di Irene Campari
Questo è il primo di due interventi che riguardano il Polo tecnologico di Pavia, una delle desolanti leggende che le ultime amministrazioni hanno lasciato in eredità. Riguarda un po' di storia e di attualità. Il secondo conterrà invece le proposte, ciò che poteva essere fatto, non si è voluto fare e perchè si dovrebbe fare.
1. Il Polo del Parco
Dal Corriere della Sera del 31 ottobre 2003 pag. 54:
"Firmata l'intesa sul parco tecnologico.
Il parco tecnologico di Pavia diventerà presto realtà. Ieri mattina i rappresentanti di Camera di Commercio, Comune, Provincia e Università hanno firmato il protocollo di intesa che dà vita all'Ente promotore del parco. L' obiettivo è quello di arrivare entro la fine dell' anno a un progetto concreto che possa individuare l'area dove sorgerà la struttura”.
Da allora c'è entrato anche il Comune e hanno fondato due società srl, una patrimoniale “Polo tecnologico investimenti srl” e per il resto la “Polo tecnologico servizi srl”. Il presentatore in maggioranza di centrosinistra in Comune e poi in Consiglio di questa proposta è stato Angelo Zucchi, ex assessore alle attività produttive e poi deputato, quando, con la nuova legge elettorale, si nominavano come candidati alle politiche i segretari di partito, e Zucchi era segretario provinciale. Dal Programma del Sindaco Capitelli, pagina 8
: "Bisogna realizzare una vera sinergia con l’Università, a partire dal Progetto del Polo Tecnologico che funga da volano ad un rilancio qualificato dell’economia pavese. Pavia deve svolgere al meglio il suo ruolo di cerniera con l’area milanese, dove gli scambi fra i due territori consentano anche alla città di Pavia di giovarsi del positivo influsso di Milano. Pavia non può cedere solo sapere e risorse umane alla grande metropoli, ma deve saper anche avvantaggiarsi della sua collocazione geografica per promuoversi come sede di iniziative non più collocabili nell’area milanese". Pur essendoci già uno scheletro arrugginito in Via Abbiategrasso, pieno di sterpi e serpi, hanno previsto un’altra sede all’interno della ex Marelli, compreso nel Programma integrato di intervento dell’area di proprietà delle immobiliari Delta e Margherita (sulle delibere comunali in genere non appare mai il nome dei titolari delle società; chiederemo che invece ciò avvenga). Il Pii viene votato il 16 marzo 2006 dal Consiglio comunale, dopo alcune Commissioni in cui si discuteva dell’altezza dell’edificio che, pare, nella Consigliatura Albergati, l’opposizione era riuscita a farlo abbassare di un piano. Si tratta di un edificio sinuoso che nulla ha a che fare con il profilo esterno dell’ex Marelli. L’assessore all’urbanistica Sacchi snocciola numeri in Consiglio, intercalando la descrizione con: “
Si può andare velocemente”: “[...]
le principali destinazioni funzionali sono relative a residenza, ad attività terziarie private, ad attività terziarie pubbliche, oltre ai parcheggi e alla piazza. Quindi le aree a destinazione residenziale sono pari a circa 7.900 metri quadri. Quelle a destinazione terziario privato sono circa 4.700, mentre quelle a terziario pubblico e, nella fattispecie, il polo tecnologico, pari a 3.000 metri quadri.” (dal
verbale della seduta consiliare). Gli spettano 1120mq di parcheggi. 3000mq più 1120 è ciò che la società patrimoniale dovrebbe plausibilmente conferirsi. Ma questa risulterebbe ad oggi ancora in formazione (dal sito
www.polotecpv.it).