L'ACQUA è un bene pubblico e comune NON mercificabile. NON si privatizza.


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Pogrom 2007
La Gandina di Pieve


T'è vist cus'è? Ha visto un re! Ah beh, si beh...

[Cari villici, nei regni di Oz le regal figure - sapete - fan sempre il Vostro interesse. Voi siete come i nostri figli. Voi siete - in fondo - i principi. Nelle nostre dimore Vi facciamo entrar, invitandovi poi nobilmente ad uscir. Nel giardino del Re, l'incanto deve rimanere tale, e cos'è l'incanto senza lontananza, senza privilegio, senza dimora sognata, senza percezione dell'incolmabile spazio che separa Voi da noi? Abbiamo invitato i Vassalli a garantirVi che il giardino incantato rimarrà tale, e di esso potrete goderne dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 (possibili proroghe nel periodo estivo) del dì volgare e mondano. Non sporcate e non buttate le cartacce per terra. I Vostri vizi e maleducazione li conosciamo. E li conoscono anche i Vassalli, tanto che, pur prevedendo un codicillo del feudal beneficio che le nostre dimore potevan esser di diritto le Vostre, Vi han rinunciato. Ah beh, si beh...]

«Vogliamo il parco pubblico nel giardino del re»

Pavia, domani l’incontro sul progetto della Mostiola. Ecco le richieste del Comune

PAVIA.
Domani alle 9 in Comune si torna a parlare di via Porta e giardino della Mostiola. Il presidente della fondazione Nascimbene Elio Ferrari incontrerà il sindaco Cattaneo e l’assessore ai lavori pubblici Luigi Greco per presentare il progetto di ciò che la Fondazione vorrebbe realizzare negli appartamenti su via Porta e nell’edificio di mattoni rossi in via Corridoni, dalle cui finestre a punta guarderanno gli uffici della fondazione. Si parlerà anche del giardino: «Come amministrazione vorremmo potesse diventare un luogo pubblico» afferma il sindaco Alessandro Cattaneo. I movimenti intorno ai 3.500 metri quadri di quello che dovrebbe essere il giardino dei re Longobardi, si sono intensificati a settembre, quando gli operai della fondazione hanno fatto piazza pulita della selva di piante e sterpaglie che restava del cossiddetto “orto dei Poggi”, i fioristi di corso Garibaldi che per quarant’anni vi hanno tenuto il loro vivaio.
domenica, 15 novembre 2009, 11:16 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (3)

He has a dream

Dichiarazione del vicesindaco Centinaio a La provincia pavese: «Ho un sogno: regalare alla città l’ufficio di informazioni turistiche per il 9 dicembre ... ».

"Regalare"? Ce lo paga lui? Grazie, grazie....

http://www.imaginghostingservice.com/889pb8a15312738.jpg
mercoledì, 11 novembre 2009, 21:42 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (2)

PalaRavizza vietato. La giunta blocca lo show di Guzzanti

 PAVIA. Assistere all’imitazione di Tremonti nella città di Tremonti deve essere sembrato troppo. E così una parte della giunta è insorta, mentre un’altra componente ha difeso la scelta. Si discuteva dello spettacolo di Corrado Guzzanti che dovrebbe arrivare a Pavia il 5 febbraio. Tre assessori (si dice Assanelli, Faldini e Niutta) si sarebbero opposti. Lo show sarebbe stato difeso da Centinaio e Bobbio Pallavicini. Si tornerà a parlarne questa mattina. Lo spettacolo del comico romano rientra in una mini rassegna di 4 appuntamenti che verrà aperta, il prossimo 27 novembre, dall’esibizione di Francesco Guccini. Ma se nei confronti del cantautore emiliano non vi sarebbero state obiezioni, il nome di Guzzanti avrebbe trovato la contrarietà soprattutto di Sandro Assanelli, assessore ai servizi sociali. All’esponente ciellino si sarebbero uniti, nell’esprimere perplessità, anche l’assessore Rodolfo Faldini (istruzione e politiche giovanili) e la collega Cristina Niutta (personale e rapporti con Asm). La scelta di Guzzanti, invece, sarebbe stata difesa da Gianmarco Centinaio, vice sindaco e, in qualità di assessore alla cultura, promotore dell’iniziativa, e da Antonio Bobbio Pallavicini, assessore allo sport. Tra l’altro, la rassegna che debutterà con il concerto di Guccini vedrà il reimpiego del PalaRavizza come luogo di spettacoli ed eventi, dopo che la passata amministrazione aveva deciso che lo spazio di via Treves venisse riservato unicamente allo sport. Corrado Guzzanti non è certamente un artista ascrivibile al centrodestra, anche se nel suo repertorio, oltre all’imitazione del ministro Giulio Tremonti, vi è una esilarante parodia del leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro.
martedì, 03 novembre 2009, 07:19 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

"Grazie ragazzi", del '99 (1800)

http://www.valsesiascuole.it/crosior/1_vercellese/primo_2.jpgSono comparsi a Pavia i manifesti per le celebrazioni del 4 novembre. Per la prima volta, oltre al rituale tricolore e la scritta cubitale 4 NOVEMBRE, in primo piano campeggia anche: "Grazie ragazzi!". Caro nonno, perdonali, non sanno quello che dicono. Hanno confuso il 4 novembre con la festa per le guerre, tutte le guerre, anche quelle in corso. Hanno confuso soldati mandati allo sbaraglio nel '15-'18, con i soldati di ventura del Terzo Millennio. Hanno confuso i soldati figli del popolo analfabeta dell'inizio del secolo sui quali volenti o nolenti doveva far presa la devastante propaganda interventista, con coloro che partono volontari per il Medio Oriente convinti che con la guerra si ottenga la pace. E quell'offensivo "ragazzi". Come si permettono? Non si sta celebrando un risiko goliardico, un cameratesco e maschilista rito della rigenerazione tramite la distruzione bellica, tanto macha (quando la fanno gli altri). Non si sta ricordando la vittoria al mondiale di calcio, ma uno dei più grandi massacri di massa della storia dove i coach erano generali che guadagnavano medaglie in modo direttamente proporzionale al numero di morti ottenuti tra le file dei loro reggimenti.

Una piana senza nulla di particolare, nuda e bruna
non un filo d'erba, non un segno di vicinanze abitate
niente da mangiare e non un posto dove sedersi
e tuttavia, radunata nel suo vuoto, stava
un'inintelligibile molltitudine
Un milione di occhi, un milione di carponi allineati
senza espressione, in attesa di un segno.

W.H. Auden, Lo scudo di Achille.

Irene Campari
mercoledì, 28 ottobre 2009, 21:24 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (2)

La vida es sueño

Pavia oltre la mostra di Giorgio Boatti

http://blogs.20minutos.es/myfiles/nilibreniocupado/cama-sueno.jpgCome lo scatto di una fototessera che fissa il volto di una persona in un dato istante, così sono certi momenti nella vita di una comunità. L’altra sera, al Castello Visconteo di Pavia, è stata massiccia l’affluenza all’inaugurazione della mostra «Da Velásquez a Murillo». Dunque la mostra «Il Secolo d’oro della pittura spagnola», nelle collezioni dell’«Ermitage», che si protrarrà sino al gennaio 2010, ha fissato uno scorcio, di Pavia e del suo territorio, sulla soglia di questo autunno 2009. Ad affollare il Castello era un pubblico, anzi, una cittadinanza quanto mai desiderosa di essere parte di una rinnovata stagione - civile e culturale - nella vita di questa comunità. Una stagione in cui le diverse e contrapposte posizioni politiche non ergano barriere ma, al contrario, consentano una franca e feconda dialettica. Una dialettica lontana da ogni inciucio: perchè è giusto che chi ha vinto governi e chi ha perso stia all’opposizione. Una dialettica aliena altresì dall’italica attitudine di andare in soccorso ai vincitori (che sicuramente, come i loro predecessori, sapranno sbagliare benissimo da soli). Ma, anche, estranea all’arroganza - che abbiamo ben conosciuto - di chi, oltre a vincere, vuole stravincere. Sfuggendo ad un confronto dove idee diverse sanno ascoltarsi reciprocamente. Il clima generale - rilassato e propositivo - che si è respirato sotto le volte del Castello, è stato colto da tutti i presenti. E’ stato avvertito dalle persone intervenute. Quelle che, oltre a voler gettare un primo sguardo alle opere esposte che meriteranno poi una visita meno effimera, sicuramente saranno indotte, sulle piste del «Secolo d’oro spagnolo» venuto a fare visita al Castello Visconteo, a mettersi in cammino. A compiere qualche puntata su pinacoteche di città a noi assai prossime - Milano, Genova, Parma, eccetera - dove non pochi eccellenti lavori dei maestri spagnoli giunti sin qui dalle raccolte di San Pietroburgo sono visibili da anni. E non in modo effimero. Perchè una mostra, come ogni vera iniziativa culturale, costituisce un punto di arrivo.
domenica, 11 ottobre 2009, 11:00 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Quali sono i costi veri dell'ambiente per la collettività?

di Irene Campari

Un assessore all’Urbanistica deve aver la vista lunga. Soprattutto se vuol distinguersi da chi l’ha preceduto e contro cui ha fatto opposizione in Consiglio comunale per vent’anni. Fabrizio Fracassi, assessore all’Urbanistica del Comune di Pavia, leghista e del Pdl, per la seconda volta ammaina la bandiera "verde" sulle delibere ammazza-territorio del centrosinistra. La prima volta è stato per Piazzale Oberdan e per il progetto di parcheggio con multisala sopra il tetto. Fracassi dichiara a proposito: ”Non mi piace ma fermarlo vorrebbe dire aprire un contenzioso con le imprese che potrebbe costare caro al Comune”. La seconda è di queste ore e riguarda la scriteriata lottizzazione di un’area del Parco della Vernavola verso Montemaino. Un’area vincolata in modo sovraordinato anche dal Parco del Ticino di cui Fracassi è ancora - se non erro - Consigliere. Fracassi dichiara: ”Non mi piace ma fermarlo vorrebbe dire aprire un contenzioso ...”. Una volta passi, con due il problema diventa politico, culturale e di prospettiva. Di fronte a progetti che distruggono aree verdi qualificate e con vincoli, o riqualificano aree urbane in modo inadeguato come per Oberdan, un amministratore, che non sia d’accordo, dovrebbe fare una sola cosa: valutare se a lungo termine il beneficio di mantenere aree verdi a vincolo o aree urbane libere o qualificate in modo dignitoso sia più vantaggioso per la comunità che evitare un arbitrato o causa con i privati da parte del Comune. Dovrebbe quindi porsi una domanda cruciale: "Cos'è il bene pubblico, lo spazio pubblico, e come tutelarlo?", se interessa questo punto di vista. Sarebbe quantomeno necessario quantificare quei costi legali e rendere comprensibile alla comunità perchè si stanno avallando certe scelte delle passate amministrazioni. Poiché se Fracassi non comincia a porsi il problema in questi termini, vedo con una certa preoccupazione la gestione degli appetiti sul nuovo Piano di governo del territorio. L'atteggiamento fin qui mostrato dall'assessore, infatti, non ha nulla di politico non contenendo in sé nessuna visione a lungo termine, nessun progetto alternativo di “sviluppo” del territorio urbano e pubblico, nessuna progettualità degna di tal nome sugli spazi pubblici che si stanno corrodendo in modo irreversibile. Contiene invece solo una visioncina a brevissimo termine (evitare cause giudiziarie e non scontentare alcune richieste private). Immagino come le pressioni potrebbero essere le stesse che hanno vissuto le amministrazioni precedenti, ma quando Fracassi interveniva in Consiglio comunale dai banchi dell'opposizione di centrodestra, sembrava che una visione ce l'avesse, tanto da passare per un Consigliere con una certa sensibilità ambientale. Una visione “politica” implica però anche coraggio, resistenza. Lo stesso coraggio che ci vorrebbe per chiedere che il Comune eserciti il diritto di prelazione su La Mostiola. Ne avete sentito parlare più?


Parco della Vernavola, sì alle villette
L’assessore Fracassi: «Progetto delle giunte precedenti»

L’assessore leghista all’urbanistica ha aggiunto: «Si tratta di un progetto che si trovava in una fase burocratica già molto avanzata. Addirittura, durante la valutazione del piano regolatore approvato nel 2003, mi pare fosse stato fatto un emendamento dall’ex consigliere comunale Alberto Artuso».PAVIA. La giunta ha approvato ieri il progetto per la costruzione di villette e palazzine ai limiti del parco della Vernavola, in località Montemaino.

venerdì, 09 ottobre 2009, 19:48 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Donne, du du du

Informarsi circa la composizione dei consigli di amministrazione degli enti e istituzioni http://www.saintpetersbasilica.org/Statues/Founders/IgnatiusLoyola/St%20Ignatius%20Loyola-FounderSaint.jpgcontrollate o partecipate dal Comune di Pavia è molto interessante. Una boccata d'aria pura, fresca e rinnovata, e ancora priva degli olezzi dei profumi femminili che  avrebbero rischiato di ammorbare l'aria. Sono tutti uomini. Sia fatta la Sua volontà. E così sia. Perchè sicuramente li avrà voluti Lui in quei posti. Sono lì per volere divino; quella volontà immanente a cui è perfettamente inutile apporre qualsivoglia politica e brutalmente secolare resistenza. Oggi, 7 ottobre 2009, si sono conosciuti i nomi del nuovo cda dell'Azienda servizi alla persona: Comunione e Liberazione, Cattolici dell'Udc (non si sa bene) e via narrando. Nessuna donna. Nel luglio scorso è stata la volta di Asm: laici Pdl e Pd. Nessuna donna. Giunta comunale: una donna alle pari opportunità e al personale. Quali pari opportunità, Assessore Niutta? Quei cda li ha decisi il suo partito. Questo momento della storia pavese ha il sapore così inebriantemente barocco, pudico ed ipocrita dei fasti controriformistici da farci sperare almeno in una rinascita dell'architettura, dell'iconografia dei doppi sensi, della sensualità malcelata e debordante, del povero additato quale capro espiatorio dei nostri peccati... Che bei tempi, tutto era permesso al potere: cortigiane, trascendere la legge, reprimere il dissenso, salvaguardare i patrimoni, organizzare processioni e cavalierati, apporre crocefissi in ogni dove, mettere da parte un po' il vangelo e prendersela con i buoni trasformati in viziosi "buonisti".

Irene Campari

Asp, ecco il nuovo Consiglio


PAVIA.
Un consiglio interamente rinnovato. Con una riconferma, quasi scontata: la nomina a presidente di Sergio Contrini che in questa tornata è espressione della Diocesi e non più del Comune.
mercoledì, 07 ottobre 2009, 09:58 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Borromeo, via Porta e Idroscalo: sì agli interventi

di Emanuele Vicini*

«Conservazione e conservazione». Chiedo scusa se ho l’ardire di prendere in prestito una formula pasoliniana, per dare un titolo a queste poche righe: credo che l’atto conservativo rivolto alle opere d’arte in genere e a tutti i manufatti che, insieme con gli uomini, abitano la città, sia un dovere di ogni società civile, ma sono altrettanto convinto che esso debba nascere sempre da precise e fondate riflessioni, dettate dallo studio e dalla conoscenza della storia e della storia dell’arte in particolare. Da ciò deriva che ogni operazione di conservazione e restauro non può mai essere soggiogata da intenzioni politiche di speculazione o guadagno o - peggio - diventare materia di contendere per piccole, medie e grandi diatribe locali. Temi di riflessione in questi giorni sono la conservazione dell’esistente e il giudizio sull’architettura moderna. Possiamo sognare la migliore delle città, sperare che una sana vitalità culturale la animi e induca i suoi abitanti a compiere meditate scelte di tutela, ma questo non credo significhi ritenere aprioristicamente brutti o contrari a uno spirito saggiamente conservativo gli interventi in via Darsena (l’erezione della sezione femminile del Collegio Borromeo), o quelli in via Porta (il restauro della Chiesa di San Giacomo e Filippo e del Collegio Riboldi) o ancora prevedere sciagure per supposte ipotesi di restauro del complesso della Mostiola. Le opere finora realizzate sono state condotte seguendo tutte le norme vigenti e con la piena approvazione delle Soprintendenze di settore. Nel caso di via Porta si sono recuperati edifici che per anni sono stati soltanto accompagnati nel loro inesorabile deperimento da una città apparentemente disinteressata; in via Darsena è stato portato a termine un complesso di grande utilità, coerente nelle forme con il Collegio storico, limpido e funzionale nelle sue soluzioni. Ne ha ricavato un ovvio beneficio Pavia, perché due punti di degrado sono stati sanati, e il mondo della cultura pavese, perché sono nate nuove sedi di istituzioni universitarie, diversamente destinate all’attività didattica e di ricerca. Mi permetto infine una battuta sulla questione dell’Idroscalo, completato nel 1930, sotto la direzione dell’ingegner Carlo Villa, opera di notevole valore tecnico, per il complesso sistema di ancoraggio dei pilastri di sostegno al terreno ghiaioso del fiume, e testimonianza (come studi più recenti hanno rivelato) dell’attività giovanile dell’architetto Giuseppe Pagano Pogatshnig. Va da sé che un manufatto del genere meriti di essere conservato, anche in ragione del fatto che simili edifici in altre città sono stati demoliti. Né credo abbia molto valore la tesi del suo attuale degrado e disfacimento: tutto deperisce se non viene adeguatamente curato. Il valore di questa costruzione non sta in un ambito di estetica visibilista, ma nella testimonianza che dà per conoscere aspetti diversi della storia di un’epoca. Non è un’opera d’arte, è un bene culturale.

 *storico dell’arte, Pavia

"La Provincia pavese", 6 ottobre 2009
martedì, 06 ottobre 2009, 06:55 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Gentile signora Gariboldi, gentile signor Stan

Mi permetto di rivolgermi a Voi in modo congiunto sollecitata dalle cronache della stampa del lunedì che simultaneamente Vi evoca. Le Vostre reciproche storie personali pubbliche, così distanti, si son fortuitamente trovate a condividere pagine della stampa locale. Può capitare a coloro che non hanno un vissuto ordinario e banale. Penso possa essere d’interesse per Entrambi ricostruire in modo, seppur personalissimo, un frammento almeno di percorso che Vi ha portati a tale visibilità mediatica in un ordinario giorno d’autunno pavese. Leggo che la signora Gariboldi sarebbe candidata per il Pdl alla poltrona di Consigliere regionale perché capace e perché chiamata a gran voce dal partito a ricoprire tale ruolo. Leggo che il signor Stan (cittadino rumeno di origine Rom) sarebbe candidato all’allontanamento da Pavia poiché “Pavia non lo vuole”, come dichiara il giovane vicesindaco Gianmarco Centinaio. Che destini affatto simili avete! Lei Signora Gariboldi appartenente al ristretto gruppo dell’élite politica locale, ha lodevolmente curato la campagna elettorale del Pdl alla scorse elezioni provinciali e premiata con un assessorato. La sua posizione sociale è solida, indiscutibile e invidiabile, di quelle che fan serrare le fila intorno a sé in caso di bisogno. Lei signor Stan è nato a Slatina in Romania in una delle comunità Rom più grandi d’Europa, di tanti fratelli lei è l'unico che sa un po’ leggere, massacrato di botte qualsiasi una notte qualsiasi di un povero qualsiasi e per questo ridotto su di una sedia a rotelle. Ho potuto in passato solo vagamente immaginare la Tua vita, poiché quando cercavo di inoltrarmi negli anfratti più bui, comuni a molte esistenze vissute nel cuore della civile Europa, non ce la facevo e dovevo fermarmi. La Tua posizione sociale è la più fragile che si possa immaginare; l’arbitrio a cui potrestri essere sottoposto è, da che mondo è mondo, tra i più rivelatori di un modo di gestire il potere. Ciò che Ti accade in questi giorni è null’altro che questo. La Tua posizione sociale è di quelle che non fanno accorrere nessuno quando si è colpiti dalla Giustizia o dalla vita. Della Tua vita ho sentito raccontare da Te e da altri; ho saputo come a Bologna avrebbero potuto operarTi per permetterTi di camminare. Ogni tanto Ti alzi, ma più spesso sei inchiodato sulle ruote (quante carrozzine Ti abbiamo recuperato finora!). Hanno scritto che avresti scavalcato il muro di cinta della ex Snia. Non hanno visto le tue gambe. Se non ricordo male, ci siamo incontrati la prima volta agli Orti di Via Savoldi. Un Tuo nipotino non stava bene. Era sdraiato su di una lamiera rovente nel caldo afoso di quel luglio 2005. Chiamammo uno psichiatra. Un trauma, disse, forse di notte ha visto qualche animale che lo ha impaurito. Tua mamma, Claudio, non so se Ti ricordi, mi aveva chiesto delle medicine terapeutiche per gli infartuati.
lunedì, 05 ottobre 2009, 23:01 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (5)

Fauni, minotauri e crocifissi

di Irene Campari

http://farm1.static.flickr.com/63/157107805_20327a28e9.jpg?v=0

Il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo ha un crocifisso nel suo ufficio: «Per me, cristiano, è un simbolo importante. Anche per chi non crede, rappresenta la radice profonda della nostra società»." Talmente profonda, aggiungo io, e ormai introvabile. E' ciò che riporta La Provincia pavese oggi, 27 settembre 2009, a proposito della richiesta della Lega nord di appendere un crocifisso in sala Consiglio. Cattaneo, dall'alto dell'autorità morale conferitagli dalla sovranità orientale di un faraone, parla del crocifisso, anche a nome di coloro che non credono. Ma che ne sa, l'unto del faraone, di chi non crede? E come si permette? Che ne può sapere Cattaneo di chi crede o non crede e perchè? Noi adulti gli lasceremo dire ciò che vuole, poichè tra i fauni, i capri, i nudi prosperosi degli affreschi della sala Consiglio di Palazzo Mezzabarba ci sta bene anche il loro crocifisso. Ci sta benissimo. Mi appare fantastico che nella confusione di istituzioni laiche, radici della "nostra società", evasione fiscale, cassonetti tirati a lucido e bonifiche tutte da vedere, che il simbolo ormai legnoso del nostro comune bene si mescoli agli arcadici peccati della carne, alla voluttà vendicativa dei minotauri, ai putti vogliosi con frecce all'arco dipinti sopra gli scranni degli assessori della cattolicissima Giunta pavese. E così, come per le situazioni più esilaranti - e serie -, i nostri amministratori si fanno involontari protagonisti dei residui provinciali del cascame tridentino e catechistico appreso in ogni parte della penisola fin dalla tenera età. In fondo sono essi stessi stratificazioni storiche da tutelare come parte della memoria culturale di un Paese che si appresta a celebrare la breccia di Porta Pia con pubblici e politici funzionari capacissimi di inneggiare a Pio IX e alla sua lungimiranza. L'opposizione di centrosinistra (cristianissima) abbocca, e per voce di Brendolise fa sapere che il crocefisso è simbolo dell'amore. Niente di più azzeccato e adeguato al contesto. E allora lasciateglielo mettere, il crocifisso. Il barocchismo e il nostrano rococò lo prevedono, anzi lo impongono. Proponete piuttosto di integrare la scena appendendo alle pareti lunghe laterali l'immagine di San Pampuri e quella di Santa Maria Goretti. Un ottimo memento, quest'ultimo, dell'imprinting antropologico che suggerisce le politiche femminili. Tutti ribadiscono in coro e congiunti la loro totale fedeltà al crocefisso, il simbolo (dominante) della loro ipocrisia, come di ipocrisia si tinge la laicità pulitissima che nulla deve avere a che fare con i ruderi, i topi, i bambini sporchi. Come il loro cristianesimo che mescola indulgenza per le escort, per i magnaccia e gli utilizzatori finali, tenerezza per conti cifrati e amici superricchi, spalle offerte ai magoni dei potenti con lo sbattere in mezzo alla strada bambini poveri e altrettanto cristianissimi. L'importante è non dimenticarsi mai che il crocifisso all'uopo serve, come gli Zingari. I loro scudi, fiscali e morali.
domenica, 27 settembre 2009, 11:20 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (10)

Le lavandaie non fanno male a nessuno

Idroscalo. C'è anche chi lo vorrebbe abbattere. Tanto non c'è più nulla di autentico legato alla vita del fiume Ticino. Lo sostiene oggi un lettore su La Provincia pavese. E poi è brutto. Allora, dico, abbattiamo anche la tettoia di Piazza Vittoria; se della bruttezza dell'Idroscalo non abbiamo responsabilità, di quella della tettoia sì. Questa è una città che ha distrutto tutto ciò che poteva distruggere di legato alla storia del Novecento. Rimangono le lapidi ai caduti, in guerra, perchè quelli morti sul lavoro o nel loro letto, ma a causa del lavoro, pare non debbano avere monumenti a futura memoria. E non appaia una posizione ideologica; ho piuttosto la netta impressione che una certa ideologia abbia operato a Pavia negli ultimi decenni, atta a cancellare ogni segno della memoria del lavoro e di chi faticava. Romantica la statua alla lavandaia, certo, ma non era una categoria troppo sindacalizzata; il suo lavoro, per quanto faticosissimo, non era avvelenato dalla chimica e dalle ferriti che invece aumentavano i profitti degli imprenditori locali e importati; inoltre non lavava su terreni alla portata di ghiotte speculazioni. La lavandaia sì e gli edifici dell'ex Snia no (costruiti con mattoni di argilla di una cava aperta appositamente); la palazzina Liberty della ex Neca no, l'ex consorzio agrario nemmeno. Ma dove andavano tutti quegli operai e lavoratori che negli anni Cinquanta arrivavano a Pavia da tutta la provincia in bicicletta nel buio e nella nebbia delle mattine d'inverno? Si chiederà qualcuno un giorno davanti a certe fotografie.  A pescare a Ticino? Collaboravano con la lavandaia? Ma sì, buttiamo giù anche l'Idroscalo. E spingiamo affinché in sua vece venga impiantato un bel ristorantone galleggiante modello astronave con vista pelo d'acqua. Per l'Expo2015 hanno già riflettuto anche su questo. Nuovo, lucido e bello, con i cavedani di plastica mossi dai molendi vorticosi e inquinati dai residui di abitudini altolocate. Proprio quello che ci vuole per rinfrancarci nell'ormai identitario e salubre torpore. Per riavviare la memoria, dopo un così violento e inesorabile resettaggio, solo dal futuro ci è concesso farlo.

Irene Campari

[Foto da F.S.]
venerdì, 25 settembre 2009, 17:09 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Cattaneo: riceverai il signor Amin?

Perde il lavoro e arriva lo sfratto

PAVIA.
E’ venuto al mondo da una settimana e già rischia di trovarsi senza un tetto sopra la testa. Il suo nome è Mohammed Amin, è nato il 16 settembre a Pavia e dorme tranquillo appoggiato al seno della mamma che, per tutto il giorno, ha aspettato di sentire il campanello. L’ufficiale giudiziario doveva arrivare ieri alle 9 per lo sfratto: il fratellino, sei anni era andato a scuola. In serata ha loro comunicato che lo sfratto è rinviato di un mese. Ma il problema resta. La famiglia Arfaoui abita in via Mirabello, e ha già ricevuto due avvisi di sfratto: devono 5mila euro al proprietario di casa, e da febbraio di quest’anno Ahmed Arfaoui, 42 anni, ha perso il lavoro. Finora si è barcamenato con qualche lavoro in nero per pagare le bollette e la spesa. Ma l’affitto, circa 350 euro al mese, non lo pagano dall’anno scorso, quando per un incidente Ahmed è stato a casa in malattia per otto mesi: «Lavoravo nell’edilizia, a Pinarolo Po, montavamo prefabbricati - racconta - avevo un contratto a tempo indeterminato da due anni e mezzo e pensavo di essermi sistemato. Ma quest’inverno il lavoro era poco, e ci hanno licenziato in cinque». Tutti stranieri, dopo due mesi e mezzo in cassa integrazione. Ahmed abita in Italia da vent’anni ed è sposato con Nejla Hedi Jemli, 28 anni, che fino alla gravidanza lavorava in una ditta di pulizie: sono due tunisini regolari. Lui studiava Inglese all’università di Tunisi, ma era il fratello maggiore e capofamiglia, così è venuto in Italia. Ha iniziato a lavorare al Alba, in Piemonte, e cinque anni fa la ditta è fallita, così ha deciso di ricominciare a Pavia. «Le cose andavano bene - racconta - E avevamo fatto due finanziamenti per l’auto. Ora sono senza lavoro e strozzato dai debiti», racconta. Sono 5mila euro arretrati dell’affitto, tremila quelli dei finanziamenti, seicento euro, rateizzati, per il gas: «Sto cercando un lavoro: basta questo per ritrovare la dignità. Se manca il lavoro manca tutto: ho la carta di soggiorno, posso fare di tutto - dice - ma la crisi lascia posto solo al lavoro nero». La famiglia Arfaoui nei giorni scorsi è andata in Comune a cercare aiuto, ma l’assessorato ai servizi sociali non ha i fondi necessari per saldare tanti debiti, e ha solo potuto proporre un piano d’emergenza, per qualche giorno: la mamma e il bambino in una comunità protetta, il papà in un dormitorio: «Non abbiamo accettato - spiega il papà - perché il bambino è appena nato, non possiamo stare separati. Ci hanno consigliato di tornare in Tunisia, ma nemmeno lì c’è lavoro. E io sono in Italia da vent’anni». Franco Vanzati, della Cgil, è rimasto con loro tutta la mattina ad aspettare l’ufficiale giudiziario: «La situazione è complessa e i servizi sociali, stretti tra i tagli del 30% del fondo ministeriale e le esigenze in aumento, sono sotto pressione. Ma occorre fare qualcosa, sempre più gente sta perdendo il lavoro e non paga gli affitti».

Anna Ghezzi, La Provincia pavese, 24 settembre 2009
giovedì, 24 settembre 2009, 15:51 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Do ut des

Dovranno ben restituire il favore che i commercianti hanno fatto al Pdl non presentando una loro lista ma appoggiando direttamente Cattaneo alle elezioni di giugno ... O no? E allora ci becchiamo (TUTTI) piazza Botta aperta al traffico. Uno dei luoghi più belli di Pavia, che se debitamente valorizzato poteva diventarne un salottino en plain air. Ma qualche centinaio di voti valgon bene una messa nel parcheggio rinnovato. Allora i nostri commercianti dovranno dimostrarsi contenti di ritrovarsi un parcheggio prossimo per i loro clienti... ma anche un mega centro commerciale a Borgarello? O pensano già ad un comitato "contro", con corteo che partirà da Piazza Botta?
Caro Cattaneo, il lavoro di immagine che stai facendo è evidente e ripagherà sul breve periodo. Tuttavia, non ho visto elencate tra le medaglie la privatizzazione dell'acqua a cui potrebbe essere interessata una società che questa mattina il Corriere indica come molto interessata anche al nucleare. Inoltre, citi Necchi (cambia proprietà?) e Snia e nulla dici sul fatto che saranno le bonifiche ad essere dirimenti e niente dici di ciò che voi intendete proporre - nell'interesse della collettività - ai nuovi acquirenti. Chi si accollerà il costo delle bonifiche? Fondi pubblici regionali? Nulla dici delle case popolari e degli affitti dell'Aler, dei controlli che verranno effettuati sulle regolarità dei residenti e nulla sulle banche che continuano ad aprire sportelli, nulla sulla Commissione antimafia che doveva già essere insediata, nulla sulla politica culturale che non siano le dichiarazioni simultanee della Fondazione Banca del Monte sul rincaro degli abbonamenti al Fraschini, nulla sul conflitto di interessi di dirigenti pro tempore che avete voluto a ogni costo. Naturalmente si esprimerebbe su tutto ciò, oltre l'amministrazione del tombino, una Giunta "giovane" e indipendente che abbia sentore del momento epocale e decida di dire qualcosa di politicamente rilevante. Obama ha dichiarato che siamo sull'orlo della catastrofe ambientale. Pavia, nel suo piccolissimo orticello, apre Piazza Botta alla libera circolazione delle auto. Complimenti. Forse i cittadini avrebbero meno bisogno della vostra agenda fittissima di appuntamenti con loro e più di una politica ambientale degna di tal nome. Non riesco ad immaginarmi il resto. Nel 2010 inizia la costruzione dell'autostrada Broni-Mortara, e invece di prepararci alle compensazioni, ci prepariamo gli antidoti velenosi. Ma non funziona come in farmacia. Qui ci avveleniamo. A proposito di Pgt, spero che le parcelle dei professionisti accademici ai quali conferirete l'incarico di redigerlo siano fatturate all'Università e non ai singoli professionisti professori universitari.


Irene Campari

PAVIA. Piazza Botta aprirà alle auto e i residenti insorgono di nuovo. Ieri i palazzi intorno alla piazza che da dicembre verrà riaperta al traffico ribollivano. Basta una voce, e scende in strada l’intero palazzo, mettendosi a discutere: «Dove sono i posti auto promessi dall’assessore? - si chiede Anna Di Marco, inviperita - ce ne sono solo 19 al centro della piazza. E per così poco, aumenterà in maniera esagerata il traffico in queste vie strette. Sarebbe meglio tornare alle fasce orarie».
giovedì, 24 settembre 2009, 15:47 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (2)

Oberdan al posto sbagliato

"50 posti di lavoro. Il progetto definitivo è pronto, previste sette sale"

[ll problema non è l'acqua del Ticino, ma l'incapacità ormai collaudata di Pavia a trovare il posto giusto per il servizio opportuno. Sono sicura che l'Interparking con l'acqua ci sappia fare, ma sono altrettanto sicura che alle amministrazioni presenti e passate manchi ormai irrimediabilmente il genius loci. Ma vi sembra che con tutte le aree dismesse semiperiferiche l'unico luogo dove fare una multisala con 3000 posti auto sia Piazzale Oberdan? Allora raccontiamola giusta: il business doveva essere nel parcheggio. Tutte le società coinvolte sono specializzate in parcheggi, non in multisale. E qualcuno avrà pur pensato che di posti ce n'erano altri, ma non tanto vicino al centro da costituire un business anche quando il cinema non funziona. Si tratta di un grande parcheggio con sopra dei cinema, e non il contrario. Perchè se la cultura fosse stata al centro dell'interesse avrebbero lasciato i cinema dove erano o li avrebbero piazzati ai magazzini Cariplo andando magari a disturbare Giuseppe Garofano, ma portando alla città qualcosa di "spazialmente" sensato. Tra due anni ci troviamo un piccolo grattacielino alla Neca, un piccolo piccolo grattacielino a Oberdan... Insomma la nostra piccola Citylife con giardini pensili entro la quale sarà tenuta  prigioniera Minerva. I posti di lavoro sono sempre l'elemento da tempo usato più come deterrente per le critiche che per il reale peso nelle operazioni immobiliari. Carrefour docet. Il progetto comunque è già pronto da tempo e per i Consiglieri comunali che lo vogliono conoscere basta chiederlo all'Ufficio Lavori pubblici o Contratti; passatelo alla stampa, perchè dopo tre anni non si tratta più di "qualcosa" che "trapela". Oltre a Interparking (capofila) c'è Vf Consultecno (indagata per opere a Milano), Cie di Corso Cavour, Asm e Studio Villoresi. Irene Campari]

PAVIA. Cinquanta posti di lavoro e una struttura studiata per avere il minore impatto ambientale possibile. Sono alcune caratteristiche della multisala che verrà realizzata in viale Oberdan. Anche se non mancano le polemiche. Il progetto definitivo, consegnato alla associazione di imprese che sta seguendo l’operazione, verrà inoltrato agli uffici di palazzo Mezzabarba entro la fine del mese. Ma alcuni dettagli iniziano a trapelare. Ad esempio, il fatto che l’opera (sette sale cinematografiche, una caffetteria, un parcheggio sotterraneo da 485 posti) una volta portata a compimento offrirà lavoro a una cinquantina di persone, tra dipendenti delle sale, dello spazio di ristorazione, del posteggio e indotto, come ad esempio le imprese di pulizia. I tempi tecnici di realizzazione sono di 24 mesi dall’allestimento del cantiere. Sul progetto, però, c’è qualcuno che manifesta dubbi.
venerdì, 18 settembre 2009, 13:32 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

I mandanti occulti

di Nicola Biondo

[La Ditta Co.ge - Costruzioni generali di Parma - di cui parla l'articolo che segue - è la stessa che ha in appalto dal Comune di Pavia i lavori di ristrutturazione del complesso di Santa Chiara (su cui puntava il Settore cultura della passata amministrazione per la sistemazione logistica di molte attività) e che al settore Lavori pubblici ne ha fatte passare di ogni (tra subappalti e quant'altro), tanto che è ancora in corso un arbitrato che si trascina da anni (l'architetto Prina in una recente intervista ha definito quella impresa "disastrosa"). Sulla storia della Co.ge si veda il lavoro di Mario Guarino - qui; l'avevo puntualmente segnalata anche sul blog e in articoli sulla stampa locale. A quando al Comune di Pavia una Commissione Antimafia? Continuerò a chiederlo e a chiedermi perchè nessuno ne parli più. irene campari]

È vero - lo dice il procuratore Messineo in risposta a Berlusconi - che Palermo non sta indagando sulle stragi di mafia del ‘92-‘93. Indaga piuttosto su chi prese parte alla trattativa fra Stato e Cosa nostra, il ruolo dell’ex sindaco Vito Ciancimino e del generale Mori. Sullo sfondo di questa indagine compaiono ora i nomi di Paolo Berlusconi e del fratello del generale Mori. Tutto nasce dall’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi mafiose chiusa nel 2002 con l’archiviazione dell’attuale premier Silvio Berlusconi e di Marcello Dell’Utri. Sul tavolo dei magistrati di Palermo è arrivato un file dimenticato: una relazione della Dia del 1999 che parla di legami tra impreditori mafiosi e una ditta con due soci di rilievo: Paolo Berlusconi e un certo Giorgio Mori. Per il primo non c’è bisogno di presentazione. Il secondo invece è il fratello del generale Mori: insieme a Paolo Berlusconi è stato socio di una ditta di costruzioni, la Co.Ge. Il generale Mario Mori (ex capo del Ros e poi del Sisde, oggi capo dell’ufficio sicurezza del Comune di Roma e membro del comitato per la legalità e la trasparenza degli appalti dell’Expo di Milano. Assolto per la mancata perquisizione del covo di Riina è tutt’ora sotto processo per la mancata cattura di Provenzano) ha smentito in un aula del tribunale di Palermo che quel Giorgio sia suo parente.
mercoledì, 16 settembre 2009, 16:55 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (1)

Faccende private?

di Irene Campari

I Rom vanno sempre di moda quando c'è maretta, quando c'è un bisogno viscerale di proteggere i propri compagni dalle debolezze umane di chi ha il nostro Premier come modello esistenziale: "Tutti vorrebbero essere come me". Nessuno sosterrebbe mai di voler essere come un Rom. E quindi un imprenditore a cui sono stati elargiti miliardi dal Banco ambrosiano piduista, che aveva un conto alla Banca Rasini di Milano dove l'aveva anche Vittorio Mangano, "l'eroe", che ha fondato un partito sulla scorta del percorso costruito da una figura condannata in primo grado a nove anni di prigione per associazione mafiosa, che fondava il suo impero su società fiduciarie con sede legale alle isole Cayman, che minaccia e cerca di intimidire i magistrati antimafia, quelli che apriranno le udienze in cui testimonieranno coloro che c'erano all'epoca del Banco ambrosiano e in quella della stagione delle stragi, dichiara di essere invidiato da tutti gli italiani. Frequenta minorenni. Va bene? No. Berlusconi prima o poi lascerà il suo posto. Ma certi silenzi rimarranno lì dove sono stati piantati. Come quello delle Giunte di centrodestra a Pavia. Non una parola sulla lascivia istituzionale e sul senso di nausea provocato dal loro leader; non una parola sui processi in corso per mafia. Sono anche queste faccende private? Come il conto cifrato e la presunta evasione fiscale della signora Gariboldi in Abelli? O è proprio questa faccenda che proprio privata non è a far alzare il polverone sui Rom che risiedono a Fossarmato e a San Carlo? "La Provincia pavese" in un box non firmato scrive oggi, 11 settembre 2009: "Come nel film di Nanni Moretti, alla fine qualcuno deve avere rivolto un invito alla giunta: «Dite qualcosa di destra». Così sono maturate sia la presa di posizione sul Barattolo che quella sui centri occupati dai rom. Non che, sugli argomenti, la giunta Capitelli avesse posizioni “morbide”. Ma quando, discutendo dello spostamento dei campi nomadi, si è registrato il “no, grazie” di un pezzo del Partito democratico e la puntualizzazione del vice sindaco leghista Centinaio («Sono 450 cittadini pavesi, mi auguro che si integrino») qualcuno si è stropicciato gli occhi e ha iniziato a mandare messaggi. Ora si tratta di far convivere, nella stessa amministrazione, l’anima cattolica di un Assanelli o di un Guerini e quella dura e pura del Carroccio. «Il fatto è - confida un esponente leghista di rilievo - che non puoi parlare sempre come se ti trovassi a Pontida. Chi ha avuto esperienze amministrative lo capisce, ma la base del partito no». Così si affrontano i ragazzi del Barattolo, che il sindaco in campagna elettorale aveva definito “privilegiati”, e i rom di Fossarmato. Si punta a ristabilire la legalità laddove la precedente amministrazione non ha saputo o potuto intervenire. E si fa finalmente “qualcosa di destra”. Per rassicurare l’elettorato." E sì, quando si tratta di legalità, l'elettorato di destra lo si rassicura con gli Zingari, non con la lotta strenua all'evasione fiscale e la condanna di comportamenti esibiti di clemenza, o con la censura di modelli antieducativi e offensivi della dignità femminile (e anche maschile per chi ce l'ha). La legalità come faccenda pubblica e morale vale solo per i Rom e per i poveracci che fregano le scatolette al supermercato. Per la supercasta sono invece solo e sempre "faccende private". Non dobbiamo disturbarli. In fondo si tratta di carità cristiana, a volerla vedere. Una pensionata del pubblico impiego, quale la signora Abelli, ha prestato nel 2007, 500mila euro al Signor Grossi che nel 2008 risultava a Il Sole 24ore il 79° uomo più ricco d'Italia tra quelli con società quotate in Borsa. E finisce qui, cum laude.
venerdì, 11 settembre 2009, 12:19 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (1)

Vigili del fuoco e vigili delle case

Qualche mese fa, la nuova caserma dei vigili del fuoco doveva essere a San Genesio. L'avrebbe pagata la proprietà del supermercato che doveva essere costruito ad Albuzzano. Forse perchè si è fatta avanti più aggressivamente la Sonae di Borgarello e l'iper è già nel pgt di questo Comune, di quello d'Albuzzano non si parla più e nemmeno di San Genesio. Al di là dell'ovvia considerazione che la Caserma dei vigili starebbe sicuramente meglio in un luogo di più facile scorrimento, qualche domanda sul prima e dopo deve essere posta. Qualche anno fa, doveva essere messa all'Arsenale. E tuttora non è una brutta idea. Tuttavia, anche qui gli interessi immobiliari sono enormi e trovarsi una caserma dei vigili del fuoco farebbe svanire gran parte del fascino immobiliare che riveste l'ex area dismessa; difficilmente potrebbero darsi edifici "di pregio" tra torri d'esercitazione e sirene. L'assessore all'urbanistica Fracassi, dichiara che nell'attuale area di Via Campari, che sarà dismessa come sede dei Vigili del fuoco, si faranno case per pagarsi la nuova sede. C'è già un compratore disposto a contribuire alla sua costruzione in cambio di concessioni edilizie residenziali commerciali nell'area di Via Campari? Le parole dell'assessore sono queste:"Riguardo alla sede, ne abbiamo discusso con il presidente Poma. L’intenzione sarebbe quella di fare una variante urbanistica dell’area sulla quale sorge attualmente la caserma. In questo modo, la vendita di un terreno appetibile per costruire delle case, consentirebbe di finanziare la realizzazione di una nuova caserma». Il Comune e la Provincia si stanno facendo agenti immobiliari? E perchè in un'area poco poco verde, compresa tra una clinica, un nuovo insediamento terziario e residenziale nell'ex centrale del Latte e il cimitero maggiore si devono costruire altre case? Di soldi il governo amico non ne vuol proprio tirar fuori o è meglio non chiederli nemmeno? Eppure in vista dell'Expo2015 visto che saremo il pronto soccorso dell'Esposizione universale potremmo anche chiedere fondi per le strutture di pronto intervento, quali i Vigili del fuoco. Nessuna risposta nemmeno questa volta?

Irene Campari

Vigili del fuoco, nuova sede. Accordo Comune-Provincia, sarà lungo la tangenziale

PAVIA. Una caserma nuova di zecca per i vigili del fuoco di Pavia. Il comando verrà spostato dall’attuale sede di viale Campari in un’area lungo la tangenziale. Il sindaco e il presidente della Provincia incontreranno il prefetto per discuterne. Sulle condizioni lavorative dei vigili del fuoco di Pavia si è acceso, nelle ultime settimane, un dibattito vivace in città. L’elemento che ha fatto da detonatore per una situazione da tempo ai limiti è stato l’incidente nel quale, ad agosto, ha perso la vita Davide Achilli, un vigile del fuoco di Voghera che era intervenuto a domare un incendio a Romagnese.
martedì, 08 settembre 2009, 20:27 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (2)

L'assessore all'urbanistica risponde, anzi no

Questa mattina, 7 settembre, compare un'intervista al nuovo assessore all'urbanistica del Comune di Fabrizio Fracassi. Parco di informazioni, anche questa volta dice poco o nulla. E quel poco che dici non è confortante: dalle aree dismesse è sparito il lavoro, l'imprenditoria e quant'altro lo stesso Cattaneo aveva detto in campagna elettorale. Rimangono "svago" (?), residenze e commerciale. E' questa la novità "verde"? Intanto alla mie 12 domande non ha mai risposto. Io aspetto. (ic)

"Le scelte politiche in questo settore devono innalzare la qualità della città".
Fracassi e la sfida delle aree dismesse.
A tu per tu con l'assessore leghista che guarda all'urbanistica del futuro.


PAVIA. Assessore all'Urbanistica, Edilizia Privata, Politiche Energetiche, Politiche Economiche, Protezione Civile, Politiche Agricole e Forestali: deleghe "pesanti" per il leghista Fabrizio Fracassi, in settori chiave per lo sviluppo della città. Settori delicati proprio perché scelte politiche forti potrebbero letteralmente cambiare il volto di Pavia. Assessore Fracassi, com'è stato l'impatto con gli uffici del suo assessorato? «Beh risponde Fracassi sorridendo il primo giorno sono andato in assessorato ma non sono riuscito a entrare perché non si trovavano più le chiavi... Il giorno dopo il problema è stato risolto con un fabbro che ha cambiato la serratura...». Tante difficoltà fin da subito, verrebbe da dire... «A parte gli scherzi continua Fracassi per prima cosa ho voluto incontrare tutti, dai dipendenti ai dirigenti per conoscerli e per avere un quadro preciso della situazione. Ho riscontrato che purtroppo in tanti erano demotivati, che si sentivano estromessi e non coinvolti nel lavoro politico e dirigenziale. Per questo ho studiato alcune modifiche dell'assetto interno così come di quello dei rapporti con l'esterno.
lunedì, 07 settembre 2009, 13:19 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

"Nessuno se ne è accorto. Sono stata brava"

Maschera e museruola di Giorgio Boatti

http://farm1.static.flickr.com/193/499012024_0e179ed2db.jpg?v=0Le domande che ieri ha posto monsignor Gianfranco Poma su questo giornale [riportato in fondo al post, NdR], riflettendo ad alta voce, sulla scelta di una ragazza di diciotto anni - intelligente, consapevole, gentile - di andarsene in modo tragico, sono di quelle che non possono proprio essere rimosse. Riducendo il tutto a molta semplicità, viene chiesto, ci viene chiesto, davanti al gesto di Sara: «A che serve il dolore? Cosa insegna la sofferenza e come si guarisce dalla perdita? Cosa cambiano queste ferite nel vivere di ognuno?». Pare strano che queste domande vengano poste dalle colonne di un giornale. Poiché in questi giorni dei giornali si dice che sono mezzi di disinformazione, di smarrimento, di imbarbarimento. Lo affermano voci autorevoli: tra le altre quella di chi ci governa e che possiede in varie forme buona parte della comunicazione mediatica, a cominciare da quella televisiva, operante in questo Paese. Che smarrimento e barbarie e notizie “teleguidate” imperversino non c’è dubbio. Basta il caso di feroce massacro mediatico orchestrato contro il direttore dell’Avvenire Dino Boffo, al quale non possono non andare che stima e solidarietà, per rendersene conto. E tuttavia senza giornali non c’è più la civiltà da uomini liberi così come l’hanno conosciuta le moltitudini, non piccole élites, per buona parte del Novecento. E senza giornali, e il racconto quotidiano che fanno di cosa avviene in una comunità, s’interrompe la capacità di sapere, di interrogarsi su quanto accade attorno.
domenica, 06 settembre 2009, 10:13 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Le menti ospitali

In fondo anche a Disneyland le toilette pubbliche ci sono.

Quello che segue è l'intervento del Direttore de La Provincia pavese sul quotidiano di oggi, 4 settembre 2009, in merito a ciò che Pavia turisticamente non è e pare non voglia essere.


«Caro direttore, sono tornata da qualche giorno in città dopo aver passato un mese nelle bellissime montagne del Sud Tirolo. Due giorni fa, ed anche oggi, sono stata fermata da un gruppo di stranieri venuti a visitare Pavia. Quale è stata la mia meraviglia quando entrambi i gruppi mi hanno rivolto la medesima domanda: scusi signora potrebbe indicarci dove possiamo trovare una toilette pubblica? Sono rimasta senza parole. Ahimè a Pavia non esiste niente di simile. Pavia città universitaria, che potrebbe offrire al turismo la bellezza delle sue chiese, del suo castello, del suo fiume, non possiede una toilette pubblica. Nel paesello della Valle Aurina dove ho passato le vacanze ce ne sono ben due». Inizia così la lettera della signora Maria Teresa Pezzi arrivata ieri in redazione. La sua è solo l’ennesima segnalazione di tante piccole o grandi mancanze legate alla scarsa accoglienza turistica che offre la nostra città a chi viene per visitarci. E’ solo un caso se ripartiamo da qui (l’argomento sembrerà prosaico, ma certamente è assai concreto) per provare a ragionare ancora una volta sul rapporto tra Pavia e la sua ricca e variegata provincia e sulla risorsa turismo così poco valorizzata. La questione è assai urgente e rischia anche di sfuggire di mano, proprio perché ogni singola realtà di pianura o di collina, di città d’arte o di borgo nel verde si sta facendo i propri conti e cerca nel suo piccolo di afferrare come può un business che ha più che mai bisogno di andare oltre il mordi e fuggi della singola manifestazione. L’Expo con le sue mille occasioni alle porte spinge i tempi e si tratta a questo punto di decidere se lasciare a ognuno di muoversi come sa e come crede o se occorra finalmente una strategia comune che provi a rimettere insieme ciò che la storia e la geografia hanno da sempre tenuto separato in questa nostra provincia.
venerdì, 04 settembre 2009, 10:16 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

La pulizia serve

Pavia deve essere più pulita. E' diventato un imperativo. Ineccepibile. E per farla più pulita occorre nuovo personale. Ineccepibile. Solo che non sappiamo ancora a chi sarà conferita l'igiene urbana e la raccolta di rifiuti a Pavia. Per conoscere la rinnovata gestione dei rifiuti urbani dobbiamo attendere il nuovo Piano industriale di Asm, promesso a breve. E' un grande business quello della gestione dei rifiuti al quale concorrono ormai società quotate in Borsa (Biancamano, Sadi, ecc.). Potrebbe anche essere che il personale che Asm vuole assumere non sarà dipendente di Asm; sarebbe altrimenti in netta contraddizione con quanto sostenuto nel Piano industriale non approvato della Giunta precendente e con quanto sostenuto finora dagli amministratori circa i bilanci di Asm. Alcune dichiarazioni poi sulla necessità di aumentare le risorse umane sembrano un additivo post-elettorale che, a dir la verità, si attendeva. (ic)

PAVIA.
 Più interventi da parte degli operatori Asm uguale più personale. E’ l’equazione che la Cgil sottoporrà al Cda dell’Azienda all’incontro previsto per la prossima settimana. Ed è la risposta alle recenti richieste del sindaco, che reclama «una città più pulita». «Rivedere l’organizzazione del lavoro è sempre possibile, ma bisogna rendersi conto che comporta ricadute dal punto di vista organizzativo e costi diversi rispetto a quelli che vengono sopportati oggi». Gilberto Creston, segretario provinciale della Funzione pubblica-Cgil, sceglie di parlar chiaro. Precisa: «Bisogna mettere in campo disponibilità economiche diverse. Perchè i dipendenti di Asm già lavorano al massimo: il livello di straordinari viene abbondantemente superato».  Il sindaco, Alessandro Cattaneo, ha chiesto all’Azienda «più interventi e più cestini per i rifiuti»; Creston sottolinea: «Negli ultimi due anni la situazione è migliorata, ma se si vuole di più bisogna prevedere nuove assunzioni». E aggiunge: «Abbiamo dato la disponibilità ad alcune richieste avanzate dall’Azienda negli ultimi tempi, ad esempio l’estensione del servizio di reperibilità sul quale stiamo trattando. Poi c’è la questione della raccolta differenziata: è una priorità, ma comporta un numero significativo di nuovi addetti». Attualmente i dipendenti di Asm Pavia sono 112. «Per incrementare la pulizia delle strade non c’è bisogno di assumere personale - dice Luca Filippi, nel Cda con delega all’igiene urbana -. E’ sufficiente ottenere il supporto della polizia locale o degli ausiliari per elevare multe a chi non sposta le auto all’arrivo dei mezzi». «Certo, se l’idea è invece quella di incrementare la raccolta differenziata occorre pensare a un piano di assunzioni - aggiunge Filippi -. E nel momento in cui crescerà il carico di lavoro bisognerà ricorrere a nuove risorse umane. Di riorganizzazione del personale molto probabilmente parleremo nel corso del primo incontro con i sindacati, forse già la prossima settimana».

"La Provincia pavese", 3 settembre 2009
giovedì, 03 settembre 2009, 17:57 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

I puntini sulla "i"

Antonio Floriano della Cisl di Pavia interviene oggi, 2 settembre 2009, su "La Provincia pavese" circa i caratteri dell'immigrazione e del lavoro a Pavia, mettendo qualche punto sulla "i" di immigrazione. Intanto si registra un intervento del Pd locale sulla localizzazione dei Sinti. Qualcuno, come Guido Giuliani, comincia a dire che i Sinti non sono nomadi. Un passettino alla volta, magari. E intanto nessuno che abbia il coraggio di dire che il quartiere Vallone-Maestà (opzione per uno dei "campi nomadi") è stato abbandonato alla cementificazione senza altro da almeno vent'anni. Buona parte di questi sono stati governati dalle giunte di centrosinistra. Andrea Albergati è in Consiglio comunale all'opposizione ma ha governato per dieci anni. Luigi Greco, assessore ai lavori pubblici della Giunta Cattaneo, ha dichiarato che il Comune non può farsi carico dei 40mila euro l'anno di bollette dell'acqua di Piazzale Europa e Bramante. 40mila euro l'anno: da quanto tempo il Comune paga una cifra del genere? Se sono solo 10 anni, il totale è 400mila euro. Quante "casette" si sarebbero potute fare con 400mila euro? Ce la vogliono per favore raccontare tutta? Non vogliamo far le pulci, ma capire. (ic)

Immigrati, non ci sono soltanto le colf e le badanti

L’aspetto più significativo del fenomeno immigratorio è il suo progressivo radicamento nei territori, che contribuisce a consolidare e dare fermento alle nostre comunità locali. Fenomeno molto complesso, quindi, che non può essere affrontato con la logica dell’emergenza; ciò nonostante, si continua a perseverare su questi approcci sbagliati.  Anche la regolarizzazione attuale è venuta concretizzandosi sul fronte dell’emergenza, sulla base dell’approvazione del pacchetto sicurezza, limitata al lavoro domestico e di cura alla persona, rinunciando a ricercare le soluzioni più idonee alle richieste di tutto il mercato del Lavoro. Cisl e Anolf hanno chiesto un tavolo di confronto tra governo, sindacato e organizzazioni datoriali per definire processi di emersione e regolarizzazione anche di quei lavoratori stranieri che vediamo occupati in tanti settori, dagli esercizi pubblici ai cantieri, dalle case di cura alle aziende agricole.
mercoledì, 02 settembre 2009, 09:38 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (9)

Da quanti dovranno prendere le distanze?

Il Pd pavese ha dichiarato oggi, 28 agosto 2009, che le affermazioni del loro iscritto, Tullio Baruffi, in merito al progettato Campo Sinti, non concordano con la posizione del Partito. Sempre oggi, un altro iscritto al Pd, Enrico Beltramelli, fa sapere dalla pagine della lettere de "La Provincia pavese" che non è d'accordo con Baruffi ma poi dice le stesse cose. E se prendessero per una volta le distanze da se stessi e cominciassero a dire parole che hanno senso invece di limitarsi ad un colpo al cerchio e uno alla botte? E soprattutto avviare "il dibattito" interno non su dove fare il campo, ma perchè farlo. Di seguito sono la lettera di Beltramelli e la posizione del Pd. (ic)

Questione nomadi. Ora Pavia deve decidere

Mi permetto di intervenire dopo avere letto l’articolo di ieri riguardante la possibile soluzione dell’annoso problema dei nomadi a Pavia, problema che da anni è sull’agenda di tutti coloro che in città si sono occupati di amministrazione e di politica. In particolare, si legge nell’articolo di una posizione contraria del Pd che in quanto forza politica non mi risulta avere ancora preso posizione, quindi si tratta di posizioni personali, pure autorevoli, quali quella espressa da Baruffi, non posizioni del Partito Democratico. Visto che di posizioni personali parliamo, voglio ricordare che la collocazione del campo nomadi nella zona all’esterno del carcere è stata da me sostenuta durante la seconda amministrazione Albergati in quanto zona già servita dai mezzi pubblici, ed aspetto non secondario anche la presenza del carcere presidiato dalla forza pubblica. Inoltre la zona è sufficientemente distante da agglomerati abitati da cittadini.
venerdì, 28 agosto 2009, 18:19 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (2)

I vicini di Einstein

La zona tra Idroscalo, palazzo esposizioni, piazzale europa (con la comunità Sinti) si trova a ridosso dell'ex fabbrica della famiglia di Albert Eistein e un pochino più in giù della ex Caserma Calchi, in ristrutturazione. Mi sembra corretto progettare quell'area nel suo complesso. L'anno scorso un'equipe di studenti del Politecnico di Milano con un professionista stavano facendo rilievi nella zona di piazzale Europa e la voce dal di dentro sosteneva che piazzale Europa sarebbe stato destinato a residenze. Non sarebbe proprio adeguata ad una vocazione turistica. A proposito: se il Sindaco Cattaneo incontro Carmine Napolitano, potrebbe chiedergli a che punto è l'area ex Marelli? (ic)

PAVIA.
 Il Comune busserà alla porta dell’imprenditore Carmine Napolitano per discutere del futuro dell’idroscalo. La struttura un tempo lontano fu il vanto di Pavia, ora è uno scheletro fatiscente. «Puntiamo a riqualificare tutta l’area», spiega il sindaco Cattaneo. L’area è quella delimitata da viale Resistenza, porta Garibaldi e via Cesare Correnti, e che si affaccia sul Ticino proprio in coincidenza con l’idroscalo. Un pezzo di città importante, ma sempre più preda del degrado. L’idroscalo è, probabilmente, l’aspetto più evidente. Ma subito dietro si trova l’insediamento dei Sinti, con le piccole case in legno e molti scarichi fognari che finiscono nel fossato lungo la pista ciclabile. Oltre al palazzo delle esposizioni di piazzale Europa, risalendo verso porta Garibaldi, c’è l’ormai ex piscina scoperta che, dopo l’inaugurazione dei nuovi impianti al Cravino e al Lido, smetterà di funzionare e, quindi, contribuirà ad accrescere il senso di abbandono.
mercoledì, 26 agosto 2009, 10:42 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Al Vicesindaco di Pavia non piace .....

Non si capisce bene cosa, se l'Islam, il Ramadan o il fatto che la comunità islamica pavese probabilmente chiederà al Comune la disponibilità del PalaRavizza per la preghiera centrale della principale ricorrenza del culto musulmano (come accaduto lo scorso anno). Ma a Gianmarco Centinaio "non piace"; anzi, dichiara: "non ci piace". A chi non piace? Alla Lega? Di questo me ne potrebbe fregare ben poco, il problema è che Centinaio non è ora solo Centinaio della Lega, ma il vicesindaco della Città internazionale dei saperi che si appresta a inaugurare il Festival dei saperi edizione 2009. E allora mi interessano le stronzate che dice, perchè lo fa anche a nome della cittadinanza. E a nome della cittadinanza, dovrebbe invece esprimersi l-a-i-c-a-m-e-n-t-e, e laicamente significa non parlare a nome di una comunità di credenti (veri o presunti) del cattolicesimo o del culto dominante. La politica laica dalla Rivoluzione francese in poi è questo. I credenti musulmani sono cittadini che pagano le tasse come tutti gli altri, e da cittadini chiedono la disponibilità di un luogo pubblico. Centinaio non è il Vicevescovo, ma il vicesindaco, figura pubblica che si presume abbia anche qualcosa a che fare con la costituzione piuttosto che con il catechismo. Accidenti: vogliono sostituire l'Inno di Mameli con il Va' pensiero, e pretendono di poter dire tranquillamente che a loro non va che si celebri una festa del Ramadan in un luogo pubblico. Quel Va' pensiero che doveva essere cantato dagli Ebrei in schiavitù a Babilonia e non da Alberto da Giussano che i leghisti amerebbero immaginare cimentarsi contro i Turchi. "O mia patria si bella e perduta....", annegata nella confusione e nell'opacità dello strabismo di chi non sa che panni vestire e ne veste troppi.

Irene Campari

Ps.
Anche l'Asp è una società pubblica. Ma a quanto si legge oggi sul quotidiano locale sembra diventata la succursale della Compagnia delle Opere. Ma gli anziani a Pavia si aspettano cure e attenzione o santini, giaculatorie e uomini devoti al culto mariano - ma leggermente misogini - e appoggiati dal potere politico un tantino integralista? E perchè nel cda di Asp le donne non ci possono andare?


Ramadan, da domani si comincia E’ ancora in forse la festa finale


PAVIA.
Il Ramadan dell’anno islamico 1430 inizierà domani anche a Pavia. La preghiera iniziale si svolgerà nella moschea al terzo piano di una casa storica di via san Fermo, un’anticamera con i bicchierini per il té e una sala per la preghiera con il pavimento coperto di tappeti. Mentre per la festa finale, intorno al 20 di settembre, la comunità pavese richiederà come ogni anno la possibilità di utilizzare la palestra di via Treves: si aspettano circa 400 presenze. Il comune concederà gli spazi? La giunta ne parlerà in una seduta straordinaria il 27 agosto. La moschea dove i fedeli di Allah si ritrovano per il Ramadan è sempre la stessa anche se la comunità cresce, spiega Abu Namous, medico della clinica Città di Pavia e tra i fondatori del primo centro islamico: «Abbiamo iniziato in 12 studenti e ora siamo circa 130 a frequentare regolarmente la preghiera», afferma Namous. I musulmani pavesi a partire dalla fine degli anni Ottanta sono diventati soprattutto operai e tecnici e vengono da Egitto, Somalia, Tunisia, Giordania, Palestina, Marocco e Senegal.
giovedì, 20 agosto 2009, 10:50 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti