www.peeplo.com




L'ACQUA è un bene pubblico e comune NON mercificabile. NON si privatizza.


email circolopasolinipv@alice.it

Focus





Iran-New York Times





Per Sami morto in carcere

cosa pubblica




Finanza ed economia

urbanistica

territorio

Ambiente e clima

Antimafia

Conflitti e guerre

Informarsi è civiltà

Memoria




libri

Città sapiente



Segrete speranze


passato prossimo




Dossier Festival 2006

Pogrom 2007
La Gandina di Pieve


Roma, sull'ordinanza lavavetri scontro tra Vescovo e Alemanno

L'ordinanza del sindaco di Roma Gianni Alemanno sui lavavetri (multa di 100 euro per chi viene sorpreso ai semafori) continua a destare forti perplessità negli ambienti ecclesiastici. Dubbi che hanno spinto il cardinale vicario Agostino Vallini ad invitare il sindaco, ricevuto questa mattina nel Palazzo del Laterano, a trovare misure alternative alle multe. Il cardinale si è detto infatti «preoccupato per i segnali di intolleranze verso gli immigrati e per la recente ordinanza», sottolineando «il malessere da lui raccolto nella comunità ecclesiale, in tanti cittadini, come pure da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni». Secca la risposta di Alemanno a chi gli chiedeva se, dopo l'incontro con il cardinale Vallini, avesse intenzione di ritirare l'ordinanza sui lavavetri: "Assolutamente no".

LE PERPLESSITA' DEL CARDINAL VALLINI "La domanda di legittima sicurezza dei cittadini che la pubblica Amministrazione ha il dovere di tutelare non può non essere coniugata con il diritto naturale di ogni uomo alla sopravvivenza e alla ricerca di condizioni per una vita dignitosa". Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa per la diocesi di Roma ha espresso con queste parole al sindaco Gianni Alemanno - ricevuto in mattinata nel Palazzo del Laterano - la sua preoccupazione suscitata dalla recente Ordinanza contro i lavavetri, facendosi portavoce anche del "malessere" da lui raccolto nella comunità ecclesiale, in tanti cittadini, come pure da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni. Il Cardinale Vallini, pur consapevole della complessità del problema, ha invitato il sindaco ad "individuare iniziative e strumenti alternativi e integrativi che mostrino il volto umano della città e siano di sprone ai cittadini a non guardare soltanto ai propri interessi ma al bene di tutti, promuovendo così la pace sociale ed una credibile testimonianza educativa alle nuove generazioni".
sabato, 07 novembre 2009, 16:38 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

"Governo irresponsabile, Brunetta buffone"

Roma, poliziotti in piazza contro i tagli

ROMA
- Mancano macchine e benzina. Gli uffici non riescono a far fronte alle pratiche. E il governo taglia, nonostante le promesse. Oggi a Roma gli operatori delle forze di polizia manifestano contro i tagli alla sicurezza e per la difesa di dignitose condizioni economiche e professionali. Lo fanno con un corteo, destinazione Piazza Navona. Tra loro spunta un busto in cartapesta dedicato a Silvio Berlusconi: "Papi, come ci hai cucinato bene". E i 30mila in piazza criticano il ministro della Funzione Pubblica e le ronde: "Brunetta buffone", "Le ronde sono vergognose". I sindacati delle forze di polizia denunciano "le irresponsabili scelte del governo", come la riduzione di oltre 40mila unità il numero degli operatori in servizio e la "sottrazione del il 44% delle risorse alle attività operative e organizzative". Inoltre le forze dell'ordine criticano la decisione "di rinviare di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e di sottrarsi all'impegno di realizzare un nuovo modello di sicurezza che esalti le professionalità". E ancora: "Sono scelte, queste del governo, che smentiscono gli impegni assunti in campagna elettorale, ed esprimono una sostanziale indifferenza verso il diritto alla sicurezza dei cittadini". I sindacati sostengono che "i tagli incidono pesantemente anche sulla spesa corrente" e sulle voci di bilancio ministeriale "relative all'acquisto delle autovetture, della benzina, alla gestione degli uffici e delle strutture". Tutto questo incide e inciderà ancor di più dal 2010 sul "reale controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine" e quindi "sulla sicurezza dei cittadini". Le denunce sono nette: "Ad oggi, purtroppo, la politica del governo è un'altra". Il taglio di circa tre miliardi di euro in tre anni al Comparto Sicurezza e Difesa, unito agli effetti dell'ex decreto Brunetta ora convertito in legge, "sta producendo una pesante riduzione di personale a causa del mancato turn over e un innalzamento dell'età media dei poliziotti italiani, che ormai sfiora i cinquant'anni".
mercoledì, 28 ottobre 2009, 12:53 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

Ora i sindaci se la prendono con i giovani

ROMA - Raccontano l'Italia che cambia e invecchia, il paese delle paure e dei divieti, le città strette tra disagio e voglia di tranquillità. Con un nuovo apparente "nemico" che si aggira per le strade a disturbare sonni: i giovani. A scattare le fotografia sono le 788 ordinanze firmate in un anno dai sindaci in materia di sicurezza e analizzate ora da Cittalia, la fondazione ricerche dell'Anci. E così si scopre che molto è cambiato dal luglio scorso. Dai provvedimenti di "sindaci sceriffo" e dei primi cittadini "creativi" nel firmare divieti improbabili per l'uso degli zoccoli al mare o solerti nel proibire di passeggiare in più di due nei parchi al calar del sole. Se è il nord ovest continua a guidare la classifica avendo emesso il 44 % delle ordinanze (in testa Veneto, Emilia, Toscana e Lombardia che da sola ne ha firmate un quarto), cambiano nel giro di dodici mesi le priorità. L'anno scorso la maggior parte dei divieti riguardava la prostituzione, ora invece parlano soprattutto dei giovani, delle loro serate ad alto tasso alcolico, della voglia di tirar tardi in piazza più o meno rumorosamente, passando per le scritte "creative" sui muri i divieti antiwriters, quelli di vendita alcolici under 16, contro il vandalismo o la movida. Decisioni prese per garantire il sonno agli abitanti dei quartieri più frequentati la sera vietando il consumo di alimenti e di bevande in strada oltre una certa ora [...]-

"La Republica", Continua qui.
venerdì, 02 ottobre 2009, 15:13 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Il bus-galera

Milano, vigili a caccia degli immigrati, il bus-galera imprigiona i clandestini
 
Gli stranieri senza documenti vengono fatti salire su un bus con grate sui vetri: è il “bus-galera” usato per gli ultrà, utilizzato per bloccare i presunti clandestini e poi identificarli. A effettuare le operazioni sono i vigili del nucleo Trasporto pubblico, istituito per garantire la sicurezza su tram e bus, ma che di fatto si è specializzato in questi mesi nella caccia ai clandestini in città
Al commissario questo lavoro piace: "Ragazzi, prendetemi anche quello nascosto nell’erba e mi avete fatto felice", dice ai suoi. Quello nascosto nell’erba è nordafricano, ha poco più di 20 anni. Si è liberato dalla presa di un vigile e si è imboscato dietro a un cespuglio. Da lì, è corso chissà dove. Al termine di un’intera mattinata di controlli, sarà l’unico straniero scappato al nucleo Trasporto pubblico dei vigili. La squadra, messa in piedi dal Comune nel 2000 per garantire la sicurezza su tram e bus, dallo scorso anno si è specializzata nel servizio "fermi e identificazioni". In pratica: chiudere in speciali autobus con grate ai finestrini, e poi identificare, gli stranieri trovati senza documenti durante i controlli dei biglietti sui mezzi pubblici.

IL BUS DEI CLANDESTINI Video | Foto

Trentadue agenti divisi in tre turni. Vigili che, mentre gli uomini di Atm multano chi viaggia gratis, fanno quello che devono fare. Un tram dopo l’altro, uno straniero alla volta. Ieri mattina, la prima uscita dall’avvio dei processi ai clandestini, è andata bene: 120 multe staccate e dieci stranieri portati in centrale.
mercoledì, 30 settembre 2009, 08:01 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Erano due le navi affondate dei migranti

di Alessandro Leogrande

Avvenne una notte di poco più di cinque mesi - tra il 28 e il 29 marzo - nelle acque libiche. La notizia fu battuta dalle agenzie di stampa e apparve sui giornali: un naufragio catastrofico, 253 morti. Era una notizia vera. Ma solo per metà: un’inchiesta della magistratura italiana ha accertato che i boat people affondati furono due, stracolmi di donne, uomini e bambini. E che i morti furono circa 600. La più grave tra le tante tragedie dell’immigrazione nel Mediterraneo. Ma partiamo da quanto si sapeva fino a ora. Si sapeva che quella notte era salpata da Said Bilal Janzur un’imbarcazione con a bordo 253 persone e che, a poche decine di miglia dalla costa, era naufragata. Si sapeva di 21 cadaveri recuperati, di 23 naufraghi che si erano salvati tenendosi aggrappati a un frammento del relitto. E si sapeva pure di un’altra imbarcazione - la terza, dunque, nel nuovo scenario della tragedia - con a bordo 350 uomini e donne che era stata intercettata e ricondotta nel porto di Tripoli da un rimorchiatore italiano, l’Asso 22. La notizia era stata subito confermata dalle autorità libiche e dall’Oim (l’Organizzazione mondiale per le migrazioni). Fin da allora erano sorti dei dubbi sulla reale entità della catastrofe. Insomma, c’era qualcosa di poco chiaro nei numeri del naufragio. Alcune fonti non verificate sostenevano che le barche partite quella notte erano state tre, e non due.
giovedì, 17 settembre 2009, 12:50 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Faccende private?

di Irene Campari

I Rom vanno sempre di moda quando c'è maretta, quando c'è un bisogno viscerale di proteggere i propri compagni dalle debolezze umane di chi ha il nostro Premier come modello esistenziale: "Tutti vorrebbero essere come me". Nessuno sosterrebbe mai di voler essere come un Rom. E quindi un imprenditore a cui sono stati elargiti miliardi dal Banco ambrosiano piduista, che aveva un conto alla Banca Rasini di Milano dove l'aveva anche Vittorio Mangano, "l'eroe", che ha fondato un partito sulla scorta del percorso costruito da una figura condannata in primo grado a nove anni di prigione per associazione mafiosa, che fondava il suo impero su società fiduciarie con sede legale alle isole Cayman, che minaccia e cerca di intimidire i magistrati antimafia, quelli che apriranno le udienze in cui testimonieranno coloro che c'erano all'epoca del Banco ambrosiano e in quella della stagione delle stragi, dichiara di essere invidiato da tutti gli italiani. Frequenta minorenni. Va bene? No. Berlusconi prima o poi lascerà il suo posto. Ma certi silenzi rimarranno lì dove sono stati piantati. Come quello delle Giunte di centrodestra a Pavia. Non una parola sulla lascivia istituzionale e sul senso di nausea provocato dal loro leader; non una parola sui processi in corso per mafia. Sono anche queste faccende private? Come il conto cifrato e la presunta evasione fiscale della signora Gariboldi in Abelli? O è proprio questa faccenda che proprio privata non è a far alzare il polverone sui Rom che risiedono a Fossarmato e a San Carlo? "La Provincia pavese" in un box non firmato scrive oggi, 11 settembre 2009: "Come nel film di Nanni Moretti, alla fine qualcuno deve avere rivolto un invito alla giunta: «Dite qualcosa di destra». Così sono maturate sia la presa di posizione sul Barattolo che quella sui centri occupati dai rom. Non che, sugli argomenti, la giunta Capitelli avesse posizioni “morbide”. Ma quando, discutendo dello spostamento dei campi nomadi, si è registrato il “no, grazie” di un pezzo del Partito democratico e la puntualizzazione del vice sindaco leghista Centinaio («Sono 450 cittadini pavesi, mi auguro che si integrino») qualcuno si è stropicciato gli occhi e ha iniziato a mandare messaggi. Ora si tratta di far convivere, nella stessa amministrazione, l’anima cattolica di un Assanelli o di un Guerini e quella dura e pura del Carroccio. «Il fatto è - confida un esponente leghista di rilievo - che non puoi parlare sempre come se ti trovassi a Pontida. Chi ha avuto esperienze amministrative lo capisce, ma la base del partito no». Così si affrontano i ragazzi del Barattolo, che il sindaco in campagna elettorale aveva definito “privilegiati”, e i rom di Fossarmato. Si punta a ristabilire la legalità laddove la precedente amministrazione non ha saputo o potuto intervenire. E si fa finalmente “qualcosa di destra”. Per rassicurare l’elettorato." E sì, quando si tratta di legalità, l'elettorato di destra lo si rassicura con gli Zingari, non con la lotta strenua all'evasione fiscale e la condanna di comportamenti esibiti di clemenza, o con la censura di modelli antieducativi e offensivi della dignità femminile (e anche maschile per chi ce l'ha). La legalità come faccenda pubblica e morale vale solo per i Rom e per i poveracci che fregano le scatolette al supermercato. Per la supercasta sono invece solo e sempre "faccende private". Non dobbiamo disturbarli. In fondo si tratta di carità cristiana, a volerla vedere. Una pensionata del pubblico impiego, quale la signora Abelli, ha prestato nel 2007, 500mila euro al Signor Grossi che nel 2008 risultava a Il Sole 24ore il 79° uomo più ricco d'Italia tra quelli con società quotate in Borsa. E finisce qui, cum laude.
venerdì, 11 settembre 2009, 12:19 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti (1)

Il Giudice Sansa contro Maroni per i diritti dei Minori

Il giudice genovese invita con una lettera le forze dell’ordinea “boicottare” la legge sul reato di clandestinità. L’interesse dei minori sopra tutto, persino oltre la legge o altre disposizioni nazionali nel caso in cui dovessero confliggere con le convenzioni internazionali, compresa quella di Ginevra. È il presidente del tribunale dei minorenni di Genova Adriano Sansa a scrivere. Lo fa affidando a una lettera, indirizzata ai comandi regionali di carabinieri e finanza, alle quattro questure provinciali di Genova, Savona, La Spezia e Imperia e alle relative capitanerie di porto, che ha il sapore di un appello al boicottaggio della legge sulla clandestinità e degli accordi bilateriali sui respingimenti degli immigrati alle frontiere. Almeno per quelle disposizioni che, se applicate in modo cieco, potrebbero nuocere non poco ai più piccoli. [...]  Il presidente del tribunale dei minorenni di Genova Adriano Sansa oggi alle 9 al Don Bosco di Sampierdarena incontrerà gli insegnanti dell’istituto per un intervento sul tema «Diritti dei minori a scuola».

Graziano Cetara, Il Secolo XIX, 8 settembre 2009

[da Giorgio]
mercoledì, 09 settembre 2009, 10:16 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Gli stretti confini di Frontex

di Pietro Vallone 

Nel 2004, per coordinare gli interventi operativi di controllo dei confini dell'Unione Europea, la Commissione europea costituisce un'Agenzia sovrannazionale denominata Frontex. Oggi di fronte al continuo fenomeno degli sbarchi clandestini, ed ancora di più, di fronte alle tragedie che avvengono nel Mediterraneo, ci si domanda quale sia il ruolo dell'Unione Europea e in particolare quali siano le evoluzioni del processo di armonizzazione del controllo delle frontiere posto in essere con la costituzione di Frontex. Negli anni, i differenti interessi degli stati membri dell’UE, la forte pressione migratoria, e lo spostamento a est dei confini dell’Unione, hanno creato i presupposti per l’istituzione di un’Agenzia sovranazionale che fornisse assistenza tecnica volta a rafforzare la cooperazione operativa nel controllo delle frontiere dell’Unione. Dalle intenzioni della Commissione Europea è nata l’Agenzia sovranazionale Frontex.

GLI SCOPI DELL’AGENZIA

Frontex non si sostituisce agli stati ma, come viene indicato nelle premesse del regolamento costitutivo, si occupa di come Il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne ricadono sotto la responsabilità degli stati membri.

mercoledì, 26 agosto 2009, 21:02 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

C'era anche il Conte Attilio

Sicurezza: "Famiglia cristiana" attacca "La legge sembra scritta da don  Rodrigo"  

[Di Don Abbondio sanno che non ce ne sono in numero limitato. ic]

ROMA - Nuovo attacco di Famiglia cristiana alla legge sulla sicurezza. Questa  volta il settimanale cattolico denuncia i vincoli imposti ai matrimoni tra  stranieri e nelle unioni miste: "Ironia della sorte - si legge nell'editoriale  - è toccato a Verona, la città di Romeo e Giulietta, aprire le danze".  Nell'editoriale di questa settimana, la rivista dei paolini dopo aver  elencato "le proposte bislacche" della Lega, che "si susseguono al ritmo di una  al giorno", osserva: "Quanto alla legge sulla sicurezza, che per le nozze miste  sembra scritta da don Rodrigo (ma chiedere a un politico leghista di leggere i  Promessi Sposi del 'gran lombardo' Alessandro Manzoni è chiedere troppo), essa  sarà probabilmente spazzata via da una sentenza della consulta non appena  qualcuno la impugnerà. Nel frattempo, la Lega avrà già conquistato le poltrone  di governatore nelle regioni del Nord alle amministrative. Che importa se si  sarà rivelata un'inutile grida? Al massimo qualche centinaio di migliaia di  extracomunitari avranno dovuto rinunciare al loro sogno di sposarsi e metter su  famiglia".  "Una proposta di legge simile, in Francia, è stata bocciata dal Tribunale  costituzionale. Invece a Verona e in Italia - scrive il giornale diretto da don  Antonio Sciortino - le nozze non s'hanno da fare. Con buona pace di quelle centinaia di migliaia di stranieri clandestini, badanti comprese, che non hanno il diritto d'innamorarsi, amarsi e creare una famiglia fondata sul matrimonio e  protetta giuridicamente.
lunedì, 17 agosto 2009, 17:44 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Due pesi e due misure

Di seguito, l'articolo di Claudia Fusani dall'Unità di oggi, che riflette sulla schizofrenia che il governo dimostra nel trattare l'"emergenza" immigrati e le infiltrazioni mafiose (che, a quanto pare, emergenza non sono, almeno nell'agenda di Berlusconi & C....). Qui, l'elenco dei comuni sciolti per mafia, letto da Roberto Saviano al Festival di Letteratura di Roma dello scorso 30 giugno. (nc)


Il Comune di Fondi? Per Berlusconi il problema non c'è
di Claudia Fusani

Smentire i magistrati è tra le più antiche consuetudini del premier. Ma smentire il ministro dell’Interno che gli siede accanto davanti alla telecamere, ancora non l’aveva fatto. Succede il 15 d’agosto, succede al Viminale e su un fatto – il caso Fondi, comune dell’agro pontino di cui è stato chiesto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose da oltre un anno - che l’Italia in vacanza forse conosce poco ma è la spia di come viene gestita la sicurezza in questo paese. E di come la Lega si preoccupi di arrestare i clandestini ma poi giri la testa dall’altra parte quando il nemico sono le mafie e la criminalità organizzata.

Quest’anno il premier in crisi di credibilità e di modi con cui impiegare il tempo libero, ha voluto condividere con il ministro dell’Interno Roberto Maroni il bilancio di Ferragosto sulla sicurezza. Si è presentato al fianco del ministro leghista anche per ribadire che la politica della sicurezza, tema che premia molto negli umori del paese, non è solo made in Carroccio ma anche opera sua. Ed ecco che tra le meraviglie del governo il premier non ha avuto difficoltà a dire che «il comune di Fondi non sarà sciolto poiché molti ministri, nelle riunioni del Consiglio dei ministri, hanno fatto notare che nessun componente della giunta e del consiglio comunale è stato toccato da un avviso di garanzia». 

lunedì, 17 agosto 2009, 11:17 *** link *** inserito da nicolcocco *** commenti

Conseguenze

Sfogliare i giornali e il Web in questo periodo di apparente bonaccia agostana è desolante e preoccupante: giorno dopo giorno, stanno emergendo le conseguenze del pacchetto sicurezza, e ad una prima lettura sembra di avere di fronte dei racconti di un qualche Gogol' contemporaneo, tanto possono essere assurde e feroci. Quanta sofferenza a pochi centimetri dai nostri nasi, e per cui qualcuno, tra un po' d'anni, sarà costretto a biascicare qualche scusa e mea culpa stiracchiato... (nc)  


Il clandestino beffato due volte
Rapinato da tre romeni, li ha fatti arrestare ma è stato denunciato in base alla nuova legge
di Lorenza Pleuteri

Sei clandestino e subisci un reato? O inghiotti tutto in silenzio. O, sei fai denuncia, metti in conto il rischio di essere perseguito in base ai dettami della nuova legge sulla sicurezza. Cornuto e mazziato, insomma. Vittima due volte, dei "cattivi" di turno e dei perversi effetti collaterali del crime deal, come lo chiamano i sociologi contro.

Il racconto del primo caso concreto, tecnicamente ancora da vagliare da parte dell´autorità giudiziaria, arriva direttamente da Palazzo di giustizia. Un ragazzo del Bangladesh l´altro giorno è stato aggredito e rapinato da tre cittadini romeni, all´angolo tra corso Vercelli e via Cuneo. Ha chiamato il 113, è stato riferito al magistrato che in procura ha raccolto la notitia criminis. Ha spiegato l'accaduto agli agenti della pattuglia di zona mandati in suo aiuto.
martedì, 11 agosto 2009, 11:42 *** link *** inserito da nicolcocco *** commenti

Al top

Furti in casa, Pavia è prima. La peggiore in Italia, il prefetto: «La gente ci aiuti»

PAVIA.
Nessuna provincia batte Pavia in quanto a furti in appartamento. Lo dicono i dati del Viminale rielaborati dal Sole24ore che ha considerato il numero di reati commessi durante l’anno in rapporto al numero di abitanti. Pavia l’anno scorso era seconda con 2960 furti in casa, quest’anno è prima, nonostante una diminuzione del dieci per cento. «Purtroppo sono dati reali - spiega il prefetto Ferdinando Buffoni - anche se c’è stato un calo del 10% sono numeri sempre elevati. Noi attribuiamo questo fenomeno al fatto che la provincia di Pavia è particolarmente esposta alle incursioni da fuori. C’è una mobilità facilitata dalle autostrade, dalla rete stradale intensa, dai piccoli centri dove è difficile assicurare un controllo del territorio capillare e - aggiunge il prefetto - dai riscontri che abbiamo, in larga prevalenza si tratta di episodi legati a criminalità proveniente in particolare dal milanese». Stessa provenienza anche per le rapine, che dal 2008 al 2007 sono aumentate del dieci per cento. Cosa si può fare? «Più controllo del territorio, una presenza assidua delle forze di polizia - dice Buffoni - e sono importanti le collaborazioni con la polizia municiale. Abbiamo firmato un protocollo con la Provincia e il Comune di Pavia, che proporremoo anche agli altri Comuni, per disporre di un dispositivo più forte del controllo, coordinando le forze statali con quelle dei comuni».
 E’ pensabile un eventuale ricorso all’esercito come in altre città? «L’esercito aiuta soprattutto per la criminalità urbana, ma in un territorio vasto come la provincia di Pavia diventa difficile - riflette il prefetto -.
martedì, 04 agosto 2009, 07:52 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (8)

«La priorità è la lotta alle mafie»

Intervista al Ministro Roberto Maroni

[I reati comuni sono in calo benchè il Ddl sicurezza sia stato votato da qualche giorno, ma insiste ancora sui Rom perchè la base leghista vuole la sua parte di boccone.
Per la lotta alla mafia non possiamo che essere con Maroni: di risultati ne sta ottenendo e non a parole. Potrebbe parlarci lui con Gaetano Pecorella a proposito di eroi e di professionisti dell'antimafia. (ic)]


Il ministro dell'Interno Roberto Maroni intervistato dal quotidiano 'Il Sole 24 ore'. «Per la riduzione dei reati è decisivo il patto con i sindaci». I reati sono in calo: nel 2008, il Viminale registra una riduzione dell'8% dei delitti. È soddisfatto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Che annuncia: «Adesso dedicherò l'8o% del mio impegno per battere la mafia».

Tra i cittadini la paura delle criminalità resta elevata. Eppure secondo i dati del Viminale il calo dei delitti riguarda tutti i reati. Lei come spiega questi risultati?
Con tutte le misure che abbiamo messo in camoo in questi mesi. Ci sono almeno tre indirizzi da considerare strategici. Il primo, e il più importante, è la lotta alla clandestinità. Poi, l'azione sui campi nomadi. Inoltre, il modello di forze dell'ordine messo in campo a Caserta per combattere la camorra.

Contro gli immigrati irregolari il suo simbolo è stato il reato di clandestinità. Si è portato dietro, però, un mare di polemiche e questo non aiuterà le espulsioni.
Quelle polemiche alla fine hanno prodotto un effetto mediatico eccezionale. Con risultati concreti: da maggio gli sbarchi sono praticamente azzerati.

Non teme che possano riprendere?
L'assetto realizzato con la Libia, che ha rispettato tutti gli impegni, è efficiente ed efficace.

Diversi clandestini, però, riescono ancora a sbarcare sulle coste della Sicilia o della Calabria.
A Lampedusa non più, come avevo detto. Ci sono, in realtà, pochi casi di immigrati che arrivano con un passaggio, se vogliamo chiamarlo così, di qualche peschereccio italiano. Un passaggio pagato, probabilmente. Stiamo facendo accertamenti.

Perché attribuisce tanta importanza all'azione sui campi rom?
Ha inciso notevolmente sull'andamento di certi reati. Abbiamo, inoltre, intercettazioni di soggetti che hanno deciso di non venire più in Italia. E alcune decine di migliala sono andati via, in Spagna, tanto che mi ha telefonato il collega di Madrid.

lunedì, 03 agosto 2009, 13:01 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (3)

Dall'Asgi, urgente

Come sapete, la legge n. 94/2009 (c.d. "pacchetto sicurezza") prevede una norma che, se interpretata restrittivamente, potrebbe impedire la registrazione alla nascita dei figli di cittadini stranieri irregolari.
L'A.S.G.I. intende dunque chiedere al Governo e alle Regioni di emanare disposizioni attuative al fine di chiarire che l'obbligo di esibizione del permesso di soggiorno previsto da tale norma non si applica alla dichiarazione di nascita ed al riconoscimento del figlio naturale, in quanto tra le possibili interpretazioni della legge, questa è la sola conforme alla Costituzione e agli obblighi internazionali.
Vi inviamo in allegato le due lettere, indirizzate rispettivamente al Governo e alle Regioni (si differenziano solo nella parte finale relativa alle richieste).

Preghiamo tutte le organizzazioni che volessero aderire, di far pervenire l'adesione a info@asgi.it <mailto:info@asgi.it> entro lunedì 3 agosto 2009.
 
Vi preghiamo inoltre di diffondere questo messaggio a tutti coloro che potrebbero essere interessati.
Invitiamo, infine, a segnalarci qualsiasi caso in cui venga richiesto il permesso di soggiorno per effettuare la registrazione alla nascita.

Grazie e a presto,
Per l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione
Elena Rozzi
venerdì, 31 luglio 2009, 17:31 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

La regolarizzazione di colf e badanti è una manna per il fisco

La stima dell'Ufficio studi della Camera: «In quattro anni entrate per 1300 milioni»

Regolarizzare le badanti non sarà solo una misura di pace sociale ma, nell’arco di 4 anni, si rivelerà anche un interessante business, dato che comporterà entrate per 1,3 miliardi. La novità si evince dalla relazione tecnica di accompagnamento del decreto anticrisi su cui domani la Camera vota la fiducia. A questo scopo il governo sta lavorando ad un maxiemendamento apporterà alcune correzioni ai testi approvati in Commissione: verrà modificata la stretta alle banche tornando al testo originario, saranno ritoccate anche le norme sulla Corte dei conti e sui compiti assegnati all’Authority in materia di prezzi del gas e forse anche le norme sulla tassazione dell’oro. Ecco tutte le altre novità.

Colf e badanti
Le persone da mettere in regola sono state calcolate in 300 mila e la loro emersione comporterà, secondo il servizio studi della Camera, un gettito contributivo aggiuntivo di 130 milioni quest’anno e 390 milioni l’anno dal 2010 al 2012. A questi si aggiungono i 150 milioni di entrate una tantum legate alla pratica di regolarizzazione.

Donne in pensione
L’innalzamento di un anno dell’età pensionabile per le donne, riguarderà al primo gennaio del 2010, un numero di lavoratrici oscillante tra 8.000 e 8.500 unità. L’operazione consentirà alle casse dello Stato un risparmio netto di 120 milioni di euro nel 2001 e 242 milioni nel 2011.
giovedì, 23 luglio 2009, 11:51 *** link *** inserito da irenecampari *** commenti

Ronde o volontari della legalità (quella vera)?

Con un occhio a Betlemme di Irene Campari

Le ronde non sono state impedite, quindi qualsiasi volenteroso potrebbe prendere l’iniziativa e costituirle anche a Pavia, come a Mortara. Ieri sera, 20 luglio 2009, al Consiglio comunale è stato respinto un emendamento al programma del sindaco con cui si chiedeva di evitare la costituzione di nuclei paramilitari di sorveglianza dello spazio urbano. Ovvio che l’avrebbero respinto, fa parte della propaganda del centrodestra nei confronti della base elettorale. Poco importa se l’ordine pubblico a Pavia sia già bell’e che garantito e che lo stesso centrodestra si sia fatto portatore in passato della garanzia d’ordine istituzionale. Alla pancia bisogna parlare e alla pancia si parla. Meno scontata è stata invece l’unica motivazione addotta dal centrodestra per negare il voto favorevole. Per bocca del Consigliere Carlo Guerrini (Comunione e Liberazione) è stato reso noto che le ronde servono per contrastare gli schiamazzi notturni dei giovani in Piazza del Duomo. Mentre lo dichiarava si accalorava. Insomma, le ronde paramilitari dovrebbero svolgere secondo Guerrini il lavoro dei padri (“muclà muchia” in gergo) o quello dei vicini (“la sidela d’acqua”, un classico nei rapporti di vicinato). E poi parlano di comunità in comunione per la liberazione. Liberazione da che cosa se si inneggia maldestramente a divise, ordine, spalline, come a coloro che dovrebbero liberarci non dalla zanzara tigre o dalle insidie dell'illegalità pesante e occulta ma dalla gioventù giovane? Fa il paio con l’imminente ordinanza di divieto di somministrare alcolici ai minorenni annunciata da Cattaneo. Su questo potrei essere d’accordo a patto che la multa, e salata, sia comminata a quell'esercente che contravviene al divieto, ossia all’adulto responsabile; deve essere chiaro che la sanzione deve essere per chi su certe mode ci lucra o non vigila.
martedì, 21 luglio 2009, 11:39 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (4)

Bruxelles vuole chiarimenti dall'Italia

Sicurezza, la legge nel mirino della Ue

BRUXELLES - Dopo le osservazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e le critiche di Onu e Consiglio d'Europa, il pacchetto sicurezza entra nel mirino della Commissione Ue, unico organismo internazionale in grado di imporre modifiche qualora la norma violasse le regole comunitarie. Le critiche di Bruxelles saranno contenute in una lettera al governo italiano che dovrebbe partire con ogni probabilità già questa settimana. La missiva fa il bis con quella già spedita mercoledì scorso con i dubbi Ue sui respingimenti nel canale di Sicilia firmata da Jonathan Faull, direttore generale del commissario alla Giustizia Jacques Barrot. Un questionario per capire se lo stop dei barconi sia in linea con le regole comunitarie sul diritto d'asilo. In poche parole, la partita si gioca intorno ad una domanda: "Come fa il governo italiano a garantire di non aver violato gli obblighi sul diritto d'asilo? Come avete fatto a valutare che a bordo non ci fossero persone idonee a essere protette nel nostro Paese, come richiedono le regole europee?". Ma la vera offensiva Ue deve ancora arrivare e toccherà appunto la legge sulla sicurezza, setacciata punto per punto dai tecnici di Bruxelles. Non è ancora stato deciso se la richiesta di chiarimenti sulle nuove norme italiane sarà firmata direttamente dal commissario Barrot o ancora una volta dal suo direttore generale.
lunedì, 20 luglio 2009, 08:05 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Le ronde della sicurezza seppellite da una risata

Luigi Leone

Dal Giustiziere della notte di Charles Bronson a Tre uomini e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo. Strana parabola, quella delle ronde, che richiama sì la figura retorica dell’iperbole, ma per capovolgerla. Vennero concepite come il supporto che la società civile leghista offriva a forze dell’ordine giudicate sfibrate se non imbolsite, certo private di mezzi e comunque impossibilitate a reggere l’impatto della microcriminalità. Finiscono per nascere, invece, naufragando nel ridicolo del loro stesso liquido amniotico: non più di tre persone, rigorosamente over 25, vestite con le pettorine gialle fluorescenti che indossano i portalettere piuttosto che gli spazzini di nuova generazione (operatori ecologici), disarmati di tutto punto (neanche lo spray al peperoncino), però di sana e robusta costituzione e figli di un corso di formazione. Perché la formazione è diventata come la qualifica romanesca di dottore: non si nega a nessuno. Le ronde sono un organismo geneticamente modificato e di questo bisogna dire grazie al presidente Giorgio Napolitano. Grazie davvero, perché le sue raccomandazioni sono servite a impedire la deriva di una giustizia fai-da-te, davvero alla Charles Bronson, della quale per primi i cittadini che chiedono più sicurezza non avvertono alcun bisogno. Semmai, pretendono sicurezza vera, quella che uno Stato degno di tal nome non affida anche a volontari che coltivano l’idea dell’anti-Stato romano-centrico (fra i più cari tormentoni della Lega), ma ai propri organismi costituzionalmente deputati, secondo le diverse declinazioni: carabinieri, polizia, finanza, vigili urbani, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, forestale e via elencando.

sabato, 18 luglio 2009, 13:28 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Comunicato del Presidente della Repubblica


Il Presidente Napolitano promulga la legge sulla sicurezza. L'insieme del provvedimento suscita perplessità e preoccupazioni.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato  ieri, 15 luglio 2009, la legge recante “Disposizioni in materia di pubblica sicurezza” ritenendo di non poter sospendere in modo particolare la entrata in vigore di norme, ampiamente condivise in sede parlamentare, volte ad assicurare un più efficace contrasto – anche sul piano patrimoniale e delle infiltrazioni nel sistema economico – delle diverse forme di criminalità organizzata. Suscita peraltro perplessità e preoccupazioni l’insieme del provvedimento che, ampliatosi in modo rilevante nel corso dell’iter parlamentare, risulta ad un attento esame contenere numerose norme tra loro eterogenee, non poche delle quali prive dei necessari requisiti di organicità e sistematicità; in particolare si rileva la presenza nel testo di specifiche disposizioni di dubbia coerenza con i principi generali dell’ordinamento e del sistema penale vigente. Su tali criticità il Presidente Napolitano ha ritenuto pertanto di richiamare l’attenzione del Presidente del Consiglio e dei Ministri dell’interno e della giustizia per le iniziative che riterranno di assumere, anche alla luce dei problemi che può comportare l’applicazione del provvedimento in alcune sue parti. La lettera, ampiamente argomentata, è stata inviata, per conoscenza, anche ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.
 
giovedì, 16 luglio 2009, 13:17 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Un'estate al mare

Moltissimi pavesi saranno in vacanza in questi luoghi così familiari. Ebbene alcuni Comuni della riviera si stanno scatenando contro chi chiede l'elemosina e prefigurano il reato di "molestie". E' giusto che si sappia che quando si apre il pertugio, non può poi che diventare voragine. (ic)

L’accattonaggio diventa reato. I sindaci savonesi sono divisi

Tra i favorevoli a configurare il reato di molestie i primi cittadini di Finale, Albisola, Alassio e Loano. Contrari quelli di Albenga e Albissola.

A macchia di leopardo. I sindaci delle principali località rivierasche sono divisi circa l’opportunità o meno di usufruire della possibilità offerta loro di emettere una ordinanza che trasformi l’accattonaggio in strada e il commercio ambulante lungo gli arenili, sulle passeggiate a mare e nelle ore serali in ristoranti e pizzerie nel reato di molestia. Sempre che esista l’insistenza da parte del venditore. I primi a mettersi in moto per emettere l’ordinanza sono stati i sindaci del centrodestra, a partire da quello di Finale Flaminio Richeri che prima di partire per una breve vacanza in Canada aveva già incaricato gli appositi uffici di predisporre una delibera che firmerà al suo rientro, mentre a guidare il fronte degli oppositori è il primo cittadino di Albenga Antonello Tabbò, che ha ufficialmente chiesto alla prefettura un vertice per poter chiarire quando il tentativo di vendere ad esempio una rosa si trasformi in molestia. Come dire, insomma, che quell’esercito di persone che sino ad oggi scendevano dai treni provenienti da Genova tra Varazze e Andora con l’obiettivo di vendere ogni genere di cose a residenti e soprattutto turisti, a partire dalle prossime settimane si troveranno costretti a dover scegliere dove potersi fermare.

domenica, 12 luglio 2009, 12:55 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

Pagare e regolarizzare

Badanti, 500 euro per metterle in regola
Ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti. La norma riguarda chi è arrivato prima del 30 giugno.

Due pagine e mezza per un articolo di legge diviso in tredici commi. È questo il testo provvisorio del provvedi­mento per la «regolarizzazione selettiva» di colf e badanti, che sarà presentato in Parlamento come emendamento al decreto anticrisi. Ecco cosa prevede la bozza, che nell’iter legislativo po­trà comunque subire correzioni, e quello che devono fare le fa­miglie.

La «tassa»
L’intervento con­cordato dai ministri Roberto Maroni e Maurizio Sacconi tec­nicamente è una «re­golarizzazione contri­butiva ». I datori di la­voro italiani, comuni­tari o anche extraco­munitari (ma regolar­mente presenti in Ita­lia da almeno 5 anni, i cosiddetti «lun­go-soggiornanti»), potranno regolarizza­re colf e badanti che lavorano alle proprie dipendenze in nero. Per farlo, dovranno denunciare la «sussi­stenza del rapporto di lavoro», versando un contributo forfettario che per ora è stato fis­sato in 500 euro, cifra che corrisponde a tre mensilità di contribu­ti. Una sorta di tassa di emersione. L’auto­denuncia esclude le «sanzioni penali, civili e ammini­strative connesse al rapporto di lavoro irregolare». Viene quindi sanato il pregresso.

sabato, 11 luglio 2009, 10:29 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Sopravvivere nella città blindata

di Paolo Beni e Carmine Basile

Fra la popolazione gira una battuta: il primo esodo ce lo ha imposto il terremoto e il secondo, come se non bastasse, il G8. La città è un deserto. Le forze dell'ordine hanno fatto il giro degli esercizi pubblici, consigliando la chiusura. Ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono state imposte le ferie forzate. La viabilità è sconvolta, molte strade vietate alla circolazione. Per gli abitanti delle tendopoli, la vita quotidiana in questi giorni è diventata una avventura da corso di sopravvivenza. La sicurezza dei grandi è insicurezza per gli aquilani. Chi ne aveva la possibilità, se ne è andato. Il sogno di Berlusconi, che sperava di accogliere i grandi della Terra fra ali di terremotati festanti si è infranto da tempo. Gli aquilani, aldilà delle appartenenze politiche o culturali, hanno ormai chiaro in testa ciò che sta a loro accadendo. L'aiuto umanitario, l'assistenza alle popolazioni civili nell'emergenza, come sperimentato in tante parti del mondo, non sono neutrali. Possono essere orientati alla valorizzazione delle energie locali, alla salvaguardia dello spirito comunitario, alla partecipazione cittadina. Possono essere anche però uno strumento potente per favorire passività e dipendenza, ed è questo ciò che il Governo ha scelto di fare a L'Aquila.
venerdì, 10 luglio 2009, 23:02 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Inutile, dannoso, anzi pericoloso

di Salvatore Geraci, (Presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni)

Lettera ai soci SIMM e collaboratori GrIS a margine dell’approvazione del DDL sulla sicurezza

“Inutile, dannoso, anzi pericoloso”: titolavamo così il nostro comunicato del 20 ottobre 2008 alla notizia dell’emendamento al “pacchetto sicurezza” di 5 senatori leghisti che volevano abrogare il divieto di segnalazione nei confronti di immigrati privi di permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie (comma 5, art. 35 del D.ivo 286 del 1998). Da quel giorno un impegno costante per contrastare una simile iniziativa che ha aggregato nel tempo gruppi, associazioni, sindacati, ordini professionali ... parlamentari di tutti gli schieramenti e che, dopo una prima approvazione in Senato, era il 5 febbraio 2009, a seguito anche di una forte mobilitazione di piazza, anzi di piazze (era il 17 marzo 2009 e si è manifestato contemporaneamente in quasi 50 città italiane con lo slogan “noi non segnaliamo” – “noi non segnaliamo day”), quello specifico articolo emendativo viene stralciato dal disegno di legge il 27 aprile 2009. Il Ddl viene successivamente approvato con tre voti di fiducia alla Camera il 14 maggio 2009, ed ancora con tre voti di fiducia, senza alcuna modifica, è approvato definitivamente al Senato il 2 luglio 2009.
venerdì, 10 luglio 2009, 17:48 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti (1)

Influenza suina, comunicato EveryOne

COMUNICATO STAMPA
Roma, 10 luglio 2009
 
SICUREZZA, LEGGE 733: DA ONG, ALLARME RISCHIO EPIDEMIA E PERICOLOSA MUTAZIONE VIRUS INFLUENZA SUINA IN ITALIA
 
Il Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani, rende noto che alcuni brasiliani clandestini a Milano potrebbero, secondo i sintomi, essere affetti da influenza suina. Uno di loro proviene dalla Grecia, dove è in corso pandemia. “A causa della legge 733 B, in materia di pubblica sicurezza, che istituisce in Italia il ‘reato di clandestinità’ e obbliga i funzionari pubblici e i pubblici ufficiali a denunciare i migranti senza permesso di soggiorno” dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne, “il virus è destinato a diffondersi a macchia d'olio fra le comunità straniere ‘irregolari’. Nei prossimi 12 mesi la situazione sarà fuori controllo e in Italia, unico Paese al mondo dove non si potrà fare prevenzione né prestare cure sanitarie ai malati – proprio perché ‘clandestini’, i migranti sono infatti obbligati a vivere nascosti e sono terrorizzati dall’idea di recarsi nelle aziende sanitarie –, il virus, diffondendosi senza barriere, darà luogo a un'epidemia atipica, senza presidio sanitario, come nel Medioevo. Vi sono migranti” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau “che lavorano di nascosto presso allevamenti suini o che vivono presso fattorie e piccole aziende agricole.
venerdì, 10 luglio 2009, 17:05 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti

Sicurezza e legalità clandestine

Anarchico fa esplodere bancomat, bloccato da un immigrato clandestino
Lo studente, 25 anni, voleva inscenare un'azione dimostrativa anti G8. Catturato mentre fuggiva.

MILANO - E' stato un immigrato boliviano clandestino a bloccarlo, mentre faceva esplodere un bancomat con liquido infiammabile. Così uno studente vicino ad ambienti anarchici, impegnato in quella che secondo lui era un'azione dimostrativa anti G8, è stato arrestato dalla polizia. Marco Filippo Baldini, 25 anni, ha compiuto il suo attacco giovedì mattina intorno alle 5.40, contro la filiale della Banca popolare commercio e industria di piazzale De Agostini (zona via Washington). L'esplosione è stata ripresa dal sistema di videosorveglianza.

IL FILMATO - Il ragazzo, che frequenta l'Università Bovisa, è stato ripreso in modo nitido mentre, dopo aver parcheggiato la sua bicicletta, ha versato del liquido infiammabile all'interno del bancomat e ha dato fuoco ad una miccia, causando l'esplosione del bancomat stesso. Il ragazzo, con il colto coperto da passamontagna e vestito con una maglietta verde e un bermuda militare, si è dato alla fuga, ma è stato inseguito e bloccato da un cittadino boliviano senza regolare permesso di soggiorno. Il suo intervento ha permesso agli agenti delle Volanti di arrestarlo per danneggiamento e denunciarlo per il possesso di armi: con sé aveva un coltello multiuso, mentre si era disfatto dei guanti e dell'accendino trovati poco più in là.

venerdì, 10 luglio 2009, 13:08 *** link *** inserito da circolopasolini *** commenti