Diritti Politica Cultura




Focus

Fate sul serio.
Greenpeace Action Pact

Roma 5 dicembre 2009


L'ACQUA è un bene pubblico e comune NON mercificabile.

Appello di Libera







Lede-New York Times





cosa pubblica




Finanza ed economia

urbanistica

territorio

Ambiente e clima

Antimafia

Conflitti e guerre

Informarsi è civiltà

Memoria




Per Sami morto in carcere

Città sapiente



Segrete speranze


passato prossimo






Dossier Festival 2006

Pogrom 2007
La Gandina di Pieve


Agrigento, rivolta contro le bollette pazze

L'acqua costa anche 20 mila euro Agrigento - Bollette «pazze» recapitate ad Agrigento, capitale della sete, con importi che in alcuni casi superano i 20 mila euro. Numerosi utenti inferociti si sono presentati negli uffici di Girgenti acque, la società che gestisce il servizio, chiedendo spiegazioni.Contro la società è pendente un ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa con cui diversi sindaci chiedono la rescissione del contrato di affidamento.Non è la prima volta che Girgenti acque, sotto accusa per i disservizi che si registrano sul fronte della distribuzione, sbaglia gli importi del canone idrico. E' già accaduto lo scorso anno, ma si trattava di importi di gran lunga inferiori agli attuali. Il consigliere comunale Nello Hamel, dell'Italia dei valori, ha sollecitato l'intervento immediato del sindaco Marco Zambuto, affinchè chieda che vengano subito sospese le richieste di pagamento. 

2 dicembre 2009 - Palermo Repubblica.it

[da Giorgio]

mercoledì, 02 dicembre 2009, 19:17 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Volano gli stracci bagnati (3)

[E Bosone rilancia - com'era prevedibile - per gestione ed erogazione su Pavia Acque, il parto di Pd e Pdl]

Acqua, lo scontro è politico.
Nervi tesi nel Pdl mentre il Pd cerca di ricompattarsi


PAVIA.
L’unica certezza è che l’acqua costerà sempre di più. Per il resto è il caos completo su chi in futuro gestirà le reti. E nel caos si scatena uno scontro politico che vede alleati pezzi di Pdl e Pd, e le Asm sotto attacco. Al centro dello scontro c’è la vicenda rovente delle tariffe dell’acqua che devono passare da una media di 95 centesimi al metro cubo a un euro e 22 centesimi. Ma perchè l’Aato, l’autorità d’ambito, ha aumentato l’acqua e imposto ritmi incalzanti ai rincari fino al 2015? Sostanzialmente perchè, d’ora in poi, per pagare le spese e far funzionare acquedotti e fogne non si potrà più pescare nel sacco delle tasse, ma si dovranno usare solo le tariffe. Se saltasse il sistema tariffario, salterebbe anche il sistema di mutui che i Comuni hanno acceso per costruire fogne, acquedotti e depuratori: in tutto qualcosa come 60 milioni di euro per tutta la provincia. Peggio ancora: non si troverebbero i 300 milioni che l’Ato ha programmato di investire nei prossimi 10 anni per rimettere in sesto il sistema. E perche tutto dovrebbe saltare? Perchè la Corte costituzionale ha detto che il meccanismo di gestione dell’acqua predisposto dall’Aato si deve rifare: non si può separare l’erogazione (investimenti strutturali sulle reti) dalla gestione (il normale funzionamento delle reti). E se tutto è da rifare, si deve capire come: per questo la politica è in fermento. Lo scontro politico innescato dalla rivoluzione dell’acqua, a dir la verità, corre sottotraccia da mesi. Il presidente dell’Ato Delio Todeschini (di Forza Italia) aveva polemizzato sulle nuove tariffe sia con il presidente leghista di Asm Mortara Simone Ciaramella, sia con quello forzista di Voghera Gianpiero Rocca.
martedì, 01 dicembre 2009, 14:42 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Volano gli stracci bagnati (2)

La prima parte Qui.

Acqua e polemiche, l’Asm stronca Adavastro. Chirichelli durissimo: «Non ci rappresenta, se ne vada»


PAVIA.
«Il presidente dell’Ato Delio Todeschini si dimetta perchè ha predisposto una gara per la gestione dell’acqua che ha rischiato di affondare le Asm della provincia», aveva attaccato il consigliere di Pavia Acque Nicola Adavastro. «E’ Adavastro che deve andarsene da Pavia Acque - sbotta il presidente di Asm Pavia Giampaolo Chirichelli -. Lui dovrebbe rappresentare Asm e invece parla a ruota libera. E per di più contro le linee di indirizzo di chi lo ha nominato». Lo scontro è durisimo. «Se devo essere sincero non volevo intervenire: è una polemica sterile e penso che le polemiche non giovino a nessuno». Però? «Però sono il presidente di Asm Pavia e quando un consigliere di Pavia Acque che è stato mandato lì da Asm Pavia ha il coraggio di chiedere le dimissioni di persone legittimate a governare l’Ato non posso tacere». Quindi? «Per cominciare ricorderei che da più di tre mesi sono state chieste le dimissioni di Adavastro, ma ancora non abbiamo avuto risposta. Le dimissioni, per estrema chiarezza, sono state chieste dal nuovo consiglio di amministrazione di Asm non per motivi politici, ma perchè è stato bocciato il piano industriale che lui aveva predisposto». Poi la stoccata: «Pensavo che in un sistema così delicato e complesso di società partecipate e controllate esistesse il cosiddetto “spoil system” - prosegue Chirichelli -. Chi è stato nominato da un’amministrazione, in altre parole, ad ogni cambio di amminisrazione dovrebbe rivedere la propria posizione rassegnando le dimissioni».
lunedì, 30 novembre 2009, 13:57 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Volano gli stracci bagnati

«Tutti a casa dopo il pasticcio dell’acqua»

PAVIA.
«Tutti a casa. A casa il presidente dell’Ato Delio Todeschini che ha predisposto una gara per l’acqua che ha rischiato di far affondare tutte le Asm, a casa i vertici del Partito democratico che hanno in qualche modo appoggiato questa linea sapendo quello che facevano». Nicola Adavastro, consigliere di amministrazione di Pavia Acque, attacca a fondo all’indomani della sospensione della gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di gestione dell’acqua in tutta la provincia. E attacca tutti.  «Nella vicenda dell’acqua che ha rischiato di far perdere la gestione del ciclo idrico alle Asm c’è una enornme responsabilità della politica pavese - spega Adavastro -. Responsabilità condivisa dal Partito democratico. Il segretario uscente Giuseppe Villani e il candidato segretario Alan Ferrari tanto per fare due nomi, sulla vicenda acqua non si sono mai scontrati con chi nel centrodestra ha lavorato ad un progetto che di fatto avrebbe spalancato le porte ai privati. Il risultato è stata una gara d’appalto congegnata in modo che le Asm provinciali, anche tutte insieme, non avrebbero mai vinto. A meno di non aprire le porte a colossi internazionali del settore». Ma ora la gara è stata sospesa dal consiglio di amministrazione dell’Ato, e la prossima settimana, quasi certamente, l’assemblea la annullerà in attesa di capire cosa fare in futuro. Perchè attaccare così duramente adesso? «Perchè il rischio è stato enorme e non è del tutto sfumato - risponde Adavastro -. Senza la gestione dell’acqua le Asm possono chiudere i battenti e se i bilanci saltano, le decine di milioni di euro di mutui accesi per gli investimenti ricadranno sui Comuni. E’ questo che i sindaci non hanno mai capito: se avessero capito avrebbero dovuto fare le barricate contro un piano che di fatto apriva le porte all’ingresso dei privati nel cuore della gestione dell’acqua. Quanto al Pd, non ha mai votato contro le scelte del centrodestra e non ha mai chiesto ai suoi amministratori locali di portare avanti la battaglia». (s. ro.)

La provincia pavese, 29 novembre 2009

domenica, 29 novembre 2009, 10:38 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Acqua: sospesa la gara per l'erogazione

PAVIA. Da giorni sembrava inevitabile, da ieri è ufficiale: il bando di gara per assegnare i servizi di erogazione dell’acqua potabile in tutta la provincia è congelato. Il voto del consiglio di amministrazione dell’Ato è stato unanime: la scelta, del resto, era in qualche modo obbligata. La Corte costituzionale, infatti, la settimana scorsa ha stabilito l’incostituzionalità dell’articolo della legge lombarda che stabilisce una divisione tra chi eroga l’acqua e chi gestisce le reti. In pratica lo stesso ente (o società) deve programmare e realizzare gli investimenti alle reti e distribuire l’acqua ai cittadini. La sentenza della Corte costituzionale, tuttavia, dovrà essere esaminata nel dettaglio. Con ogni probabilità, però, la gara verrà annullata defintivamente in attesa che vengano definite nuove regole per l’acqua potabile in provincia di Pavia.

La provincia pavese, 27 novembre 2009
venerdì, 27 novembre 2009, 07:27 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Le bollicine

Interessante l'iniziativa francese riportata nell'articolo di La Repubblica. In fondo l'eterno fanciullino vive in tutti noi. Tempo fa ho trovato anche interessante (nel contesto di continuiamo a farci del male) un articolo di Le Monde diplomatique che richiamava due rapporti del Ministero della Salute francese del febbraio 2009 circa un'eventuale futura presenza di nanoparticelle nell'acqua. Il Ministero richiamava anche alla prudenza nelle previsione future, dipendendo quella ipotizzata presenza anche dagli assetti produttivi. Lo propongo ora essendo possibile categorizzare quell'intervento molto informato come di interesse per la tutela dell'ambiente e della qualità dei beni fondamentali. L'articolo di Le Monde diplò è qui. (ic)

L´idea frizzante di Parigi dai rubinetti di casa acqua con le bollicine
di Giampiero Martinotti

Dal 2011. Si comincia con le fontane pubblicheIl nuovo acquedotto municipale è stato strappato ai privati dalla giunta di sinistra. E in Italia funziona la campagna dei sindaci a favore della "potabile" domestica.

PARIGI - L´acqua frizzante che sgorga dal rubinetto di casa: sarà forse questa la grande sorpresa del nuovo acquedotto municipale parigino, strappato ai privati dalla giunta di sinistra. "Eau de Paris", la società di gestione pubblica che dal 1 gennaio prenderà il controllo della rete idrica, vuole fornire un nuovo servizio, destinato a scontentare i giganti delle acque minerali, come Nestlé e Danone, che da anni vedono le loro vendite in calo costante. Parigi come Marienbad e le sue quaranta sorgenti di acqua con gas carbonico? Non esattamente. Ma l´idea è destinata a trovare clienti in una città dominata da una nuova borghesia giovane e sensibile ai temi ecologici: l´acqua minerale in bottiglia è considerata poco compatibile con la difesa dell´ambiente e le bollicine che sgorgano dal rubinetto potrebbero avere successo.«Come le fontane pubbliche in Italia - spiega Le Parisien - la società per le acque di Parigi sistemerà nel parco delle Buttes-Chaumont una "casa dell´acqua" dalla quale sarà possibile servirsi di acqua potabile refrigerata ma anche di acqua minerale gassata». Da noi, infatti, l´idea di bere l´acqua del sindaco, vuoi per ragioni ecologiche che di portafogli, non solo piace ma vive un rilancio.

giovedì, 26 novembre 2009, 14:08 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

"L'acqua ai privati è già un affare d'oro"

Col decreto boom in Borsa. E Acque Potabili ha raddoppiato il suo valore. Intanto Parigi fa dietrofront: dopo 25 anni si torna alla gestione pubblica di Luca Fornovo

Primi profitti in arrivo per i big del business acqua. Giovedì scorso l’approvazione del decreto che privatizza la gestione del servizio idrico ha fatto volare il titolo di Acque potabili: ha segnato più 27,9%. In un mese il valore di Borsa della società è cresciuto dell’81%, in un anno è raddoppiato (+99,25). A ruota Mediterranea Acque: giovedì più 14, in un mese +49, in un anno più 27. L’antipasto. Resta da capire quali vantaggi porterà, la riforma dell’acqua, alle famiglie italiani. Acqua privata uguale reti più efficienti? Non tutti ne sono convinti. Il primo in Europa fu Jacques Chirac nel 1984. Era il sindaco di Parigi e diede il via a un programma di privatizzazione delle acque della capitale. Ora però il municipio ha cambiato idea: negli ultimi 25 anni i prezzi sono cresciuti sistematicamente senza che migliorasse il servizio, e si sono registrati troppi casi di abusi, prezzi gonfiati e corruzione. Dal primo gennaio 2010 l’acqua torna alla gestione municipale. Dicono le stime che così si risparmieranno trenta milioni l’anno, denaro che in parte sarà investito nella rete idrica e in parte servirà a tenere stabile il prezzo. Quattro anni dopo toccò Margaret Tatcher, la signora delle privatizzazioni. Nel 1989 diede in appalto il servizio idrico di Inghilterra e Galles: nel giro di pochi anni i prezzi erano raddoppiati, mentre la qualità del servizio non era cambiata. In Bolivia, nel 1999, provarono a privatizzare l’acqua a Cochabamba.
lunedì, 23 novembre 2009, 12:58 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Quell'acqua così preziosa così disprezzata in italia

di Maurizio Maggiani

http://farmlab.org/uploaded_images/water-tower-705192.jpgLà dove è più rara e preziosa, nei rarissimi pozzi goccianti nel cuore del deserto del Sahara, l'acqua non si può comprare. Non la si acquista perchéè proibito venderla. È a disposizione di chi ne ha bisogno; non certo per lavarci la macchina, per farsi lo shampoo o l'idromassaggio, ma per essere bevuta, per fare le abluzioni di faccia e mani, per sciacquare le stoviglie sgrassate nella sabbia. Là, l'acqua come l'ombra di un'acacia, sono troppo preziose per la vita degli uomini perché possano essere proprietà di uno tra loro; anche in tempi poco adatti alla fermezza dei principi etici, il massimo che l'acqua del deserto può costare, è una piccola mancia al soldato, o al guerrigliero, che la sorveglia perché non sia usurpata. In un'infinità di film del genere western, ambientati nei selvaggi territori delle grandi praterie povere di acque di superficie, il cattivo è impersonato dal proprietario terriero che sottrae l'acqua ai suoi vicini, e la trama del film è tutta riassunta in una drammatica guerra per affermare il diritto collettivo al bene dell'acqua. Non credo che ci sia niente come l'acqua che evochi in modo così universale, anche in questa realtà di relazioni umane dominata dal profitto individuale, il principio della proprietà collettiva su un bene che non può che appartenere a tutti. Per questa ragione, credo che la privatizzazione delle reti idriche pubbliche, più ancora delle sue conseguenze pratiche ed economiche, sia segnata dalle sue implicazioni di carattere simbolico. È infatti soprattutto questo il tasto che pigiano gli oppositori della legge approvata dalla Camera l'altro ieri. E hanno ragione: consegnare la "nostra" acqua nelle mani di una multinazionale, è un'idea che può dare i brividi.
lunedì, 23 novembre 2009, 12:41 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

La lotta di classe della borghesia imprenditora: obiettivo acqua!!

di Pietro Ancona

Allarmati per la reazione dell'opinione pubblica alla privatizzazione dell'acqua imposta per decreto ad un Parlamento umiliato e con la testa bassa, scendono in campo i grossi calibri  della borghesia imprenditora italiana per manipolare il dissenso, farlo diventare consenso, convincere della bontà, della modernità o addirittura della futuribilità della gestione privata  dell'acqua. Gli oppositori alla privatizzazione vengono descritti dai pennivendoli meno fantasiosi come quei personaggi danteschi con la testa rivolta all'indietro e grandi lai si levano per lo spreco del trenta per cento di preziosa acqua potabile a causa delle tubature "colabrodo"... Il Dr.Franco De Benedetti, se non erro senatore PD, parla dei sostenitori della gestione pubblica dell'acqua come dei nostalgici di un piccolo mondo antico (la frase non mi è nuova) che forse non era tanto da rimpiangere (per lui) e si sforza con singolari acrobazie verbali di definire l'acqua come un bene non pubblico... perchè gli fa concorrenza l'acqua "minerale"!!!! Ignora il piccolo particolare che l'acqua minerale viene "comprata" in alternativa al consumo l'acqua pubblica e che non succederebbe niente se le industrie produttrici di acque minerali chiudessero improvvisamente o volessere imporre prezzi esorbitanti dal momento che il consumo primario, essenziale, dell'acqua verrebbe sempre assicurato dall'acquedotto municipale o consortile. La deduzione del Senatore secondo la quale l'acqua non è tecnicamente un bene pubblico è del tutto tirata per il collo ed inattendibile. Ma la lettera del Senatore è pubblicata in bella vista e con molto risalto da " Repubblica" e suona polemica e correttiva ad un articolo di Rumiz. C'è insomma una operazione che tende all'allineamento dell'informazione italiana sugli interessi delle multinazionali dell'acqua e degli appetiti che nel mondo imprenditoriale italiano fallito sul piano industriale e della innovazione tecnologica e di qualità che cerca e trova agevolmente nel "pubblico" terreno di facili, facilissimi business.
domenica, 22 novembre 2009, 19:08 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Acqua e informazione

da Icebergfinanza.

Se mai qualcuno avesse bisogno di comprendere come ogni istante della nostra vita dipende da interessi economici e politici di dimensioni rilevanti ecco che .... l'acqua  è una «necessità umana fondamentale», ma non un «diritto», cosi recita il comunicato finale del forum sull'acqua tenutosi ad Istanbul, quest'anno. Ne abbiamo già parlato in due occasioni, QUI e  QUI, ma è giunta l'ora di spazzare via con un referendum democratico, l'ultimo rigurgito del business su uno dei patrimoni essenziali dell'Umanità, è ora che questo paese si svegli dal suo lungo letargo e dia una dimostrazione civile e democratica di interesse per la propria esistenza. Inoltre è fondamentale che insieme al referendum, vi sia una pressione popolare sulle amministrazioni locali per una gestione responsabile e consapevole di una risorsa inestimabile.

sabato, 21 novembre 2009, 18:57 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Corte costituzionale: illegittimità della legge regionale sull'acqua

In particolare della "Legge regionale 26/2003: una legge innovativa per rifiuti, sottosuolo, energia e risorse idriche in Lombardia", com'è stata definita dalla Regione lombardia nel 2003, è considerato illegittimo l'art. 49 comma 1, quello che riguarda i servizi idrici integrati e la separazione tra gestione delle reti ed erogazione. Questo potrebbe voler dire che i consorzi per l'erogazione che comprendano Pavia acque, per esempio, siano possibili (se non obbligati) essendo Pavia acque il gestore delle reti idriche in provincia di Pavia. (ic)

[...] per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

    dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 49, comma 1, della legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come sostituito dall'articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia 18 agosto 2006, n. 18 (Conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di servizi locali di interesse economico generale. Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche”); dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 49, comma 4, della legge della Regione Lombardia n. 26 del 2003, come sostituito dall'articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia n. 18 del 2006, sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettere e) e p) della Costituzione, in relazione all'articolo 148, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 novembre 2009."



SENTENZA N. 307

ANNO 2009

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

venerdì, 20 novembre 2009, 20:18 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Regole per le municipalizzate, e acqua

Servizi locali: le regole non possono attendere di Carlo Scarpa 

Nessuna privatizzazione dell'acqua o di altro, ma certo una maggiore spinta a che le amministrazioni locali mostrino se le loro imprese sono veramente efficienti. Nulla di male in questo, ma manca un pezzo. Manca una regolazione seria dei settori, che oggi non hanno regole chiare che possano veramente garantire una partnership pubblico-privato virtuosa. Occorre completare il quadro delle regole. E farlo rapidamente. Perché altrimenti i rischi sono tanti. Pare ormai definitivo. Passerà la riforma dei servizi pubblici locali proposta del governo, con la benedizione sostanziale di diversi esponenti dell’opposizione. In realtà, riguarda solo tre servizi, ovvero acqua e rifiuti e trasporti locali, ma per questi avviene effettivamente qualcosa di significativo. L’aspetto fondamentale è che si cerca di quasi-vietare gli affidamenti diretti di un comune a una impresa interamente pubblica. Se si vogliono fare affidamenti diretti, ci deve essere con almeno il 40 per cento un socio privato industriale (non solo finanziario) con compiti di gestione. Se no, si va in gara.

CONTRO LE INEFFICIENZE

La ratio è evidente. Accanto a tante imprese pubbliche efficienti, ce ne sono tante che gettano via denaro pubblico. Si noti che i privati, motivati dai profitti, a parità di efficienza verosimilmente chiederanno prezzi più alti delle imprese pubbliche. E allora le imprese pubbliche efficienti resteranno a galla, anche perché se sono veramente tali vinceranno le gare. Quelle che sono così inefficienti da perdere le gare perfino contro i privati, che dai prezzi devono ricavare margini di profitto, personalmente non le rimpiangerò.
Per dare un’idea, nel 2005 risultavano in perdita circa un terzo delle imprese locali del settore igiene urbana e il 40 per cento nel settore idrico. E il trasporto pubblico locale va anche peggio. (1)

venerdì, 20 novembre 2009, 14:57 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

©Talete

L'acqua è l'oro di Andrea Bassi

Banche e costruttori. Ecco chi ha interesse ad appropriarsi del servizio idrico integrato che il governo vuole svendere. Le miniere inesauribili non saranno gli aumenti delle tariffe, ma gli investimenti sulle infrastrutture. “Tutti finanziati senza alcun controllo da parte del pubblico” ci spiega l'esperto

17 NOV. 2009 – Articolo 15. Sta concentrato lì il via libera alla cessione definitiva ai privati della gestione dell'acqua in Italia. Una norma inserita dall'esecutivo in un decreto legge sugli obblighi comunitari. Poco importa se in realtà non esiste nessuna direttiva europea che obblighi l'Italia a privatizzare l'acqua. Il governo Berlusconi è abituato a lavorare così, a colpi di decreti, sui quali (im)pone la fiducia. Salvo poi nascondersi dietro a frasi fatte del tipo “è l'Europa che ce lo chiede”.

“Ma è una bufala. Da parte europea non esiste nessuna indicazione che inviti a privatizzare i soggetti gestori del servizio idrico”. A spiegare a viaEmilianet quali sono le reali motivazione a spingere sull'acceleratore della privatizzazione dell'acqua è Roberto Fazioli manager nel settore dei servizi pubblici e docente di economia all'università di Ferrara. “L'Unione Europea – prosegue Fazioli – si è espressa per la indifferenza verso gli assetti proprietari delle imprese di gestione. Per la comunità europea l'importante è non discriminare. Questo perché si vuole dare ampia possibilità di scelta agli enti locali, i quali devono esercitare il proprio governo su servizi molto importanti come quello dell'acqua.”

C'è un'interpretazione in malafede...

In Italia si leggono male le frasi. “Non discriminare” non vuol dire “privatizzare”. E non vuol dire neanche “obbligo di gara”. E' giusto ed è sano che ci sia una molteplicità di modelli applicati e applicabili. Che sono il modello in house (completamente pubblico), il modello dell'impresa mista, e il modello della gestione affidata tramite gara a scadenza.

E tutta questa spinta verso la privatizzazione, come si giustifica?
Col fatto che il servizio idrico integrato in Italia, così come viene inteso dal legislatore, è tutto incentrato sugli investimenti. Vale a dire infrastrutture, impianti, depuratori e così via. Quando si parla di servizio idrico integrato, in realtà si sta parlando di appalti, di tecnologie, di reti. Che poi ci passi l'acqua dentro è quasi incidentale.

venerdì, 20 novembre 2009, 14:02 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Innocenti come l'acqua

http://www.aenoticias.pr.gov.br/modules/xcgal/albums/userpics2/10023/normal_AGUA-TORNEIRA~0.jpgPassa il decreto per privatizzare l'acqua

Manifestini con il disegno di un'Italia "disidratata". Di Pietro annuncia referendum abrogativoBossi frena la rivolta leghista sull'acqua«Non si può morire per una legge» Business da 5 miliardi Ma la rete perde un litro su tre ROMA - Il decreto "salva-infrazioni comunitarie", con le contrastate norme sulla privatizzazione dell'acqua, è legge. La Camera ha approvato la conversione con 302 voti a favore e 263 contrari. Il via libera al provvedimento ha scatenato una bagarre in aula.

CONTESTAZIONI E BAGARRE IN AULA - I 25 deputati dell'Italia dei valori hanno iniziato a sventolare manifestini con il disegno di un'Italia "disidratata" e la scritta: «Giù le mani dall'Acqua». Il presidente Gianfranco Fini ha subito invitato i parlamentari a «mettere via i manifestini». Dal settore della maggioranza si sono poi levate grida, «Scemi, scemi», dirette ai banchi dell'Idv. Per tutta risposta qualcuno ha urlato: «Baciamo le mani don Silvio».

DI PIETRO ANNUNCIA UN REFERENDUM - Rilevando che questo decreto «piace solo al presidente del Consiglio e ai suoi amici», Di Pietro ha annuncia contro di esso un referendum abrogativo; e, parlando della possibilità di riduzione dei tempi dei processi, rileva: «Vorrei un presidente del Consiglio che non commetta reati, non un premier che non si fa processare». Per questo rilancia la manifestazione del 5 dicembre, che va anche «contro la deriva delle privatizzazioni».

"Corriere", 19 novembre 2009

[Immagine da Internet]

giovedì, 19 novembre 2009, 15:22 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Acqua: la balla dell’infrazione

di Anna Pacilli

Per privatizzare i servizi pubblici locali, prima di tutto l'acqua, il governo si nasconde dietro a presunte procedure di infrazione comunitarie. E pone la fiducia sul decreto legge, che offre ai privati affari miliardari. Le iniziative dei movimenti e dei consumatori. E i dubbi di costituzionalità. Lo hanno chiamato «decreto salva infrazioni» e a presentarlo è stato il ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi per dare esecuzione alle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. Si compone di venti articoli, che «correggono» altrettante normative su altrettante materie, fra cui, all’articolo 15, i servizi pubblici locali di rilevanza economica [acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale]. L’Italia è una collezionista incallita di procedure da parte dell’Europa, vantandone oltre 160, ma nessuna di queste giustifica un tale intervento normativo da parte del nostro governo. Sono due quelle attinenti ai servizi pubblici: una riguardante l’affidamento da parte del comune di Contigliano [Rieti] del servizio di gestione dei rifiuti alla società Ama Servizi Srl, un’altra sull’affidamento del servizio idrico da parte dell’Ato Marche. Presumibilmente a queste si aggrappa il decreto legge n. 135/2009 [cosiddetto «decreto Ronchi», nel senso di Andrea, Pdl]: il dubitativo è d’obbligo perché l’articolo 15 non dice a quali procedure di infrazione si riferisce, diversamente dagli altri articoli, che citano le direttive e/o le procedure di riferimento. E questa è la prima stranezza di questo decreto, la seconda è che il governo vuole approvarlo talmente di corsa da decidere di chiedere la fiducia oggi alla camera [al senato è già passato].In ballo, evidentemente, ci sono interessi pesanti, che per valutarli tutti bisognerebbe spulciare parola per parola, articolo per articolo. Intanto, sappiamo per certo che il decreto legge 135 privatizza di fatto il servizio idrico, che da solo vale almeno 6 miliardi l’anno di bollette [nonché quello rifiuti, per cui oggi scioperano i netturbini di tutta Italia]. Lo fa disponendo l’aumento delle quote dei privati nelle società di gestione e, soprattutto, impedendo il cosiddetto affidamento «in house» [l’amministrazione pubblica provvede al suo interno a garantire il servizio, senza ricorrere a terzi e senza gara].
mercoledì, 18 novembre 2009, 21:26 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Liberté

di Claudio Sala

Privatissima
mercoledì, 18 novembre 2009, 19:49 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Acqua privatizzata: Il Governo pone la fiducia, la ventottesima

di Alberto Baldazzi

Martedì pomeriggio:  con la votazione alla Camera, la nostra acqua doveva passare di mano: da quella pubblica a quella privata, in barba all’opposizione dei movimenti consumeristi, ambientalisti e a tantissime autonomie locali che gestiscono questo bene primario e che verranno obbligati a cederne il controllo ai privati.  In barba, infine, a qualsiasi logica federalista. Giulietti: " Non solo l'acqua, si sta privatizzando il Parlamento" ( Audio)

Le reazioni di Paolo Carsetti, portavoce del Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua pubblica (Audio)

da Articolo21.

martedì, 17 novembre 2009, 21:54 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

La veloce agonia dei Comuni

Acqua privatizzata, via alla fiducia. L'opposizione: "Saliranno i prezzi"

ROMA
- Via libera alla privatizzazione dell'acqua. Il governo, per la 28esima volta, pone la fiducia sul decreto salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. E scatena l'ennesima bagarre con l'opposizione. A cui le motivazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ("scelta per velocizzare i tempi") non bastano. Anche perché di tempo per l'esame della Camera ce n'era: il decreto, che l'esecutivo considera blindato, scade fra una settimana.  Tema del contendere è il cosidetto 'decreto Ronchi' che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati. Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l'affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l'assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall'ente locale affidatario. A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano. La liberalizzazione, inoltre, riguarda tutti i servizi pubblici locali, escluso il gas, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali. Prevedendo tempi 'piu' dilatati per quanto riguarda i rifiuti.  Durissima la reazione dell'opposizione. Angelo Bonelli dei Verdi lancia l'idea di un "referendum" per dire no all'acqua in mano ai privati. "Pochi grandi gruppi faranno affari d'oro a discapito dei cittadini che subiranno l'aumento delle tariffe dell'acqua" spiega Marina Sereni del Pd. Per Massimo Donadi dell'Idv quella attuale è una maggioranza "appecoronata felice di non lavorare per un giorno". Mentre Michele Vietti (Udc) ricorda come il testo sia stato per troppo all'esame del Senato. Una circostanza condivisa anche da Simone Baldelli del Pdl, secondo cui "servono regole certe sui tempi certi per l'esame dei provvedimenti"

"La Repubblica", 17 novembre 2009

martedì, 17 novembre 2009, 17:17 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

"La riforma dell’acqua a rischio"

PAVIA. La riforma dell’acqua vacilla e anche gli aumenti previsti per i prossimi mesi potrebbero essere congelati. In realtà mancano certezze, la materia è complessa e le ordinanze del Consiglio di Stato che riaprono i giochi non entrano nel dettaglio. Il Consiglio di Stato ha rinviato tutto alla Corte costituzionale che sta esaminando la legge regionale, che ha avviato la riforma dell’acqua pubblica. L’unica certezza è che la gara d’appalto per la gestione dell’acqua che finisce ai rubinetti pavesi non si ferma. «Ho sempre avuto l’impressione che tutti aspettassero le ordinanza del consiglio di Stato per poter bloccare la gara - commenta il presidente dell’Aato (Autorità ambito territoriale ottimale) Delio Todeschini -. Della gara invece le ordinanze non si occupano e noi proseguiamo. Quanto alle tariffe, esamineremo i documenti: se dovremo congelarle, le congeleremo, l’Aato non ha nulla da perdere o guadagnare». Sta di fatto che la rivoluzione avviata in Provincia di Pavia con il passaggio delle competenze in materia di acqua ad un unico ente territoriale si incaglia contro il consiglio di Stato: dopo un doppio ricorso del Coviri, il comitato di vigilanza sulle risorse idriche che risponde al ministero dell’ambiente, il Consiglio di Stato ha imposto a Stato, Regione e «strutture infraregionali» di «astenersi dall’adottare ulteriori provedimenti sulle questioni controverse» almeno fino a quando la Corte costituzionale non si sarà espressa sulla legge regionale con cui la Lombardia ha dettato le regole per le nuove tariffe dell’acqua. L’ordinanza del Consiglio di Stato parla di «ulteriori provvedimenti», quindi pare di capire che le nuove tariffe applicate dall’estate non dovrebbero essere toccate.
martedì, 17 novembre 2009, 07:17 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

L'acqua verso il privato...

Riforma a rischio stangata di Luca Fornovo

Quella che si combatterà oggi in Parlamento, per ambientalisti e associazioni dei consumatori, sarà la prima vera battaglia contro l’acqua privata. Una battaglia contro i rischi di ulteriori aumenti delle tariffe (tra il 2002 e il 2008 sono aumentate del 30%) e il peggioramento dei servizi (nel decennio 1990-2000 c’è stato un calo degli investimenti del 70%). Oggi sbarca, infatti, nell’aula della Camera il decreto legge sugli obblighi comunitari, che contiene all’articolo 15 la privatizzazione della gestione dell’acqua. In poche parole, il servizio idrico potrà essere affidato a un privato tramite gara pubblica o in via straordinaria senza gara ma col parere dell’Antitrust. Un provvedimento che esaspera la privatizzazione light varata negli anni Novanta con la legge Galli e rivoluziona quanto fatto un secolo fa da Giolitti con la municipalizzazione degli acquedotti. Ma l’attuale maggioranza non ci sente o a fare marcia indietro: quindi niente stralcio dell’articolo 15. Una manna dal cielo per chi fa affari con l’acqua, come le lobby dell’oro blu che contano nelle loro fila ex municipalizzate come l’utility romana Acea, la ligure-piemontese Iride e l’emiliana Hera fino a multinazionali come Veolia e Suez. Un mondo che solo in Italia conta 252 imprese idriche per un fatturato totale che supera i 2,5 miliardi di euro. Ma la battaglia non finirà all’indomani dell’ok al decreto. La guerra per difendere l’acqua potabile pubblica va avanti, assicura il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. «Stiamo raccogliendo con successo - fa sapere il segretario del Forum, Paolo Carsetti - le firme affinché venga presentata presso ogni comune una delibera per affermare che l’acqua è un diritto umano e il servizio idrico non è un servizio pubblico di rilevanza economica. L’obiettivo è arrivare a una legge che affida l’acqua all’ente locale che la gestisce non in forma di Spa ma di ente di diritto pubblico, quindi senza dover sottostare alla legge degli utili».
lunedì, 16 novembre 2009, 13:30 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

La buona acqua e l'ingordo privato

[Giorgio Boatti fa riferimento nell'articolo di seguito pubblicato - che richiama la natura positiva dell'acqua quale bene comune - ad un intervento di Franco Osculati sulle pagine del quotidiano locale nel quale l'esponente http://www.aloe-job-nrw.de/Mineralwasser-FLP.jpgdell'ex Sinistra democratica rimarcava come "il privato" non sia il diavolo. Sembra un richiamo piuttosto stucchevole e anacronistico a coloro i quali si stanno battendo contro la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua a Pavia. Anacronistico poiché non c'era alcun bisogno di un richiamo del genere. La storia la conosciamo, le posizioni ideologiche e politiche pure. Bersani, l'attuale leader del Pd, è stato tra i più accesi sostenitori delle liberalizzazioni dei servizi e beni pubblici, risoltesi spessissimo in privatizzazioni disastrose, con conseguenti gestioni e organizzazione dei servizi intollerabili per gli utenti e i cittadini. E' un aspetto della storia delle liberalizzazioni in Italia che ci ha insegnato lo scetticismo, la preoccupazione, l'avversione verso processi che hanno di fatto escluso il controllo pubblico sul governo dei beni comuni ed esautorato le autorità locali delle loro facoltà. Come può inoltre Osculati, in generale e parlando in Italia, dimenticarsi dell'acquolina in bocca che in molte occasioni la criminalità organizzata e finanziaria si è fatta venire appena si sentiva nell'aria odor di privatizzazione dei servizi? In questo momento storico è inutile e furoviante utilizzare assurdi arcaismi politici per proporre se stessi come moderni e avveduti e saggi; piuttosto essere saggi richiede oggi il tenere gli occhi ben aperti facendo tesoro delle numerose tristi storie locali che con l'ideologia hanno ben poco a che fare. Sono d'accordo che il costo dell'acqua debba non perdere di vista la disincentivazione allo spreco. Tuttavia, vorrei che quel costo in più per la disincentivazione non andasse ad alimentare i profitti di holding private (con i quali magari creano società immobiliari o marchi d'abbigliamento), ma a fondi pubblici per l'ambiente e contro la desertificazione. Inoltre, che spariscano le bottiglie di plastica e l'acqua minerale imbottigliata dalle mense dei nostri bambini nelle scuole. La gestione dell'acqua non deve andare ad alimentare il ciclo insalubre del tradizionale smaltimento dei rifiuti. Irene Campari]

Se il rubinetto piange di Giorgio Boatti

Acqua, anzi la sua gestione, in primo piano. Discussa in Parlamento, dove si esamina una nuova legge in materia di gestione dei servizi idrici e, in particolare, si va a definire a chi spetta occuparsene, se società private o aziende pubbliche. A livello locale ci si inserisce una volta tanto con tempestività su questi scenari più ampi. Le principali aziende municipalizzate della provincia decidono di fare cordata comune per partecipare alla gara, indetta dall’Aato - Autorità Ambito Territoriale Ottimale - per l’assegnazione del servizio idrico integrato da svolgere nei 190 Comuni del Pavese, della Lomellina, dell’Oltrepo.
domenica, 15 novembre 2009, 14:03 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

"Trovata l'acqua sulla Luna"

[Occhio, che non sia già tra gli asset di qualche multinazionale...]

WASHINGTON - Una "significativa quantità" di acqua ghiacciata è stata trovata sulla luna. Lo ha annunciato la Nasa a poco più di un mese dal lancio del missile-proiettile Centaur contro un cratere lunare alla ricerca di possibili riserve idriche. L'analisi spettrografica della nuvola di detriti provocata dall'impatto del missile ha confermato la presenza di acqua allo stato ghiacciato.

"La REpubblica", 13 novembre 2009

venerdì, 13 novembre 2009, 18:24 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

30.000 firme contro l'art. 15, consegnate

Comunicato stampa

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invade Piazza di Montecitorio e consegna oltre 30.000 firme contro l'art. 15 alla Vice-Presidente della Camera, Rosi Bindi


Piazza di Montecitorio piena, attivisti con le mani e i volti pitturati di blu, comitati territoriali con fischietti e campane: pienamente riuscita la giornata di protesta del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Di fronte ai 630 Deputati, che si apprestano a votare l'art. 15 e la definitiva privatizzazione dell'acqua, sono state portate le ragioni dei 406.000 cittadini che già da due anni hanno depositato nello stesso Parlamento una legge d'iniziativa popolare per chiedere la ripubblicizzazione dell'acqua. Al termine della giornata, una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, accompagnata dall' On. Scilipoti – relatore della legge d'iniziativa popolare- è stata ricevuta dalla Vice-Presidente della Camera, On. Rosi Bindi, alla quale sono state consegnate le oltre 30.000 firme raccolte in poco più di una settimana sull'appello per chiedere ai Deputati di non votare il famigerato art. 15, insieme ad una fondamentale richiesta di democrazia: che si sospenda l'approvazione di qualsiasi nuova normativa e che si apra un dibattito ampio e articolato, a partire dalla proposta di legge d'iniziativa popolare presentata dai movimenti per l'acqua. La Vice-Presidente della Camera ha espresso la propria condivisione delle preoccupazioni e delle proposte espresse dalla delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. La protesta dei movimenti per l'acqua continua con le tante iniziative in programma su tutto il territorio nazionale e attraverso l'email bombing, ovvero la richiesta a tutte e tutti i cittadini di inviare, in questi giorni e prima del voto finale previsto per martedì 17, una email a tutti i 630 Deputati con la richiesta di non votare l'art. 15 e di ascoltare le ragioni dei movimenti per l'acqua.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

Per riscontro e contatti
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

giovedì, 12 novembre 2009, 22:10 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Comunicato stampa per l'acqua pubblica a Pavia

COMUNICATO STAMPA

PAVIA, 10 Novembre 2009

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Vista la delibera del CO.VI.R.I. (Comitato Vigilanza Rrisorse Idriche) nr 12 del 12 Maggio 2009, che boccia il piano d’ambito di ATO Pavia (poiché non offre sufficienti garanzie a tutela del bene acqua) e il metodo utilizzato per determinare le nuove tariffe del Servizio Idrico Integrato (poiché non offre sufficienti garanzie a tutela degli utenti del S.I.I.);

Visto il parere dell’Antitrust secondo cui l’impianto normativo che ha ispirato la gara bandita da ATO Pavia in data 20 Ottobre 2009 non tutela il libero mercato e un regime di reale concorrenza, poichè di fatto creeà un monopolio esclusivo per 10 anni nell’erogazione del S.I.I. in tutta la Provincia di Pavia;

Apprese a mezzo stampa le dichiarazioni e le reciproche accuse rilasciate da amministratori, politici e soggetti coinvolti nel percorso che ha portato alla pubblicazione della gara in oggetto, in cui vengono rivelate incertezze, confusioni, mancanze che stanno accompagnando questo percorso

Ritiene: che non sussistano le condizioni per portare a termine la gara in oggetto assicurando le dovute garanzie a tutela del bene acqua e degli utenti del S.I.I.; di non ravvisare, nella sola costituzione di una A.T.I. tra società pubbliche per partecipare alla gara, le dovute garanzie a tutela del bene comune, pur riconoscendo in ciò il tentativo di evitare a Pavia il verificarsi di una situazione (S.I.I. gestito da aziende miste pubbliche/private o totalmente private) che, ove è stata adottata, ha prodotto e sta producendo, anche in Italia, disastri inenarrabili.

mercoledì, 11 novembre 2009, 21:22 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

"L'Acea che poteva essere e che non sarà"

Inchiesta di Luca Conforti, da Giornalettismo

[Acea è uno dei più grandi gruppi italiani nella gestione dei servizi idrici e il primo gruppo italiano con possibilità di emergere nel mondo, secondo i rapporti di alcune Ong.]
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5e/BSicon_WASSER.svg/500px-BSicon_WASSER.svg.png

Ennesimo capitolo di una lunga storia di opportunità gettate al vento da una politica troppo impegnata nelle piccole tresche di potere per potersi accorgere della realtà.

Se ci fosse un premio per le occasioni sprecate Acea non avrebbe avversari. Un anno fa la municipalizzata romana stava letteralmente per esplodere. Il piano di sviluppo messo a punto con i francesi di Suez-Gdf avrebbe stravolto l’azienda rafforzandola in tutti i mercati in cui è presente: produzione elettrica e distribuzione elettrica, mentre ai servizi idrici si sarebbe aggiunta la distribuzione del gas. Non era un passo privo di rischi, la società e l’azionista principale al 51%, il Comune di Roma, non aveva i capitali necessari per sostenere un piano tanto ambizioso, avallarlo significava permettere a Suez di mettere il denaro e ottenere il potere. I rapporti tra le due società sono regolati da diverse joint venture con quote diverse a seconda della funzione. I rapporti di forza in Acea Electrabel produzione di elettricità (70%-30% a favore dei francesi) si sarebbero replicate in tutte le altre società controllate (distribuzione e vendita luce e gas) l’apporto della rete per il trasporto del metano, comprata dall’Eni, avrebbe dato ancora più peso ai francesi, per non parlare di Italcogim, che ha un milione di clienti in tutta Italia e avrebbe trasformato Acea-Suez-Gdf nel quarto gruppo energetico nazionale.

mercoledì, 11 novembre 2009, 13:40 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti