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Dossier Festival 2006

Pogrom 2007
La Gandina di Pieve


T'è vist cus'è? Ha visto un re! Ah beh, si beh...

[Cari villici, nei regni di Oz le regal figure - sapete - fan sempre il Vostro interesse. Voi siete come i nostri figli. Voi siete - in fondo - i principi. Nelle nostre dimore Vi facciamo entrar, invitandovi poi nobilmente ad uscir. Nel giardino del Re, l'incanto deve rimanere tale, e cos'è l'incanto senza lontananza, senza privilegio, senza dimora sognata, senza percezione dell'incolmabile spazio che separa Voi da noi? Abbiamo invitato i Vassalli a garantirVi che il giardino incantato rimarrà tale, e di esso potrete goderne dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 (possibili proroghe nel periodo estivo) del dì volgare e mondano. Non sporcate e non buttate le cartacce per terra. I Vostri vizi e maleducazione li conosciamo. E li conoscono anche i Vassalli, tanto che, pur prevedendo un codicillo del feudal beneficio che le nostre dimore potevan esser di diritto le Vostre, Vi han rinunciato. Ah beh, si beh...]

«Vogliamo il parco pubblico nel giardino del re»

Pavia, domani l’incontro sul progetto della Mostiola. Ecco le richieste del Comune

PAVIA.
Domani alle 9 in Comune si torna a parlare di via Porta e giardino della Mostiola. Il presidente della fondazione Nascimbene Elio Ferrari incontrerà il sindaco Cattaneo e l’assessore ai lavori pubblici Luigi Greco per presentare il progetto di ciò che la Fondazione vorrebbe realizzare negli appartamenti su via Porta e nell’edificio di mattoni rossi in via Corridoni, dalle cui finestre a punta guarderanno gli uffici della fondazione. Si parlerà anche del giardino: «Come amministrazione vorremmo potesse diventare un luogo pubblico» afferma il sindaco Alessandro Cattaneo. I movimenti intorno ai 3.500 metri quadri di quello che dovrebbe essere il giardino dei re Longobardi, si sono intensificati a settembre, quando gli operai della fondazione hanno fatto piazza pulita della selva di piante e sterpaglie che restava del cossiddetto “orto dei Poggi”, i fioristi di corso Garibaldi che per quarant’anni vi hanno tenuto il loro vivaio.
domenica, 15 novembre 2009, 11:16 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (3)

Paesaggi che valgono l'Unesco

Mario Resca, direttore del Ministero dei Beni culturali italiano, ci fa sapere oggi, 26 agosto, dalle pagine vogheresi de "La Provincia pavese" che il paesaggio dell'Oltrepo vale l'Unesco. L'ha scoperto personalmente: "Quando sono arrivato qui in Oltrepo mi sono immediatamente accorto che c’era un potenziale sconosciuto ai più". Il mondo nasce quando ce ne accorgiamo. E' vero. Sottopongo quindi al dr Resca, nella sua veste di Direttore dei Beni culturali, il seguente quesito che riguarda Pavia, visto che ci ha liberati dall'ansia di doverci accorgere del bene inestimabile insito nell'Oltrepo: a Pavia esiste un complesso munumentale di eccezionale valore, La Mostiola. Questa primavera è stata acquistata da un privato, l'ing. Calvi, sia per adeguare le strutture a sede prestigiosa dell'Eucentre, Istituto che egli stesso dirige, sia per necessità residenziali private. Il Comune avrebbe potuto opporvi il diritto di prelazione, ma non lo ha fatto. Dice che non ha soldi da spendere per questo. Di certo nessuno chiederebbe al Comune di Pavia un'esposizione così ingente, nonostante il complesso valga, dato però che il Ministero dei Beni culturali è retto da Lei, sensibile a questi temi, potrebbe trovare i fondi per permettere al Comune di Pavia di esercitare quel diritto (ossia, potrebbe permettere a noi cittadini di esercitarlo tramite il Comune). Sa, Pavia è stata esclusa dall'Unesco (a proposito di Unesco) dal percorso Longobardo; sotto La Mostiola si dice ci possa essere l'anfiteatro di Teodorico (un antecessore importante per i regni romano-barbarici), poco più in là c'è la Chiesa di Santa Maria delle Cacce nella cui cripta c'è uno dei pochissimi reperti monumentali longobardi. Sui libri di storia Pavia è ancora citata (fino a quando?) come capitale del Regno longobardo. Non so se sia una memoria che valga l'Unesco, ma ci si può provare. Ora poi che abbiamo un estimatore dei beni culturali e architettonici locali assurto a Direttore generale del Ministero che quei beni li dovrebbe valorizzare per tutti.

Irene Campari

Quel paesaggio vale l'Unesco

BRONI.
«Paesaggio d’Oltrepo patrimonio dell’umanità Unesco». La carta giocata da Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio vini, fa discutere l’appennino. Un’idea arrivata a sorpresa sabato pomeriggio, al castello di Zavattarello, durante il convegno su colline lombarde ed Expo 2015. Al tavolo dei relatori anche Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, e Mario Resca, direttore generale del ministero per la valorizzazione dei beni culturali. La prossima settimana la proposta di Panont sarà a Roma. Resca dice: «E’ la strada giusta, bisogna valutarne la fattibilità ma partiamo da una terra incontaminata e ricca di storia. Il discrimine potrebbe essere l’esistenza o meno di un articolato progetto di rilancio».
mercoledì, 26 agosto 2009, 13:02 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Il futuro della Mostiola

Comunicato Stampa

Il Circolo Pasolini e gli Amici di Beppe Grillo
sono lieti di invitare la cittadinanza ad un pubblico incontro su:
 
Il futuro della Mostiola

lunedì 18 maggio 2009, ore 21
Sala di San Martino di Tours
Corso Garibaldi 69, Pavia


si confronteranno

Elio Ferrari (presidente della fondazione Nascimbene), Pier Luigi Nascimbene (vicepresidente della fondazione Nascimbene), Irene Campari (candidato sindaco "Cittadini in Comune"), Giuseppe Zapelloni (candidato consigliere comunale "Cittadini in Comune").

Modererà il dibattito Cesare Del Frate, caporedattore della Rivista "Diogene"
venerdì, 15 maggio 2009, 19:38 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

La Porta chiusa

Nascimbene, troppo silenzio di Giorgio Boatti

E’ trascorso qualche giorno dalla pubblicazione da parte di questo giornale della notizia del cambio di proprietà di fabbricati - gli edifici della Fondazione Nascimbene di via Porta, http://chestofbooks.com/travel/italy/south-tyrol/John-Stoddard-Lectures/images/Over-The-Garden-Wall-A-Study-In-Roses.jpgl’attiguo complesso della Mostiola e l’orto-giardino circostante - che senza alcun dubbio sono i più significativi del centro storico di Pavia. Una parte rilevante della storia della città, sia durante i secoli longobardi sia nell’epoca immediatamente successiva, si svolge da quelle da quelle parti. E la discesa di via Porta dove gli edifici venduti stanno a dirimpetto della Torre e del Palazzo Belcredi, il giardino cintato dal vecchio muro di mattoni rossi di via Adeodato Ressi, quel che resta della chiesa della Mostiola, riassumono - in poche centinaia di passi - buona parte di quello che la Pavia medievale riesce a dire al nostro sguardo. La città e i suoi visitatori fino ad ora hanno potuto godere assai poco di questo patrimonio. Sono passati davanti all’edificio sempre più cadente della Fondazione Nascimbene. Hanno occhieggiato nell’orto-giardino da un cancelletto di ferro di via Ressi. Poi, se sono stati fortunati, hanno potuto buttare uno sguardo a quel che resta della Mostiola nell’attimo in cui qualcuno dei passati proprietari apriva il portone massiccio per entrare o uscire. Francamente, per essere il cuore del cuore di Pavia, quell’area non dava affatto il meglio di sé. Segnava piuttosto, col passare degli anni, un incipiente degrado che poneva concreti interrogativi sul miglior uso che sarebbe potuto farne di tutta l’area.
domenica, 10 maggio 2009, 06:37 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Mostiola, Arsenale e, in generale, Pavia

«Non potevamo far crollare le strutture», dice Elio Ferrari, presidente della Fondazione Nascimbene che ha appena venduto il complesso della Mostiola a Gian Michele Calvi. Capiamo, ma a Pavia solo l'ing. Calvi può "salvare le strutture"? Parrebbe di sì, visto che è presidente del Collegio per la Protezione civile Card. Riboldi, nel cui Cda è stato cooptato il 30 aprile anche Elio Ferrari. Cementare le relazioni è importante, rende l'idea di solidità. E anche noi ci sentiamo più solidi. Ci si permetta però un piccolo ragionamento flessibile in mezzo a tutti questi mattoni e cemento armato. La Mostiola sarà sede dell'Eucentre, la qual cosa, ossia la Mostiola (piuttosto che la mission del Centro di ricerca) porterà a Pavia "400" ricercatori. Alla Mostiola non ci stanno tutti; potrebbe quindi ritornare utilissimo togliere le sterpaglie dallo scheletro dell'edificio in Via Abbiategrasso a suo tempo dedicato all'ex Polo tecnologico. L'ing. Calvi ha liquidato tre settimane fa la società "Nuova Certosa" nata proprio per il progetto del Polo poichè "scatola vuota", mentre contemporaneamente - a quel che se ne sa - comperava la Mostiola. Che Eucentre vada a sostituire il progetto cittadino di Polo tecnologico? 400 sono i ricercatori che il Polo avrebbe potuto attrarre a Pavia; 400 sono quelli dichiarati da Eucentre come in arrivo a Pavia dopo la ristrutturazione de La Mostiola e il suo passaggio all'ing. Calvi. Ma 400 ricercatori a fare cosa? Ci dobbiamo porre anche queste domande in un momento in cui è cruciale la ricostruzione di un tessuto occupazionale e produttivo credibile e duraturo. Eucentre fa previsioni sulla stabilità degli edifici durante i terremoti e movimenti tellurici; impiega tecnologie piuttosto consolidate quali i sistemi di informazione geografica o Gis, elaborazione di immagini da satellire (remote sensing) e quant'altro offra il settore ormai da più di vent'anni. Per questo tipo di elaborazioni bastano tuttavia solo alcuni computer e qualche tecnico ben preparato. 400 maestranze sarebbero un'enormità; ben accetta s'intende. Solo si vorrebbe capire meglio come sarà impiegata e su quali progetti. Già il Ponte sullo Stretto richiederebbe un impegno di analisi non indifferente, data la sismicità del  luogo. Progetti e grandi opere di questo tipo potrebbero motivare la dimensione prevista per il centro di ricerca. Verrebbero anche a formarsi? Ma centri di formazione su quei sistemi di rappresentazione dei dati territoriali e statistici ce ne sono un po' in tutta Italia ormai, pubblici e privati, che hanno una tradizione ben più lunga di quella pavese. E allora ci chiediamo, sperando di ottenere una risposta plausibile: perchè si è fatto morire il progetto di Parco tecnologico? è un caso che ciò sia avvenuto dopo che l'Eucentre si è insediato in via Abbiategrasso e ora nel cuore del centro storico di Pavia? E perchè Pavia ora può vantare, sempre tramite il ruolo istituzionale dell'ing. Calvi, una posizione di visibilità nella Protezione civile nazionale, mentre quando, tramite la stessa, si potevano mantenere all'ex Arsenale 240 posti di lavoro trasformandolo in sede operativa regionale della protezione civile, si è preferito non farlo lasciando che gli immobili di via Riviera fossero messi in vetrina alle fiere immobiliari?

Irene Campari

«Non potevamo far crollare le strutture»
Il presidente della Fondazione Nascimbene: «Ora via a nuovi progetti» 

PAVIA.
«Era meglio lasciare gli edifici e il giardino della Mostiola in rovina o cercare di fare qualcosa?»
giovedì, 07 maggio 2009, 08:12 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Luci ed ombre sulla Mostiola

di Giuseppe Zapelloni

A metà dello scorso ottobre su questo blog fummo i primi ad informare del destino che sarebbe toccato alla fondazione Nascimbene ed all'area della Mostiola. Corre l'obbligo oggi di far tanto di cappello ai giornalisti della Provincia Pavese che ci hanno ieri bagnato il naso aggiornando la città sugli ultimi sviluppi della vicenda. Le cose andranno esattamente come avevamo preannunciato, fatto salvo un piccolo dettaglio, quasi minuscolo, di cui eravamo completamente all'oscuro: la Mostiola sarà acquistata - l'atto infatti sembrerebbe non essere stato ancora perfezionato - dall'ingegner Gian Michele Calvi, presidente di Eucentre, e signora. L'immagine “http://www.teatrodellamostiola.it/immagini/chi_siamo/mostiola.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Incuriosito, rimuginando tra me e me che a pensar male a Pavia raramente ci si sbaglia, ho pensato di chiedere lumi al presidente della fondazione Nascimbene in persona, il geometra Elio Ferrari. L'avevo incontrato a suo tempo perchè potesse chiarire e precisare la sua posizione e la sua visione sul destino della fondazione da lui presieduta rispetto a quanto ero andato scrivendo. Una simpatica persona. Più di recente, incontratolo per caso, si era anche offerto di segnalarmi alcune inesattezze apparse su questo blog a proposito del Polo Tecnologico come persona ben informata in materia, siede infatti nella Nuova Certosa, la società controllata dalla Provincia interessata proprio allo sviluppo del polo, e presieduta da Gian Michele Calvi, fin dalla sua costituzione. In quell'ultima occasione avevamo parlato ancora della fondazione Nascimbene, di Eucentre e del suo progetto di fare delle ortaglie un "giardino dell'arte", ma da parte sua nessun accenno era stato fatto al particolare della vendita ai coniugi Calvi dell'edificio di maggior pregio, dal punto di vista storico artistico, di proprietà della fondazione.
Il geometra Ferrari, cui va riconosciuto di non volersi sottrarre al confronto, privato o pubblico che sia, mi ha cordialmente ricevuto ieri nel suo studio offrendomi un ottimo caffè. Non sembrava aver particolarmente gradito l'articolo apparso in mattinata sul quotidiano locale: da una parte gli pareva fossero stati resi noti dettagli, come la buonuscita di 40.000 euro pagata agli eredi Poggi, al limite della violazione della privacy, dall'altra qualche precisazione e puntualizzazione gli pareva necessaria e qualche inesattezza da correggere. Come ad esempio il fatto che Pier Luigi Nascimbene, discendente del fondatore della fondazione omonima, non fosse stato nominato nell'ottobre del 2008 nell’organo di governo del Collegio Riboldi (che fa capo ad Eucentre), ma solo il 28 aprile scorso come concordato nel contratto di comodato per gli edifici di via Porta stipulato tra le due fondazioni il 15 dicembre. Precisazioni, puntualizzazioni e rettifiche di questo peso troveranno spazio altrove.
giovedì, 07 maggio 2009, 04:22 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

La gazzetta del profeta (2)

Abbiamo inaugurato una nuova rubrica intitolata "La gazzetta del profeta" dedicata agli avvenimenti che avevamo previsto con largo anticipo o per i quali la realtà ci ha dato ragione nonostante smentite stizzite delle autorità. E' capitato talmente spesso che ci è sembrato ovvio strutturare  questo tipo di informazione. Recentemente è avvenuto per l'area ex Landini. Questa mattina per La Mostiola e la Fondazione Nascimbeni. Avevamo scritto tramite i post di Giuseppe Zapelloni e miei che lì ci sarebbe andata la sede dell'Eucentre, quale esito della spartizione dei più bei luogi della città tra i poteri fortissimi: allo Iuss di Roberto Schmid il nostro Broletto e a La Mostiola l'Eucentre di Gian Michele Calvi. In entrambe le operazioni è presente ufficialmente anche Salvatore Veca, nel primo caso come vice direttore dello Iuss, nel secondo come membro del comitato di gestione della Fondazione Nascimbene. Non potevano smentirci, e quindi hanno nobilitato la destinazione d'uso de La Mostiola, per farci digerire meglio la scelta, farla apparire come ineluttabile e appetibilissima, "imperdibile". Come del resto è avvenuto per il Broletto che sarà sede del Comitato scientifico Expo2015 (non si sa ancora cosa questo voglia dire). Le scelte urbanistiche importanti in questa città sono ormai di questo tenore. L'amministrazione sarà felice. Prevederemo i terremoti nella zona meno sismica d'Italia, questa è vera e autentica solidarietà disinteressata. Inoltre l'Eucentre farà le sue belle operazioni immobiliari come si addice ai centri internazionali di ricerca pura. A noi "il giardino dell'arte", magari sopra ad un bel parcheggio sotterraneo. Nel comitato di gestione figura anche il Sindaco di Belgioioso, Fabio Zucca, Sdi. (Irene Campari)


Pavia studierà i terremoti per il mondo

L'Eucentre diventerà organizzazione intergovernativa In cassa già 40 milioni e adesso via al recupero della «fondazione Nascimbene» Centro di eccellenza che attirerà ricercatori e anche aziende .
domenica, 23 novembre 2008, 11:17 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (4)

La Mostiola oltre la siepe

Questa mattina "La provincia pavese" dedica ampio spazio al complesso de "La Mostiola" nel cuore di Pavi atra Via Ressi e Via Porta. Ringraziamo Giuseppe Zapelloni che con i suoi interventi sul blog ha portato all'attenzione citttadina e dei media questa pezzettino d'anima di Pavia. Gli interventi che seguono sono quelli del direttore Pierangela Fiorani e dell'assessore Sacchi e di Lisa Galmozzi del Fai. (ic)

...  Un tesoro che i pavesi chiamano semplicemente serra Poggi e che gli storici ci dicono essere stato il cuore verde della reggia di Teodorico.
 Quel giardino - è la voce che si rincorre in questi giorni in città - è in pericolo. Si racconta di parcheggi sotterranei che si vorrebbero costruire anche lì, dopo i lavori già avviati alla base della vicina collinetta di San Primo. Favole da esorcizzare in un luogo di fiaba che ha ispirato qualche anno fa un fortunato romanzo per ragazzi (autrice Lucia Torti) nel quale un gruppo di ragazzini agguerriti salvava da sicura speculazione proprio la serra del fioraio Poggi. Paure e favole che da un libro oggi riemergono a turbare la realtà. E’ vero, l’assessore all’urbanistica Franco Sacchi rassicura e promette «quel giardino non si tocca». Eppure sono sempre più frequenti le voci di associazioni e di cittadini che temono per Pavia, che sono preoccupati di vedere scomparire tracce importanti, seppur nascoste e trascurate, dell’anima più autentica della nostra città. Sono allarmi che invitano a vigilare di più e meglio. Che sollecitano anche politici e amministratori e non distrarsi. Che dovrebbero obbligare tutti a conoscere sempre meglio la storia della nostra città.

sabato, 08 novembre 2008, 10:49 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

La Mostiola, scavando in quel giardino

Dopo la pubblicazione su questo blog dei post dedicati al complesso de "La Mostiola" in via Porta a Pavia, la "La provincia" dedica oggi un servizio riprendendo ciò che aveva scritto Giuseppe Zapelloni. Ci vogliono aprire la sede dell'Eucenter che ha i laboratori a Pavia ovest. Ma cosa c'entra la Mostiola con un centro che ha come mission la simulazione dei terremoti e il remote sensing? Quello che hanno in comune lo Iuss e il Broletto: niente. Solo che solo luoghi prestigiosi di Pavia. Secondo voi cosa ci stanno a fare e perchè figure così diverse tra di loro nel comitato di gestione (?) della Fondazione Nascimbene che dovrà traghettare verso il nuovo uso degli spazi come Salvatore Veca, Zucca (ex assessore e Sindaco di Belgioioso e Gian Michele Calvi? Ci compiacciamo del fatto che queste informazioni siano state riprese dal quotidiano locale, trasparenza è sapere anche chi prende le decisioni e in questa città raramente lo si è saputo. Si sussurrava ma non si diceva. Anche nel caso de La Mostiola, il presidente della Fondazione Nascimbene mette le mani avanti rispetto a possibili interessi profittevoli sull'area dichiarando che lì non si faranno speculazioni. Anche in questo caso un escusatio non petita, com'era stato per Fuksas tre mesi fa, il quale aveva esordito a proposito dell'area Neca proprio in quel modo.
I post di Giuseppe Zapelloni su La Mostiola sono linkabili sulla banda laterale.

Nuovi inquilini alla Fondazione Nascimbene
L’Eucentre di Gian Michele Calvi in lizza per i palazzi e il prezioso orto Poggi

Il presidente Ferrari: «Non faremo nessuna speculazione»

venerdì, 07 novembre 2008, 08:09 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (2)