il sindaco Cattaneo: «Milano sgombera centinaia di nomadi, dobbiamo essere preparati»


PAVIA.
«A Milano sgomberano campi nomadi al ritmo di 300 persone la settimana: c’è il rischio che si riversino su Pavia, quindi ci siamo dotati di uno strumento di prevenzione». Lo strumento che cita il sindaco Alessandro Cattaneo è l’ordinanza che vieta di dormire in auto. «In auto, ma anche su camper o carovane, in tende o strutture di fortuna allestite al di fuori dagli spazi previsti e regolamentati come quelli della Sora o di San Lanfranco - aggiunge il comandante della polizia locale Gianluca Giurato -. L’ordinanza è lo strumento giuridico che permette a noi, ma anche a tutte le forze dell’ordine di intervenire per tempo scongiurando che si formino in città insediamenti abusivi di grandi dimensioni che sarebbe problematico sgomberare». L’ordinanza è stata firmata dal sindaco Alessandro Cattaneo, ma discussa preventivamente con il prefetto Ferdinando Buffoni che ha dato il via libera: la multa per chi dorme in auto o campeggia fuori dalle aree consentite è di 250 euro. La metà del massimo previsto dal decreto Maroni che dà poteri ai sindaci in materia di sicurezza. «Non è un’ordinanza anti-bivacco perché interviene specificamente sul fenomeno degli accampamenti abusivi - spiega il sindaco Cattaneo - e non è una semplice ordinanza contro il campeggio abusivo perché è stata pensata per prevenire il formarsi di comunità accampate alla meglio nelle zone più sensibili della città».
sabato, 05 dicembre 2009, 14:50 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (3)

A.A.A....

I preoccupanti annunci denunciati all'UNAR, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (cui vanno segnalate eventuali inserzioni razziste). (nc)

"Affittasi casa, ma non a stranieri". A Milano è boom di annunci razzisti di Franco Vanni
 
Bar in centro cerca cameriere, "astenersi extracomunitari". Affitto bilocale in zona Sarpi, "solo italiani, no cinesi". "Simili inserzioni, fino a qualche mese fa, non esistevano quasi — dice Maurizio Crippa, responsabile dell’orientamento al lavoro della Cgil milanese — ora ne compaiono a decine ogni giorno".

Affittasi appartamento, "no animali, no stranieri". Bar in centro cerca cameriere, "astenersi extracomunitari". Affitto bilocale in zona Sarpi, "solo italiani, no cinesi". Gli annunci come questi, relativi all’area milanese, su Internet sono centinaia. A pubblicarli sono i maggiori portali di compravendita immobiliare e di offerte di lavoro, da Subito.it a Secondamano. Inserzioni fatte da aziende, proprietari di casa e agenzie. "Simili inserzioni, fino a qualche mese fa, non esistevano quasi — dice Maurizio Crippa, responsabile dell’orientamento al lavoro della Cgil milanese — ora ne compaiono a decine ogni giorno". Crippa, che costantemente scandaglia la rete in cerca di annunci, fornisce una spiegazione del fenomeno, semplice quanto brutale: "Nel montante clima di odio per gli stranieri, il razzismo sembra non avere più bisogno di nascondersi". Per quanto riguarda le offerte di lavoro, c’è poi l’i nfluenza della crisi, "che spinge molti a privilegiare gli italiani nelle sempre più rare assunzioni". E così tornano sul web, questa volta contro gli immigrati, quei cartelli che nella Milano anni Sessanta avvisavano che "non si affitta ai meridionali". O che in periodi più tristi della Storia vietavano l’ingresso nei negozi "ai cani e agli ebrei".
sabato, 05 dicembre 2009, 02:37 *** link *** inserito da nicolcocco *** commenti

Reclamava lo stipendio di tre mesi ucciso dal datore di lavoro a Biella

BIELLA - Reclamava lo stipendio che da tre mesi non gli era stato versato. Per questo è stato ucciso dal datore di lavoro con nove coltellate. Questa la storia di Ibrahim M'bodi, operaio 35enne in un cantiere edile, senegalese trapiantato a Zumaglia, nel Biellese, fratello di Adam M'Bodi segretario dei metalmeccanici della Cgil di Biella. Il suo cadavere è stato ritrovato pero' ieri da due agricoltori in un canale di scolo ai margini di una risaia, ma l'assassinio è di tre giorni fa e il datore di lavoro, Franco D'Onofrio, ha confessato ai carabinieri dopo un lungo interrogatorio. M'Bodi aveva gia' avuto accese discussioni con D'Onofrio perche' non riceveva lo stipendio con regolarita'. ''Sono a pezzi'', ha commentato il fratello Adam che aveva anche tentato un'inutile mediazione con l'imprenditore. ''E' un omicidio che non puo' passare sotto silenzio'', scrivono in una nota unitaria i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Biella: "Fatti di inaudita gravita' come questo rientrano in un clima generale di imbarbarimento dei rapporti sociali, con la possibile aggravante dell'odio razziale. I diritti dei lavoratori sembrano non avere piu' cittadinanza e se, come in questo caso, il lavoratore e' extracomunitario, possono sollecitare le reazioni piu' estreme''.

La Repubblica, 4 dicembre 2009

venerdì, 04 dicembre 2009, 20:44 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (1)

Razzisti senza vergogna

di Fabrizio Gatti


In tutto il Nord le nuove regole volute dalla Lega creano un clima di apartheid. Che testimonia come ormai anche l'intolleranza sia accettata da intere comunità. Ecco come.

Bregnano è un piovoso paesino della provincia di Como, se si vuole consultare la cartografia ufficiale. Ma è anche un Comune della "locale" di Cermenate, secondo i territori con cui la 'ndrangheta ha suddiviso la Lombardia. Ed è stato perfino un avamposto segreto dei mafiosi di Totò Riina nel traffico di armi e soldi con la Svizzera. Però se leggi il programma della nuova giunta di centrodestra eletta sei mesi fa, il pericolo da combattere va sotto il titolo di "Immigrazione, sicurezza e ordine pubblico". Non un solo accenno alla piaga criminale che ha reso gli italiani famosi nel mondo. Anche perché il piano sicurezza di Bregnano non è stato pensato e scritto a Bregnano: è un banalissimo copia-incolla, paro paro, del "Programma elettorale per i Comuni 2009" sotto il simbolo "Lega Nord - Bossi", stampato e distribuito dal comitato centrale del senatur. Lui le pensa e i suoi amministratori in camicia verde le devono mettere in pratica. Sarà per questo che il neo sindaco di Bregnano, Evelina Arabella Grassi, bionda leghista di 35 anni, professione contabile, alla domanda de "L'espresso" «Qual è la chiave del suo successo elettorale? », candidamente risponde: «Sinceramente non lo so».
giovedì, 03 dicembre 2009, 21:22 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Lo status quo

L'Italia ha paura dei clandestini. Immigrati, più problemi che risorse di Vladimiro Polchi

Otto italiani su dieci guardano gli irregolari con preoccupazione. E pensano che i cittadini stranieri siano quasi quattro volte di più.

ROMA - L'immigrazione clandestina fa paura. Otto italiani su dieci la guardano con preoccupazione: la percentuale più alta in occidente. Con i regolari, invece, le cose cambiano: il 53% degli italiani è favorevole a estendere il diritto di voto amministrativo agli immigrati col permesso di soggiorno. A misurare gli orientamenti dell'opinione pubblica italiana è il secondo rapporto "Transatlantic Trends: Immigration" curato, tra gli altri, dal German Marshall Fund of the United States e dalla Compagnia di San Paolo di Torino.

IL RAPPORTO (pdf, in inglese)

L'indagine fotografa (nel settembre 2009) le opinioni dei cittadini di Stati Uniti, Canada e di alcuni Paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Olanda) sulla questione immigrazione. Cosa ne emerge?

Rispetto al 2008, per effetto della crisi economica, cresce in tutti i Paesi il numero delle persone che considera l'immigrazione più un problema che un'opportunità: il 50% in Europa (rispetto al 43% dello scorso anno), il 54% negli Stati Uniti (nel 2008 era il 50%). La percentuale sale tra chi si dichiara politicamente di destra. Non solo. In tutti gli Stati monitorati, i cittadini sovrastimano il numero dei migranti residenti (gli americani credono che siano il 35% della popolazione, i canadesi addirittura il 37%, gli europei il 24%).
giovedì, 03 dicembre 2009, 19:58 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Contrordine per i medici-spia

I medici non devono denunciare i «clandestini». Vittoria antirazzista di Gianluca Carmosino

I medici non devono denunciare migranti non regolari che si recano nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Lo dice una circolare diffusa dal prefetto Mario Morcone

I medici in servizio presso strutture sanitarie pubbliche non devono denunciare migranti non regolari che si recano nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Nei giorni scorsi è stata diramata una circolare datata 27 novembre 2009 nella quale il prefetto Mario Morcone risponde in quel modo alle richieste di chiarimento avanzate dalla Società italiana di medicina delle migrazioni [Simm] insieme a Medici senza frontiere, Oisg e Asgi nell’incontro del 15 ottobre presso il ministero dell’Interno. Il pacchetto sicurezza, come noto, ha introdotto del reato di ingresso e soggiorno irregolare ma ha mantenuto in vigore il dispositivo previsto dall’articolo 35 del Testo unico nel quale si vieta espressamente la segnalazione dei cosiddetti irregolari. «Questa circolare mette fine a quei dubbi interpretativi che avevano già spinto quattoridici Regioni ed una Provincia Autonoma a emanare note di chiarimento sul tema», commenta la Simm sul proprio sito, nel quale è possibile scaricare la circolare completa [www.simmweb.it].

giovedì, 03 dicembre 2009, 19:40 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

I minareti, simbolo delle minoranze e dei Diritti Umani

di Roberto Malini

http://www.agoravox.fr/local/cache-vignettes/L584xH776/Declaration_des_Droits_de_l_Homme_1789-2-e4bb7.jpgMilano, 2 dicembre 2009

Dall'Italia l'intolleranza si diffonde in Svizzera, dove un referendum ha proibito la costruzione di nuovi minareti. E' stato facile, per il Partito Popolare Svizzero (SVP), di estrema destra, ottenere il 57% dei voti. Nel clima di diffidenza e sospetto che caratterizza oggi la Svizzera, come si poteva credere che il popolo decidesse di manifestare apertura verso la fede islamica? Perché mai avrebbe dovuto farlo, visto che i media descrivono tutti i musulmani come nemici della civiltà occidentale? A causa delle politiche contro i Diritti Umani, l'Unione europea rischia una vera e propria crisi della democrazia. La democrazia si fonda infatti sulle Costituzioni e le carte che tutelano i diritti delle minoranze, visto che le maggioranze hanno quale privilegio intangibile - nell'istituzione democratica - il diritto di governare. Nel nostro continente è in vigore la Carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea (qui). La "volontà popolare", spesso manipolata attraverso i media e la propaganda, non può e non deve sostituirsi ai Diritti Umani. In Italia movimenti anti-immigrazione e anti-minoranze come la Lega Nord, Forza Nuova, i partiti di estrema destra e, ormai, anche il Pdl chiedono ai cittadini: "Volete i Rom?", "Volete i rifugiati?", "Volete gli stranieri poveri?", prospettando scenari apocalittici o invasioni barbariche. I cittadini rispondono "no, non li vogliamo" e le Istituzioni fanno leggi razziali. Con i referendum, si ottengono gli stessi risultati. Ma tutto questo è illegittimo e antidemocratico, perché viola i diritti delle minoranze, che non dovrebbero essere in discussione.
mercoledì, 02 dicembre 2009, 13:43 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Qualcuno a La Spezia aiuta i Rom

Don Martini: «Aiutiamo i bimbi rom»  

LA SPEZIA Stiamo lavorando per mandare i bambini a scuola e creare le condizioni perché abbiano una altalena come tutti gli altri. Così facendo abbiamo più speranza che domani potranno essere artefici di una buona società». Don Franco Martini, direttore della Caritas Diocesana della Spezia interviene sulla questione del campo rom dei Boschetti che in questi ultimi giorni ha sollevato tantissime polemiche e su cui il Comune della Spezia si è impegnato a investire 145 mila euro per interventi di riqualificazione. «Non è da escludere che quel campo possa essere anche chiuso, comunque va trasformato radicalmente -dice don Martini - ma per fare questo ci vuole meno conflittualità e più collaborazione». Come interviene la Caritas diocesana? «Siamo andati tempo fa nel campo per allacciare la luce, dare viveri e parlare con gli ospiti del campo. Abbiamo chiesto loro di sedersi a un tavolino per sottoscrivere regole e ci hanno risposto positivamente. Adesso abbiamo una nuova sfida, mandare due bambini a scuola perché se siamo presenti e attivi anche le amministrazioni sono più efficaci e non dobbiamo pretendere tutto da loro sarebbe come rinunciare al nostro ruolo».

2 dicembre 2009 - Il SecoloXIX

[da Giorgio]

mercoledì, 02 dicembre 2009, 11:03 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

"Non ci sediamo con i cinesi: puzzano"

A Quarto Oggiaro, quartiere difficile alla periferia di Milano, i prof convocano i genitori. E il collegio dei docenti decide che ogni quindici giorni gli studenti devono cambiare di posto e l’assegnazione dei banchi è decisa dai professori. Tredicenni che non vogliono come compagni di banco gli studenti cinesi, perché dicono che «puzzano». Un’alunna che si alza durante l’ora di matematica e lancia il suo proclama: «L’Italia agli italiani!». Per scardinare quelli che vengono definiti «atteggiamenti razzisti inaccettabili», il collegio dei docenti di una terza media della scuola Trilussa, nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro, ha preso una decisione drastica: ogni quindici giorni gli studenti devono cambiare di posto e l’assegnazione dei banchi è decisa dai professori. «Vedere l’aula divisa in “quartieri” dava dolore, ora gli alunni avranno modo di conoscersi davvero», dice Adele Moroni, insegnante di italiano della classe, in cui nove dei 22 studenti sono stranieri. In un mese di sperimentazione, gli studenti hanno dovuto cambiare banco già tre volte. L’ultimo rimescolamento è stato appena fatto. Il progetto è stato preceduto da una lettera ai genitori, convocati a scuola «per discutere la situazione disciplinare della classe», dove in generale «i rapporti fra ragazzi non sono sempre facili».
mercoledì, 02 dicembre 2009, 10:43 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

E l'immigrato aiuta la pensione degli italiani*

di Andrea Stuppini 

Secondo tutte le banche dati disponibili, l'occupazione straniera in Italia è cresciuta costantemente, almeno fino al 2008 e in dieci anni risulta più che raddoppiata arrivando a più di due milioni di persone. L'occupazione italiana rimane invece sostanzialmente stabile. Inoltre, i lavoratori stranieri sono molto più giovani dei colleghi italiani: 31 anni in media. E in ogni caso, per legge, non possono ricevere la pensione o riscattare i contributi prima dei sessantacinque anni di età. Una dinamica demografica e contributiva da spiegare con chiarezza all'opinione pubblica. Nel suo contributo del 24 novembre “Troppo ottimismo sui conti dell’Inps”, Agar Brugiavini ha ricordato che l’istituto di previdenza ha approvato le nuove previsioni di bilancio 2009 con un avanzo stimato, nonostante la crisi, di 5,9 miliardi di euro. È un dato ancor più positivo se letto accanto a quelli della serie storica degli ultimi anni quando, dopo decenni di passivo, il bilancio del principale istituto di previdenza ha cominciato a virare in positivo, attorno agli anni 2000 e 2001, con un avanzo a consuntivo di due miliardi nel 2005 e stabilizzandosi nel 2007 e 2008 con un avanzo di circa 6,9 miliardi in ciascuno dei due anni.

DA DOVE ARRIVA L'ATTIVO

Naturalmente, il bilancio dell’Inps è complesso e le cause che hanno portato ai risultati dell’ultimo decennio sono molteplici e tutte meritevoli di attenzione. Se ne possono citare almeno quattro: dall’apporto degli immigrati, al graduale recupero dell’evasione contributiva, dall’aumento delle aliquote per alcune categorie, all’attivo del fondo dei lavoratori subordinati.

martedì, 01 dicembre 2009, 15:13 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Rom: ore cruciali e delicate

[I volontari stanno lavorando da ore e incessantemente per trovare al più presto una sistemazione alle famiglie Rom sgomberate dal Comune venerdì scorso. Questo è un articolo riportato da Il Giorno di oggi, 1 dicembre 2009.]

Rom sgomberati, sos dai volontari «Subito un tetto per sei famiglie»
Irene Campari: per gli adulti il Comune boccia qualsiasi possibilità
di Stefano Zanette

RESTANO ANCORA senza una sistemazione le famiglie rom sgomberate dai centri di accoglienza comunali venerdì scorso. Ieri pomeriggio in Comune s'è tenuto il previsto incontro della rete di associazioni, sindacati e partiti della sinistra che vogliono prendersi carico dei rom, almeno per garantire ai 6 adulti colpiti dall'allontamento, disposto dalla Prefettura, di poter rimanere a Pavia per poter ricorrere contro il provvedimento (entro 30 giorni, come previsto dalla legge). Nel frattempo le 6 famiglie rom restano ospitate da amici, ma già oggi potrebbero potersi trasferire nelle strutture che la rete del volontariato pavese sta individuando. "Stiamo lavorando spiega Irene Campari, del Circolo Pasolini per allargare la rete e poter trovare una sistemazione per tutti. E' difficile soprattutto far rimanere uniti i nuclei famigliari più numerosi, di 5 o 6 persone, mentre risulta decisamente più semplice per i nuclei di solo 2 o 3 persone. E' stato però impossibile riuscire nel primo incontro a trovare una sistemazione per l'immediaPAVIA to, subito per la notte, come era nelle nostre intenzioni. Ma sono fiduciosa che si riesca a fare in tempi molto rapidi". OGGI POMERIGGIO si riuniranno ancora le associazioni, con i sindacati Cgil e Cisl, la Federazione della sinistra e Rifondazione, ma senza l'amministrazione comunale, assente anche all'incontro di ieri. "Il Comune ci ha solo fornito un luogo dove incontrarci precisa Irene Campari senza però partecipare agli incontri. Ma era nei patti. Noi vogliamo infatti prenderci carico delle famiglie rom che il Comune ha allontanato dalle strutture di accoglienza comunali: abbiamo contestato quella decisione, che però è stata ribadita dall'amministrazione comunale". SIA IL SINDACO Alessandro Cattaneo che l'assessore ai Servizi sociali, Sandro Assanelli, hanno infatti garantito un intervento solo per i 15 minori. Non solo la possibilità di accoglienza, rifiutata però dalle famiglie che non accettano di separarsi dai figli, ma anche l'eventuale servizio di trasporto nelle attuali scuole che i bambini rom frenquentano a Pavia, se la rete delle associazioni dovesse trovare sistemazioni fuori città. "Noi speriamo in realtà di trovare sistemazioni in loco aggiunge Irene Campari ma il trasporto dei bambini per offrire loro una continuità nella frequentazione della stessa scuola nella quale hanno iniziato l'anno scolastico, è stato in effetti garantito, e ribadito, dal Comune. E' per gli adulti che dal Comune non abbiamo ottenuto nessuna disponibiltà".

Il Giorno, 1 dicembre 2009

 

martedì, 01 dicembre 2009, 14:50 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

"Di tutti e per tutti"

Riceviamo da Mattia Laconca.

Ho ricevuto il report mensile delle visite sul blog [il blog di Mattia Laconca], e mi sono sinceramente dispiaciuto nel notare come i post sulla persecuzione verso le popolazioni nomadi siano stati semplicemente ignorati. Pur comprendendo bene la quotidianità della popolazione "italiana" (leggi presidi, occupazioni, cassaintegrazione, sfratti ecc...) verso la quale pongo sempre una particolare attenzione, non capisco come ci si possa esimere totalmente nell'interessarsi alla vicenda di popolazioni, prima fra tutte quella Rom, letteralmente perseguitate da un nazismo piuttosto esplicito. Non ritengo tollerabile azioni come quelle viste due settimane fa a Rubattino a Milano o venerdì a Fossarmato e San Carlo in un Paese che la gente vorrebbe "civile" e "democratico". Una giusta politica operaista, che esuli dai profeti del socialismo reale pronti a battagliare coi volantini ma non con azioni concretamente radicali, non può prescindere dall'analisi dei fenomeni di discriminazione di qualsiasi ordine e grado, quello razziale innanzitutto.Lasciando per un attimo da parte i dati secondo cui l'Italia è il Paese europeo con il MINORE numero di nomadi (leggasi al confronto i dati diffusi dal Ministero dell'Interno spagnolo, tanto per fare un esempio clamoroso...), abbiamo centinaia di migliaia di migranti di ogni continente sfruttati nei cantieri, nelle fabbriche "fantasma", nei campi agricoli ed in tutti quei lavori definiti umili. Tutta gente che NON PUÒ pagare le tasse semplicemente perchè "clandestina" ed  in mano alla branca esterna dello Stato italiano, ovvero la criminalità organizzata così ben aderente all'ordinamento repubblicano e democratico.
lunedì, 30 novembre 2009, 19:10 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Fiaccole vs sgomberi

(Dal blog di Milano Città Aperta)

Fiaccolata in Piazza San Babila – mercoledi 2 dicembre

“Gentile Assessore Moioli, mio figlio vorrebbe sapere perché i bambini Rom hanno meno diritto di lui di stare insieme alle loro mamme, ai loro papà e ai loro fratelli e sorelle”

“Non posso sentirmi rappresentata da autorità che violano i diritti dei più deboli, non è questa la città che voglio!”

“Continuate a parlare del valore della famiglia e poi pretendete che le famiglie rom si dividano donne e bambini da una parte, uomini dall’altra…”

Queste sono solo alcune delle frasi delle migliaia di mail che in questi giorni sono state inviate al vicesindaco De Corato, all’Assessore Moioli e al Prefetto Lombardi da centinaia e centinaia di cittadini di Milano indignati per lo sgombero del campo Rom di via Rubattino dello scorso 19 novembre e per quello successivo di via Forlanini del 26 novembre.
lunedì, 30 novembre 2009, 17:39 *** link *** inserito da nicolcocco *** commenti

"comune esperienza"

E' anche ormai quella che ci stiamo facendo da anni assistendo al pregiudizio etnico e culturale elevato a categoria giuridica; lo scrivevo due anni fa: gli stereotipi antropologici dei nonni vengono elevati a categoria giurisrudenziale. E allora, oltre alla ghettizzazione ci sta anche la carcerazione decisa su base etnica da Tribunali della Repubblica basata sulla Costituzione e sul principio che la Legge è uguale per tutti. Ma i Rom sono meno uguali degli altri già meno uguali. E sulla Nave di Fellini erano nel posto più in alto, più freddo, meno riparato... del mondo. Ieri abbiamo pubblicato sul blog il testo integrale della sentenza del Tribunale dei Minorenni di Napoli, Qui.]

 

"Rom vuol dire criminale" di Emiliano Fittipaldi

Parole choc dei giudici del tribunale dei Minori di Napoli che negano i domiciliari a una minorenne a causa della sua etnia  Se si appartiene all'etnia rom, non si può che delinquere. Lo scrivono, in sintesi, i giudici del tribunali dei minorenni di Napoli, con parole che sembrano, francamente, incredibili. La storia è quella della ragazzina rom di 15 anni, accusata di aver rapito una neonata a Ponticelli nel maggio del 2008. Un fatto di cronaca che scatenò la rabbia dei residenti e la devastazione dei campi del popolare quartiere napoletano. La piccola, A.V., grazie alla testimonianza della madre della rapita, è stata condannata in primo grado e in appello a 3 anni e 8 mesi, e da un anno e mezzo è rinchiusa nel carcere minorile di Nisida. L'avvocato ha chiesto prima dell'estate gli arresti domiciliari, ma il tribunale, in sede di appello al riesame, ha bocciato la richiesta. Con una motivazione sconcertante, destinata a scatenare polemiche infinite. «Le conclusioni indicate» dicono i giudici «sono sostanzialmente confermate dalla relazione depositata in atti dalla quale, a prescindere dalle cause, emerge che l'appellante è pienamente inserita negli schemi tipici della cultura rom.

lunedì, 30 novembre 2009, 15:30 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

I barbari della porta accanto

di Claudio Magris  

Se tutti fossero come il signor Franz Liebhard, Gian Antonio Stella non avrebbe potuto scrivere il suo libro Negri froci giudei & Co . L’eterna guerra contro l’altro , ma il mondo sarebbe più vivibile. Nel 1917, il signor Liebhard si chiamava ancora col suo vero nome — posto che ne esista per ognuno di noi uno «vero» — ossia Reiter Róbert e scriveva, in ungherese, ardue poesie sperimentali su riviste d’avanguardia. Alcuni anni dopo scriveva, firmandosi Robert Reiter — ossia alla tedesca e non più secondo l’uso magiaro di anteporre il cognome — liriche in tedesco, un po’ meno ardite. Dall’inizio degli anni Quaranta, ha cominciato a scrivere — assumendo il nome di un amico minatore morto in un incidente, Franz Liebhard — tradizionali poesie, sempre in tedesco e in rima, che parlano di boschi, fiori e cieli stellati ed è divenuto un poeta della minoranza tedesca del Banato, in Romania (dalla quale proviene Hertha Müller, premio Nobel di quest’anno), oggi pressoché scomparsa. Come dice lui stesso, ha imparato «a pensare e a sentire in più popoli». Chissà come Franz Liebhard, Reiter Róbert e Robert Reiter si sopportavano a vicenda, se vivevano bene insieme o se si guardavano in cagnesco, come facevano, in quelle terre multietniche e multiculturali, ungheresi, tedeschi, romeni, serbi e così via, vicini di casa pronti a scannarsi alla prima occasione e convinti, ognuno, di essere l’unica nazionalità legittima di quei Paesi e in ogni caso la migliore. Ogni gruppo, ricorda Stella nel suo libro — che è un potente, ferocemente ilare e doloroso dizionario o prontuario universale di tutte le ingiurie, odi e pregiudizi nei confronti del diverso d’ogni genere — si ritiene superiore a tutti gli altri, che disprezza e respinge.

lunedì, 30 novembre 2009, 15:13 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

La catechesi cristiana del territorio

[Rassegna stampa dei media europei sull'esito del referendum in Svizzera che mette al bando i minareti sul territorio confederale. Rassegna da eurotopics.com]

The Swiss vote to ban minarets

The people of Switzerland voted on Sunday to ban the construction of new minarets. The referendum initiated by the Swiss People's Party and the conservative Federal Democratic Union of Switzerland has dealt a severe blow to religious peace in the country, writes the European press.

lunedì, 30 novembre 2009, 13:53 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

I razzisti impalano le bambole

Casoria, bambolotto di colore infilzato intimidazione razzista al museo di Laura Larcan

[La nostra solidarietà al Cam. Circolo Pasolini Pavia]

Casoria, bambolotto di colore infilzato intimidazione razzista al museo
Un bambolotto di colore, alto circa un metro, senza abiti, infilzato come un crocifisso sulle sbarre del cancello del Cam, il Contemporary Art Museum di Casoria. E' questo lo spettacolo inquietante che si sono trovati di fronte stasera il direttore del museo Antonio Manfredi e i suoi collaboratori, arrivati per gli ultimi ritocchi all'allestimento della grande mostra "AfriCam" dedicata all'arte contemporanea africana, che apre il 5 dicembre. Con loro c'erano anche due artisti arrivati per l'occasione per esporre i loro lavori, il ganese Narku Thompson Nii e l'egiziano Mohamed Alaa, che sono rimati impressionati. "E' stato un chiaro gesto intimidatorio ma certo noi non ci scoraggiamo e andiamo avanti - dice Manfredi, che è andato subito dai carabinieri - Non a caso oggi è uscito l'annuncio della mostra sul giornale locale di Casoria. E' stato un gesto di razzismo vero e proprio. E' stato comunque uno shock, perché è vero che noi siamo abituati come museo a Casoria a stare sempre in lotta per sopravvivere, ma nell'arte non ci aspetteremmo mai azioni di questo tipo che testimoniano una volontà razzista. Nell'arte non pensiamo mai alle ghettizzazioni, noi vogliamo stare al di sopra di queste diversità.
domenica, 29 novembre 2009, 22:09 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Campanili a cipolla sì, minareti no

Referendum Svizzero. Maggioranza contro la costruzione di Moschee

da Gad Lerner blog

La maggioranza che vota contro i diritti della minoranza, oltretutto ignorando la raccomandazione in senso opposto proveniente dalle forze politiche moderate di governo e opposizione. La vittoria dei “Sì” nel referendum svizzero contro i minareti rappresenta un pessimo segnale. Tira una brutta aria da ambo le parti della nostra frontiera settentrionale. Le conseguenze di questa anacronistica, discriminatoria e pretestuosa “difesa delle tradizioni” rischiano di avvelenare la civile convivenza. I vincitori mistificano lo spirito religioso. Non sono dei patrioti ma degli irresponsabili. Però sono vincitori, e denotano che la classe dirigente -sia di destra che di sinistra- non è stata capace di esercitare un ruolo di guida, sempre necessario in una democrazia che non voglia trasformarsi in dittatura della maggioranza.

Commento di Pietro Ancona

perchè meravigliarsi? L'Europa ha una tradizione razzista a cominciare dalle Crociate durante le quali i crociati "pellegrini" in Terra Santa mangiavano allo spiedo i bambini  siriani. I pogrom contro gli ebrei e contro  i rom non si contano. Tutte le minoranze etniche hanno subito nella loro storia un atroce momento di sterminio. Fino a qualche anno fa il progetto ProJuventude  a Zurigo  sottraeva i bambini rom alle famiglie per farne ricerche tipo dr,.Mengele. Dobbiamo parlare dei nazisti, dei fascisti? Malaparte in uno dei suoi libri racconta di un generale croato che lo riceve nel suo ufficio, sulla sua scrivania troneggiava un vassoio che allo scrittore sembrò ricolmo di molluschi marini. Erano occhi umani!!  Quanto c'è di civile in Europa si deve alla socialdemocrazia ed alla sua lunga azione di educazione alla libertà, alla giustizia, all'eguaglianza. L'Europa sarebbe assai più barbarica se non avesse conosciuto per decenni governi socialisti. Anche la cultura democratico-liberale  degli Adenauer, De Gaulle, ed altri grandi statisti conservatori ha influito positivamente. Ma c'è un mostro annidato nelle viscere del vecchio continente che diventò ricco razziando e vendendo schiavi dopo averli stipati orribilmente nelle navi negriere. Questo mostro è sempre pronto a riuscitare, a mordere, a riportarci nell'inferno dell'homo homini lupus..


domenica, 29 novembre 2009, 22:02 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

La sentenza contro Angelica, ragazzina Rom...

Un accanimento giudiziario che annichilisce i Diritti Umani da EveryOne

[Il testo della sentenza del Tribunale dei Minori di Napoli. ic]

decisione appel… angelica adecisione appel… angeli[1]
Milano, 27 novembre 2009. L'avvocato Cristian Valle (Soccorso Legale Napoli) ci invia gli atti concernenti la decisione del Tribunale per i Minorenni di Napoli in relazione al caso di Angelica V., la quindicenne Rom accusata di aver tentato di rapire una neonata a Ponticelli. Il legale, coadiuvato da organizzazioni per i Diritti Umani italiane e internazionali, ha opposto prove e considerazioni assolutamente ineccepibili, a difesa della ragazzina, ma fin dal primo grado si è trovato di fronte a un muro. "In quei giorni Napoli era in preda a una furia distruttiva contro di noi," confidò un giovane capofamiglia Rom, nell'estate 2008, a un attivista del Gruppo EveryOne.
domenica, 29 novembre 2009, 16:50 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

The Cider House Rules

http://www.maryellenmark.com/text/magazines/entertainment%20weekly/images/103X-032-012.jpg [Le regole della Casa del sidro? quelle impartite dal dr. Larch a Homer Wells, o quelle che Homer Wells si trova da sé, con le opportunità che gli offre la vita e il mondo? Ma a Pavia non c'era nessun Homer Wells, tutti avevano genitori che volevano star con loro. Cinque anni in una struttura comunale non sono pochi e capisco a proposito ciò che vuol dire Boatti. Tuttavia, la strada dell'integrazione è lunga, la pazienza che occorre mettere in campo tanta, la perseveranza nel non cedere all'insofferenza di fronte a comportamenti censurabili, l'ostinazione nel credere che le nuove generazioni riscatteranno buona parte di ciò che si è detto del loro popolo, ha fatto sì che fosse almeno rispettato il principio inderogabile secondo il quale i bambini (tutti i bambini) debbano stare con i genitori. Nel più tragico ventennio europeo, i bambini rom venivano tolti ai genitori con le stesse motivazioni con cui - sottovoce - spesso si giustifica ancora adesso questa volontà. Ma quella era l'ideologia più nefasta del Novecento, che utilizzava quei bambini per riaffermare la propria superiorità morale ed educativa. Sappiamo come sia andata a finire. Da certe parole possono ancora nascere atti, essendo quelle parole esito di convinzioni. Mi chiedo anche se sia ancora accettabile che l'allontanamento di certe famiglie dai luoghi comunali debba avvenire con le grancasse, con gli schieramenti di forza, e non invece come per altri sfratti, senza le prime pagine dei giornali, con la contrattazione famiglia per famiglia, e a poco a poco. Non si renderebbero necessarie mediazioni, tensioni, esposizioni; che a quei bimbi fanno molto male. Irene Campari]

Rom e noi, la casa delle regole di Giorgio Boatti

A Padova, a un bambino di un asilo comunale viene sospeso il pranzo di mezzogiorno fino a quando la madre non salderà l’arretrato dei buoni pasto. A Rovereto un ragazzo delle superiori lascia la scuola e si cerca un lavoro per far quadrare i conti di casa dopo che il padre è finito disoccupato. Si potrebbero riempire pagine e pagine allineando fatti simili. E questi fatti sarebbero pur sempre sempre la minima parte di altri disagi e difficoltà, vissuti in silenzio, tenuti celati per pudore, orgoglio. La crisi morde e riduce le risorse e le possibilità di intervento delle stesse istituzioni locali. Va inquadrata in questo contesto la vicenda dello sfratto, disposto dal sindaco di Pavia, di alcune famiglie rom - in totale 49 persone, 34 adulti e 15 minori - ospitate da tempo nelle case comunali di Fossarmato e di un’altra località. Stavolta la partita è stata giocata con altre modalità rispetto a interventi precedenti del Mezzabarba sul tema rom. Si è agito con uno sforzo di correttezza: anche nei ruoli più difficili ma ineludibili, come quando si è trattato di respingere quello che pareva una sorta di ricatto di parte di chi - facendosi schermo dei figli, quei minori a cui tutti siamo d’accordo di accordare ogni priorità e attenzione - avrebbe voluto conservare e afferrare quanto (un’abitazione comunale per esempio) invece non può più essere accordato.
domenica, 29 novembre 2009, 10:25 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

Non semplicemente il fantoccio di Hitler

http://www.ilcornodafrica.it/pca-rdb/16.jpgIl diario di un’amante svela che Mussolini era un rabbioso antisemita.

“Questi schifosi ebrei, devo distruggerli tutti”. Una conversazione da pasto di Adolf Hitler? No. Questo è una delle tante frasi antisemite attribuite al dittatore fascista italiano Benito Mussolini dalla sua amante, Clara Petacci. Entrambi furono giustiziati dai partigiani alla fine della seconda Guerra Mondiale. I diari di “Claretta”, pubblicati il 18 novembre in un libro (”Mussolini segreto”), dopo più di 50 anni negli archivi dello Stato, sfidano la confortante idea che molti italiani hanno del Duce come un leader portato fuori strada dal suo alleato Hitler. La reputazione di Mussolini pesa ancora in un Paese che, per la quasi totalità degli ultimi otto anni, è stato guidato da governi che includono i suoi eredi “post-fascisti”.

Nel 2004 suo figlio Romano ha pubblicato delle memorie, “Mio padre, il Duce”, che presentavano Mussolini come un premuroso padre di famiglia, ignorando largamente il lato oscuro del leader che occupò l’Etiopia nel 1935-36 e che, durante i suoi ultimi anni da burattino di Hitler, mandò migliaia di ebrei nei campi di sterminio nazisti. Nel 2007 Marcello Dell’Utri, fidato assistente del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarò di aver ritrovato alcuni diari di Mussolini. La grande maggioranza degli storici li ha giudicati falsi, ma solo dopo che alcuni contenuti che, alle parole di Alessandra Mussolini, figlia di Romano, mostravano “tutti gli sforzi messi in atto dal nonno per evitare la guerra”, erano già diventati di dominio pubblico.

sabato, 28 novembre 2009, 22:05 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Servono solo le braccia.

Lega: «Un tetto alla cassa integrazione per i lavoratori extracomunitari»

Emendamento del Carroccio alla Finanziaria: massimo sei mesi. Fugatti: «Bisogna pensare prima agli italiani».

MILANO - Un tetto alla cassa integrazione per i cittadini extracomunitari. Prosegue l'offensiva della Lega sugli immigrati. In un emendamento alla Finanziaria presentato in commissione Bilancio alla Camera, a firma del deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze Maurizio Fugatti, si chiede un limite a «qualsiasi trattamento di sostegno al reddito» per i cittadini extracomunitari che lavorano in Italia. «Per i lavoratori residenti - si legge nel testo dell'emendamento - sul territorio nazionale non cittadini italiani ovvero comunitari destinatari di qualsiasi trattamento di sostegno al reddito, ai sensi della legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, la durata del beneficio non può essere per l'anno 2010 superiore a sei mesi».

SEI MESI - «Se non c'è lavoro per gli italiani non c'è per nessuno - spiega Fugatti. - Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani». «Noi - aggiunge - diamo la cassa integrazione anche ai cittadini extracomunitari ma solo per sei mesi». «Se la crisi dovesse andare avanti - prosegue - si creerà una contrapposizione tra disoccupati italiani e disoccupati extracomunitari e questo vuol dire che sulle strade, e in parte questo già accade in Padania, ci troveremo sia disoccupati italiani sia disoccupati extracomunitari. Quindi noi dobbiamo tutelare di più gli italiani». «Se il lavoro non c'è - conclude - rimane qui chi il lavoro lo ha o chi ha la Cig. In alternativa torna a casa. I sondaggi ci dicono che ci sono tanti extracomunitari che hanno deciso di tornare. Noi non li licenziamo ma se sono senza lavoro la Bossi-Fini dice questo».
venerdì, 27 novembre 2009, 19:14 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Lo sgombero e lo spiraglio

Questa mattina, 27 novembre, dalle strutture comunali di San Carlo e Fossarmato sono state allontanate cinque famiglie, come annunciato. Una di queste dovrebbe rientrare in San Carlo questa sera stessa, poiché, si è scoperto in giornata, non aveva i requisiti stabiliti dall'amministrazione per esserne allontanata. Le famiglie sono state fatte uscire dalla polizia municipale. Poi si sono dirette a Palazzo Mezzabarba, sul cui piazzale hanno depositato gli effetti personali riposti in sacchi di plastica. Personalmente ho potuto seguire sul posto la situazione solo dal pomeriggio. Inizialmente la Giunta ha mantenuto un atteggiamento di intransigenza verso qualsiasi prospettiva che non fosse quella di separare i bambini dai genitori e prestare accoglienza solo ai primi, nonostante il rifiuto dei genitori e il rischio di passare più di una notte sul piazzale di fronte alla sede del Comune (in novembre). Ha tenuto anche una conferenza stampa per ribadire la propria posizione. I pasti a mezzogiorno sono stati offerti dalla mensa del povero di Canepanova, ma la sera la mensa è chiusa.
Insieme a Franco Vanzati (Cgil), Giuseppe Abbà e Giuseppe Invernizzi (Prc), Antonio Floriano (Cisl) e Antonio Ricci (Pd), Giovanni Giovannetti si è cercato fino all'ultimo di non dare per chiusa la situazione chiedendo di essere ascoltati dall'amministrazione. Alle 15 circa, siamo stati ricevuti dagli assessori Assanelli e Greco, a tratti è stato presente anche il Sindaco. Il confronto è stato duro, senza troppi giri di parole e convenevoli, ma su di una cosa ci sembrava che si potesse aprire uno spiraglio di intesa (in particolare l'interlocutore più disponibile ad ascoltare è sembrato Luigi Greco): il percorso di integrazione è lungo e difficile; in questi anni alcuni nuclei lo hanno accettato e fatto proprio in poco tempo, per altri occorre da parte dell'istituzione e di coloro che, nella società, se ne sono fatti carico, maggior pazienza e il fare affidamento sulla generazione dei bambini che stanno tutti frequentando la scuola e con ottimi risultati. Tuttavia, i bambini non devono essere separati dai genitori. Il Comune non può sostituirsi al Tribunale dei Minori e nemmeno agli organi giudiziari dando esecuzione a sentenze che non sono state ancora emesse (l'espulsione o l'allontanamento). Ciò su cui si è trovato un accordo di impegno è trovare luoghi di ospitalità temporanea per le quattro famiglie al di fuori delle strutture del Comune, ma con la collaborazione dello stesso che ha ribadito di voler garantire la fine dell'anno scolastico ai bambini. Ci ritroveremo di nuovo lunedì prossimo per verificare le concrete possibilità per una sistemazione temporanea alle famiglie Rom. Per questi giorn,i invece, il Comuna ha offerto alle famiglie di dormire nei dormitori pubblici separati dai bambini, ma di fronte a questa eventualità i capifamiglia hanno deciso di far ricorso all'ospitalità di parenti e conoscenti, condividendo e accettando l'impegno di trovare per le loro famiglie (mantenendole unite) una sistemazione fino a giugno 2010. All'incontro di lunedì 30 novembre parteciperanno anche i capifamiglia Rom.
Questa notte nessuno passerà la notte all'aperto davanti al portone di Palazzo Mezzabarba.

Irene Campari
venerdì, 27 novembre 2009, 19:07 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Ypokrites


http://joyerickson.files.wordpress.com/2009/05/masks.jpg

Imperdibili le performance dell'assessore Piero Assanelli (Servizi sociali-Pdl) e dell'ex Assessore Francy Brendolise (Servizi sociali-Pd, ora opposizione in Consiglio comunale) a Telepaviaweb (qui) dedicate allo sgombero dei Rom annunciato per domani mattina. Brendolise fa la parte della Campari-Giovannetti di due anni fa, quando lui era l'Assanelli di adesso e Assanelli fa la parte di Brendolise com'era due anni fa. E mi sovvengon le ruspe, quelle che al solo vederle l'ingombro si sarebbe tolto di mezzo di per sé, e che, ricordo, sollevavano polvere e polvere con quel pochino di amianto che non guasta il palato e che duecento persone più un gruppetto di volontari si saran magari respirati per anni.
E Assanelli: ma chi te lo ha fatto fare di dire quelle cose? (ic)
giovedì, 26 novembre 2009, 19:15 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Esportiamo razzisti

di Gianni Mura

Brutto mercoledì. Il Milan deve accontentarsi dell'1-1 a San Siro col Marsiglia (che colpisce una traversa e un palo). Il Bordeaux batte 2-0 la Juve (le basterà un pari a Torino col Bayern). Purtroppo alla ribalta vanno i cori di tifosi juventini contro Balotelli. Così si deve registrare un ulteriore passo avanti che in realtà è un salto in basso. Dai cori d'insulti a Balotelli a Torino (lui assente, a Barcellona) ieri si è passati ai cori d'insulti a Balotelli a Bordeaux (lui in Italia). Esportiamo razzisti, è un dato di fatto. Definirli ignoranti o stupidi, come fanno molti dell'ambiente pallonaro, è riduttivo, è sbagliato. Sono razzisti e sono fieri di esserlo. Quando, prima che cominciasse la partita, parte dei tifosi juventini ha intonato il solito coro demente già usato altrove con Lucarelli ("se saltelli muore Balotelli"), l'altoparlante ha ricordato che l'Uefa intende bandire il razzismo dagli stadi, il gruppo di ultrà ha urlato la sua miserabile certezza: "non esistono negri italiani", "un negro non può essere italiano". Un razzista sì, evidentemente. A quel punto Buffon, il capitano, e Secco sono andati a parlamentare e i cori sono cessati. Non è solo questione di civiltà, ma anche di sanzioni. Platini l'ha detto molte volte, l'Uefa non è più disposta a tollerare cori, striscioni, manifestazioni che puzzino di razzismo. Per cori del genere, sempre contro Balotelli, era stato squalificato il campo della Juve, sentenza poi attenuata in partita a porte chiuse. Di fronte a questo rischio, su scala europea, normale che la Juve intervenisse. La società si sta impegnando molto, contro il razzismo, e nulla può essere rimproverato ai suoi dirigenti, ai suoi tesserati.
giovedì, 26 novembre 2009, 14:37 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti