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Strasburgo indaga sui fondi Ue

Cos'è stato fatto per l'Abruzzo? di Luigi De Magistris

In questa settimana alla Commissione Controllo sui Bilanci del Parlamento Europeo abbiamo discusso anche di criminalità organizzata e delle modalità per consolidare il contrasto alla corruzione ed alle frodi comunitarie. È stato un confronto molto utile in quanto si è proceduto anche all’audizione dei rappresentanti europei dell’Ufficio antifrode e della Corte dei Conti. Nell’ambito delle quattro missioni che il Parlamento dovrà svolgere nell’anno 2010 ho proposto che una di queste sia effettuata in Italia - ed in particolare in Abruzzo, Calabria, Campania e Lombardia - e la Commissione ha deliberato in conformità. Si tratta di delegazioni molto importanti, di altissimo livello, che dovranno valutare numerosi aspetti: tra i quali i reati commessi nell’ambito della gestione di fondi europei, lo stato dei rapporti di collaborazione tra autorità nazionali ed Ufficio antifrode, la realizzazione di opere e progetti finanziati dall’Europa, lo sperpero per incapacità delle risorse comunitarie, la proporzione costi/benefici tra quanto realizzato ed i soldi impiegati, il livello di collusione della politica nell’utilizzo delle erogazioni pubbliche ed il ruolo della criminalità organizzata. Sta crescendo la consapevolezza, anche in Europa, che nella gestione illecita dei fondi pubblici si realizzano rapporti illeciti che inquinano le Istituzioni attraverso corruzioni alterandosi anche i rapporti tra economia legale ed illegale. Il consolidamento della mafia imprenditrice che governa anche la cosa pubblica.

lunedì, 05 ottobre 2009, 13:40 *** link *** inserito da irenecampari ***

L'Aquila: cava di rifiuti tossici sotto la Casa dello Studente

Duecento crolli sospetti, primi indagati per il sisma dell'Aquila
Depositate le perizie, nel mirino non solo costruttori. Il procuratore Rossini: non faremo un maxi processo.

ROMA — È il momento della verità nell'inchiesta della magistratura sui crolli degli edifici a L'Aquila durante il terremoto della scorsa primavera. I nomi dei primi indagati sono pronti: costruttori, probabilmente. Ma non solo. Anche le verifiche sulle stabilità, le autorizzazioni per gli ampliamenti, le certificazioni sulle modifiche strutturali sono finite al centro delle indagini. E dalle perizie depositate negli ultimi giorni sarebbero emerse alcune posizioni critiche: niente nomi, né tantomeno qualifiche professionali o funzioni manageriali di dirigenti statali o proprietari di ditte trapelano dal Palazzo di giustizia abruzzese. Ma il procuratore Alfredo Rossini, pur non sbilanciandosi, ha fatto chiaramente capire che a qualcuno verrà chiesto il conto per i morti e i lutti di quei terribili e interminabili minuti in cui il sisma ha squarciato case, raso al suolo palazzi: «Da queste perizie — ha spiegato — presumibilmente emergono delle responsabilità. Non posso dire i nomi degli indagati ma è certo che i primi giorni di ottobre iscriveremo i nomi delle persone nel registro degli indagati». Gli esperti hanno concluso la parte iniziale del loro lavoro. Hanno esaminato documenti acquisiti al catasto, eseguito prove tecniche. Hanno testato i materiali raccolti dalle squadre di soccorso tra le macerie. E hanno riportato nero su bianco le loro conclusioni. Tra le consulenze messe a disposizione dei pubblici ministeri, ci sono quelle di alcuni luoghi simbolo del terremoto: si sono concentrati, almeno per il momento, sul catastrofico crollo della «Casa dello Studente», sull'inspiegabile cedimento strutturale di buona parte dell'ospedale, sugli sfregi provocati dal terremoto al convitto nazionale. «I siti sotto esame sono 200», ha specificato Rossini per far capire quanto sia imponente la mole di lavoro che aspetta le toghe. Per il momento, la priorità è stata data ai luoghi maggiormente colpiti per la qualità e il numero delle persone offese. Ma niente e nessuno — lasciano intendere gli inquirenti — sarà trascurato. Rossini esclude l'ipotesi di voler arrivare alla celebrazione di un maxi-processo, un dibattimento con centinaia di imputati dove possa essere più complicato far emergere le singole responsabilità. «Abbiamo fatto una grande indagine per organizzare alla stessa maniera tutti i siti in cui ci sono stati dei crolli di rilevanza penale e dove ci sono stati, purtroppo, dei decessi per rendere possibile singoli processi. In questa grande inchiesta abbiamo fatto le selezioni in maniera da poter poi presentare facilmente i dibattimenti davanti ad eventuali giudici per evitare che ci siano interruzioni», ha aggiunto il procuratore.

martedì, 29 settembre 2009, 14:09 *** link *** inserito da irenecampari ***

Yes, sfollare e C.A.S.E. dell’Aquila

di Doriana Goracci
 
Controinformazione. Vale a dire non avere pretese mediatiche ma testimonianze dirette da far {B}La protesta delle Last ladies abruzzesi{/B} circolare, anche. Vedete un po’  voi il da farsi e quello che alacremente  viene fatto, circolare,  in Italia. Luigia continua a dire la sua,  forse senza molta “eleganza e brio“, non è usa far da padrona e frequenta solo basse tendopoli, dove non vengono elette miss. Il 5 settembre è passato, come  l’ Assemblea cittadina dell’Aquila in Tenda: è chiaro anche nel testo che segue, il conflitto in corso tra gli stessi aventi diritto all’ abitare con dignità. Poi ci sono le Last Ladies che reclamano anche loro C.A.S.E. Sono passati due mesi soli dal G8 all’Aquila, dove avevamo visto le Prime, le first e loro compagni. Oh Yes, davvero nessuna festa, solo We Camp. Non sono sbigottite le loro informazioni ed espressioni facciali, femminili e maschili. Le case all’ Aquila ?  “Ma  come un’aquila può diventare aquilone che sia legata oppure no non sarà mai di cartone no”

DEPORTATI
Non ci sono C.A.S.E. per tutti e non ci saranno, neanche in primavera
E francamente, dopo aver fatto un giro nella periferia di Coppito ci auguriamo che non ce ne siano!
Non una new town ma 20 new town stanno spuntando come funghi. Intorno a un centro storico che sarà svenduto a immobiliaristi senza scrupoli, un pullulare selvaggio di gru, ruspe, megacantieri, colate di cemento armato…e soldi, soldi, soldi inafferrabili. E sfruttamento di tutto e tutti (sembra che gli operai dei cantieri lavorino a tre turni).
martedì, 08 settembre 2009, 11:25 *** link *** inserito da irenecampari ***

"L’Aquila, per la ricostruzione in campo aziende a rischio mafia”

di Attilio Bolzoni e Giuseppe Caporale

C’è chi ce l’ha nonostante certe pericolose amicizie. C’è chi non ce l’ha e vorrebbe tanto averlo. C’è chi l’ha perso. C’è chi l’ha conquistato in extremis. C’è chi ancora lo aspetta con ansia. Tutti dicono che oramai è solo un pezzo di carta straccia ma tutti ne hanno maledettamente bisogno. Nell’Abruzzo della ricostruzione va in scena il balletto dei certificati antimafia. È l’altra faccia della rinascita dell’Aquila, quella più nascosta. È la corsa per conquistare un titolo ufficiale di antimafiosità, l’attestato di «buona condotta» che fa muovere ruspe e movimentare terra, scaricare calcestruzzo, montare infissi, piantare pali, costruire case e casette. Senza di quello - il certificato - non si fanno affari e non si fanno soldi fra le macerie del terremoto. Le chiamano «verifiche»: sono gli accertamenti antimafia. «Fatti o da fare sono più di 300», confida un investigatore. Ditte siciliane e marsicane, ditte calabresi e pugliesi e napoletane. E poi ditte con sede sociale al Nord intestate a figli o a nipoti di personaggi con radici nel mondo criminale, mafiosi o camorristi di seconda e terza generazione. Si sono tutte «accreditate» dopo la grande scossa del 6 aprile. L’inchiesta sta svelando un catalogo di imprese al di sotto o poco al di sopra del sospetto, un campionario di società piccole e grandi coinvolte o sfiorate in investigazioni antimafia, tutte in fila per l’appalto e il sub appalto, tutte in gara per trovare un posto al sole in quell’Eldorado edilizio che è l’Abruzzo del dopo terremoto.
lunedì, 31 agosto 2009, 22:11 *** link *** inserito da irenecampari ***

Sopravvivere nella città blindata

di Paolo Beni e Carmine Basile

Fra la popolazione gira una battuta: il primo esodo ce lo ha imposto il terremoto e il secondo, come se non bastasse, il G8. La città è un deserto. Le forze dell'ordine hanno fatto il giro degli esercizi pubblici, consigliando la chiusura. Ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono state imposte le ferie forzate. La viabilità è sconvolta, molte strade vietate alla circolazione. Per gli abitanti delle tendopoli, la vita quotidiana in questi giorni è diventata una avventura da corso di sopravvivenza. La sicurezza dei grandi è insicurezza per gli aquilani. Chi ne aveva la possibilità, se ne è andato. Il sogno di Berlusconi, che sperava di accogliere i grandi della Terra fra ali di terremotati festanti si è infranto da tempo. Gli aquilani, aldilà delle appartenenze politiche o culturali, hanno ormai chiaro in testa ciò che sta a loro accadendo. L'aiuto umanitario, l'assistenza alle popolazioni civili nell'emergenza, come sperimentato in tante parti del mondo, non sono neutrali. Possono essere orientati alla valorizzazione delle energie locali, alla salvaguardia dello spirito comunitario, alla partecipazione cittadina. Possono essere anche però uno strumento potente per favorire passività e dipendenza, ed è questo ciò che il Governo ha scelto di fare a L'Aquila.
venerdì, 10 luglio 2009, 23:02 *** link *** inserito da circolopasolini ***

The last lady e le Prime Donne al G8

di Doriana Goracci
 

Devo dire  che l’Appello-proposta  lanciato da Micromega alle first ladies di boicottare il G8, ha dato come pensavo degli straordinari risultati, di firme e di adesioni, citato figurarsi anche dal Daily Telegraph e poi che cribbio aveva in calce la firma di quattro accademiche italiane. ..detto anche nel gergo web, Action, roba da Attiviste… Invece come da foto che “gentilmente” è stata scattata da il Centro possiamo vedere tutte e tutti che c’erano 5 sgallettate italiane, di sesso femminile che vivono nelle tendopoli,  radunate davanti a Palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, esponendo cartelli con su scritto “the last lady”, oggi 9 giugno, quando le Altre, le Prime sono arrivate, noncuranti dell’ Indignazione Femminile-Femminista Italiana.

giovedì, 09 luglio 2009, 16:19 *** link *** inserito da irenecampari ***

"Se le autorità disattendono ...

Il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università dell’Aquila, riunito in data odierna nella tenda n. 12, adiacenze Facoltà di SSMMFF, blocco 1, Coppito, ha approvato all’unanimità la seguente mozione.

“La Facoltà di Lettere e Filosofia, storico nucleo intorno a cui si è progressivamente costituita l’Università dell’Aquila nella sua attuale articolazione, all’indomani del devastante sisma che ha distrutto completamente la sua sede, ha immediatamente dichiarato – e confermato con i fatti - la propria volontà e la ferma determinazione a continuare con orgoglio a svolgere la propria missione e a riprendere con slancio le attività istituzionali. Fedele alle sue radici storiche e geografiche, ha fin da subito deciso di trovare una sede provvisoria in città, obbedendo alla forte spinta non solo dei docenti, ma di tutti gli studenti che, in modi spesso commoventi, hanno manifestato un profondo attaccamento alla Facoltà e alla città dell’Aquila.

Sono stati compiuti enormi sforzi per il reperimento della sede provvisoria, ma tutti coronati da delusione finale. Le dichiarazioni confortanti di autorità politiche locali e nazionali nonché dei massimi responsabili della gestione dell’emergenza circa la “centralità”, il “ruolo essenziale”, “insostituibile” dell’Università per quale “cuore” e “motore” della vita dell’Aquila, si sono rivelate vuote chiacchiere per quanto riguarda la sistemazione della Facoltà di Lettere e Filosofia, cui non solo è mancato l’appoggio nell’attribuzione di stabili autonomamente e faticosamente individuati, ma che è stata scavalcata per sistemare proprio in quei locali altre e spesso imprecisate realtà cittadine.
martedì, 30 giugno 2009, 15:30 *** link *** inserito da circolopasolini ***

L'ombra della mafia sul terremoto

di Attilio Bolzoni

Abruzzo, l´uomo che ha avviato le new town è legato ai prestanome di Ciancimino. Nel primo cantiere aperto per ricostruire L´Aquila c´è un´impronta siciliana.  L´ha lasciata un socio di soci poco rispettabili, uno che era in affari con personaggi finiti in indagini di alta mafia. I primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il «tesoro» di Vito Ciancimino. Comincia da questa traccia e con questa ombra la «rinascita» dell´Abruzzo devastato dalla grande scossa del 6 aprile 2009. Comincia ufficialmente con un caso da manuale, una vicenda di sub appalti e di movimento terra, di incastri societari sospetti. Tutto quello che leggerete di seguito è diventato da qualche giorno «materia d´indagine» - un´informativa è stata trasmessa dalla polizia giudiziaria alla procura nazionale antimafia - ma l´intreccio era già rivelato in ogni suo dettaglio da carte e atti di pubblico accesso.
Partiamo dall´inizio. Dai fatti, dai luoghi e dai nomi di tutti i protagonisti e dei comprimari di questo primo lavoro per il terremoto d´Abruzzo. Partiamo dalla statale 17, la strada tortuosa e alberata che dall´Aquila passa per Onna, il paese che non c´è più, il paese spazzato via alle 3,32 di quasi ottanta notti fa. È qui, sotto la collina di Bazzano, dove sorgerà la prima delle venti «piccole città» promesse da Berlusconi agli aquilani per la fine di novembre - sono le famose casette, i 4500 alloggi per ospitare fra i 13 mila e i 15 mila sfollati - che è stato dato il via in pompa magna alla grande ricostruzione. È qui che sarà costruita la prima «new town».
lunedì, 29 giugno 2009, 11:10 *** link *** inserito da circolopasolini ***

L'Aquila tradita

di Riccardo Bocca

Da un lato lo spiegamento di forze e l'efficienza per il G8. Dall'altro la disperazione nelle tendopoli. Tra disagi, spaccio di droga e violenze. Mentre la terra non smette di tremare. Sono le sette di mattina del 19 giugno, quando una Punto bianca si ferma sul ciglio della statale 17 che attraversa L'Aquila. Al volante c'è un uomo in giacca e cravatta che spegne il motore, abbassa i finestrini e sfoglia il giornale appena acquistato. Vita quotidiana, niente di strano. Eppure all'improvviso il clima cambia, diventa teso. Dalla corsia opposta, spunta una berlina metallizzata che fa inversione inchiodando davanti alla Punto. Scende un giovane alto, palestrato, in jeans slavati e maglietta attillata. Si affianca al conducente e chiede i documenti senza qualificarsi. "Ma cosa sta succedendo? E lei chi è?", replica allarmato il conducente. "Attenda", risponde lo sconosciuto. Annota la targa della Punto, si attacca al cellulare, e infine torna con un sorriso finto: "A posto, può andare...". L'assedio, lo chiamano gli aquilani. La soffocante militarizzazione che sta stressando il territorio in vista del G8. Migliaia di soldati, poliziotti, carabinieri, agenti dei servizi segreti e paracadutisti calati in città nelle ultime settimane. Forze operative giorno e notte. Per le strade, sulle colline. Ovunque.
domenica, 28 giugno 2009, 07:22 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Videolotteries

Grazie all'approvazione del Dl Abruzzo, il settore del gioco è stato completamente ridisegnato di Marco Filacchione
L'immagine “http://www.jamma.it/immagini/videolotterienn.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Sì al cash game via web, un nuovo gioco al posto del Totip, ok alle Videolotteries, al bet exchange, alle scommesse virtuali e alle "lotterie da supermercato"Lotto, New Slot e roulette on linerivoluzione nell'industria del gioco Una vera e propria miniriforma dei giochi: le misure contenute nell'articolo 12 del dl Abruzzo, divenuto legge dopo il voto del 23 giugno, oltre a rappresentare un sostegno alle zone colpite dal sisma (valutato in circa 500 milioni annui), danno ai Monopoli di Stato la facoltà di ridisegnare in parte il settore. Un'opera per la verità già iniziata: dal 18 maggio è in circolazione il Gratta Quiz, un gratta e vinci da tre euro dedicato proprio a finanziare la ricostruzione in Abruzzo, anche se i suoi risultati, non esaltanti, hanno spinto il direttore per i Giochi dei Monopoli di Stato a chiedere ai tabaccai un maggiore impegno nella vendita. La causa dello scarso entusiasmo sarebbe la prevista riduzione (circa 6 centesimi) dell'aggio spettante ai venditori. Un taglio a sfondo sociale, ma evidentemente maldigerito.
mercoledì, 24 giugno 2009, 10:46 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Commissione case abruzzesi

Prosegue la marcia del commissario-bulldozer contro l’Abruzzo dei sindaci e degli abruzzesi.

La commissione che dovrà assegnare i trenta lotti per il mega appalto del piano Case a L'Aquila ieri sera era ancora riunita. Sono 57 le ditte che hanno presentato un'offerta e la chiusura della gara è prevista per le prossime ore. Intanto la protezione civile ha comunicato i nomi delle nove aziende che dovranno fornire il cemento armato e il ferro per le piattaforme antisismiche delle venti aree. Nessuna gara europea, in questo caso, ma un appalto ad inviti. Tra le nove aggiudicatarie ci sono almeno un paio di società che hanno avuto qualche problema in passato. La Colabeton, ad esempio, nell'agosto del 2004 era stata multata per cinque milioni di euro dall'antitrust, per aver fatto parte di un cartello di aziende che avrebbero «posto in essere, nel periodo dal 1999 al 2002, un'intesa volta principalmente alla ripartizione di forniture di calcestruzzo destinate ai cantieri edili della provincia di Milano». Un accordo considerato illegittimo che avrebbe avuto «l'obiettivo di accrescere i ricavi attraverso l'incremento dei prezzi di listino e la riduzione progressiva dei termini di pagamento». Le aziende che vennero multate dall'antitrust - Ambrosiana, Calcestruzzi, Cave Rocca, Cemencal, Colabeton, CosmoCal, Holcim Calcestruzzi, Holcim Cementi, Monteverde, Monvil e Unicalcestruzzi - per un totale di 40 milioni di euro, avrebbero in sostanza concordato la loro posizione sul mercato, scambiandosi informazioni, arrivando a controllare l'80% del mercato milanese. La lista delle aziende che si sono aggiudicate questa prima parte della costruzione dei 20 villaggi - consorzio Bison-Gdm, Zuppoli-Pulcher, Sacaim, Colabeton, la Veneta Reti, Cordioli e l'aquilana Edimo di Barisciano - include anche la veneta Sacaim, che qualche mese fa è stata coinvolta in un grave incidente su un cantiere a Venezia. La procura nel settembre scorso aveva messo sotto sequestro un cantiere edile a Murano della Sacaim, dopo la morte per il crollo di un muro di un operaio ucraino, dipendente di un'azienda che aveva ottenuto un subappalto.
venerdì, 05 giugno 2009, 15:39 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Abruzzo militarizzato notizie da Arischia

Riceviamo come commento e inoltriamo ai visitatori.
 
Il campo di Arischia è gestito dalla protezione civile del Molise, dai vicini di casa. È gestito in maniera militare. Abbiamo già mostrato foto dei cartellini che ogni abitante deve portare al collo, senza di questi non si entra e non si esce. E ora ci sono le regole.
Delle regole ci vogliono: non è certamente semplice far convivere in pace persone che nemmeno si conoscono o, peggio, si conoscono e non si sopportano, in certi casi.
Le regole del campo di Arischia sono assurde, però. Il presupposto di partenza è che nel campo ci sono 450 persone, e si conoscono tutte: un estraneo non passerebbe mai inosservato. L’identificazione tramite numero, e non tramite nome e cognome, ricorda tanto, troppo, altri numeri tatuati sul braccio: al campo ti chiedono solo il numero, per trovarti prima negli elenchi. La gente sente di non avere più un nome, in questa situazione. Senza cartellino non si entra nel campo, nemmeno se al cancello c’è tuo cugino o un tuo amico, che sanno benissimo chi sei.
Inoltre la notte, dalle 23 alle 6 del mattino successivo, il campo è chiuso. La Protezione Civile sorveglia il cancello in quell’orario, tenendolo chiuso con tre giri di catena e lucchetto. Catene e lucchetti ad un cancello, ed intorno al campo almeno tre ingressi non sorvegliati ed aperti. Intorno campi e boschetti. Un ottimo sistema di sorveglianza.
sabato, 09 maggio 2009, 19:42 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Sound of silence

Riporto di seguito l'editoriale di Alessanddro Robecchi pubblicato oggi sul Manifesto, che si interroga sui fondi previsti (?) per la ricostruzione delle aree terremotate in Abruzzo, e sul silenzio che è caduto sulla questione negli ultimi giorni. (Nicola Cocco)

TERREMOTO, GIOCO D'AZZARDO CON TRUFFA

E' passato un mese esatto da quando l'Abruzzo ha tremato, l'Aquila è stata colpita e affondata, i suoi cittadini ci sono rimasti sotto, e il Paese intero si è piegato dal Dolore. Un mese durante il quale l'unica cosa che si è mossa perfettamente è stata la propaganda di un governo ricco di cinismo ma povero di aiuti. Guai a dubitare, guai a criticare: il consenso obbligatorio impastato con il lutto è diventato censura, la retorica già fastidiosa di suo si è innestata su toni da cinegiornale Eiar, davanti al premier salvatore si sono sprecati gli alalà. Oggi possiamo parlare di questa enorme e crudele truffa cifre alla mano, perché le gambe corte delle bugie del governo Berlusconi, corso a far passerella a L'Aquila, sono scritte nero su bianco. Otto, dieci, dodici miliardi per l'Abruzzo, dicevano le promesse. Ma il decreto legge n. 39 del 28 aprile suona un‚altra musica, ed è un'altra gragnuola di colpi in faccia al popolo d‚Abruzzo.  Proviamo un rapido riassunto. Primo: dei 150 mila euro di risarcimento ad abitazione non c‚è traccia, non se ne fa cenno. Indiscrezioni dicono che saranno così ripartiti: 50mila cash (chissà quando), 50mila come credito di imposta (a carico dei terremotati), e altri 50mila come mutuo agevolato (che pagheranno i terremotati). I soldi cash stanziati per i primi due anni (2009 e 2010) superano di poco il miliardo. Se si tolgono quelli spesi per la prima emergenza, rimangono 700 milioni di euro, appena sufficienti per le costruzioni temporanee.
mercoledì, 06 maggio 2009, 18:57 *** link *** inserito da circolopasolini ***

"Sui soldi il governo mente"

di Giuseppe Caporale

ROMA - È stato ribattezzato "decreto abracadabra" per le innumerevoli devianze creative con le quali accompagna il processo di ricostruzione dell'Aquila. La luna di miele tra gli abruzzesi e Silvio Berlusconi ha subìto una prima e significativa increspatura. La lettura approfondita del decreto legge, e la verifica che i soldi all'Abruzzo in gran parte (4,7 miliardi di euro) saranno racimolati dall'indizione di nuove lotterie, dagli interventi sul lotto, e dai sempreverdi provvedimenti anti-evasione, soldi veri niente, e che in più le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (da oggi al 2033) hanno creato fremiti di rabbia prima isolati e poi sempre più partecipati. Il tam tam ("Berlusconi ci inganna!") è iniziato sui blog. Prima Facebook e poi i partiti. Prima i conclavi nelle tende poi le riunioni istituzionali. Una giovane donna, Rosella Graziani, che sa far di conto, ha messo a frutto tutto il tempo ritrovato e fino alla settimana scorsa inutilizzato per radiografare il decreto legge e poi bollarlo in una lettera pubblica: "Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito a una ingiustizia tanto grande. Un cumulo di menzogne ha ricoperto L'Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie". Quali le menzogne e dove l'inganno? I soldi veri, il cash disponibile che Tremonti rende immediatamente spendibile, si aggira sul miliardo di euro. Tolte le spese per l'emergenza, restano 700 milioni di euro destinati alla costruzione delle casette temporanee. E qui il primo punto: 400 milioni saranno spesi per edificarle nel 2009 e 300 milioni nel 2010. Se ne potrebbe dedurre che la totalità delle case provvisorie sarebbero, è bene riusare il condizionale, realizzate totalmente entro l'anno prossimo. Dunque qualcuno avrà un tetto a settembre, qualcuno a ottobre, qualche altro a gennaio, o nella prossima primavera. È così? È il dubbio che affligge.
martedì, 05 maggio 2009, 09:33 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Noi prigionieri in Messico

di Paco Ignacio Taibo II

CITTA' DEL MESSICO - State tranquilli, amici miei. Non è così terribile come vi dicono, questa non è la città di appestati che vi hanno descritto. Viviamo in un perenne stato di shock, d'accordo. http://farm1.static.flickr.com/26/52072737_551ac5d3a5.jpg?v=0Però esaminate le cifre, la dimensione del fatto. Città del Messico è una metropoli di oltre venti milioni di abitanti, la più popolosa del mondo. Sapete quanti sono i presunti contagiati? Due o tremila al massimo, che fa una percentuale dello 0,0001 eccetera. Tutto molto relativo. Tuttavia, siamo calati in uno scenario straordinario. Spettatori e protagonisti di uno spettacolo da pellicola di fantascienza. I cinema sono chiusi, i teatri sono chiusi. Niente partite di calcio allo stadio, ristoranti con le serrande abbassate. Scuole primarie ferme come la maggior parte degli uffici pubblici. Ma la gente continua ad andare al lavoro, i servizi di trasporto - metropolitana, pullman, taxi - funzionano regolarmente. Le strade però sembrano quasi deserte. Prive di colori. Mancano le nuvole immobili nel cielo, le pozzanghere, le insegne giallognole al neon, il calore del pomeriggio. Ti fermi un istante, e ti rendi conto che il frastuono di questa città - il torrente della maledetta baraonda di fumo e di clacson, di marmitte che strepitano, di semafori rossi: la sinfonia delle sette di sera - suona lontano, ovattato. Hai solo occhi per questi fantasmi che camminano in silenzio con le loro mascherine sul volto, mantenendo cinquanta centimetri di rigorosa distanza l'uno dall'altro. Fantasmi che sollevano la mascherina e si arrestano un istante per ingozzarsi lungo la strada in quei piccoli posti dove ancora continuano a dare da mangiare, guardandosi intorno furtivi. Prendi nota, compare. A Città del Messico battono simultanemente i cuori del Primo e del Terzo Mondo. Il paradosso malvagio è che in questa città ci sono più studenti universitari che a New York, più clochard che a Parigi, più poveri che a Nuova Delhi, più morti ammazzati che nell'Inghilterra di Jack lo Squartatore, una polizia più corrotta che in Thailandia. E alcuni tra i migliori scrittori del mondo.
lunedì, 04 maggio 2009, 20:45 *** link *** inserito da circolopasolini ***

La lista dei crolli annunciati

L'Aquila, uno studio del 2006: 137 palazzi a rischio di Lorenzo Colantonio
 
«Il Centro» recupera l'elenco dei palazzi con «criticità strutturali», molti dei quali sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E' l'elenco del rischio previsto già da uno studio del 2006. La Casa dello studente ad esempio aveva criticità strutturali del cemento. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l'inchiesta sull'allarme prima ignorato e poi insabbiato.

L'AQUILA. Ecco la lista dei crolli annunciati, ecco l'elenco dei 137 palazzi pubblici dell'Aquila con «criticità strutturali», molti dei quali erano fragili come cartapesta e sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E' l'elenco del rischio previsto già dal 2006. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l'inchiesta sull'allarme prima ignorato e poi insabbiato. E' all'ultimo posto della lista la Casa dello studente: 8 morti e cuore dell'inchiesta del procuratore Rossini e del sostituto Picuti.

LA MAPPA Gli edifici a rischio sisma e i danni subiti
mercoledì, 29 aprile 2009, 21:42 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Le parole che hanno trasformato un terremoto in una catastrofe

[Da Eddyburg]

Vocazione edificatoria, diritto edificatorio, sviluppo del territorio: queste le parole che hanno trasformato un terremoto di moderata entità, che in altri paesi avrebbe fatto danni modesti, in una catastrofe che ha provocato 300 morti. In quelle parole è nascosta un’idea che si è trasformata in azioni: l’idea che la funzione del suolo sia quella di ospitare edifici, di lasciar sorgere su di esso case, capannoni, palazzi. Poiché il suolo serve esclusivamente a quello, qualunque atto che voglia prescrivere altre utilizzazioni è considerato un perverso vincolo: lasciare un’area all’agricoltura o alla creazione di un parco o un bosco è considerato un danno che lo “sviluppo” non può tollerare. Per lasciare che quella “vocazione” si esprima, che quel “diritto” cancelli ogni altro diritto, che quello “sviluppo” non si arresti, bisogna rendere innocua la pianificazione delle città e dei territori: finché non si può abolirla, finchè non si può affidarla alle mani degli interessi immobiliari (come la proposta di legge sul governo del territorio del Popolo delle libertà propone) occorre consentire con ampiezza di derogare dalle sue regole. Il Italia si è costruito troppo, al di fuori da qualunque necessità sociale. Si sono urbanizzate, e spesso degradate, aree la cui piena utilizzazione consentirebbe di ospitare tutte le necessità di una popolazione molto più ampia di quella attuale. La messa in sicurezza delle costruzioni minacciate nella loro integrità fisica dal mancato rispetto delle norme più elementari di sicurezza statica dovrebbe essere un tassello di una grande progetto di restauro del territorio, basato su un’attività di pianificazione territoriale e urbanistica che metta al suo centro la difesa delle qualità esistenti e la creazione di nuove, il rispetto della trasparenza nelle decisioni, la più ampia partecipazione alle scelte che condizionano il futuro di noi tutti.
lunedì, 27 aprile 2009, 12:36 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Salvatore Veca per gli studenti de L'Aquila

Su Telepaviaweb (qui), Salvatore Veca vicepresidente dello Iuss di Pavia e rettore del Collegio Del Maino supporta la proposta di ospitare all'Edisu studenti de L'Aquila e il proseguimento del corso di studi per chi ha dovuto forzatamente interromperlo a causa del terremoto.
 Ringrazio Salvatore Veca per l'intervento.

Irene Campari
giovedì, 23 aprile 2009, 15:49 *** link *** inserito da circolopasolini ***

"Questi edifici crolleranno"

Da Giorgio Trigila

Anno 1988, il rapporto inascoltato"Questi edifici crolleranno" di Paolo G. Brera

Nella relazione conclusiva per un'esercitazione antisismica di 21 anni fa un ingegnere della Soprintendenza individuava i punti di crisi dell'Aquila.

L'AQUILA - Simularono un terremoto all'Aquila, annotarono danni e rimedi, protocollarono e chiusero tutto in un cassetto. I risultati della "Esercitazione di protezione civile Amiternum", anno 1988, sono seppelliti dalle macerie di ciò che avevano previsto 21 anni prima. Di quei documenti ingialliti da due decenni di letargo è riemersa solo la copia della relazione finale di un ingegnere della Soprintendenza ai beni architettonici. Poche pagine, che prevedevano il disastro del palazzo di Governo, la bellissima prefettura dell'Aquila trasformata in un monte di calcinacci; annotavano l'urgenza di consolidare gli edifici scolastici e i centri storici, trappole mortali per centinaia di persone come è accaduto a Onna e all'Aquila; suggerivano di realizzare aree attrezzate con luce, acqua e fogne per gestire l'emergenza evitando i disagi di oggi visto che due settimane dopo il sisma ci sono ancora campi con poche stufe perché la corrente elettrica non basta, e con poche docce perché mancano portata dell'acqua e scarichi. "Partecipai a quell'esercitazione come architetto della Soprintendenza ai beni architettonici dell'Aquila, ero il responsabile dell'Ufficio prevenzione del patrimonio culturale dal rischio sismico", racconta l'ingegner Claudio Panone mostrando le tre pagine di una copia della "Relazione sintetica su alcuni dei principali aspetti emersi in sede organizzativa ed esecutiva nell'ambito dell'esercitazione di protezione civile 'Amiternum' a L'Aquila, 22 e 23 settembre 1988".
giovedì, 23 aprile 2009, 14:22 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Studenti aquilani a Pavia, si può (2)

Su Telepaviaweb un servizio sull'ospitalità che l'Edisu e l'Università  offriranno a studenti de L'Aquila (qui). Il trasferimento e l'ospitalità potrebbero essere gestite direttamente dalla Regione Lombardia. L'Edisu ha numerosi alloggi studenteschi che mantiene a disposizione di visiting professor e ospiti, come risulta anche dal sito dell'Ente per il diritto allo studio e come dev'essere per un centro universitario come Pavia.
Agli studenti aquilani, se venisse applicato il criterio di continuità degli studi anche in sede diversa da quella di iscrizione come avviene per gli studenti Erasmus, potrebbe essere garantita la regolare prosecuzione degli studi.

Irene Campari
mercoledì, 22 aprile 2009, 19:11 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Studenti abruzzesi: qualcosa si sta muovendo

La settimana scorsa avevo pubblicato un appello rivolto ai rappresentanti del Comune di Pavia nel cda dell'Università e dell'Edisu (Commissario prefettizio e Davide Ottini) al fine di ospitare nei collegi universitari studenti abruzzesi che rischiano di perdere l'anno accademico. L'appello lo potete leggere qui. Qualcosa si sta muovendo e ne sono contenta. Informazioni provenienti dalla Regione Lombardia confermerebbero l'intenzione di ospitare alcuni studenti de L'Aquila in strutture universitarie cittadine.

Irene Campari
mercoledì, 22 aprile 2009, 11:06 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Terremoto, le vittime da non dimenticare

da Nicola Cocco

Vi segnalo un video (qui) di PeaceReporter su una questione relativa al terremoto in Abruzzo che è stato solo sfiorata nei giorni passati, relativa agli immigrati de L'Aquila e dintorni che mancano all'appello, anche perché nessuno li ha cercati... E si parla di cifre terribili, di persone senza volto né nome ancora sotto le macerie.
lunedì, 20 aprile 2009, 11:43 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Cronaca di un terremoto annunciato

di Lucia Proto

La testimonianza di una giovane architetto abruzzese, in presa diretta dal terremoto. Scritta per eddyburg e chi vuole riprenderla

Avezzano, 6 aprile 2009, ore 3.20

Il letto matrimoniale, dove mio marito ed io dormiamo, inizia a sobbalzare violentemente, un boato sordo, rumori degli oggetti che si infrangono: capisco subito, è il terremoto; è come se, da quando vivo qui, lo avessi sempre aspettato.

Avezzano, 13 gennaio 1915, magnitudo 6.8, persone morte 30.000.

La mia famiglia di origine viveva a quell’epoca ad Aielli alto, un piccolo centro della Marsica, abbarbicato sulle pendici del Monte Sirente, la casa andò completamente distrutta, qualche osso rotto ma la mia bisnonna, zia Teresa e zia Maria riuscirono a salvarsi stringendosi in un angolo.
Successivamente, si spostarono a valle, insieme a loro altri sopravvissuti e nacque così Aielli Stazione.
Io sono nata e cresciuta a Roma, ma quell’esperienza è divenuta mia.
Qui, nelle terre d’Abruzzo, passa la linea, profonda centinaia di chilometri che crea i continenti, che alza le montagne, che conforma il nostro paesaggio, qui gli umani devono convivere con il movimento della terra, come aspetto della vita stessa e non della distruzione.
sabato, 18 aprile 2009, 20:40 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Non c'è il nesso, non c'è

Inchieste, scontro Berlusconi-giudici. "Cose accadute, ora non si perda tempo"

L'AQUILA - La replica del procuratore: "Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle responsabilita". "Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute". E' l'ennesimo attacco del presidente del Consiglio ai media, e in particolare a quelli che dopo il terremoto hanno messo in luce le tante zone d'ombra del sistema edilizio abruzzese. Più di una semplice tirata d'orecchie, poco meno di una censura, dunque. Tanto che il premier si spinge ad un vero e proprio "invito" alla stampa: "Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno - ma, per favore, non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste". "Quando ci sono questi eventi - insiste dall'Aquila il vcavaliere, - c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità ci devono essere prove consistenti".
sabato, 18 aprile 2009, 18:39 *** link *** inserito da circolopasolini ***

Grandi rischi a verbale


Verbale Commissione Grandi Rischi 31 marzo 2009

verbale commiss…i 31 -03-09
[Da Giorgio, fonte: L'Espresso]
venerdì, 17 aprile 2009, 15:55 *** link *** inserito da circolopasolini ***