Luigi Zunino si difende dalle accuse di appropriazione indebita mosse dalla magistratura nell'ambito della più ampia inchiesta su presunte irregolarità nell'attività di bonifica dell'area milanese Montecity-Santa Giulia. L'immobiliarista, in una dichiarazione rilasciata ieri all'Ansa ha precisato di «non aver alcuna relazione diretta o indiretta con disponibilità illecite in Italia o all'estero». In particolare, Zunino ha escluso «radicalmente di aver mai sottratto somme a società del gruppo». La presa di posizione si è fatta necessaria dopo che l'ordinanza del gip Fabrizio D'Arcangelo ha messo in luce «un flusso di denaro generato dal rapporto tra Immobiliare Cascina Rubina da un lato, Walde Ambiente e Plurifinance dall'altro», per la bonifica dell'ex area Falck, che avrebbe fruttato a Zunino «1 milione di euro». Va detto che questo ramo d'indagine è una parte marginale della più ampia inchiesta su Santa Giulia, che ha portato all'arresto di cinque persone, tra le quali l'amministratore delegato di Sadi Giuseppe Grossi, e due fermi. Uno dei filoni principali riguarda, come scritto nell'ordinanza, le ipotesi di «sovrafatturazione dei costi di bonifica dell'area Montecity». Spese che, «sono state sostenute dall'associazione temporanea di impresa capeggiata dalla Servizi Industriali spa, traslate, per espressa previsione contrattuale, sulla Progetto Montecity spa/Milano Santa Giulia spa, e da ultimo, "rifatturati" alla Edison, originaria proprietaria dell'area». Come a dire che pure i committenti, tra i quali l'azienda del gruppo Zunino e Foro Buonaparte, si sono visti recapitare fatture più rotonde. Un capitolo che potrebbe essere oggetto di ulteriore verifica. Nel frattempo, ieri Paolo Pasqualetti e Giuseppe Anastasi, i due ex appartenenti alla Gdf arrestati per riciclaggio nel febbraio scorso, sempre nell'ambito della medesima inchiesta, hanno chiesto la scarcerazione. Oggi, in prima mattinata, si terranno invece gli interrogatori di garanzia del gip Fabrizio D'Arcangelo a Grossi e Rosanna Gariboldi. Il re delle bonifiche è finito in carcere con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, all'appropriazione indebita, alla truffa, al riciclaggio e alla corruzione di pubblici ufficiali mentre per l'assessore di Pavia, nonché moglie del vice coordinatore del Pdl, Giancarlo Abelli, l'accusa è solo riciclaggio.
L.G. "Il Sole 24ore", 22 ottobre 2009
[Da F.S.]
di Marco Alfieri
Più che la Città Ideale dei manifesti "6x3" un cratere vuoto, abbandonato in mezzo ad una periferia pasoliniana a due passi da Linate, dal Passante e dall'Alta Velocità. Paradossale, no? L'area di Rogoredo sud ti sbuca davanti appena fuori dalla fermata della Metropolitana. La scena è quella di una specie di "new town", di una L'Aquila senza terremoto, nel senso che il sisma dell'ultimo biennio qui è tutto finanziario e ha lasciato ferite e monconi anche in quello spicchio di Santa Giulia già costruito, dove un tempo c'erano le vecchie acciaierie Redaelli. Sostanzialmente i 1.800 appartamenti a edilizia calmierata e la sede di Sky. Manca però l'ultimo lotto, che è fermo, e la grande mensa della tv di Murdoch, oggi liofilizzata in un baracchino da cantiere color crema e poco frequentato, ribattezzato esoticamente "the Cube". Per il resto, si procede a isole smozzicate: manca ancora il grande albergo e la piastra commerciale di fronte alla stazione Fs di Rogoredo, mancano i 52mila metri quadrati di residenze per studenti, manca la struttura socio-sanitaria, manca il parcheggio pubblico da 800 posti che procede a rilento. E manca l'asilo. Sarebbe pronto per marzo, se solo Risanamento pagasse le fatture per l'ultima tranche: un milione e mezzo di euro, non di più. Tutte opere private in carico al developer ma ferme per le vicende finanziarie e processuali che coinvolgono le società di Luigi Zunino. «Pochi soldi, pochi operai», riassume un passante che abita all'angolo di via Cassinis. In effetti. «Nel 2003, quando partì il progetto Santa Giulia, ci consideravano i cugini poveri al carro dell'edilizia deluxe. In realtà siamo gli unici ad aver consegnato i nostri appartamenti già a fine 2008», spiega Marco Borsani, consigliere di amministrazione del consorzio Le Residenze del parco di Santa Giulia che raccoglie i 24 operatori che hanno acquistato da Risanamento i diritti volumetrici a costruire sulle aree ex Redaelli comprensivi di bonifica e opere di urbanizzazione. I famosi 1.800 alloggi a prezzo calmierato (dai 2.400 ai 3.500 euro al metro quadrato) che in un lampo sono andati venduti. «Il problema piuttosto è il commerciale, dove andiamo a singhiozzo». Ovvio. Non è certo il massimo vendere un paesaggio di cartapesta del genere. Molte opere pubbliche a scomputo di oneri di urbanizzazione vanno ancora completate.
giovedì, 22 ottobre 2009, 10:49 ***
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1 - RISANAMENTO: PROCURA NON PRESENTA OPPOSIZIONE A PIANO
Radiocor - La procura di Milano non presentera' opposizione al piano di ristrutturazione del gruppo Risanamento. La Procura ha preso questa decisione in quanto ritiene che la sede per discutere dell'istanza di fallimento del gruppo immobiliare era quella dell'udienza di oggi pre fallimentare. Sara' ora il tribunale che dovra' decidere sia sull'istanza di fallimento sia sull'omologa del piano e secondo la procura fara' un esame anche nel merito, non solo formale del programma di salvataggio del gruppo
2 - LA PROCURA SOSTIENE CHE LE AREE DI ZUNINO NON POSSONO ESSERE VENDUTE A QUEI PREZZI. MA DAVVERO È MATERIA CHE COMPETE AI PM? Manuel Follis per Milano Finanza
"Davvero grande è lo sconcerto e la sorpresa per la presa di posizione assunta dal pubblico ministero con la memoria depositata in data 21 settembre 2009". E' l'incipit della lunga e articolata memoria datata 6 ottobre nella quale i legali di Risanamento rispondono punto per punto alle obiezioni dei pm Laura Pedio e Roberto Pellicano che da luglio chiedono al giudice di decretare il fallimento della società immobiliare.
Oggi si svolgerà la seconda udienza presso il tribunale fallimentare di Milano ed è vero, lo sconcerto è grande. Forse anche maggiore di quanto gli stessi legali riescano a esprimere. Quelle tra società e pm potrebbero sembrare le tradizionali schermaglie legali che precedono la decisione del Tribunale, eppure considerando con attenzione i fatti e la documentazione nota questa volta c'è molto di più.
giovedì, 15 ottobre 2009, 20:36 ***
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ZUNINO DI NUOVO BOCCIATO DALLA PROCURA (PASSERA PIANGE, TREMONTI GODE)
Luigi Zunino, l'imprenditore di Nizza Monferrato che una volta si è definito "la Formula 1 del mattone", è finito fuoripista forse per sempre. Oggi la Procura di Milano ha bocciato l'ultimo piano di salvataggio di Risanamento, la società per la quale i magistrati Laura Pedio e Roberto Pellicano hanno bocciato l'ennesimo piano di ristrutturazione presentato dalle banche. Secondo il Tribunale i 70 milioni di euro che sono stati aggiunti per integrare il piano precedente messo a punto all'inizio di settembre, non possono evitare lo stato di fallimento. E nemmeno bastano a loro avviso i 130 milioni di liquidità che Risanamento ha in cassa perché di questi ben 25 dovrebbero servire a pagare le parcelle delle banche e dei consulenti che da prima dell'estate hanno cercato di rianimare il corpaccione inerme di Risanamento. Il primo tentativo è avvenuto alla fine di luglio quando dopo una riunione di 6 ore negli uffici di Gerardo Braggiotti in Banca Leonardo, le quattro banche più esposte nei confronti di Zunino hanno messo sul piatto 500 milioni. Di queste banche IntesaSanPaolo è la più esposta (700 milioni) su una massa di debiti di circa 3 miliardi. La decisione di oggi è un colpo durissimo non solo per l'ambizioso immobiliarista amico di Bassolino, Garofano, Coppola e Vittorio Emanuele di Savoia con il quale condivideva le vacanze nella splendida villa di Cavallo in Corsica. La botta più dura va a cadere sulla testa di Corradino Passera, il banchiere ex-McKinsey che le ha tentate tutte per tirar fuori dalle pesti il 60enne immobiliarista di Nizza Monferrato. I rapporti di Passera e Miccichè con Risanamento risalgono al 2003 quando Zunino comprò dalla famiglia Agnelli l'immobiliare Ipi che poi venne girata un anno dopo al furbetto Coppola. E ancora a settembre quando la Procura di Milano ha concesso una proroga per una nuova edizione del piano, dentro gli uffici di Passera e Miccichè c'era la convinzione che non si sarebbe arrivati alla bocciatura di oggi. Adesso Zunino è andato fuoripista e la safety car di BancaIntesa è ferma nel box. Il più grande fallimento del 2009 sta per diventare realtà.
Da Dagospia.
[da F.S.]
lunedì, 12 ottobre 2009, 19:20 ***
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Dichiarazione dell'allora assessore ai servizi sociali del comune di Pavia Francesco Brendolise a proposito dei Rom della ex Snia Viscosa; lo stesso - oggi consigliere comunale Pd - che dichiara il suo amore per gli Zingari nell'articolo che segue pubblicato oggi, 30 settembre da La Provincia pavese. Lo stesso che ha querelato Giovanni Giovannetti per aver riportato sulla stampa le sue decisioni circa la gestione della comunità Rom alla Snia, lo stesso che ha negato l'acqua ai bambini il 25 luglio 2007, giorno dell'abbattimento del capannone vincolato dal Piano regolatore. Lo stesso che ha parlato di "amore" a proposito del crocifisso in sala consiliare. Lo stesso che ha fatto mettere per iscritto in un documento assessorile che non avrebbe permesso alle assistenti sociali di mettere piede alla ex Snia per "ragioni di incolumità". Lo stesso che ha ripetuto queste cose in una commissione consiliare il 28 gennaio 2007, provocando la mia uscita definitiva dalla maggioranza di centrosinistra in Consiglio. Irene Campari
Rom via da Fossarmato Brendolise: «Andranno nelle aree dismesse»
PAVIA. «Allontanare i rom con provvedimento prefettizio? Non serve a nulla». E’ perentorio Francesco Brendolise, capogruppo del Pd in consiglio comunale, nel commentare il provvedimento assunto ieri dalla prefettura di Pavia in accordo con il Comune. «Questo sindaco sta facendo quello che nasconde la polvere sotto il tappeto - commenta Brendolise -. Mentre ritengo sia giusto allontanare queste persone, con di dovuti modi, dalle aree dismesse, trovo singolare il fatto che siano allontanati dai luoghi sottoposti a controllo comunale». «Cosa fare? Il problema si risolve introducendo un servizio di custodia fisso, altrimenti quelle persone andranno a occupare altre aree dismesse - conclude Brendolise -. Fossarmato rappresentava il punto di inizio di un percorso di integrazione, e con questi provvedimenti l’amministrazione mostra di non accettarlo. Anche perchè l’integrazione avviene nell’arco di 10 anni e non certo di sei mesi. Dunque è necessario insistere. Il rischio, in caso contrario, è che si ripopolino le aree dismesse, com’è avvenuto per la “Necchi”».
"La Provincia pavese", 30 settembre 2009
mercoledì, 30 settembre 2009, 14:27 ***
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Un Risanamento che è ancora tutto da inventare di Fabio Tamburini
La durezza delle parole scelte dai pubblici ministeri di Milano per bocciare il piano di salvataggio presentato dalle banche per evitare il crollo definitivo di Risanamento colpisce. Nelle dieci pagine di memoria dei magistrati, nella sostanza, il piano viene bollato con un marchio infamante: essere molto simile a quello presentato nell'aprile 2008, che ha avuto esiti disastrosi. Tanto da far dubitare che possa raggiungere perfino l'obiettivo minimo di contrastare l'insolvenza a breve. La parola passa al Tribunale fallimentare che, a metà ottobre, deciderà nel merito. Le vicende di Risanamento vanno seguite con attenzione per almeno un paio di motivi. Il primo riguarda la vicenda specifica. Certo si tratta di un gruppo immobiliare che ha poche decine di dipendenti. Dunque, in caso di fallimento, non si manifestano problemi occupazionali drammatici. Ma sarebbe comunque un grande crack, destinato ad avere un impatto drammatico sull'intero settore. La seconda ragione consiste nel fatto che la banca più esposta è Intesa Sanpaolo, da sempre in prima linea nel sostegno al gruppo. Proprio Intesa Sanpaolo attraversa un momento delicato. Sia per la definizione dei rapporti di forza tra gli azionisti, con il presidente della Compagnia San Paolo, Angelo Benessia, determinato nel far pesare il ruolo di azionista numero uno dell'istituto. Sia sul difficile fronte dei rapporti con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
sabato, 26 settembre 2009, 13:50 ***
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[E se il Tribunale dovesse seguire le indicazioni della Procura, sarà un problema per le bonifiche di Santa Giulia, Pioltello Rodano e ex area Falk di Sesto, tutte assegnate a società di Giuseppe Grossi, e per i 15 milioni di euro che ha chiesto a Zunino e per l'altra causa in corso sempre con Zunino poichè questo si è sentito preso in giro rispetto a certe operazioni immobiliari non avviate. Molte trimestrali sono riviste in queste ore. ic.]
Non lo dico mai ma oggi "Viva la Procura"
La Procura di Milano oggi è stata limpidamente coerente, glie ne va dato atto. Chiedendo il fallimento del gruppo Risanamento per cessata continuità aziendale già dall’anno scorso, e contestando dunque come falso e illegale il bilancio al 31 dicembre 2008 regolarmente approvato, i pm milanesi a mio giudizio non potevano in alcun modo considerare una ristrutturazione del gruppo volta a ripristinarlo rapidissimamente in bonis il piano sottoscritto da Banca Intesa, Banco Popolare, Unicredit e BPM. Per Risanamento, si parla di un’esposizione debitoria intorno ad almeno 3 miliardi e mezzo di euro, ben superiore ai 2,8 inizialmente dichiarati. All’attivo, immobili per un valore stimato in 4,1, ma che non hanno trovato compratori neanche per poco più di 2. A fronte di ciò, i 760 milioni di euro dichiarati dal piano bancario vedono solo 150 mio di apporto di capitale immediato, in una manovra per altro estesa sino al 2014. Dunque appare più che corretto il no al piano oggi ribadito dai pm milanesi, e vedremo quale sarà stamane la decisione del giudice fallimentare. Mentre le società operative sono state avviate alla liquidazione dallo stesso Zunino ancora in sella, prima della sua stessa estromissione, affidandole a professionisti “amici”, emerge il chiaro sospetto che le banche siano solo intente a rinviare la registrazione delle perdite proquota su propri libri contabili, e a ricercare un compratore amico e a buon prezzo per l’area di Santa Giulia. Corrado Passera ha ribadito ai pm che il piano delle banche è serissimo.
martedì, 22 settembre 2009, 12:53 ***
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E' prevista per il 22 settembre (domani) il verdetto della Procura di Milano sul piano di salvataggio di Risanamento spa di Zunino condotto dalle banche, di cui era debitore, e per un importo di 500mila euro. Tuttavia i Pm hanno oggi bocciato quel piano.
RISANAMENTO: DA PM MILANO PARERE NEGATIVO A PIANO RISTRUTTURAZIONE...
(Adnkronos) - I pm di Milano 'bocciano' in linea generale il piano di ristrutturazione depositato ai primi di settembre al tribunale fallimentare per il salvataggio di Risanamento. Con una memoria depositata questa mattina e consegnata alle parti, i sostituti procuratori Laura Pedio e Roberto Pellicano sostengono che il piano presentato per 'rimettere in piedi' l'ex gruppo immobiliare di Zunino non e' in grado di rimuovere l'insolvenza del Gruppo, quantomeno da una lettura a carattere generale di quanto e' stato depositato.Per queste ragioni, domani all'udienza fissata davanti al giudice del tribunale fallimentare, Pierluigi Perrotti, l'accusa chiedera' di non sospendere la procedura fallimentare come invece chiedono i legali del gruppo guidato, da questa estate, da Giovanni Mariconda.
6 - PASSERA: PIANO BANCHE PER RISAMENTO ERA MOLTO SERIO...
(Adnkronos) - Il piano di salvataggio per Risanamento predisposto dagli istituti di credito e' "un piano molto serio". Cosi' l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera commenta, a margine di un convegno all'universita' Bocconi di Milano, la notizia della bocciatura del piano di salvataggio da parte del pubblico ministero. "Non sono informato -risponde Passera- so che e' un piano molto serio, ma poi alla fine la magistratura decidera'".
[da F.S.]
lunedì, 21 settembre 2009, 21:52 ***
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E' scritto nella trimestrale presentata oggi. A fronte di questo dato, il nuovo cda ha dichiarato che stante il piano di salvataggio, il procedimento in corso avanti il giudice fallimentare di Milano è improcedibile. Ai giudici comunque starà di fare le stime del valore reale e attuale del patrimonio immobiliare di Risanamento e delle società controllate e partecipate. Questo era infatti il punto in questione. Dalla trimestrale risulta un debito di 2,8 miliardi supportato da un patrimonio immobiliare che la stessa società ha valutato in 2,94 miliardi di euro. La differenza è di 114 milioni di euro. Come avvengono le valutazioni di mercato degli immobili in questo periodo di recessione del settore edilizio? (ic)
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 04 set - Il cda ha approvato oggi i conti semestrali del gruppo, dopo che nei giorni scorsi era stato approvato e sottoscritto il piano di ristrutturazione con le principali banche creditrici. Risanamento evidenzia un patrimonio immobiliare valutato 2,94 miliardi di euro sostanzialmente in linea rispetto a fine dicembre (2,97 miliardi) a fronte di un indebitamento di 2,8 miliardi. Il patrimonio netto e' passato in negativo per 59 milioni di euro contro un valore positivo di 114 milioni a fine 2008. Nel primo semestre il valore della produzione e' sceso da 58,6 milioni a 49,4 milioni di euro mentre oltre al raddoppio della perdita netta si registra anche un rosso per il risultato operativo che risulta negativo per 51 milioni contro i 27,2 milioni della prima parte del 2008. Per quanto riguarda gli 81,3 milioni di debiti scaduti, Risanamento sottolinea come la maggior parte degli importi di capitale scaduti si riferiscano alla posizione di Sviluppo Comparto 5 (gli immobili di Corso Vittorio Emanuele II e Galleria Passarella a Milano) nei confronti di Rbs (15 milioni) mentre 4,5 milioni sono relativi a una linea di credito revocata da Bnl. Altri debiti scaduti, invece, non sono piu' da considerarsi tali in virtu' dell'accordo raggiunto nei giorni scorsi con le banche.
venerdì, 04 settembre 2009, 23:57 ***
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Come già si sapeva, prima del 22 settembre, data dell'udienza avanti al Giudice fallimentare di Milano, le banche salvano Risanamento spa. La partecipazione di Zunino era stata fatta scendere al 30% circa, che rimane comunque moltissimo. E adesso salvatele tutte le imprese a rischio. (ic)
Risanamento: banche firmano piano di salvataggio del gruppo immobiliare
Varato un aumento di capitale da 150 milioni di euro e un prestito convertendo da 350 milioni
MILANO - Le banche creditrici di Risanamento hanno firmato il piano di salvataggio del gruppo immobiliare che passa attraverso un aumento di capitale da 150 milioni di euro e un prestito convertendo da 350 milioni che serve a impedirne il fallimento. Lo riferiscono fonti finanziarie mentre è in corso una riunione al vertice presso lo studio Lombardi Molinari cui partecipano fra gli altri il presidente della società immobiliare, Vincenzo Mariconda, e l'azionista di riferimento Luigi Zunino. Il piano, redatto ai sensi dell'art 182 bis della legge fallimentare, sarà consegnato alla Consob, che deciderà sull'eventuale esonero delle banche dall'opa obbligatoria.
"Il Corriere", 2 settembre 2009
mercoledì, 02 settembre 2009, 17:03 ***
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Ennesima giornata positiva per Risanamento. Il titolo ha chiuso in rialzo del 13,98% a 0,43 euro con scambi molto intensi: di mano sono passati 19,2 milioni di azioni (contro una media mensile di 4,5 milioni) pari al 7,1% del capitale. Il mercato confida dunque nel salvataggio della società, sulla quale pende una richiesta di fallimento della Procura di Milano. Secondo indiscrezioni di stampa oggi le banche creditrici si sarebbero incontrate per mettere a punto gli ultimi dettagli del piano in vista del cda che venerdì dovrà approvarlo definitivamente. Entro il primo di settembre il piano andrà poi depositato presso il Tribunale di Milano. Oggi Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, il principale creditore di un gruppo che ha accumulato circa 3 miliardi di euro di debiti nei confronti del sistema bancario, ha sottolineato che la società «ha interessi e progetti immobiliari importanti non solo per la società stessa, ma anche per la città di Milano».
Da "Il sole 24ore", 24 agosto 2009
lunedì, 24 agosto 2009, 22:19 ***
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Oggi, 6 agosto 2009, mettiamo in sequenza gli articoli che "La Provincia pavese", dedica alle inchieste che vedono coinvolta l'assessore provinciale Rosanna Gariboldi. Perchè è interessante dal punto di vista di un cittadino qualunque leggere ciò che oggi figure vicine all'assessore e ai familiari sostengono. Le accuse sarebbero frutto di "invidia" (siamo un popolo di invidiosi, per questo ci va bene anche il machismo di Berlusconi), le amicizie con l'imprenditore potente sarebbero di lunga data e sarebbero cementate da hobby comuni nobili e aristocratici come la caccia all'estero (un po' di machismo anche qui non fa male; e anche questo potrebbe essere motivo di invidia); l'assessore provinciale pubblico rientrerebbe in questo contesto nel ruolo della moglie del potente frequentatore di potenti (noblesse oblige); sarebbe tutta una vicenda strumentalizzata proprio ora, e, si chiedono, perchè non sia uscita prima. Questa domanda me la sto ponendo anch'io. Perchè non prima? La notizia delle inchieste sulle bonifiche a Rogoredo-Santa Giulia sono di febbraio 2009, Rosanna Gariboldi dichiara che risale a quel momento anche il suo coinvolgimento. Allora mi chiedo perchè l'assessore non rilevi invece tutto il vantaggio avuto (anche per il suo partito) dal fatto che nessuno di quelli informati abbia tirato fuori la notizia del suo coinvolgimento in quell'inchiesta nel periodo in cui la Capitelli è stata mandata a casa e poi durante la campagna elettorale che ha visto il Pdl a Pavia stravincere con il 54% dei voti. Allora mi chiedo ancora perchè sia stata tirata fuori dopo due mesi dalla fine della campagna elettorale e il 5 di agosto!! Chi avrebbe favorito chi? qualche neurone è rimasto anche ai pavesi per farsi qualche domanda. Forse gli invidiosi non sono poi così invidiosi. Se teniamo conto che la notizia è stata data solo ieri e solo dal Corriere, e oggi solo dalla Provincia pavese. Non c'è traccia su altri organi di stampa. Non guardo ormai da anni la televisione, ieri mi è toccato essendo ospite: nessun canale ne ha fatto cenno, niente di niente. C'è poi un altro aspetto politico che fino a prova contraria e a prescindere dall'esito delle inchieste giudiziarie, ci riguarda come cittadini qualunque: è normale che un assessore pubblico abbia conti cifrati all'estero, non in Francia, ma a Montecarlo? E' accettabile che la giustificazione addotta sia quella delle operazioni immobiliari e di prestiti tra amici, quando gli amici sono proprietari di holding che accedono alle gare per gli appalti pubblici, operano in settori delicati come le bonifiche territoriali, nella stessa provincia in cui l'intestataria del conto è assessore e il marito dell'assessore è la figura più influente politicamente, nonchè deputato della Repubblica? Un frammento alla volta di quella storia potrebbe anche essere giustificabile nei modi in cui l'hanno fatto i protagonisti; tutti insieme però - e nel contesto dell'amministrazione pubblica - decisamente no. Poma ha dichiarato di essere vicino a "Rosanna". Sì, lo capiamo ed è scontato (meno il soccorso dell'onorevole Daniele Bosone), ma in una provincia in cui quotidianamente aziende e imprese chiedono la cassa integrazione per i propri dipendenti, nemmeno l'appartenenza politica dovrebbe motivare il supporto dato a chi può permettersi di prestare un miliardo di vecchie lire ad un amico attingendo ad un conto cifrato di Montecarlo. A proposito: a quanto ammonta il totale della cifra per il microcredito alle imprese messo in campo dalla Provincia e dalle banche?
Irene Campari
Lady Abelli accusata di riciclaggio
Per i Pm di Milano su un suo conto a Montecarlo uno scambio di denaro
giovedì, 06 agosto 2009, 12:13 ***
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Il Pm della Procura di Pavia Luisa Rossi ha richiesto l'archiviazione per l'esposto firmato da me e Paolo Ferloni che voleva far chiarezza sull'abbattimento dell'edificio di archeologica industriale all'ex Snia Viscosa, avvenuto il 25 luglio 2007. Lo stesso Pm aveva chiesto già in prima istanza l'archiviazione, nonostante perizie asseverate da lei stessa richieste adombrassero una situazione delittuosa. Il Gip aveva richiesto nel febbraio scorso un'approfondimento di indagine. Ora la nuova richiesta di archiviazione. Ci opporremo anche a questo. Al di là di tutto, mi sembra un brutto segnale per tutti coloro che hanno messo le mani e gli occhi su questa città, mani e occhi posati senza rispetto per la memoria storica e per l'identità urbana e civile.
25 luglio 2007, le ruspe
venerdì, 31 luglio 2009, 15:27 ***
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Sembra questa la missione degli addetti ai lavori per Risanamento spa di Luigi Zunino. Hanno tempo fino alla fine di settembre. Voci dalla Reuters dicono che il nuovo Cda (che si insedierà la prossima settimana) potrebbe essere propenso a dismettere tutte le proprietà immobiliari tranne Santa Giulia-Montecity-Rogoredo- Sky center. Non sorprende. E' il più adatto a reinserirsi nei progetti Expo2015. (ic)
Risanamento ottiene rinvio udienza su fallimento a 22/9
mercoledì 29 luglio 2009 18:24
MILANO, 29 luglio (Reuters) - Risanamento (RN.MI: Quotazione) ha ottenuto oggi il rinvio al 22 settembre dell'udienza sulla richiesta di fallimento presentata dalla procura di Milano. La società immobiliare, gravata da un debito intorno ai 3 miliardi di euro, avrà tempo fino al primo settembre per depositare il piano di salvataggio definitivo dopo che le linee guida sono state approvate dal Cda lunedì sera. Il piano da 500 milioni di euro si presenta come un accordo di ristrutturazione tra azienda e le principali banche creditrici sulla base dell'articolo 182 bis della legge fallimentare.
LUNEDI' 3 AGOSTO CDA SU GOVERNANCE. Un nuovo consiglio di amministrazione è convocato per lunedì prossimo; all'ordine del giorno la governance del gruppo alla luce delle dimissioni del socio fondatore Luigi Zunino, che il 20 luglio ha lasciato le cariche di presidente e AD e ieri quella di consigliere. La presidenza è stata affidata all'avvocato Vincenzo Mariconda, oggi presente in Tribunale; un ruolo, almeno in consiglio, dovrebbe essere ricoperto anche da Luigi Roth, presidente di Terna (TRN.MI: Quotazione) e della Fondazione Fiera Milano, che lunedì scorso ha partecipato alla riunione del Cda di Risanamento. Secondo una fonte, "presidente, vicepresidente e direttore generale resteranno. Bisognerà ragionare sulla figura di AD o di comitato esecutivo". L'attuale vicepresidente è Umberto Tracanella, Oliviero Bonato è direttore generale. Nessuna indicazione è giunta in merito dal neopresidente, che interpellato al termine dell'udienza si è limitato a dire che "fare nomi adesso sarebbe imprudente".
mercoledì, 29 luglio 2009, 21:53 ***
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(Consob)
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 29 lug - European investors incorporated lo scorso 21 luglio ha ridotto la quota in Risanamento sotto il 2%, dal 2,004% detenuto il 12 dicembre 2006. E' quanto risulta dalle comunicazioni Consob rese note oggi.
liz (RADIOCOR) 29-07-09 12:07:15 (0122)
mercoledì, 29 luglio 2009, 16:42 ***
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"Risanamento, i pm contrari all'istanza fallimentare": questo è il titolo dell'articolo de "Il Sole" di oggi, 29 luglio. In realtà il contenuto dice l'opposto. Non ci stupiamo, ma la decenza è un'altra cosa. L'udienza davanti al giudice fallimentare è fissata il 22 settembre prossimo. Non più di Piano di salvataggio ma di programma si parla. Vuoi vedere che nel passaggio dal programma al piano aumentano ancora la cifra di 500 milioni? Quanto vale, visto che è un periodo di conti, l'edificio di archeologia industriale vincolato dal Prg fatto abbattere dal Sindaco Capitelli e in cui Luigi Zunino ci doveva costruire un centro commerciale? (ic)
La vicenda Risanamento entra in una fase ancora più calda. I pm Roberto Pellicano e Laura Pedio si sono detti «
strenuamente contrari» a una sospensione dell'istanza di fallimento che il gruppo immobiliare ora guidato dal presidente Vincenzo Mariconda intende richiedere, come è stato anticipato oggi dai rappresentanti della società nel corso dell'udienza preliminare. I due sostituti procuratori hanno precisato inoltre di essere stati "critici" sulla richiesta di rinvio dell'udienza in quanto «non fondata su un piano ma su una prospettazione di un piano che sembra lontano dall'essersi formato«. Tuttavia, poiché «la situazione è complessa», il rinvio non è stato osteggiato. La richiesta di sospensione dell'istanza di fallimento, che dovrebbe essere presentata contestualmente al piano di ristrutturazione a settembre, ha lo scopo di bloccare il meccanismo che altrimenti renderebbe esigibile dal 14 settembre il bond da 220 milioni di Risanamento in scadenza naturale nel 2014.
mercoledì, 29 luglio 2009, 15:30 ***
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Ma son cose tecniche, che cosa vuoi che interessino ai lettori, bisogna stare su temi popolari, ma non vedi che le copie scendono? Mi pare di sentirlo nelle orecchie, il coro dei grandi direttori di grandi giornali che in queste settimane rispondono tra risolini e di compatimento e toni di superorità ai redattori che vorrebbero in prima pagina un bel titolone sulla vergogna della vicenda Risanamento. Eppure ce ne sarebbe di che, per chiedere che di qui a poche ore i giornali schiaffassero in prima pagina la proposta finale che le banche hanno avanzato, a fronte della formale istanza di fallimento rivolta dalla procura di Milano nei confronti del gruppo Zunino. E’ vero o non è vero, che abbiamo letto solo 48 ore fa un’intervista dell’ad della prima banca italiana, Corrado Passera di Banca Intesa, il quale testualmente dichiarava che Risanamento aveva ottimi attivi, nettamente superiori ai debiti? E’ vero o non è vero, che se tale era la situazione, non si spiegherebbe perché le banche poche ore fa hanno invece avviato un concordato che andrà accettato dal 60% dei creditori? E’ vero o non è vero, che le banche comunque non rinnegano la linea che le ha sin qui comunemente ispirate verso Risanamento, tanto che nella loro prima trimestrale 2009 nessuna di esse (e comunque non le maggiori, Intesa e Unicredit che si dividono quasi il 50% dei 3 miliardi di esposizione) aveva accantonato un solo euro in vista delle perdite ormai evidenti, tanto evidenti da aver indotto la Procura a constatare la mancata continuità aziendale, eppure tanto negate ancor oggi da indurre le banche a confemare Zunino al 30% del capitale di Risanamento, anche al termine dell’aumento di capitale e in costanza di concordato? E’ vero o non è vero, che migliaia di imprese italiane sono messe di fronte all’amara realtà che per loro occorrono oggi più che mai garanzie reali altrimenti nisba crediti, mentre gli amici degli amici si salvano anche contro le Procure? E’ vero o non è vero, che non capisce perché queste stesse banche che hanno plaudito e contribuito alla distruzione giudiziaria di immobiliaristi cosiddetti “fubetti”, si comportino con due pesi e due misure quando altri immobiliaristi, gonfiatisi con gli stessi metodi, si sono messi sotto la loro potezione mostrando la gola? E’ vero o non è vero, che le aree del gruppo Risanamento a Milano costituiscono parte essenziale del disegno collegato a Expò 2015, e che dunque a maggior ragion occorrerebbe una trasparenza cristallina?
Non ce l’ho con Zunino e non ho sposato pregiudizialmente la linea della Procura, sono e rimarrò sempre un garantista. Vorrei solo veder trattare la vicenda con l’importanza che merita. Non un articoletto in pagina economica, ma un’articolessa e un severo e cipiglioso editoriale in prima pagina. Le domande più incalzanti, oggi, vanno rivolte ai signori banchieri. “Banchieri, o ci spiegate o vi piegate”, sarebbe il mio titolo. Ma i banchieri domani chiederanno invece alla Procura di soprassedere, al riparo di un presidente di garanzia per Risanamento che non interpreta alcuna linea di ridefinizione aziendale, è solo un prestigioso avvocato aggiunto ai loro collegi difensivi. Chi resta muto di fronte ai banchieri anche su vicende così non è neanche loro servo, è solo un fantasma, un lémure, uno zero.
Da chicago-blog.it
[Segnalato da F.S.]
mercoledì, 29 luglio 2009, 15:19 ***
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*** inserito da circolopasolini ***
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Un salvagente da 500 milioni, a capo del gruppo Risanamento, Zunino ha accumulato circa 3 miliardi di passivo. Risanamento verso il sì al piano delle banche. L'immobiliarista scenderà al 30%.
[L'immobiliarista è indagato per una serie di reati, secondo La Stampa che scrive: "
Sta di fatto che di fronte alla prospettiva di vedere fallire un grande creditore il sistema bancario, e magari di trovarsi anche sotto l’occhio della magistratura - che su Zunino sta indagando anche per bancarotte e false comunicazioni sociali - ha preferito accollarsi qualche sacrificio supplementare e immediato". Meglio sganciare credito che rischiare che qualcuno ficchi il naso nel business immobiliare dell'inizio di Millennio? ic
]
L’accordo che dovrebbe salvare Risanamento - gravata da 2,9 miliardi di euro di debiti - dalla prospettiva del fallimento è arrivato ieri, al termine di un vertice tra le quattro principali banche creditrici, rappresentate per la prima volta ai massimi livelli, l’ex presidente della società Luigi Zunino, e i suoi advisor Banca Leonardo e Salvatore Mancuso. Si tratta di un piano da 500 milioni che coinvolgerà le banche sia attraverso un aumento di capitale da 150 milioni sia con un prestito da 350 milioni convertibile in azioni che a termine potrebbe portare l’immobiliarista piemontese al 30% circa della sua società.I creditori sopporteranno un impegno assai maggiore dei 250 milioni inizialmente previsti dal piano presentato di Banca Leonardo. A volerlo è stata in primo luogo Unicredit, che giudicava insufficiente il piano presentato dall’advisor per garantire la continuità aziendale, e che su questa posizione ha ottenuto l’appoggio di Intesa-Sanpaolo. Nelle ultime ore, hanno concordato gli altri due grandi creditori rappresentati dal Banco Popolare e dalla Bpm, tanto è vero che la controproposta delle banche è stata presentata ieri all’unanimità.
domenica, 26 luglio 2009, 11:09 ***
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*** inserito da irenecampari ***
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«Santa Giulia, mancano i servizi» Le banche: si sposti il Tribunale
Da una parte, l’assessore che rassicura: «Nessun problema per i residenti attuali e futuri». Dall’altra ci sono lo ro, i residenti, che aspettano ancora scuole, strade, mezzi pubblici e negozi. In mezzo, il fallimento di Luigi Zunino, l’immobiliarista che a Santa Giulia avrebbe voluto realizzare una «città nella città» e che aveva portato fin lì sir Norman Foster affidandogli il compito di progettare case di lusso che più lusso non si può. Di quella faraonica operazione restano soltanto le case costruite dalle cooperati ve, la sede che Sky ha appena finito e qualche altro raro big in arrivo. Nel frattempo, ai portoni di Palazzo Marino hanno bussato le banche finanziatrici dell’intervento Santa Giulia, proponendo la strada per salvare il salvabile venendo incontro ad una necessità dell'amministrazione: trasferire il Tribunale in quel la che altrimenti rischia di re stare una landa desolata. I contatti fra Banca Intesa e i vertici del Comune si erano avviati il mese scorso: in fon do, è stato fatto notare, si tratterebbe soltanto di spostare di qualche centinaio di metri l’ubicazione originaria prevista per la cittadella della Giustizia, fin qui destinata a tra sferirsi a Porto di Mare. Con anche una ipotesi secondaria: che cioè il Tribunale resti do ve era previsto (ammesso che si superino i problemi economici sorti dopo la crisi) e che a santa Giulia si riuniscano tutti gli uffici complementari al 'palazzaccio'. L’assessore all’Urbanistica, Carlo Masseroli spiega che «noi parliamo soltanto con il proprietario delle aree, Risanamento, e finora ci è stato proposto il progetto originale con qualche ritocco, soprattutto per la parte che riguarda il centro congressi (destinato ad essere ospitato a Citylife,
ndr ). Comunque, ci aspettiamo altre idee: e noi siamo aperti, per ché nostro obiettivo è che l’intervento si completi».
giovedì, 23 luglio 2009, 12:06 ***
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*** inserito da irenecampari ***
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Qualcuno a Pavia oggi, 21 luglio 2009, non sarà troppo felice pensando ai bei tempi passati, e nemmeno noi pensando a quello che poteva essere e non è stato. (ic)
Zunino via da Risanamento ma le banche non cedono
Passo indietro di Luigi Zunino. L'immobiliarista piemontese ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di presidente di Risanamento. Una scelta, sollecitata anche dal sistema bancario, compiuta per dare al mercato un segno di discontinuità rispetto all'attuale gestione ma, per alcuni, anche un gesto dovuto considerati gli sviluppi giudiziari che hanno interessato l'imprenditore negli ultimi giorni, leggi le accuse di bancarotta e false comunicazioni sociali. Oltre a lui altri due consiglieri hanno rimesso l'incarico. Quanto al nuovo vertice, per il momento è stato definito un assetto temporaneo che avrà una durata di circa sette giorni e che vede l'attuale vice-presidente, Umberto Tracanella, «esercitare i propri poteri come da statuto»: un ruolo che dovrebbe dare al manager la rappresentanza della società, benché senza deleghe. Gli aspetti gestonali sono invece stati affidati a Oliviero Bonato che si occuperà dell'amministrazione ordinaria. Le nomine sono scaturite dal board riunitosi ieri in sede straordinaria per fronteggiare l'urgenza scatenata dalla richiesta di fallimento avanzata dai Pm Roberto Pellicano e Laura Pedio che, stando a quanto riferito ieri da Radiocor, hanno il supporto del Procuratore generale Francesco Greco che sta seguendo passo passo le indagini. Quanto alla scelta del nuovo presidente e del nuovo amministratore delegato questa verrà compiuta solo una volta raggiunto l'accordo con le banche. Intesa che al momento non ha ottenuto un sì unanime da parte degli istituti esposti, tra cui Intesa Sanpaolo (477 milioni), UniCredit (266 milioni), Banco Popolare (300 milioni) e Popolare di Milano (76 milioni). Le banche creditrici, dopo diverse ore di confronto con l'advisor Leonardo & co hanno deciso di prendersi ulteriore tempo per valutare la situazione. In attesa, soprattutto, che la banca di Gerardo Braggiotti presenti un piano dettagliato sulla ristrutturazione finanziaria e aziendale.
martedì, 21 luglio 2009, 11:51 ***
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