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Polo tecnologico, una fogliolina tra i ruderi

Questa mattina, 5 settembre, "La Provincia pavese" dà notizia che gli industriali avrebbero mandato a dire alla Giunta di muoversi sul progetto del Polo tecnologico, lasciando perdere i ruderi (intanto si sapeva che qualche istituto di ricerca si sarebbe allargato nella direzione di Via Abbiategrasso), la ricerca di sedi e - aggiungo io - la moltiplicazioni di ignavi consigli di amministrazione di società vuote, ma di guardarsi in giro e imparare da altre città ed esperienze. Da anni sto dicendo e scrivendo di imparare dai Consorzi Città Ricerche, da Pisa, Bari, Firenze ecc. (qui e qui).  Di non partire dalla sede, ma dai giovani e dalle idee, dalle borse di studio, da una visione "pubblica" e consortile del progetto. Speriamo che tenga duro chi nella società pavese riesce ad intravedere in modo disinteressato il valore di quell'iniziativa. Intanto, per la sede: il Comune o l'Università o la Provincia potrebbero partecipare alla lotteria dell'ipermercato "Ducale" di Mortara che ha messo in palio una casa. Ce n'è da vendere.

Irene Campari

Polo Tecnologico al Cravino verso un nuovo abbandono

Lo scheletro è troppo costoso da mantenere Presto un confronto con altre strutture esistenti per capire e studiare come sono organizzate

PAVIA. Lo scheletro del Polo Tecnologico è lì, enorme e funereo, a ribadire il suo messaggio: i lavori sono fermi. Ma non si è mai bloccato il dibattito né l’interesse per questo progetto, iniziato nei primi anni Novanta. La nuova giunta torna sulla questione. L’assessore al commercio e all’innovazione tecnologica, Pietro Trivi, ha incontrato gli attori coinvolti nel Polo.
sabato, 05 settembre 2009, 20:41 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

Quando non scherzano

di Irene Campari

http://www.laurelandhardymuseum.org/Images4/BB1.jpgAi Ministeri italiani

Paolo Cirino Pomicino
è Presidente del Comitato per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato. Ossia, nelle intenzioni “Ottimizzare le funzioni dell'esecutivo». E' stato nominato dal Ministro avellinese Gianfranco Rotondi, Ministro per l'attuazione del programma di governo. Quella che segue è una sintetica biografia scritta pensando in positivo (da www.ilsussidiario.net)

"Paolo Cirino Pomicino, nato a Napoli nel 1939 si è laureato in medicina e chirurgia e specializzato in malattie nervose e mentali. Uomo politico della Dc, è stato consigliere e assessore del Comune di Napoli, deputato alla Camera dal 1976 al 1994, ministro della Funzione pubblica dal 1988 al 1989 e ministro del Bilancio dal 1989-1992. Dopo essere stato eletto alle elezioni europee del 2004 nell’Udeur ed essere espulso dal partito, aderisce alla Dc per le Autonomie, nata nel 2005 su iniziativa di Gianfranco Rotondi. Alle elezioni politiche italiane del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista Dc-Nuovo Psi, di cui assume la presidenza del gruppo parlamentare. Nel 2008 non viene ricandidato al Parlamento nazionale. Successivamente viene nominato dal ministro Gianfranco Rotondi al comitato per il Controllo strategico della Pubblica amministrazione. Collabora con Il Giornale con lo pseudonimo di Geronimo. 3 novembre 2008." Ha avuto condanne definitive o prescritte che lo renderebbero - in Another time Another place - a occhio e croce scarsamente compatibile con il ruolo di Presidente del Comitato strategico di controllo (o di controllo strategico?) sull'attività della Pubblica amministrazione e dei Ministeri.

martedì, 07 luglio 2009, 00:52 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Arsenale o la

di Giuseppe Zapelloni

Dopo oltre dieci anni di rinvii tormentati e sofferenti, false promesse e finti impegni da parte di questo e di quel politico locale e nazionale, il destino dello Stabilimento Genio Militare di Pavia è irrimediabilmente segnato. Il Ministero della Difesa lo ha infatti già inserito tra le tante sue proprietà che verranno presentate alla prossima fiera immobiliare di Cannes (qui) L'intenzione, nell'immediato, è quella di affittarlo per un lungo periodo, e solo perchè per il momento venderlo non si può, la legge ancora lo vieta. La notizia è vecchia, risale ai primi del novembre scorso e più di tanto non sembra aver interessato ed appassionato i pavesi, fatta  forse eccezione per gli amici ed i famigliari dei 234 dipendenti civili del Ministero della Difesa che nel frattempo dovrebbero essere stati "collocati" altrove. A nulla valse il summit convocato in prefettura, presenti l'ex sindaco di Pavia, Piera Capitelli (Pd), il consigliere regionale Lorenzo Demartini (Lega), l’assessore provinciale Angelo Ciocca (Lega) e i parlamentari Angelo Zucchi (Pd) e Daniele Bosone (Pd), Roberto Mura (Lega) e Carlo Nola (An, ora Pdl). L'incontro infatti altro non era che una veglia funebre intorno ad un cadavere già freddo e maleodorante, che però i convenuti si ostinavano ancora a voler considerare solo come un malato terminale. I presenti infatti concordarono un comunicato che denunciava come si sarebbe perso uno degli ultimi insediamenti produttivi cittadini, incaricando poi il prefetto di intervenire sulla Presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere che in via Riviera venisse comunque mantenuta un’attività  produttiva pubblica e l’istituzione di un tavolo di lavoro sul caso. Da allora non se n'è saputo più niente, poco è stato detto sulla sorte toccata ai lavoratori, mentre non una parola è stata spesa sul destino degli edifici storici di questa bella piazzaforte umbertina, forse l'esempio più alto e meglio conservato di archeologia industriale a Pavia.
mercoledì, 15 aprile 2009, 21:30 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (2)

Polo tecnologico: interviene Pavia Export

Su "La provincia pavese" di oggi, 8 aprile 2009, interviene con una lettera Carlo Bottiroli, direttore di Pavia Export, società che ha costituito insieme ad altri soggetti "La Nuova Certosa" in vista della realizzazione del Polo. Sulla vicenda del Polo eravamo intervenuti anche noi (qui) sia sul blog che sul quotidiano locale. E' della settimana scorsa inoltre la notizia secondo la quale il Presidente di Nuova Certosa, Gian Michele Calvi, avrebbe chiesto la dismissione della società dall'avventura del Polo, causa l'immobilità di amministrazioni pubbliche quale la Provincia. (ic)

Imprese, la ricerca è decisiva

A nome delle piccole e medie imprese che fanno parte del Consorzio Pavia Export, che pur con una piccola quota fu fra i fondatori de «La Nuova Certosa», società prodromica all’attuale Parco Tecnologico, desidero trasmettere ai lettori alcune considerazioni, facenti seguito al dibattito ed alle relative considerazioni che molti (per lo più soggetti politici) hanno apportato nelle ultine settimane. Sin dall’inizio sono stato, fra i pochi, fautore (ricordo una riunione assembleare convocata dall’allora presidente della Provincia Casali e dall’assessore Riva, 1996?) di una soluzione che privilegiasse il rapido decollo in società di una struttura che sviluppasse servizi di ricerca (obiettivo di corto periodo) pur se altri tavoli avessero dovuto impegnarsi per soluzioni «immobiliari» (soluzione di lungo periodo). Venne privilegiata, ripetutamente nel tempo, questa sola ultima scelta con i risultati (?) che vediamo. Desidero fare presente a chi esalta oggi l’inutilità di una struttura in grado di trovare per le imprese soluzioni ai loro bisogni di ricerca, che questa necessità è fondamentale e assolutamente prioritaria anche disgiuntamente all’altro grande problema delle Pmi: l’accesso al credito a basso costo.
mercoledì, 08 aprile 2009, 08:46 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Polo tecnologico o "della desolazione" (2)

Senza Poli e senza Parchi di Irene Campari

Il Polo tecnologico dovrebbe a mio parere trasformarsi in un Consorzio pubblico, mentre finora hanno fondato due Srl. L’errore originale alla base del fallimento del Polo (o Parco) tecnologico sta nell’aver prima pensato all’edificio dove metterlo e poi, eventualmente, a cosa metterci dentro. E’ tipico di un’epoca, quella del consumo e occupazione di suolo, tanto comunque rendeva e a qualcosa sarebbe servito. Bastava occupare e cambiare destinazione d’uso. Creare società patrimoniali che gestiscono i muri di un solo immobile (quando c’è) con un Consiglio di amministrazione, magari bipartisan. E’ un errore segno dei tempi in cui è stato commesso. Funzionava così. L’interesse per la scienza, i giovani ricercatori e il trasferimento tecnologico alle imprese, le spin off company erano sì sostanza e destino, ma potevano attendere. Non so se il Polo di Pavia versi nelle condizioni in cui si trova per sciatteria degli amministratori, per mancanza di volontà o perchè abbiano preferito seguire scientemente la strada sbagliata, tuttavia l’errore materialmente è lì da vedere. Eppure, nella città che si sarebbe compiaciuta nel definirsi “dei saperi”, impossibile che nessuno fosse al corrente di realtà italiane in cui l’idea del Parco tecnologico si è sviluppata negli anni fino a trasformarsi in veri e propri poli indipedenti di ricerca, innovazione tecnologica e lavoro, lavoro, lavoro. Pisa, Bari ne sono modelli. In Francia hanno da più di vent’anni Sophie Antipolis, una cittadella intera della ricerca. Ma fermiamoci in Italia, al Consorzio Pisa Ricerche. Nato circa venticinque anni fa dalle sinergie (pubbliche) di istituti del Cnr, imprese, e amministrazioni, come Consorzio. In quegli anni lavoravo al Cnr di Pisa e ho seguito l’evolversi di quel progetto. Inizialmente aveva una sede solo per le questioni amministrative (contratti, borse di studio, organizzazione di corsi, ecc.). Non aveva una sede per la ricerca, ciascun ricercatore svolgeva parte dei progetti dove era in servizio, essendo appunto un Consorzio pubblico.
martedì, 24 marzo 2009, 14:43 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Polo tecnologico o "della desolazione"

di Irene Campari

Questo è il primo di due interventi che riguardano il Polo tecnologico di Pavia, una delle desolanti leggende che le ultime amministrazioni hanno lasciato in eredità. Riguarda un po' di storia e di attualità. Il secondo conterrà invece le proposte, ciò che poteva essere fatto, non si è voluto fare e perchè si dovrebbe fare.

1. Il Polo del Parco

Dal Corriere della Sera del 31 ottobre 2003 pag. 54: "Firmata l'intesa sul parco tecnologico.
Il parco tecnologico di Pavia diventerà presto realtà. Ieri mattina i rappresentanti di Camera di Commercio, Comune, Provincia e Università hanno firmato il protocollo di intesa che dà vita all'Ente promotore del parco. L' obiettivo è quello di arrivare entro la fine dell' anno a un progetto concreto che possa individuare l'area dove sorgerà la struttura”.


Da allora c'è entrato anche il Comune e hanno fondato due società srl, una patrimoniale “Polo tecnologico investimenti srl” e per il resto la “Polo tecnologico servizi srl”. Il presentatore in maggioranza di centrosinistra in Comune e poi in Consiglio di questa proposta è stato Angelo Zucchi, ex assessore alle attività produttive e poi deputato, quando, con la nuova legge elettorale, si nominavano come candidati alle politiche i segretari di partito, e Zucchi era segretario provinciale. Dal Programma del Sindaco Capitelli, pagina 8: "Bisogna realizzare una vera sinergia con l’Università, a partire dal Progetto del Polo Tecnologico che funga da volano ad un rilancio qualificato dell’economia pavese. Pavia deve svolgere al meglio il suo ruolo di cerniera con l’area milanese, dove gli scambi fra i due territori consentano anche alla città di Pavia di giovarsi del positivo influsso di Milano. Pavia non può cedere solo sapere e risorse umane alla grande metropoli, ma deve saper anche avvantaggiarsi della sua collocazione geografica per promuoversi come sede di iniziative non più collocabili nell’area milanese". Pur essendoci già uno scheletro arrugginito in Via Abbiategrasso, pieno di sterpi e serpi, hanno previsto un’altra sede all’interno della ex Marelli, compreso nel Programma integrato di intervento dell’area di proprietà delle immobiliari Delta e Margherita (sulle delibere comunali in genere non appare mai il nome dei titolari delle società; chiederemo che invece ciò avvenga). Il Pii viene votato il 16 marzo 2006 dal Consiglio comunale, dopo alcune Commissioni in cui si discuteva dell’altezza dell’edificio che, pare, nella Consigliatura Albergati, l’opposizione era riuscita a farlo abbassare di un piano. Si tratta di un edificio sinuoso che nulla ha a che fare con il profilo esterno dell’ex Marelli. L’assessore all’urbanistica Sacchi snocciola numeri in Consiglio, intercalando la descrizione con: “Si può andare velocemente”: “[...] le principali destinazioni funzionali sono relative a residenza, ad attività terziarie private, ad attività terziarie pubbliche, oltre ai parcheggi e alla piazza. Quindi le aree a destinazione residenziale sono pari a circa 7.900 metri quadri. Quelle a destinazione terziario privato sono circa 4.700, mentre quelle a terziario pubblico e, nella fattispecie, il polo tecnologico, pari a 3.000 metri quadri.” (dal verbale della seduta consiliare). Gli spettano 1120mq di parcheggi. 3000mq più 1120 è ciò che la società patrimoniale dovrebbe plausibilmente conferirsi. Ma questa risulterebbe ad oggi ancora in formazione (dal sito www.polotecpv.it).
domenica, 15 marzo 2009, 23:35 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti